Il giro del mondo di Artusi, Pellegrino di nome e di fatto

Forlimpopoli, 2 dicembre 2020 –  Artusi, Pellegrino di nome e di fatto, presente in ogni Paese in questa edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo in cui la pandemia ha costretto a trasferire tutta la programmazione sul web, garantendo paradossalmente una maggiore partecipazione.

Casa Artusi, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, è stata impegnata, durante la settimana, letteralmente h 24 per promuovere nel mondo la cultura gastronomica italiana e la conoscenza del nostro territorio e i prodotti Dop e Igp italiani nel nome di Pellegrino Artusi: undici conferenze con oltre 1000 partecipanti; otto masterclass con centinaia di allievi; diversi incontri con centinaia di persone collegate per gli eventi  con le Associazioni Emiliano-Romagnole del mondo, a partire dall’Argentina e Brasile.

E la tecnologia si è dimostrata efficace alleata della ‘scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”: nel collegamento con New York, i maestri della Scuola di Cucina di Casa Artusi, davanti a una platea virtuale di oltre 140 persone, hanno insegnato a preparare le tagliatelle al ragù, e nelle  10 videoricette artusiane inviate a New Delhi e a Montreal: le più gettonate sono risultate quella dei Cappelletti all’uso di Romagna (n.7) e Passatelli ( n. 20) . Da sottolineare, fra l’altro, che per scegliere le ricette presentate di volta in volta, è stata dedicata una particolare attenzione ai prodotti italiani Dop e Igp disponibili sul mercato dei vari Paesi.

Il gastronomo forlimpopolese è stato presente in tutto il mondo tramite le clip realizzate per conto della Farnesina e trasmesse in tutto il mondo attraverso la rete diplomatica e il video “Casa Artusi a Forlimpopoli e il viaggio della cucina domestica” realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio della Romagna e inviato, con sottotitoli nelle diverse lingue, in oltre 40 paesi.

In questo panorama il centro di cultura gastronomica di Forlimpopoli è stato in prima linea, schierando i suoi principali rappresentanti, dalla presidente Laila Tentoni ai rappresentati del Comitato scientifico Alberto Capatti, Massimo Montanari, Andrea Segrè, da Carla Brigliadori della Scuola di Cucina alla direttrice Susy Patrito Silva, per un serrato programma di iniziative: webinar, show-cooking virtuali, mostre digitali, web-show e videoclip sulle ricette artusiane, realizzati in collaborazione con ambasciate, consolati, Istituti italiani di cultura, ICE e Camere di Commercio all’Estero, Enit, Società Dante Alighieri, Università, ecc.

Con una rete di rapporti consolidati praticamente in tutti i continenti, il bilancio di Casa Artusi – al termine della V Settimana della Cucina Italiana nel mondo, promossa e coordinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale  con l’obiettivo di far conoscere  i ‘saperi e i sapori delle terre italiane” e dedicata quest’anno proprio al grande Pellegrino nel bicentenario della nascita  – è decisamente positivo.

“Siamo un po’ stanchini – dichiara Laila Tentoni, Presidente di Casa Artusi, ricordando Forrest Gump alla fine della corsa -. Ma, io e la mia piccola grande squadra possiamo dire che siamo molto soddisfatti e che, comunque, non c’è tempo di fermarsi: il lavoro  continua ogni giorno per promuovere il bello e il buono del nostro territorio e della cucina italiana”.

E infatti, anche se ufficialmente la Settimana della Cucina italiana nel mondo si è conclusa domenica 29 novembre, nell’agenda dell’istituzione forlimpopolese c’è ancora un appuntamento: il 9 dicembre è previsto un webinar con la scuola di cucina, in collegamento con l’Ambasciata italiana a Kiev, che vedrà la partecipazione anche del maestro di cucina Paolo Teverini.

Intanto, altro bolle in pentola: venerdì 4 dicembre, alle ore 14.30, sulle frequenze di Isoradio andrà in onda un’intervista alla presidente Laila Tentoni, mentre il 9 dicembre Casa Artusi tornerà ospite della trasmissione di Rai Tre “Geo”. Infine, l’11 arriveranno a Forlimpopoli le telecamere di “Bellitalia”.  

