A Macfrut 2021 tutto sull’Asparago

Cesena (28 giugno 2021) – Per la prima volta International Asparagus Days (IAD) si svolgerà nell’ambito di Macfrut, la Fiera internazionale dell’ortofrutta in programma al Rimini Expo Center da martedì 7 al 9 settembre 2021. Protagonista la filiera dell’asparago, al centro di convegni, prove dimostrative in campo e visite tecniche in azienda nel corso della tre giorni fieristica.

Lo IAD è una delle aree dinamiche presenti nella kermesse ed è coordinata da Luciano Trentini con il supporto tecnico scientifico di Christian Befve, uno dei massimi esperti mondiali della filiera.

La coltivazione dell’Asparago in Italia.
Nel nostro Paese la produzione dell’asparago si estende su una superficie di circa 9500 ettari, con il grosso della produzione concentrata in Puglia (circa il 50% del totale), seguita da Veneto (21%) ed Emilia Romagna (circa 8%).

Quella dell’asparago è una coltivazione che mantiene un trend positivo sotto il profilo commerciale visto l’andamento crescente della domanda da parte dei consumatori per tutte le tipologie di asparagi: verdi, bianchi e violetti. Risulta in aumento anche domanda di asparagi verdi per il mercato estero, meglio se biologici.

Gli investimenti nell’ultimo biennio, soprattutto nel Sud dell’Italia, hanno subito una flessione già a partire dal 2019, protrattasi anche nel 2020 poiché aggravata dai problemi commerciali connessi alla pandemia da Covid. La motivazione del calo delle superfici investite ad asparago nel Sud Italia trova una motivazione legata sia per aspetti agronomici (tecniche colturali e scelta delle varietà), sia ambientali (andamento climatico negativo caratterizzato da primavere siccitose e frequenti gelate), che hanno avuto ripercussioni negative sul reddito delle imprese.

Anche per questa campagna 2021 la situazione, soprattutto in Puglia, è difficile. Gli abbassamenti termici e le abbondanti piogge stanno, come nell’annata precedente, nuovamente ritardando la raccolta, compromettendo ancora una volta le rese produttive. Al momento, per carenza di prodotto i prezzi di mercato sono buoni ma si teme un abbassamento dei prezzi di mercato se si verificherà la temuta concentrazione di produzione fra gli areali produttivi del Nord e del Sud Italia per effetto degli andamenti climatici avversi, in analogia al 2021 quando le gelate tardive colpirono duramente.

Nel 2020 la pandemia ha comportato la chiusura di bar ristoranti e mense (Horeca e ristorazione) e questo ha contribuito a ridurre il consumo di asparagi non solo freschi, ma anche conservati e surgelati. Solo la commercializzazione verso la Gdo e l’export hanno consentito vendite pressoché normali. Sempre nel 2020 la difficoltà di reperire la manodopera ha avuto un peso notevole sulle decisioni degli agricoltori di ridurre gli investimenti ed anche sulla decisione di abbandonare la raccolta in impianti giovani.

In Italia quest’anno la superficie in produzione è stimata in circa 9.500/9.800 ettari. A questi bisogna aggiungere circa 1000 ettari di giovani impianti che attendono di entrare in produzione. Gli asparagi bianchi che rappresentano poco meno del 20% dell’intera superficie nazionale, sono presenti solo in due regioni italiane più precisamente in Veneto ed in Friuli Venezia Giulia. Gli asparagi viola (il più conosciuto è il Violetto d’Albenga) sono coltivati quasi esclusivamente in Liguria.

A trainare la produzione nazionale sono sempre gli asparagi verdi di Puglia che oggi rappresentano ancora livelli produttivi superiori ai 5.000 ettari, in Veneto si coltivano circa 2000 ha di asparagi verdi e bianchi (70%). In Emilia-Romagna (circa 750 ettari) e in Lazio (500 ettari). In Campania la coltura interessa oltre 400 ettari di asparagi verdi coltivati prevalentemente in serra. In Friuli Venezia Giulia si coltivano circa 200 ettari dei quali il 70 % bianchi. Si può affermare che per questa campagna 2021, la superficie a livello nazionale rispetto al 2020 è diminuita di circa un 10%. La riduzione più marcata si è verificata al sud dove il calo è stimato molto vicino al 15%. Stabile invece la produzione nelle regioni minori ed in Campania e nel Nord, dove si ha qualche nuovo investimento. In leggero aumento la produzione di asparagi precoci riscaldati o con acque geotermiche come il Veneto, in Friuli Venezia Giulia e nel Lazio, ma vi sono prove in atto che prevedono di impiegare acque riscaldate da energie rinnovabili o come nel caso di un recentissimo e nuovo impianto, che utilizza come fonte energetica la energia elettrica.

