Nuovo algoritmo in casa Facebook, ecco cosa cambia

Mark Zuckerberg rimescola le carte del gioco lasciando ancora una volta tutti senza parola. “Nel 2018 vogliamo assicurarci che il tempo che trascorriamo tutti su Facebook sia tempo ben speso”, con questo parole il  ceo del padre di tutti i social annuncia un cambiamento destinato a far discutere: modificare l’algoritmo che regola l’ordine delle notizie sulla nostra bacheca privilegiando i contenuti personali (quelli prodotti da amici e famiglia) a discapito di quelli di media e aziende.

“Abbiamo creato Facebook per aiutare le persone a rimanere in contatto tra di loro”, continua Zuckerberg nel suo post per sottolineare la validità della sua scelta. “Ecco perché abbiamo sempre messo gli amici e la famiglia al centro. Alcune ricerche dimostrano che il rafforzamento delle nostre relazioni migliora la nostra felicità. Ma recentemente abbiamo ricevuto dalla nostra community delle lamentele sul fatto che i contenuti dei media e dei marchi stavano rimpiazzando i momenti personali, quelli che ci portano a rimanere in contatto con gli altri”.

Sarà, quindi, più probabile imbattersi in post pubblicati da amici, mentre verrà sacrificato lo spazio dedicato alle pagine che saranno visibili in base a come (e quanto) il pubblico interagirà con loro.

“Alcune notizie favoriscono i confronti, ma troppo spesso guardare video e leggere notizie è un’esperienza passiva”, spiega il fondatore di Facebook, “sulle bacheche degli utenti i contenuti pubblici hanno rubato troppo spazio ai post di amici e familiari e dunque è tempo di spostare il feed delle notizie verso la cosa più importante che Facebook può fare: aiutarci a connetterci l’uno con l’altro”.

Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica. Se da un lato questo ritorno alle origini può sembrare come la strada “romantica” che ci consente di recuperare i contatti interpersonali, dall’altro rischia di alimentare quell’antipatico circolo vizioso per cui rischieremmo di vedere sulle nostre bacheche sempre lo stesso genere di contenuto, in linea con le nostre idee, a discapito del confronto e della riflessione critica.

Al di là di mere considerazioni pratiche che coinvolgono i social media manager, il cui lavoro da oggi sarà ancora più difficile, e le aziende, che dovranno spendere molti più soldi in pubblicità (per non parlare di milioni di piccole realtà che diventeranno invisibili), varrebbe la pena interrogarsi anche sul futuro delle fake news.
Se a contare è solo l’interazione a svantaggio del contenuto, non è difficile intuire che si avvicinano tempi di vacche magre per la veridicità delle notizie che, a quanto pare, non rientra tra le preoccupazioni di Menlo Park. 

 

Anna Frabotta

A Cesena il 66esimo Campionato Mondiale di Ornitologia

La città di Cesena per 10 giorni capitale dell’Ornitologia mondiale. Saranno i rinnovati Padiglioni di Cesena Fiera ad ospitare la 66esima edizione del Campionato Mondiale di Ornitologia, aperta al pubblico dal 19 al 21 gennaio 2018, già operativo dal 12 gennaio con l’arrivo delle delegazioni da tutto il mondo.

Il Campionato è un evento annuale la cui sede viene scelta dalla Confederazione Ornitologica Mondiale (COM). Lo scorso anno è stato ospitato in Spagna ad Almeria, nel 2019 sarà in Olanda. L’ultima edizione ospitata in Italia era stata nel 2014 a Bari, prima ancora nel 2009 a Piacenza. L’evento porta a coronamento la stagione delle mostre sportive ornitologiche, al concorso sono ammessi tutti gli allevatori tesserati alle confederazioni dei singoli Paesi.

Decisamente imponenti i numeri dell’edizione ospitata a Cesena che hanno abbattuto ogni precedente record, come quello nel numero degli allevatori partecipanti, oltre 4.000, da tutto il mondo, che porteranno a concorso più di 32.000 uccelli, record anche in questo caso con il superamento del precedente a Piacenza. A valutare i volatili saranno 138 giudici tutti di caratura internazionale.