Il Consorzio della Patata di Bologna Dop lancia la campagna di comunicazione triennale

Bologna (2 dicembre 2020) – “Molto più che buona”. Con questo claim il Consorzio di Tutela della Patata di Bologna Dop inaugura la campagna di comunicazione triennale QualiPat. Un progetto finanziato con il contributo dell’Unione europea nell’ambito del bando 1144/2014 “Azioni di informazione e promozione dei prodotti agricoli” per un importo di circa un milione di euro. Il planning comunicativo dei 3 anni prevede l’utilizzo di diversi canali (Tv, radio, social, web), con l’obiettivo di parlare a diversi target, inclusi i più giovani. La comunicazione sarà orientata a rafforzare la notorietà della Patata di Bologna D.O.P., informando sulle qualità e peculiarità del prodotto e rendendo note anche le garanzie dei prodotti a marchio D.O.P.

La Patata di Bologna D.O.P. è infatti un prodotto esclusivo di un territorio che ne esalta qualità e proprietà, proprio per questo un unicum nel panorama nazionale del settore pataticolo. Le produzioni a Denominazione di Origine sono certificate e garantite dal Consorzio anche attraverso un organismo di controllo aggiuntivo che, rispetto ai prodotti a norma di legge, aggiunge un controllo in più di rispetto del disciplinare di produzione imposto dal Consorzio. Di varietà Primura, la Patata di Bologna D.O.P. ha inoltre un gusto unico e una composizione che la rendono ottima per tutte le preparazioni.

Per l’anno 2020 il progetto prevede una campagna TV di 3 settimane, su emittenti del gruppo Cairo Editore, in partenza il prossimo 13 dicembre.

Qui il link dello spot: https://www.youtube.com/watch?v=U7bIU89mCkI

La Patata di Bologna Dop cresce
Quello che è certo è la crescita della patata nella scelta dei consumatori. Se è vero che il lockdown ha cambiato il canale di consumo delle patate passando dal fuori casa (horeca) al consumo domestico, è altrettanto vero che l’apprezzamento della Patata di Bologna D.O.P. è un percorso che arriva da lontano, prima dell’attuale “particolare” situazione. Le patate sono uno degli alimenti che vengono considerati a lunga conservazione e quindi buone per la dispensa da utilizzare nel medio periodo al bisogno. Come ricordano i nutrizionisti, una o due porzioni di patate a settimana dovrebbero sempre essere presenti nella dieta. Mediamente un italiano consuma circa 35 kg di patate procapite, con una netta maggioranza di acquisto nella Grande Distribuzione.

Entrando nei numeri i dati relativi alla Patata di Bologna Dop evidenziano nel corso dell’anno (fino a ottobre 2020) un incremento di vendita della Patata di Bologna Dop del +33%, rispetto allo stesso periodo precedente. Il dato si inserisce nel contesto di una crescita generale del “prodotto patata” nella distribuzione moderna, anche se con volumi inferiori: +6,3% (Fonte Nielsen).

Il canale di vendita della Patata di Bologna ha interessato per lo più la Grande distribuzione (95%), presente nelle principali catene distributive, in alcune delle quali con confezioni in co-branding dove è molto evidente la dicitura “Patata di Bologna”, con il logo del consorzio e il bollino Dop comunitario a garanzia del prodotto.

“Questa crescita evidenza la fiducia che siamo riusciti ad infondere nel consumatore che ricompra le nostre confezioni perché sa di trovare sempre le stesse patate – spiega Davide Martelli, Presidente del Consorzio di Tutela Patata di Bologna DOP – Il consumo di patate tende ad essere costante, è uno dei prodotti che per definizione è a domanda rigida e il consumatore tende a ricomprare; nel nostro caso viene semplicemente riacquistato per la bontà che ci viene riconosciuta e per la notevole qualità che trova nelle nostre confezioni. Siamo l’unica referenza monovarietale, la Primura, presente sul mercato e in più con la certificazione DOP. Primi ad avere ottenuto questa importante certificazione e fra i primi ad avere voluto un consorzio a tutela della denominazione e del prodotto”.