Mercato mondiale dell’Asparago
Sono buone le prospettive di mercato a livello mondiale per l’asparago. Dopo una fase di sovrapproduzione negli anni 2000 dovuta allo sforamento dei 300.000 ettari coltivati, è scesa per attestarsi oggi intorno ai 215.000 ettari, non sufficienti per coprire la richiesta mondiale di asparagi bianchi e verdi.

Secondo le proiezioni per soddisfare il fabbisogno mondiale di asparagi serve una superficie coltivata che si aggira fra i 270.000 ed i 280.000 ettari di superficie.

In ambito mondiale il maggiore produttore è la Cina con una superficie di 93mila ettari, seguito dal Messico con 29mila e il Perù con 22mila.

IAD a Macfrut 2021
Nell’area dinamica a Macfrut vengono approfonditi tutti gli aspetti della filiera: dalle nuove varietà alla produzione vivaistica, dalla preparazione dei terreni per l’impianto alla conduzione della asparagiaia con particolare attenzione alla possibilità di anticipare la produzione, dalla raccolta degli asparagi (bianchi e verdi) alla lavorazione del prodotto in modo ecocompatibile per garantire al consumatore finale un prodotto di elevata qualità.

Sempre nel corso della fiera sono previsti due giorni di convegni e tavole rotonde (7-8 settembre) sulle principali tematiche come le scelte varietali in Italia e in Europa, unitamente all’importanza delle verifiche di campo per scegliere le cultivar più idonee. Giovedì 9 settembre è dedicata alle visite tecniche in campo.

 

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Il For per la prima volta alla Conferenza Mondiale dei Mercati all’ingrosso

Cesena (26 giugno 2021) – Vetrina di prestigio per il For, il Mercato Ortofrutticolo di Cesena, che per la prima volta ha preso parte alla Conferenza mondiale dei Mercati all’Ingrosso. Promosso dal Wuwm (World Union of Wholesale Markets), l’evento si è svolto a Firenze e ha visto la partecipazione dei maggiori esperti a livello mondiale del settore agro-alimentare.

“Siamo stati invitati in quanto aderenti a Italmercati, la rete dei mercati all’ingrosso di cui facciamo parte da circa un mese – spiega Alessandro Giunchi, amministratore unico di For – La pandemia ha evidenziato il ruolo di primo piano svolto dai mercati all’ingrosso nella catena dell’approvvigionamento del cibo fresco. La due giorni a Firenze ha lanciato un messaggio ancora più forte: il rilancio dei mercati locali come principali protagonisti della transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili e resilienti. Il progetto di restyling cha abbiamo in cantiere a Cesena per un investimento di oltre un milione di euro va in questa direzione”.

Il Wuwm è un’associazione senza fini di lucro che mira a promuovere lo scambio internazionale di informazione sui mercati all’ingrosso oltre a stabilire collegamenti e collaborazioni con i principali attori nel settore della distribuzione alimentare internazionale.

Il tema della 37esima edizione della Conferenza mondiale dei Mercati all’Ingrosso è stata “La distribuzione di cibo fresco nel mondo post Covid-19: sfide, opportunità e percorsi per garantire resilienza e sostenibilità dei sistemi alimentari e accessibilità ad una sana nutrizione”.

 

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Diplomati 97 nuovi sommelier Ais Romagna

Cesena (25 giugno 2021) – Sono 97 e sono pronti a fare conoscere il vino della Romagna in giro per la Penisola. Chiamarli ambasciatori non è corretto, la parola più adatta infatti è sommelier. Sono i nuovi Diplomati che hanno portato a termine il percorso dei tre livelli stabiliti dalla didattica dell’Associazione Italiana Sommelier (Ais) e ora sono pronti per intraprendere nuove esperienze nel mondo enologico, tastedevin al collo e spilla nel bavero della giacca.