Al Mondiale sono ammesse tutte le specie di uccelli dello scibile naturale: canarini di colore, canarini di postura, ibridi esotici e indigeni, canarini da canto, ondulati (pappagallini) e psittacidi (pappagalli di grande taglia). Ad accompagnarli nella manifestazione sono i singoli allevatori proprietari oppure i convogliatori, specialisti che fungono da accompagnatori per più specie.

A valutarli è una giuria internazionale, composta per metà da esponenti italiani, l’altra metà da giudici scelti tra le federazioni estere aderenti alla Confederazione Ornitologica Mondiale. Tutta la proceduta di giudizio sarà gestita dall’Ordine Mondiale dei Giudici (OMJ), presieduto dal cesenate Roberto Rossi.

Ma come vengono scelti i vincitori? Si tratta di giudizi di alta specializzazione, effettuati in applicazione di criteri di qualità che variano a seconda della specie, della razza e della tipologia del volatile.

Non è un caso che la manifestazione sia ospitata in Italia e nello specifico in Emilia Romagna. LaFederazione Ornicoltori Italiani (FOI), che consta di 250 associazioni suddivise in 15 raggruppamenti regionali ed interregionali, è la più importante al mondo, forte di ben 18.500 tesserati. In questo contesto svetta l’Emilia Romagna, vero e proprio cuore pulsante della Federazione, che da 78 anni ospita la mostra più importante al mondo a Reggio Emilia.

“Ci troviamo al cospetto di un evento ornitologico senza precedenti, per numero di allevatori partecipanti e per numero di uccelli esposti a concorso – spiega Antonio Sposito, Presidente della Foi – A tutto ciò occorre far seguire un’organizzazione adeguata e quell’accoglienza che solo noi Italiani siamo capaci di offrire. Tutto il resto lo farà la passione che contraddistingue il nostro ambiente, costituito da persone che amano la natura ed i processi naturali, proteggono gli animali e tutelano l’ambiente con una continua e costante dedizione ai propri allevamenti. Il Campionato Mondiale di Cesena 2018 costituisce l’emblema del nostro movimento e per tutti noi allevatori amatoriali di uccelli è il coronamento di un anno di lavoro e di sacrificio, è quel momento irripetibile nel quale avremo la possibilità di esporre in gara i nostri amici con le ali, di confrontarci sportivamente sulle loro qualità e di incontrarci per arricchire ulteriormente le relazioni umane”.

In foto: Piraccini, Ramoa, Sposito, Rossi

Ufficio stampa di CesenaFiera è Agenzia PrimaPagina

La Piadina Romagnola protagonista a Geo su Rai 3

La Piadina Romagnola sarà la protagonista della puntata di mercoledì 10 gennaio su Geo in onda su Rai 3 a partire dalle ore 17. In studio Sveva Sagramola incontrerà Maurizio Camilletti unico produttore, assieme alla moglie Rosella Reali, delle Teglie di Montetiffi.

Maurizio racconterà le fasi salienti per la creazione di questo storico manufatto, segreto e magia della sua cottura prima di essere usato. Si ripercorrerà la storia di questo mito romagnolo, la Piadina, famoso street food conosciuto in tutto il mondo, nobilitato a pane dei romagnoli da Giovanni Pascoli.

In studio anche Carla Brigliadori, responsabile della scuola di cucina di Casa Artusi, che proporrà la ricetta numero 195, Crescioni, presente ne “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi. La ricetta che ci riconduce a un impasto di acqua, farina e sale, che troveremo nobilitata e arricchita sulle tavole borghesi.  Verranno raccontati gli abbinamenti con altri cibi per una condivisione festosa della tavola. Profumo di Romagna a Geo.

 

(Photo: #buonvivere)

 

Ufficio stampa di Casa Artusi è Agenzia PrimaPagina

A Santarcangelo torna a vivere Ferramenta – Officine del Gusto

Torna a rivivere, dopo oltre 150 anni, una delle più antiche trattorie d’Italia sulla storica Piazza Ganganelli a Santarcangelo di Romagna.
Correva infatti l’anno 1850 quando apriva i battenti la Trattoria del Commercio, in seguito in parte assorbita da due giovani coniugi santarcangiolesi che, in fuga dalla mafia americana che aveva distrutto la loro attività, aprirono la Ferramenta Semprini, una delle più fornite di ogni tipo di utensileria, così colma di prodotti ed attrezzature di varia natura, da richiamare l’attenzione di pubblico da tutta la regione e ben oltre, tanto da diventare persino punto di riferimento territoriale per l’esposizione e la
vendita di bestiame, con annessa asta pubblica.