Patata top di gamma e tracciata
La Patata di Bologna Dop proprio per le sue peculiarità di essere unica è collocata fra i prodotti top di gamma per qualità e prezzo. Il prezzo medio in vendita è collocato tra 1,30 a 1,70 al kg, specificando che il consorzio non ha il controllo dei prezzi alla vendita, essendo appannaggio esclusivo del rivenditore finale. Nel caso della patata di Bologna DOP il maggior prezzo richiesto serve per remunerare il produttore della varietà Primura che si ritrova con una varietà naturalmente meno produttiva, i cui costi di produzione incidono in maniera maggiore ma impatta meno sull’ambiente.

Centrale nella Patata di Bologna Dop è il legame con il territorio, valorizzato dal progetto lanciato lo scorso anno, “Coltivatori di valori”. Per rimarcare il legame inscindibile col suo “terroir” ogni confezione del prodotto riporta un QR Code che una volta scansionato e inserito il codice C.R. riportato sulla confezione, consente di far conoscere l’agricoltore che ha coltivato quelle patate, la sua storia personale, il suo legame col territorio. In sostanza oltre a tracciare il prodotto viene dato un volto a colui che lavora la terra e ne è custode geloso.

I numeri di produzione della Patata di Bologna Dop
La stagione 2019/2020 ha toccato quota 11.229 tonnellate, con una crescita in percentuale del +19,8%. È l’attestazione di un prodotto sempre più apprezzato dal consumatore con un gradimento cresciuto nel corso degli anni. Dieci anni fa la produzione certificata non era neanche la metà: 4.936 tonnellate. In una decade la crescita è stata del +127,5%.

Analizzando i dati delle superfici certificate, complessivamente sono stati 357 gli ettari seminati nell’annata 2019-2020, con la previsione per la stagione 2020/2021 di 419 ettari messi a regime. Anche in questo caso, mettendo a confronto i numeri nel periodo degli ultimi dieci anni emerge una crescita delle superfici pari al +36,3%.

Il Consorzio Patata di Bologna Dop
Costituito nel 2002 ha ottenuto l’incarico di Tutela nel 2016. Il Consorzio raggruppa una novantina di aziende per una produzione certificata di oltre 14mila tonnellate (la produzione nazionale di patate è di 1,3 milioni di tonnellate). Complessivamente sono 420 gli ettari seminati, con la previsione di crescita ottimistica vicina ai 500 ettari per la prossima campagna.

Il Consorzio di Promozione della Patata di Bologna Dop valorizza e tutela la Primura. L’area di coltivazione della Patata di Bologna DOP è principalmente tra due fiumi il Sillaro e il Reno all’interno di una determinata zona che comprende: i Comuni di Budrio, Castenaso, Ozzano dell’Emila, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme, Imola, Castel Guelfo di Bologna, Medicina, Molinella, Baricella, Minerbio, Granarolo dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto e Crevalcore.

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

Ais Romagna a fianco dell’Istituto Tumori Romagna

Cesena (28 novembre 2020) – Ais Romagna si fa promotore di un evento finalizzato al sostegno a favore dell’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” – IRST di Meldola, mettendo in vendita i vini per raccogliere fondi da destinare all’Istituto.

Partecipare è facile, si possono visionare le etichette disponibili, da lunedì 7 dicembre a martedì 22 dicembre 2020 presso la sede di Cesena in via dell’Arrigoni 288, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 o su appuntamento da concordare al 333 7148500.

Roberto Giorgini, Presidente Ais Romagna: “Abbiamo pensato di combattere l’immobilismo cui siamo costretti dalle norme Anti Covid e fare qualcosa di concreto. AIS si occupa di vino e di cultura enogastronomica ed è per questo che abbiamo pensato di mettere a disposizione il nostro patrimonio di vini attraverso una vendita a scopo benefico. Il valore della solidarietà non deve perdersi, soprattutto in momenti difficili come questo e anche un piccolo contributo può fare la differenza. Ognuno può fare la sua parte acquistando anche una sola bottiglia.”