Nei giorni scorsi presso Borgo Condè a Forlì c’è stata la cerimonia di consegna dei Diplomi organizzata da Ais Romagna. Particolare importante, infatti, i 97 neo sommelier sono tutti romagnoli, in rappresentanza delle varie anime della nostra terra: 12 dal ravennate, 31 dal faentino, 22 da Cesena, 32 da Rimini.

“Ci riempie di orgoglio il risultato portato a termine da un numero così ampio di iscritti ai nostri corsi – spiega Roberto Giorgini, presidente di Ais Romagna – Quello che stupisce è la giovane età di tanti a testimonianza di un nuovo approccio al mondo del vino da parte delle nuove generazioni capace di portare linfa nuova al settore. A questo aggiungo un altro dettaglio che ci fa ancora più piacere: molti di loro ci hanno comunicato che proseguiranno il percorso formativo seguendo i corsi sulla tecnica di servizio, seminari sulla comunicazione e altro ancora”.

I 97 nuovi arrivati si aggiungono agli oltre 1100 sommelier di Ais Romagna per un “esercito” di esperti pronto a dire la sua in più consessi. “Nei nostri corsi c’è stata una parola che abbiamo ripetuto a più non posso: territorio – prosegue Giorgini – Da tempo sostengo che la Romagna enologica ha tutte le carte in regola per competere con altre zone, grazie all’alta qualità dei suoi produttori. Compito dei nuovi diplomati sarà anche questo: fare scoprire all’intera Penisola un territorio che negli ultimi quindici anni ha fatto passi da gigante nelle sue produzioni”.

 

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Il rilancio di Fieravicola in presenza a Rimini: 7-9 settembre in edizione Covid free

Roma (22 giugno 2021) – Le eccellenze della filiera avicola saranno al centro dell’edizione 2021 di Fieravicola, che si terrà alla Fiera di Rimini dal 7 al 9 settembre. All’edizione 2021 non mancheranno le novità, ad iniziare dalla location. Per la prima volta Fieravicola si terrà infatti a Rimini e sarà in contemporanea con Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta. Un incontro che ha un chiaro obiettivo: dare vita a un grande polo dell’agribusiness capace di attrarre espositori e visitatori da tutto il mondo grazie alla messa in rete delle due fiere.

Ma sicuramente il valore aggiunto più significativo per la manifestazione dedicata all’avicoltura è la possibilità di tornare in presenza, di ritrovare nei padiglioni l’occasione dell’incontro e del business dopo due anni di relazioni da remoto per tutto il settore fieristico.

“Siamo ottimisti e fiduciosi che si possa organizzare a Rimini un vero rilancio di questa storica manifestazione – dichiara il presidente di Fieravicola Renzo Piraccini – con la possibilità di creare relazioni più distese e riprendere contatti business reali in una situazione covid free”.

Innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione sono i driver su cui viene impostata questa edizione per testimoniare lo sviluppo di questa filiera che si è già mossa in un’ottica di modernizzazione.

“L’avicoltura italiana è una filiera che ha lavorato moltissimo negli ultimi anni, in accordo con la comunità scientifica nazionale ed internazionale, per affrontare le sfide della sostenibilità e del benessere animale, e oggi è in grado di offrire al consumatore prodotti diversi sulla base di differenziazione dei sistemi e delle linee di allevamento – dichiara il coordinatore del Comitato Tecnico scientifico di Fieravicola Stefano Gagliardi – C’è grande voglia di ritrovarsi con un’edizione in presenza dove approfondire queste tematiche che interrogano l’intera filiera”.

Sul fronte dell’internazionalizzazione sono stati confermati 20 top buyer dall’Egitto e gli altri paesi del Nord Africa grazie alla preziosa collaborazione con Ice-Agenzia e diversi buyer dalla Russia e dai paesi eurasiatici. Grazie all’accordo con l’Associazione avicola eurasiatica al Rimini Expo Center si terrà l’International Poultry Forum (9 settembre) un appuntamento di riferimento per il mondo avicolo dei paesi euroasiatici che viene organizzato con successo da 27 anni.