Oggi FERRAMENTA- Officina del gusto, dentro le sue spesse mura risalenti al 1400, mostra con orgoglio i segni del tempo pur nella sua nuova veste di fascinoso ristorante.
Recupero e restyling compiuti con rara sensibilità sono opera di un imprenditore innamorato del nostro patrimonio di storia e cultura, anche alimentare, e della sua salvaguardia: Rino Mini,
Presidente del Gruppo Galvanina.

Cos’è oggi FERRAMENTA?
Né industrial, né vintage, né shabby chic: FERRAMENTA non segue alcuna tendenza estetica semplicemente perché ne crea una propria, originale e ricca di quello charme naturale che hanno
solo le cose autentiche. Tutto fatto a mano con legno, ferro e vetro, dai banconi di legno, ai sontuosi lampadari realizzati con una cascata di bottiglie Century Galvanina, dalle teche per il vino in ferro battuto ai morbidi divanetti in pelle, FERRAMENTA unisce alle opere di artigiani locali le più sofisticate attrezzature di cucina e di conservazione degli alimenti.
Per le carni provenienti da 12 Paesi – dall’Argentina al Messico, dall’Olanda alla Francia, alla Polonia, all’Uruguay, alla Spagna…- sono state acquistate celle, ben visibili nel locale, con un sistema di climatizzazione all’ozono che, oltre a garantire la non proliferazione dei batteri e quindi una salutare sterilità, a temperatura controllata permettono frollatura e mantenimento al massimo livello di sicurezza. Per la cottura, altra strumentazione d’avanguardia: un avveniristico forno X- Oven alimentato con carbonella di legno di mangrovia cubana che non produce fiamma e non emana alcuna esalazione, così da evitare la dispersione nell’ambiente di particelle volatili o ceneri dannose per l’organismo. Questo rivoluzionario forno, con griglie sterilizzate ogni giorno, permette di ridurre i tempi di cottura e di evitare la pericolosa carbonizzazione delle carni, esaltandone nel
contempo il sapore e le caratteristiche naturali.
A legna il grande forno circolare che offre la possibilità delle migliori performance al mitico Mimmo Fabozzi, il pizzaiolo napoletano che da sempre realizza, per questa proprietà, pizze di
altissimo livello sia grazie alla sua innata passione per le farine e per gli impasti, sia ai prodotti eccellenti per la guarnizione di ogni pizza. In mano allo chef Leonardo Rossetto, altro affidabile collaboratore storico, tutta la cucina a vista che produce pasta fresca fatta in casa, primi, secondi e dolci della tradizione italiana, ma non solo, utilizzando quelle ricette una volta riservate ai pranzi di famiglia nelle occasioni di festa, ma
elaborate con materie prime d’eccezione, come i polli di Bresse, i maiali bradi di Simone Fracassi, quelli “Tranquilli” di Onesto Ghirardi, fino alla pura razza iberica alimentata a ghiande.
Anche i pesci freschissimi sono presenti nella carta di FERRAMENTA, in questo caso cotti su durissime tavole di legno che ne rispettano le proprietà e conferiscono sapori indimenticabili, così come è vasta l’offerta di verdure biologiche la cui varietà sarà in grado di soddisfare il popolo dei vegani, pur in questo regno di opulenza carnale.