Info. Ais Romagna Via dell’Arrigoni, 288 Cesena;

www.aisromagna.it – info@aisromagna.it

Artusi globetrotter digitale nella V Settimana della Cucina Italiana nel mondo

Forlimpopoli, (27 novembre 20) – Artusi diventa globetrotter digitale in occasione della V Settimana della Cucina Italiana nel mondo, in svolgimento fino al 29 novembre.

La manifestazione è partita ufficialmente lunedi 23 con la conferenza stampa promossa dal Ministero degli Affari Esteri, in cui la Presidente di Casa Artusi, Laila Tentoni, ha avuto modo, fra l’altro,  di ringraziare la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese della   Farnesina per aver accolto la celebrazione del bicentenario artusiano fra gli obiettivi della settimana e ricordare come questo premi il lavoro intrapreso da anni dalla comunità forlimpopolese e da  Casa Artusi, che si sono assunti, come se fosse una missione per conto di una nazione intera, il compito di promuovere nel mondo intero il bello e il buono italici, di cui Artusi è massimo interprete.

Da lunedì gli eventi, in piena collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e le reti diplomatiche e le varie associazioni nel mondo che promuovono la cultura e la cucina italiana, si sono avvicendati, pur in remoto, vista l’emergenza Covid,  a ritmo compulsivo, letteralmente in ogni angolo del mondo:  webinar, conferenze on line, corsi di cucina in streaming con naturalmente i video realizzati da Casa Artusi per l’occasione per conto della Farnesina stessa e trasmessi  ovunque.

Da Chicago a Montreal, da Praga a Villa Regina in Argentina, da Francoforte a New Delhi, in questi giorni risuona, grazie al web, l’insegnamento del padre della cucina italiana, con appuntamenti che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, della presidente di Casa Artusi, Laila Tentoni, del coordinatore del Comitato scientifico Massimo Montanari, del direttore scientifico Alberto Capatti e dei maestri della Scuola di Cucina. Appuntamenti seguitissimi, a conferma della popolarità della cucina italiana e, soprattutto, del grande Pellegrino. Non solo: per le reti diplomatiche di India e Canada sono state girate delle videoricette – utilizzando un format di Assocamere Estero – che abbinano la preparazione di un piatto artusiano con la presentazione di prodotti italiani Dop ed Igp.

Cultura gastronomica e supporto alle imprese produttrici italiane sono stati i fili conduttori anche di due masterclass: la prima, organizzata con la Camera di Commercio Italiana in Svizzera ed Enit, si è rivolta al pubblico elvetico e ha visto oltre 130 partecipanti. Era destinata invece al pubblico nordamericano la seconda cooking class, organizzata sempre con la collaborazione di Enit e che ha visto anche la partecipazione di Francine Segan, una delle più autorevoli esperte statunitensi di cucina italiana, autrice alcuni anni fa di una serie di video dedicati alla Food Valley emiliano – romagnola.

L’impegno di Casa Artusi proseguirà fino a domenica, ultimo giorno della Settimana della Cucina Italiana nel mondo, con più appuntamenti. Sabato 28 novembre Carla Brigliadori e la presidente Tentoni parteciperanno a uno show cooking in collegamento con Shangai, e poi andranno virtualmente in Argentina per una conferenza dal titolo “Cucina italiana, tradizione, emozione, eccellenza”. Doppio appuntamento anche per il giorno successivo: in collegamento con il Sudan  Laila Tentoni e la direttrice di Casa Artusi Susy Patrito Silva, con l’Ambasciata Italiana a Karthoum per parlare della nascita del manuale artusiano e del suo ruolo nella nascita di una tradizione gastronomica nazionale per poi andare, sempre virtualmente, a San Paolo in Brasile,  dove la Prof. Anabela Ferreira, che, fra l’altro,  ha tradotto il manuale artusiano in portoghese  sarà relatrice  di un webinar imperniato su “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.