Nella ricca agenda convegnistica figurano convegni tecnico-scientifici – convegno SIPA, assemblea WPSA, convegno Asic – e focus su temi chiave come benessere animale, sostenibilità e biosicurezza. Un appuntamento con buyer e retailer sulla base di dati, Ismea cercherà di “indagare” i comportamenti del consumatore e le strategie dei retailer per rispondere al sentiment di chi fa acquisti (8 settembre); sull’avicoltura del futuro tra sostenibilità e benessere animale, con attenzione gli orientamenti normativi della nuova Pac e del Ministero dell’agricoltura farà il punto il convegno organizzato da Assoavi e UnaItalia con la presenza di rappresentanti del Mipaaf e dell’assessorato all’Agricoltura dell’Emilia Romagna in agenda martedì 7 settembre.

Get together in Rimini

 

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Fiera San Giovanni: Che la festa abbia inizio!

Cesena (23 giugno 2021) – Cesena è pronta a rituffarsi in pieno nell’atmosfera magica della Fiera di San Giovanni, fra mazzi di odorosa lavanda, trecce d’aglio e allegri fischietti di zucchero: dal 24 giugno, per quattro giorni (fino al 27) le strade, le piazze, i giardini del centro storico si animeranno fino a tarda sera di bancarelle, artigiani, punti ristoro, spettacoli e concerti. Oltre 200 gli operatori coinvolti.

Sarà l’occasione per ritrovarsi, finalmente, nel segno della socialità, dopo le dure restrizioni imposte dalla pandemia. A organizzare l’evento Cesena Fiera in collaborazione con il Comune di Cesena.

Il saluto del sindaco
Un appuntamento di rilievo per l’intera città, come sottolinea il sindaco Enzo Lattuca. “San Giovanni – dichiara il primo cittadino – è una festa partecipata e all’insegna della tradizione tanto cara a tutti noi cesenati. Il 24 giugno rappresenta per Cesena una data importante, tanto dal punto di vista religioso, con le celebrazioni del Santo Patrono, quanto sul fronte dell’intrattenimento e del folklore. Fino a domenica 27 giugno Cesena si colorerà dei simboli di questa festa plurisecolare resa certamente viva dalle bancarelle e da tutti coloro che sceglieranno di prendervi parte. Dopo la formula ridotta dello scorso anno, diamo avvio a una quattro giorni di San Giovanni ricca di appuntamenti, tra conferme per le vie del centro storico e grandi novità che ci daranno la possibilità di vivere angoli cittadini inediti per questa felice occasione. Inclusione sociale, riscoperta delle tradizioni, spettacoli dal vivo e momenti per le famiglie caratterizzeranno questo inizio d’estate che si inserisce nella programmazione partecipata di ‘Cesena Riparte – Che spettacolo’ definita, insieme, dai cittadini e dall’Amministrazione comunale, e che guarda a una crescita, culturale ed economica, della nostra città. Ringrazio Cesena Fiera per aver messo a punto una programmazione ricca e variegata, gli uffici comunali, gli uomini e le donne della Protezione civile a servizio della cittadinanza e soprattutto gli agenti della Polizia Locale che presidieranno il territorio fino alla notte di lunedì per garantire il pieno rispetto delle norme assicurando una festa di San Giovanni in piena sicurezza”.

Le tante proposte
Confermato lo spirito della manifestazione, l’edizione 2021 della Fiera è caratterizzata da molte novità, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione degli spazi. Ecco un sintetico vademecum per orizzontarsi.

La kermesse prenderà il via nel giorno di San Giovanni: il taglio del nastro è previsto alle ore 20 in nella nuova location dei giardini di Serravalle, ma comincerà fin di primo mattino, con il mercato degli ambulanti in Fiera (che si protrarrà fino a domenica 27 compresa) distribuito nell’area che abbraccia viale Mazzoni, via Pio Battistini, via Rosselli, via Carbonari. In viale Mazzoni – zona Porta Fiume – troveranno spazio anche il corner dei vivai, i banchi dei prodotti alimentari tipici e punti ristoro.

In piazza Giovanni Paolo II e nel primo tratto di corso Mazzini sarà collocata la Fiera Antica, con i suoi ‘tesori’ tutti da scoprire. Per gli amanti del gelato, lo stand della Centrale del Latte sarà in piazza Giovanni Paolo II. Nel secondo tratto di corso Mazzini e in corso Garibaldi si svilupperà la Campionaria, mentre in piazza della Liberà saranno schierati i modelli del Salone dell’Auto.

Alla Barriera ci sarà l’angolo dei vivai dedicato alle piante grasse.