Il vino in cassaforte e la birra in botte
In un contesto così attento alla qualità dell’offerta, è importante da tutti i punti di vista il tema enologico. Una delle cantine appartenenti all’ampia struttura di FERRAMENTA conterrà, come in un vero e proprio caveau, una serie di cassette di sicurezza, le chiavi di ciascuna delle quali sarà unicamente nelle mani del cliente che creerà una propria riserva di bottiglie scelte dalla carta ad un prezzo ridotto; potrà spaziare tra champagne famosi o di piccoli vigneron, tra bollicine di Franciacorta, Trento Doc e piccole meraviglie frizzanti di altre regioni, insieme ai più nobili rossi, a
bianchi raffinati e a piccole produzioni per tutte le tasche.
Menzione a parte merita la birra FERRAMENTA prodotta da Amarcord, su specifica ricetta di Rino Mini, che, contenuta in due capaci serbatoi da 500 litri l’uno, ben visibili al di là delle vetrate,
ne consentono la spillatura in apposite crowler da 750 ml. griffate, che vengono chiuse ermeticamente al momento del servizio al tavolo.
Né pastorizzata, né filtrata, questa birra bionda e cruda, tipo Lager è particolarmente adatta a tutte le proposte gastronomiche di FERRAMENTA.

L’Oyster, Sushi e Raw Bar
Punto focale di FERRAMENTA è lo spettacolare e lunghissimo bancone in legno e marmo posto proprio all’entrata di fronte ad una funzionantissima ghiacciaia dei primi anni ’50: direttamente dalla strada si potranno richiedere le ostriche nazionali, sia dell’Adriatico che del Tirreno, dal plateau in bellavista, con una coppa di champagne in ghiaccio, mentre Orges Haxhiu, forte di
esperienze internazionali di altissimo livello, proporrà il Sushi più raffinato.
Poco più in là un barman si destreggia con i cocktail dell’aperitivo serale di fianco ad un oste che sforna pani caldi e focacce serviti sempre con una incredibile rassega di salumi da far invidia alle
più fornite norcinerie. La ricerca esasperata del buono assoluto e a volte pressoché introvabile, consentirà di poter assaggiare qui la finocchiona di Simone Fracassi, la spalla cruda di Palasone
Sissa, il prosciutto extra dolce di maiale “Tranquillo” fino ai preziosissimi Pata Negra spagnoli e ai prosciutti di tutt’Italia, da Udine all’Aspromonte.
Sul banco svetta anche una nerissima Carpigiani per la produzione di gelato fatto al momento e,
accanto, la pasticceria con le proposte dei dolci della memoria. Completano l’offerta due belle vetrine dove è esposta una meravigliosa coltelleria (un coltello per
ogni carne), insieme a taglieri e carrelli costruiti all’interno della foresta amazzonica, pentole trendy, piatti in raffinata ceramica e originali canovacci da acquistare per la propria casa o per i regali più originali.

I generi alimentari
FERRAMENTA torna ad essere una straordinaria bottega di generi alimentari di produzione propria: dalle scansie occhieggiano invitanti vasi di prodotti conservati, dalla frutta sciroppata ai
vegetali, ai prodotti ittici, sino a spezie, legumi secchi, condimenti vari, olio extra vergine, aceti di ogni genere, accanto a creme di vegetali e a un’importante collezione di sottoli e sottaceti.
Pasta di Gragnano, caffè in grani e macinato, vini, bibite e succhi di un’ampia gamma in gran parte biologica, costituiscono l’ulteriore offerta di questa bottega. Qualità alla portata di tutti

Testimonial del locale, lo chef santarcangiolese Valerio Braschi, giovane e talentuoso vincitore di Masterchef 2017, che periodicamente sarà in FERRAMENTA per realizzare un suo piatto, da lasciare poi in carta.
FERRAMENTA è tutto questo e molto altro, una fucina di idee in continua elaborazione, una cucina non stellata ma “stellare” per la qualità indiscutibile di prodotto del tutto fatto in casa, nel
rispetto della tradizione.
Piatti e prezzi accessibili a tutti, a partire dall’abolizione del costo del coperto, perché l’esperienza culinaria, nella precisa volontà di chi ha deciso di ridare identità e vita a FERRAMENTA, deve
essere un piacere condivisibile.

Ufficio stampa di Ferramenta è l’Agenzia PrimaPagina.

Cresce Macfrut e l’attività del quartiere fieristico di Cesena

Macfrut cresce, Cesena Fiera lo segue a ruota. Il risultato è un incremento delle attività nel centro fieristico come mai si era visto nella sua oltre trentennale storia. A dirlo sono i numeri presentati nell’Assemblea di Cesena Fiera che hanno visto la presentazione (e approvazione) del bilancio preconsuntivo 2017 e il preventivo del prossimo anno.