Per avere informazioni e seguire gli eventi ci si può collegare ai canali social di. Casartusi.it

Soddisfatta la Sindaca di Forlimpopoli Milena Garavini dell’impegno della città da lei amministrata nella Settimana della Cucina italiana nel Mondo e della visibilità ottenuta. “L’Artusi – l’uomo e il libro – sono certamente – dichiara la Sindaca – due testimonial dello stile di vita di Forlimpopoli dotati di un’estrema forza intrinseca, ma per testimoniare oggi i nostri valori di ospitalità e di cordialità è giusto ricorrere anche agli strumenti tecnologici più moderni e diffusi tra i giovani, come i video-clip caricati in rete e diffusi via social. Siamo quindi grati a Casa Artusi che nella sua opera di promozione della cultura artusiana ha saputo realizzare tantissimi eventi, se pur in remoto, in tutto il mondo e video tanto rigorosi nei contenuti quanto emozionanti nella forma, anticipando le sensazioni che il pubblico internazionale potrà provare non appena sarà possibile accoglierlo nuovamente per le vie e le piazze della nostra città”.

Artusi celebrato nella V Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

Forlimpopoli, 20 novembre ’20 – Saperi e sapori delle terre italiane, a 200 anni dalla nascita di Pellegrino Artusi, è il focus della  V settimana della cucina italiana nel mondo,  promossa dal Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.

Naturalmente il padre della cucina italiana non è mai mancato nelle precedenti edizioni, ma quest’anno è al centro del programma che si realizza, in remoto causa pandemia, in ogni angolo di mondo, a partire da sei video promozionali  prodotti dalla Farnesina a cura di Casa Artusi che mettono al centro lo straordinario patrimonio agroalimentare italiano e gli insegnamenti del gastronomo di Forlimpopoli che vive nel futuro.

La Regione Emilia-Romagna e Casa Artusi portano in 30 Paesi di tutti i continenti la sua eredità: oltre 60 gli eventi e le attività  presentati in oltre trenta Paesi di tutti i continenti, realizzati in collaborazione con Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura, ICE e Camere di Commercio all’Estero, ENIT, Società Dante Alighieri, oltre a Università, associazioni e altre istituzioni che rappresentano e promuovono nel mondo la cultura gastronomica e i prodotti italiani certificati.

I temi  portanti di questa edizione,  “sostenibilità” – “qualità” – “salute”, in linea con l’azione di valorizzazione della tradizione culinaria italiana e di promozione di uno stile di vita sano attraverso la Dieta Mediterranea, trovano in Artusi un  ambasciatore di eccezione.

Si tratta di webinar, conferenze, masterclass e show-cooking virtuali, lezioni di cucina in videoclip sulle ricette artusiane, mostre digitali, video e web show, personalizzate nelle diverse lingue, oltre al video del bicentenario,  “ Casa Artusi a Forlimpopoli, il viaggio della cucina domestica” realizzato da Casa Artusi con il sostegno della Camera di Commercio della Romagna,  accolto  con largo dalle sedi estere e dalla platea ‘virtuale’ che le attuali condizioni di emergenza impongono.

 Tra le proposte della Regione Emilia-Romagna e Casa Artusi, due mostre digitali che celebrano Artusi e un altro ‘grande figlio’ di questa terra, Federico Fellini, di cui ricorre nel 2020 il centenario della nascita, visitabili ‘in situ’ e/o online in 26 sedi in 23 Paesi.

Per chi è interessato ad aggiornamenti può seguire i canali social di Casa Artusi.