Come annunciato nei giorni scorsi, per la prima volta la Fiera si allarga nei giardini di Serravalle, per l’occasione trasformati nel ‘Giardino della Magia’. Qui saranno collocati nove food truck e quattro birrifici per serate conviviali in assoluta sicurezza, grazie agli ampi spazi. Oppure ci si potrà far predire la sorte dagli astrologi e dai cartomanti, o ancora passeggiare fra le bancarelle di artigiani e creativi: in tutto, una ventina di piccoli banchi, tutti diversi e sorprendenti. L’allestimento scenografico è a cura dell’associazione Animanigramma, da anni presente in Fiera.

Ogni sera, infine, il giardino si animerà di musica con dj set e, a seguire, mini concerti.

Spettacoli teatrali a cura del Teatro delle Lune, invece, andranno in scena ogni sera al giardino pubblico, mentre nella corte interna del Roverella si terrà la rassegna “Cortili aperti”, a cura di Asp Valle Savio.

Il programma delle iniziative di giovedì 24 giugno
Nel giardino di Serravalle, dalle ore 18, la Confraternita della Fenice proporrà le simpatiche “Streghe della Fiera ad San Zvan”, che vi attenderanno, nel loro magico Antro. Fra antichi misteri, magiche erbe, amuleti benauguranti, sortilegi propiziatori e arcaiche tradizioni popolari, racconteranno storia e leggende della magica notte di San Giovanni.

Sempre nel parco di Serravalle, alle 21, si esibirà Luca Brighi Soul Mood, con un repertorio soul, funk e reggae.

Ai giardini pubblici, alle ore 21,15, è in programma “Novecento – la leggenda del pianista sull’oceano”, ispirato all’omonimo testo di Alessandro Baricco: sul palco Francesco Bertozzi (voce recitante), accompagnato dalle musiche di Alex Grilli al pianoforte. Adattamento e regia sono firmati da Monica Briganti.

Infine, nell’ambito della rassegna “Cortili aperti”, alle 21 sarà proiettato il film “Est – Dittatura last minute”. Saranno presenti Maurizio Paganelli e Andrea Riceputi, autori del libro da cui è stato tratto.

 

 

 

A Macfrut 2021, la filiera dell’ortofrutta si incontra in presenza

Roma (22 Giugno 2021) – Dopo un anno e mezzo di relazioni in “virtuale” finalmente l’ortofrutta si incontra di nuovo in presenza. Lo farà al Rimini Expo Center a Macfrut, Fiera internazionale dell’ortofrutta, da martedì 7 a giovedì 9 settembre. Prima fiera dell’ortofrutta in presenza, Macfrut celebra uno degli eventi chiave del settore in ambito mondiale: l’anno internazionale dell’ortofrutta dichiarato dalla FAO. E proprio in questa direzione vanno una serie di eventi internazionali organizzati nei tre giorni della kermesse volti a promuovere i tanti aspetti positivi di questo settore che verranno svelati nei prossimi mesi.

Al centro di tutto l’ortofrutta, settore strategico dell’agroalimentare italiano, che vale oltre 15 miliardi di euro di cui un terzo destinato all’export (nel 2020 5,144 miliardi di euro: +3,8% sul 2019).

Macfrut, una fiera Covid free
Uno dei punti chiave dell’edizione 2021 sarà la sicurezza. Il rallentamento della pandemia e la massiccia campagna vaccinale a livello globale stanno creando le condizioni per un ritorno alla normalità e l’introduzione del Green Pass permette la ripresa degli spostamenti in ambito europeo. Inoltre per i viaggiatori professionali provenienti da paesi extra UE è prevista l’esenzione dalla quarantena per chiunque faccia ingresso in Italia, con un tampone negativo, e rimanga per un periodo non superiore alle centoventi ore (5 giorni). Tale termine può essere prorogato di alcuni giorni per comprovati motivi di lavoro.

A tali disposizioni normative Macfrut aggiunge un ulteriore elemento a tutela di espositori e visitatori: la fiera sarà Covid free, in quanto per accedere alla manifestazione sarà necessario essere in possesso del Green Pass. Per chi ne fosse sprovvisto sarà possibile realizzare un tampone rapido, nei due ingressi del centro fieristico riminese.

Macfrut 2021
Undici sono i settori espositivi in rappresentanza dell’intera filiera dell’ortofrutta, tale da rendere Macfrut un unicum nel panorama delle fiere.