Il fatturato 2017 supererà i 5 milioni di euro e l’utile netto dovrebbe attestarsi sui 153.000 euro. Il preventivo 2018 vede ricavi per 5,6 milioni e un utile atteso di 232.000 euro.

Un raddoppio dell’attività in quattro anni, considerato che il 2014 aveva visto un fatturato di 2,8 milioni e un risultato gestionale in sostanziale pareggio.

I dati evidenziano la strategicità di Macfrut nel bilancio dell’ente fieristico tanto da rappresentare oltre l’80% delle entrate. Tale incremento ha consentito investimenti nel centro fieristico oggi dotato di moderne strutture per ospitare eventi aziendali, meeting, congressi, che hanno l’hanno resa unica nel comprensorio cesenate. Un cambio di passo apprezzato dal panorama imprenditoriale locale tanto che il Centro congressi cesenate quest’anno ha ospitato ben 73 iniziative. Non solo: se la parte congressuale nel 2016 portava introiti per 17.000 euro, nel 2017 la cifra è lievitata a 156 mila euro. Dato che si spera di incrementare ulteriormente nel 2018.

Nel 2017 il Centro Fieristico cesenate ha ospitato 19 manifestazioni.

Il nuovo anno vedrà l’arrivo di nuovi appuntamenti fieristici a Cesena. Complessivamente saranno 21 le manifestazioni in calendario, con le new entry del Campionato Mondiale di Ornitologia (19-21 gennaio), la Mostra Canina regionale (27-28 gennaio), il Simposio internazionale sull’Asparago (16-18 ottobre). Tutte iniziative che contribuiranno a generare un consistente indotto locale, per hotel e ristoranti.

Renzo Piraccini, Presidente di Cesena Fiera esprime la soddisfazione per i risultati raggiunti: “Oggi si vede in tutta la sua chiarezza la validità della strategia improntata in questi anni: lo sviluppo di Macfrut consente di far crescere anche le iniziative sul quartiere fieristico cesenate. A questo aggiungo un altro elemento fortemente positivo: il modello societario di Cesena Fiera. Il mantenimento di una significativa quota pubblica (il 40%), che dà le linee di indirizzo e di controllo, insieme a una gestione privata che garantisce maggiore snellezza operativa, sta dando i suoi frutti”.

Ufficio stampa di Cesena Fiera è l’Agenzia PrimaPagina. 

La Cultura Artusiana protagonista a Manila

Casa Artusi protagonista nelle Filippine nella Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. La responsabile della scuola di cucina, Carla Brigliadori, ha tenuto all’Ascott Bonifacio Global City di Manila un corso dedicato alla pasta fresca fatta a mano, mito e rito dell’Emilia Romagna.

In cucina, insieme a lei, Margarita Fores, Premio Marietta ad Honorem 2013, miglior chef donna Asia lo scorso anno (Asia’s Best Female Chef 2016), prima cuoca filippina ad ottenere questo prestigioso riconoscimento tributato da una giuria internazionale.

Il programma ha visto anche una cena di gala all’Ambasciata Italiana a Manila, alla presenza del neo ambasciatore Giorgio Guglielmino. Al centro del menù i prodotti regionali il Parmigiano Reggiano Dop, l’Aceto balsamico di Modena Dop, il Prosciutto Crudo di Parma Dop, la Mortadella di Bologna Igp, il Sangiovese di Umberto Cesari. Molto apprezzate le ricette artusiane e la piadina fatta a mano dallo staff di Margarita Fores, che in questi anni si è formato nella scuola di cucina Casa Artusi.

L’evento a Manila ha riproposto lo stretto legame tra Casa Artusi e le Filippine. Una liaison avviata cinque anni fa con la nascita di “Casa Artusi Filippine”, punto di riferimento per l’intera l’Asia, centro enogastronomico costruito per onorare l’arte e la scienza della cucina delle case italiane.

Ufficio stampa di Casa Artusi è l’Agenzia Prima Pagina.