 La V Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, già avviata negli Stati Uniti, viene ufficialmente inaugurata il 23 novembre, nella conferenza stampa indetta dalla Farnesina a  cui partecipa la Presidente di Casa Artusi, Laila Tentoni  che dichiara: “Il  nome di Artusi, quale padre della cucina domestica italiana,  è presente, si può dire,  in  ogni angolo di mondo.  Si tratta di un evento  portentoso, per nulla scontato,   che premia  un lavoro coerente e costante reso da Casa Artusi  a servizio  del nostro territorio,  a partire da  Forlimpopoli, quale città natale del grande Pellegrino. Spero che questo  renda orgogliosi per primi proprio  i Forlimpopolesi, che vedono il buon nome della nostra cittadina innalzato all’interesse internazionale come modello virtuoso di bellezza e buon vivere. Ma spero soprattutto che questo territorio possa guardare con fiducia al futuro, nonostante il momento eccezionale che ci troviamo a vivere, cogliendo anche da questo lavoro basilare, quando i turisti torneranno a visitarci, dalla Rocca lungo l’asse del gusto, occasioni in termini di sviluppo culturale, economico e di creatività. “

Premio nazionale migliore iniziativa Charity

Forlì (25 novembre 2020) – L’iniziativa “La cultura nel cuore” messa in campo dal vino Sancrispino della società Due Tigli di Forlì in sostegno del progetto “Teatro no Limits” del Centro Diego Fabbri di Forlì si è aggiudicata il Premio per la migliore iniziativa Charity. A promuovere il premio, giunto alla sesta edizione, è la rivista “Vini&Consumi” per valorizzare l’impegno delle aziende del settore vitivinicolo che si sono distinte nell’ideazione e realizzazione di attività di comunicazione di particolare pregio e sensibilità. La consegna del riconoscimento è avvenuta lunedì scorso (23 novembre) attraverso una cerimonia virtuale alla presenza di operatori del mondo del vino da tutta Italia.

Lanciato circa un anno fa, il progetto “La cultura nel cuore” è nato a sostegno dell’iniziativa del Centro Diego Fabbri che consente ai non vedenti e ipovedenti di assistere agli spettacoli teatrali attraverso l’ausilio di particolari audioguide/cuffie wireless. Il progetto coinvolge anche l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) in ambito nazionale nonché nella sezione territoriale di Forlì-Cesena: entrambe hanno dato il loro patrocinio.

Nel dettaglio Due Tigli, del gruppo cooperativo Terre Cevico, ha apposto su tutti i brik del celebre vino Sancrispino il marchio dell’iniziativa sociale “Teatro No Limits”. Un sostegno dai grandi numeri dal momento che si parla di 15 milioni di pezzi del vino distribuiti in tutta Italia, apposto sui brik dei vini rosso, bianco e rosato, sia nei formati da 1 litro sia da mezzo litro. In aggiunta a ciò ha dato visibilità mediatica nazionale al progetto attraverso uno spot sui canali nazionali insieme al celebre attore Cesare Bocci.

“Questo progetto fa incontrare vino, cultura e solidarietà – spiega Paolo Galassi amministratore delegato di Due Tigli – Sancrispino non segue solo trend di mercato, ma si connota per alcune iniziative di grande attenzione verso l’ambiente e il sociale, in un’ottica di sostenibilità a 360 gradi. Un impegno che ci ha portato anche a un secondo riconoscimento per la migliore Campagna stampa trade con San Crispino bio”.

“Grazie a questo importante sostegno – afferma Paolo De Lorenzi Direttore del Centro Diego Fabbri – l’accessibilità al Teatro viene estesa all’intero territorio nazionale promuovendo uno dei principi cardine del noto drammaturgo forlivese ‘Il Teatro di tutti e per tutti’. Inoltre, dimostra come una importante realtà imprenditoriale del territorio sostenga la cultura nel sociale come strumento di crescita individuale e collettiva dando pieno valore ad una azione di formazione e integrazione”.

Ufficio Stampa PrimaPagina

Forum Young Talk: ora la parola alle giovani generazioni

Cesena (24 novembre 2020) – Quattro aree di discussione, oltre 20 speaker di primo piano da tutta Italia, una data: venerdì 27 novembre dalle ore 9.00. Grande evento nazionale dedicato (e fortemente partecipato) alla Generazione Z e ai Millennials (19-38 anni), la seconda edizione di Forum Young Talk, il progetto ideato da Pleiadi International di Cesena e GereBros con l’obiettivo di creare dialogo e sinergie tra generazioni emergenti insieme a imprenditori e opinion leader per una nuova economia.