La grande voglia di incontrarsi finalmente in presenza unita al generale miglioramento della situazione ha generato una accelerazione nelle adesioni.

In questa direzione va inquadrata la massiccia adesione di tante Regioni, presenti al fianco delle aziende del proprio territorio. A Rimini saranno presenti: Sardegna, Regione Partner dell’evento, Emilia Romagna, Basilicata, Veneto, Calabria, Piemonte, Marche e Lazio.

Tanti sono i focus sull’innovazione di settore, a partire della aree dinamiche che ospitano la quarta edizione di International Asparagus Days, il campo prova di Macfrut Field Solution, l’area Acquacampus realizzata in partnership con CER e ANBI, sul tema dell’irrigazione, e il Biosolutions International Event dedicato alle filiere dei biostimolanti e del biocontrollo. E, novità di questa edizione il Retail for the Future dedicato al futuro dell’ortofrutta nella distribuzione moderna con una ricerca ontime in collaborazione con Think Fresh, e Italian Berry Day dedicato ai piccoli frutti promosso da NCX Drahorad e ItalianBerry.it.

Malgrado la situazione di incertezza che ha aleggiato per tanto tempo, buona è la risposta in ambito internazionale, grazie anche alle tantissime presentazioni di Macfrut in modalità virtuale realizzate in questi mesi. Conferme arrivano dall’Africa, presente con un padiglione dedicato, così come dal Sud America ed Europa dell’Est. Confermato anche il programma di incoming per i buyer esteri realizzato in collaborazione con Ice-Agenzia e attraverso la rete di agenti esteri di Macfrut.

Tra le novità dell’edizione 2021 ci sarà l’ampliamento dell’offerta fieristica con la piattaforma di Macfrut Digital che consente di ampliare le relazioni con i Paesi “lontani”, mentre lunedì 6 settembre ci sarà un grande evento esclusivamente dedicato al business con la Cina, The China Day, in modalità esclusivamente digitale.

Ortofrutta settore strategico per l’Italia
Seconda voce dell’export agroalimentare con oltre 5 miliardi di euro (+3,8%), il settore è secondo solo al vino per peso economico. La produzione in valore si è attestata su circa 15 miliardi di euro, pari al 25,5% della produzione agricola nazionale, per una superficie di 1,2 milioni di ettari. L’Italia è il secondo produttore europeo, dietro la Spagna.

Nei primi tre mesi del 2021 l’export di ortofrutta ha registrato un +8,3%, migliore performance dei settori dell’agroalimentare italiano (Fonte Ice-Agenzia). A parte la Francia, in doppia cifra è stata la crescita del nostro export nei primi cinque mercati: Germania +10,9%, Francia +0,9%, Austria 10,3%, Svizzera 14,6%, Spagna +17,6%.

Curiosità, gli italiani sono i maggiori consumatori di frutta e verdura a livello europeo.

Rimini, hub dell’agribusiness
Il 7, 8 e 9 Settembre la fiera Rimini diventerà un grande hub internazionale dell’agrifood capace di attrarre buyer da tutto il mondo; in contemporanea a Macfrut infatti si terrà anche Fieravicola, la Fiera internazionale delle attività avicunicole. 

Get together in Rimini

 

 

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Cresce la superficie della Patata di Bologna DOP: +17%

Bologna (14 giugno 2021) – Crescono le superfici che aderiscono alla produzione della Patata di Bologna Dop. Una crescita in doppia cifra, +17%, che ha visto il passaggio da 419 a 489 ettari nella stagione 2020/2021. I numeri arrivano dall’ultima semina secondo le prime stime fornite dal Consorzio di Tutela della Patata di Bologna Dop.

Prodotta e confezionata esclusivamente nella provincia di Bologna, secondo il disciplinare, la Primura è la prima Patata in Italia ad avere ricevuto la certificazione DOP. La crescita delle superfici di semina si inserisce in un percorso di lungo periodo, tanto da registrare un +38% solo nell’ultimo biennio.

“Siamo orgogliosi di questa imponente crescita che testimonia la validità delle attività di promozione messe in campo dal Consorzio – spiega Davide Martelli, Presidente del Consorzio di Tutela Patata di Bologna DOP – Il consumatore è sempre più orientato verso prodotti certificati a marchio di origine, quale garanzia di qualità e per le peculiarità che lo contraddistinguono. La sola varietà di Patata di Bologna Dop è la Primura, le cui caratteristiche sono determinate dallo stretto legame con i fertili suoli bolognesi (clima, tecniche di coltivazione, tipologia di conservazione) che la rendono unica nel panorama nazionale. La Patata di Bologna DOP è una bontà autentica, tutta naturale: sana e genuina, nutriente e saziante, ricca di gusto nella sua tipica semplicità”.