La Piadina Romagnola alla conquista del mercato tedesco e francese

Non ci sarà da stupirsi nel vedere un tedesco e un francese con in mano una piadina Romagnola Igp. Perché sono proprio questi i mercati internazionali al centro dell’attività del Consorzio di Promozione e Tutela della Padina Romagnola. L’attività di promozione della Piadina Romagnola si svilupperà attraverso incontri con i buyer, presentazioni alla stampa internazionale, degustazioni guidate, abbinamenti e tanto altro ancora all’insegna del prodotto simbolo della Romagna.

Il primo appuntamento è in programma nel mese di aprile a Francoforte con un evento rivolto a buyers e giornalisti seguito anche da una campagna sugli autobus della città tedesca. Il secondo evento internazionale sarà in giugno a Parigi dedicato alla stampa di settore e buyer.

Nel mezzo ai due ci sarà la presenza del Consorzio a Cibus (7-11 maggio 2018) dove il Consorzio proporrà degustazioni di piadine in chiave gourmet con la presenza dello chef due Stelle Alberto Faccani e la partecipazione delle Mariette di Casa Artusi. Un mix di ingredienti romagnoli proposti a un pubblico di addetti ai lavori e buyers, in una chiave classica con un tocco d’innovazione. Durante Cibus per due settimane è stata pianificata una campagna di affissione sugli autobus di Parma con la piadina romagnola IGP. La stessa campagna di affissione sarà proposta a Milano nei box luminosi della metropolitana. Sempre in occasione di Cibus il Consorzio organizzerà un evento nello stand insieme a Mirko Casadei, emblema della musica “made in Romagna”.

A supporto dell’intensa attività di promozione, il Consorzio ha ottenuto un finanziamento (primo progetto in graduatoria) sul bando PSR 2014-2020 – Misura 3 – “Attività di promozione e informazione da gruppi di produttori sui mercati interni”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Emilia Romagna.

Al centro di tutto la Piadina Romagnola, un tempo pane povero, oggi ambasciatrice della Romagna nel mondo. Un prodotto sulle tavole di Cinque Continenti, da tre anni con una marcia più grazie alla certificazione Igp che la tutela da contraffazioni e speculazioni. Un prodotto dalla forte identità, caposaldo anche dell’economia del territorio. Sono i numeri a dirlo.

La Piadina Romagnola IGP in cifre
Ad oggi in Italia una piadina su tre è IGP, dunque è certificata. In Italia complessivamente sono prodotte 45 mila tonnellate di Piadina (settembre 2016 a settembre 2017), con un incremento del +7.1%, così suddivise: 37mila tonnellate per la Grande distribuzione, 4000 nella ristorazione, 4000 nei chioschi. Di queste, 13.500 tonnellate sono IGP.

Il valore alla produzione della Piadina in generale (Igp e non) è di 70 milioni di euro nella Grande distribuzione, 7 milioni di euro nella ristorazione, non rilevato il dato dei chioschi.

Sul fronte della produzione la Piadina IGP ha oltrepassato quota 40mila tonnellate (dal 2013 anno di protezione transitoria a settembre 2017). Un dato rende l’idea della crescita esponenziale della Piadina IGP: nel 2014 era 6.768 tonnellate, nel 2016 era 12.100 tonnellate, quest’anno 13.500.

Una curiosità infine nella vendita della piadina nel canale della Gdo: 14mila tonnellate sono nella Grande distribuzione classica, 9.400 tonn nei Discount, 8.800 tonn negli Iper, 4.800 tonn al dettaglio.

Una fotografia del Consorzio
Costituitosi nel 2011, gli iscritti al Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola sono 15, per un totale di 494 dipendenti e un fatturato di 72 milioni di euro (il dato include anche altre attività delle aziende).

Questi i soci del Consorzio: Adp (Riccione), Adria Piadine (San Giovanni in Marignano), Alimenta Produzioni (Riccione), Artigianpiada (Cerasolo), Bac (Cesenatico), Deco Industrie (Bagnacavallo), Gastone (Ravenna), Gitoma (Bagnacavallo), Global Food (Misano), Negroni Umberto (Castel Guelfo), Pagliacci Marilena (Cervia), Piada d’Oro di Benzi Maurizio (Saludecio), Riccione Piadina (Riccione), Ristorante Sangiovesa (Santarcangelo), Riviera Piada (Rimini).