Seconda edizione inevitabilmente digital, si svolgerà in diretta streaming, e avrà quale fulcro quattro aree tematiche: Creatività, Food, Scienze, Responsibility. Ognuna di esse ospita alcuni protagonisti pronti a rispondere in diretta alle domande delle giovani generazioni. Coordinati da Renato Geremicca di GereBros e Simona Aguzzoni di Pleiadi International, Young Talk si aprirà alle ore 9.00 con Fabrizio Cataldi di Comunicazione Italia organizzatore del recente Forum Risorse Umane che virtualmente cederà il testimone a Forum Young Talk trasferendo riflessioni e valutazioni emerse la settimana scorsa. A seguire i quattro “talk” tematici.

L’area Creatività ospita l’artista Felice Limosani, l’influencer Ilaria Barbotti, Si Fest con il vice presidente Mario Beltrambini, Paolo Tedeschi di Canon e la Millennials Gaia Alaimo di youmillennials.com

L’area Scienze vede il medico di fama internazionale Claudio Vicini, Antonio Civita Millennials e direttore creativo di Lift-D, Eugenio Maglia bio ingegnere in pectore, Alessio Rovereti, Millennials in Asta Car, Michela Perugini di Sogei e Vittorio Foschi di Technacy.

A questo punto, piacevolissimo intervento con Guido Stratta, HR worldwide Director Enel.

Si riprendono le aree tematiche con la sezione Food: insieme a Stanislav Russo Millennials docente di odontoiatria, studente di economia e nonché vincitore del concorso Basement Università di Bologna sede di Forlì, l’enologo Francesco Bordini, lo chef stellato e miglior cuoco d’Italia 2021 Gianluca Gorini, Luciano Pirovano di Bolton Group uno dei grandi gruppi del food del made in Italy, Albino Russo direttore generale ANCC-COOP, Ilaria Petitto titolare di Donnachiara cantina vitivinicola alla quarta generazione.

La quarta tematica, quella della Responsibility, vedrà Federico Broccoli di Biesse, Nick Freddi direttore ecommerce di Champions, Stefano Ranghieri direttore marketing Mapei, Fulvia Guazzone de Il Festival dei Giovani. Il sindaco di Cesena Enzo Lattuca e Gabriele Franceschini di Baker Hughes.

A oggi sono oltre 300 le iscrizioni giunte nella piattaforma dell’evento, fra cui la maggioranza Millennials e Zed Gen, con adesioni dall’Università di Bologna e Rimini, e da istituti di Bologna, Cesena, Savignano sul Rubicone, Forlì e Faenza, a cui si aggiungono numerosi “young” da tutta Italia.

La partecipazione è gratuita previa registrazione sul sito www.forumyoung.it

Il progetto Forum Young
L’iniziativa del 27 novembre è parte di un progetto di ampio respiro, Forum Young System, sempre ideato da Pleiadi International di Cesena insieme a GereBros. Il progetto si compone di cinque assi portanti: Osservatorio Young, piattaforma di sondaggi permanente che raccoglie dati direttamente dai giovani, per condividerli in mappe di orientamento e tendenza; Young Tables, tavoli digitali in giro per l’Italia; Forum Young Talk, l’evento annuale di sintesi delle idee e confronti emersi, che si terrà il 27 novembre; Forum Young School, un’ora dedicata a un unico tema insieme a uno speaker d’eccellenza; Forum Young Web Series, network digitale insieme a tv ed emittenti web.

Forum Young System si sviluppa in collaborazione anche con l’Università di Bologna, Enti di Ricerca, incubatori e imprese di eccellenza del territorio.

Forum Young è un progetto di Pleiadi International, Agenzia di Comunicazione integrata, e GereBros Live Communications. Main partners: Bartoletti e Cicognani e Visualitica.

 

Ufficio Stampa Prima Pagina

È nata Confcooperative Romagna

(Ravenna) Oggi, 23 novembre 2020, è stata ufficialmente costituita Confcooperative Romagna.  La nuova Unione territoriale nasce dalla fusione di Confcooperative Forlì-Cesena e Confcooperative Ravenna-Rimini ed è il risultato di un percorso di avvicinamento durato alcuni anni.