La semina è avvenuta nella tempistica degli anni passati, attualmente siamo al termine della fioritura e all’inizio dell’accrescimento del prodotto. In anticipo invece l’irrigazione, che in buona parte avviene attraverso le acque del Canale Emilia Romagnolo (Cer).

“Siamo partiti circa due settimane prima a causa della situazione siccitosa che sta interessando in questo periodo il territorio – conclude il Presidente Martelli – È una situazione che si sta ripresentando negli ultimi anni, una criticità sulla quale poniamo l’attenzione e monitoriamo costantemente alla luce dei mutamenti climatici”.

Da ricordare che l’area di coltivazione della Primura, unica varietà della Patata di Bologna DOP, è principalmente tra i due fiumi Sillaro e Reno all’interno di una determinata zona che comprende i Comuni di: Budrio, Castenaso, Ozzano dell’Emila, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo di Bologna, Medicina, Molinella, Baricella, Minerbio, Granarolo dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto e Crevalcore.

 

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A Macfrut 2021: International Asparagus Days

Cesena (3 giugno 2021) – La filiera dell’Asparago si dà appuntamento a Macfrut (7-9 settembre 2021 a Rimini) con la quarta edizione di International Asparagus Days (IAD). Convegni, prove dimostrative in campo, visite tecniche in azienda sono gli ingredienti di questa che si presenta come una fiera nella fiera, coordinata da Luciano Trentini con il supporto tecnico scientifico di Christian Befve, uno dei massimi esperti mondiali della filiera.

Qui il video dell’edizione 2021: https://www.youtube.com/watch?v=jHmvAGMLeAo

L’asparago è una coltura dalla lunga storia, presente in tutti i Continenti con 250mila ettari coltivati nel mondo, 9.500 dei quali nel nostro Paese. Lo IAD viene ospitato per la prima volta all’interno di Macfrut, presente in un’area dinamica nella quale vengono approfonditi tutti gli aspetti della filiera: dalle nuove varietà alla produzione vivaistica, dalla preparazione dei terreni per l’impianto alla conduzione della asparagiaia con particolare attenzione alla possibilità di anticipare la produzione, dalla raccolta degli asparagi (bianchi e verdi) alla lavorazione del prodotto in modo ecocompatibile per garantire al consumatore finale un prodotto di elevata qualità.

Ad arricchire l’evento sono previsti due giorni di convegni e tavole rotonde (7-8 settembre) con al centro le problematiche varietali in Italia e in Europa, unitamente all’importanza delle verifiche di campo per scegliere le cultivar più idonee. Tali aspetti saranno presi in esame anche in funzione delle modalità d’impianto a fronte dei cambiamenti climatici di questi ultimi anni. E ancora, si parlerà anche di relazione fra produzione e mercato, dell’orientamento dei consumatori verso le produzioni biologiche e biodinamiche, della produzione integrata e degli asparagi commercializzati a residuo zero.

L’ultima giornata (9 settembre), infine, è dedicata alle visite tecniche in campo nelle quali sarà possibile “toccare con mano” gli impianti specializzati di asparago coltivati con diverse modalità.

“Questa edizione, che vede gli operatori del ‘mondo dell’asparago’ italiani ed esteri ritrovarsi insieme, sia fisicamente sia in modalità digital, – spiega Luciano Trentini – sarà una importante occasione per riportare questa coltura al centro dell’attenzione per quanto riguarda gli aspetti legati alla produzione, alla raccolta e alla commercializzazione. Centrale sarà il tema dell’innovazione, sulle novità che si potrebbero rendere necessarie in un periodo di post pandemia e di cambiamenti climatici”.

 

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‘C’era una volta…’ per la prima volta sbarca in centro storico

Cesena (2 giugno 2021) – L’Antiquariato sbarca in centro storico. Lo fa in due sabati, il 19 giugno e il 17 luglio, in piazza della Libertà e piazza Giovanni Paolo II, parte di corso Garibaldi e corso Mazzini. Il format è quello di “C’era una volta…” collaudata formula di brocantage, vintage e officina antiquaria, tradizionalmente ospitata nei padiglioni di Cesena Fiera, per la prima volta nel centro cittadino di Cesena.