Il Consorzio Presieduto da Alfio Biagini, ha l’obiettivo di mettere in campo iniziative tese alla promozione e valorizzazione del prodotto.

La Piadina Romagnola IGP
Sono quattro gli ingredienti base della Piadina riconosciuti nel Disciplinare di tutela: Farina di grano tenero; Acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); Sale (pari o inferiore a 25 grammi); Grassi (strutto, e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi).

Dopo l’impasto e la porzionatura in pani o palline, il passo successivo è la laminatura attraverso matterello manuale oppure laminatrice meccanica. Infine, la cottura su un piano cottura che varia da 200 a 250°C con un massimo di 4 minuti. Per potersi fregiare dell’Igp la Piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite.

Il Disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie: quella con un diametro minore (15-25 cm) ma più spessa (4-8 mm), e alla Riminese con un diametro maggiore (23-30 cm) e più sottile (fino a 3 mm).

Ufficio stampa della Piadina Romagnola Igp è l’Agenzia Prima Pagina.

Nasce International Asparagus Days

Cesena – Dalla collaborazione tra Christian Befve e Cesena Fiera nasce International Asparagus Days. Un nuovo evento di respiro internazionale dedicato alla filiera dell’asparago in programma dal 16 al 18 ottobre 2018 nei rinnovati spazi fieristici di Cesena Fiera.

La tre giorni fieristica si compone di quattro parti. Una componente fieristica, prima di tutto, con espositori da tutto il mondo ospitati nei padiglioni cesenati. A cui si aggiunge un ricco programma convegnistico nelle tre sale convegni, dedicato agli aspetti agronomici, commerciali, strategici e tecnici, con particolari focus sugli aspetti che riguardano le tecniche a basso impatto ambientale come microrganismi antagonisti per le coltivazioni tradizionali e biologiche, e le varietà. E ancora, arricchiscono l’evento le prove in campo dimostrative in presa diretta, ospitate in un’area adiacente Cesena Fiera. Infine, ma non meno importanti, visite tecniche alle principali aziende produttive di asparago presenti in Emilia – Romagna.

L’iniziativa nasce dalla partnership tra Cesena Fiera, organizzatrice di Macfrut, e Christian Befve, tra i massimi esperti mondiali sull’asparago. Consulente agronomico e commerciale di numerose azienda sparse in 30 Paesi, Befve da tre decenni dedica l’attività a questo ortaggio, tanto da esserne un’autorità riconosciuta a livello internazionale. A favorire l’incontro Cesena Fiera-Befve è stato Luciano Trentini, anch’esso profondo conoscitore dell’asparago e del settore ortofrutticolo.

Tratto dominante di International Asparagus Days è l’essere una fiera mondiale iper-specializzata che raccoglie il testimone di un evento promosso da Befve cinque anni fa a Bordeaux. Un evento di cui si sente la mancanza, dal momento che oggi manca un appuntamento di confronto su questa coltura che sta trovando un nuovo grande interesse a livello mondiale.

Al momento nel mondo si coltivano 210mila ettari di asparago, di cui 7.500 ettari in Italia in produzione. A livello mondiale i maggiori produttori sono Perù e Cina. La domanda mondiale è in crescita, lo stesso si può dire dei prezzi. C’è interesse di tutta la filiera ad elevare la qualità, così come al incrementare la vicinanza della produzione al mercato visto il basso indice di penetrazione che questa specie ha fra le famiglie italiane di poco superiore al 40%.

International Asparagus Days si rivolge a tutta la filiera. L’evento interessa in particolare tutti i portatori di interessi. Nel dettaglio: sementieri, vivaisti, produttori di macchine per le lavorazioni in campo, (trapiantatrici, baulatrici ecc), comprese le agevolatrici per la raccolta, ma anche produttori di tecnologie per la calibratura e le lavorazioni in magazzino, gli imballaggi, le serre per le coltivazioni protette ed i servizi, ed ancora i distributori e gli acquirenti.