A organizzare la rassegna è Cesena Fiera che ha rilevato la kermesse e deciso di proporla in una location inedita, punto di ripartenza dell’attività degli eventi dopo i difficili mesi di stop dei mercatini. Il primo appuntamento è per sabato 19 giugno dalle 9 alle ore 21 con le proposte di 80 espositori all’insegna dell’antico per una immersione negli stili delle epoche del passato.

In vetrina il brocantage con l’oggettistica e i mobili di un tempo che conservano ancora intatto il loro fascino. Un salto agli anni a noi più vicini sono le proposte vintage, gli oggetti di culto che hanno segnato il costume e la cultura al punto da essere ancora considerati, dopo decenni, preziosi e inimitabili. In mezzo a queste due tipologie di proposte troviamo l’Officina antiquaria, i pezzi di collezione dalla lunga storia alle spalle dagli stili e dalle epoche più diverse. L’ingresso all’evento è libero.

“Cesena Fiera ha deciso di rilevare la kermesse di C’era una volta antiquariato e proporla per la prima volta in una veste inedita, in edizione estiva in pieno centro storico – spiega Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera – Abbiamo scelto il giorno di sabato per mettere l’evento in rete con il tradizionale mercato cittadino. Si tratta di un segnale della ripartenza delle fiere e dei mercatini dopo mesi di impossibilità a causa dell’emergenza sanitaria. L’evento ritornerà successivamente nei padiglioni della fiera a Pievesestina ogni terzo fine settimana a partire dal mese di settembre. A tal proposito abbiamo in serbo diverse novità con eventi collaterali tematici a cui si aggiungono alcune nuove proposte espositive. Invito tutti a prendere parte ai due appuntamenti in programma in giugno e luglio per vivere la città immersi nel fascino degli oggetti del passato”.

 

 

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Macfrut Digital Video Award: il video più votato è di Opera

Cesena (27 Maggio 2021) – La prima edizione di Macfrut Digital Video Award va ad Opera, il Consorzio specializzato nella coltivazione della pera. A decretare il successo del video, presentato in occasione della prima edizione di Macfrut Digital (settembre 2020), sono stati gli utenti iscritti alla piattaforma macfrutdigital.com che lo hanno votato tra i cinque finalisti: Coop, Ilip, Opera, Rp Circuiti, Zespri e appunto Opera. E proprio tra gli elettori è stato sorteggiato anche il vincitore del contest che si è aggiudicato un voucher per due persone e tre notti al Grand Hotel di Rimini. Si tratta di Guglielmo Stiassi, estratto nell’urna allestita per l’occasione tra tutti i partecipanti alla votazione.

Come si ricorderà a selezionare i 5 video finalisti era stata una giuria d’eccezione che li aveva valutati sotto il profilo della qualità artistica ed efficacia comunicativa: Enrico Vanzina (regista), Cecilia Dazzi (attrice) e Adele Ammendola (giornalista Rai). I 5 video finalisti erano stati scelti da un gruppo di 80 visionati singolarmente dai tre giurati, a loro volta scelti tra tutti i video partecipanti alla prima edizione di Macfrut Digital. A decretare il vincitore assoluto invece sono stati gli utenti iscritti alla piattaforma di Macfrut Digital che hanno avuto a disposizione due mesi (1 marzo – 30 aprile) per votare uno dei cinque video finalisti.

“Siamo soddisfatti di questa prima edizione di Macfrut Digital Video Award, testimonianza di un nuovo modo di comunicare l’ortofrutta – spiega il Presidente di Macfrut Renzo Piraccini – Uno dei punti cardine di Macfrut Digital, infatti, era la realizzazione di un video che in 55” chiedeva alle aziende di presentarsi a una platea mondiale grazie alle possibilità offerte della piattaforma digital. L’alta qualità dei video e la grande partecipazione degli utenti hanno confermato la peculiarità di questa iniziativa che non ha eguali nel settore. Ringrazio tutti i partecipanti e in modo particolare i tre giudici d’eccezione che hanno reso unico questo progetto e do appuntamento a Macfrut a Rimini il 7-9 settembre prossimo”.

Qui il video vincitore: https://bit.ly/3fPcs2q

 

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