Ufficio stampa Agenzia PrimaPagina

Premio Pascoli di Poesia: ecco il bando della 17esima edizione

San Mauro Pascoli – È giunto alla 17esima edizione il Premio Pascoli di Poesia in lingua e dialetto, promosso da Sammauroindustria, l’associazione pubblico-privato che raggruppa i principali imprenditori (calzaturieri e non solo) di San Mauro Pascoli. Un Premio negli anni passati assegnato a nomi illustri della poesia nazionale e internazionale (Mario Luzi, Giovanni Giudici, Yves Bonnefoy, Adonis, Nelo Risi, Franco Loi), punto di riferimento della letteratura e delle principali case editrici.

Due le sezioni del premio, in Lingua e Dialetto, entrambe del valore di 2.000 euro. La sezione in Lingua, promossa da Romagna Banca è aperta alle opere edite non prima del 1 maggio 2016; quella in dialetto (con testo italiano a fronte), è aperta alle opere pubblicate non prima del 1 maggio 2014.

Il Premi Pascoli contempla anche un premio Internazionale alla carriera a discrezione della giuria e il Premio all’Opera prima a cadenza biennale.

La giuria che vaglierà i lavori è composta da cinque esperti e studiosi di letteratura: Daniela Baroncini (Università di Bologna, presidente della giuria), Franco Brevini (università di Bergamo e Milano), Gualtiero De Santi (università di Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista, poeta), Piero Meldini (scrittore).

Il termine ultimo di partecipazione è il 30 aprile 2018. La partecipazione al concorso è gratuita. La premiazione avverrà nel corso di una serata pubblica in programma al Museo di Casa Pascoli, casa natale del poeta Giovanni Pascoli.

Info: Associazione Sammauroindustria tel. 0541810124 oppure scaricare il bando sul sito www.sammauroindustria.com

Vincitori passate edizioni del Premio Pascoli
Nelle edizioni passate il premio Pascoli in Lingua italiana è stato assegnato a Nelo Risi (2001), Paolo Ruffilli (2002), Franco Buffoni (2003), Ennio Cavalli (2004), Cesare Viviani (2005), Pier Luigi Bacchini (2006), Gianni d’Elia (2007), Umberto Piersanti (2008), Jolanda Insana (2009), Luca Cesari (2010), Milo De Angelis (2011), Antonella Anedda (2012), Enrico Testa (2013), Sauro Albisani (2014), Luigi Fontanella (2015), Mariangela Gualtieri (2016).
Questi i vincitori nella sezioni Dialettale: Franco Loi (2001), Leo Maltoni (2002), Tolmino Baldassari (2003), Assunta Finiguerra (2004), Piero Marelli (2005), Gianni Fucci e Giovanni Nadiani (2006) ex aequo, Ettore Baraldi (2007), Achille Serrao (2008), Fabio Franzin (2009), Giuseppe Rosato (2010), Alfredo Panetta (2011), Claudio Grisancich (2012), Remigio Bertolino (2013), Pier Franco Uliana e Giacomo Vit ex aequo (2015).
Sezione Opera prima: Francesco Romanetti (2014), Stefano Casacca (2016).

Ufficio stampa di Sammauroindustria è l’Agenzia PrimaPagina

 

aCesena: in città il nuovo numero del magazine

Lo abbiamo fatto di nuovo!
In tempi di social, letture a portata di ebook e valanghe di fakenews, noi di PrimaPagina insieme a Balestri&Balestri, abbiamo voluto regalarvi il piacere della lettura tradizionale in 80 pagine che raccontano la nostra città, i suoi abitanti e il suo territorio.

Nel nuovo numero di aCesena, che da oggi trovate gratuitamente allo Iat, in Biblioteca e nei locali della città, parliamo di sport, con le giovani promesse del  territorio, e di arte con il maestro Leonardo Lucchi. Vi porteremo nella Cesena sacra, con le foto del gruppo facebook Fotografiamo Cesena e il racconto della visita di Papa Francesco in città, ma anche in Appennino per scoprire le bellezze di una Cesena fuori porta.
E ancora, vi racconteremo di personaggi internazionali e non arrivati a Cesena e vi entreremo nella magia del Natale.

Insomma, ancora una volta una città a portata di magazine.

Clicca qui per sfogliare l’ultimo numero di aCesena.

Editore di aCesena magazine è l’Agenzia PrimaPagina.