A decretare l’unificazione sono stati i delegati chiamati a incontrarsi virtualmente nell’assemblea costituente della nuova associazione. L’evento Costruttori di Bene Comune – Insieme per crescere si è svolto nel pomeriggio, con una prima parte riservata ai delegati delle due organizzazioni che hanno eletto Mauro Neri quale presidente della nuova organizzazione.

La parte pubblica ha visto la partecipazione dell’Assessore regionale Vincenzo Colla, in rappresentanza del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, di Don Mario Diana incaricato Cei presso Confcooperative, e dei sindaci Michele De Pascale, Andrea Gnassi, Enzo Lattuca e Gian Luca Zattini intervistati dalla giornalista Letizia Magnani. L’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini ha concluso i lavori congressuali.

Il presidente Mauro Neri sarà affiancato da tre vicepresidenti, nominati dal nuovo Consiglio; a questo ruolo sono candidati Luca Bracci, vicario (già Presidente di Confcooperative Ravenna-Rimini), Pierangelo Laghi e Antonio Buzzi.

Direttore generale della nuova Unione territoriale è Andrea Pazzi, già direttore di Confcooperative Ravenna-Rimini. Al ruolo di Segretario generale, che verrà nominato dal Consiglio territoriale in occasione della sua prima convocazione, è candidato Mirco Coriaci, già direttore di Confcooperative Forlì-Cesena.  L’assemblea ha provveduto a nominare i 100 componenti del Consiglio territoriale unificato ed il Collegio dei sindaci.

La neo costituita Confcooperative Romagna è una delle Unioni più rappresentative a livello Regionale e Nazionale. Associa 640 cooperative che operano nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini offrendo loro rappresentanza politico-sindacale, e servizi attraverso i centri servizi Ce.se.co. e Linker Ravenna-Rimini. Fanno riferimento alle cooperative associate un totale di 160.000 soci, 39.000 occupati, di cui 20.000 donne, e un fatturato aggregato che sfiora i 7 miliardi di euro.

“Oggi assistiamo a un evento storico che rimarrà negli annali di Confcooperative e nella storia associativa ed economica della Romagna – ha dichiarato il neo presidente Mauro Neri – si uniscono nel “progetto Romagna” Unioni territoriali con 70 anni di storia e lo fanno progettando sviluppo e crescita a vantaggio delle cooperative associate e di tutto il territorio della Romagna. Siamo orgogliosi di costituire una Unione forte e autorevole a livello Nazionale, radicata nel territorio, vicina ai cooperatori. Siamo consapevoli di farlo in un momento particolarmente difficile, da affrontare con politiche condivise, col contributo delle parti sociali e dei territori, della politica e delle istituzioni, in un’ottica che vada oltre i campanili. Riteniamo che anche a livello Istituzionale la Romagna possa rappresentare la dimensione ottimale per affrontare le sfide future”. 

I primi passi del nuovo progetto muoveranno dai pilastri fondativi del modello cooperativo: forte radicamento territoriale, responsabilità e solidarietà per cercare la soluzione a bisogni dei territori, soprattutto quelli più fragili, e delle persone. Oggi ancora più importanti, poiché Confcooperative Romagna nasce in un momento particolarmente difficile, in cui, all’ emergenza sanitaria, si è aggiunta una forte sofferenza economica. Il primo impegno sarà proprio quello di affrontare le difficoltà di questo tempo, cercando di colmare divari e ridurre disuguaglianze fra persone e territori, elaborando, in condivisione, strategie di comportamenti e azioni per supportare le cooperative, i loro soci e in generale tutto il tessuto economico e sociale locale, individuando soluzioni efficaci per i bisogni vecchi e per quelli emergenti.

Ragionare in ottica “Area vasta Romagna” significa partecipare in condivisione con tutti i soggetti Istituzionali e sociali al fine di elaborare un progetto di sviluppo sostenibile, con proposte innovative, attuabile in sinergia fra il pubblico-privato, per lo sviluppo di welfare, servizi e infrastrutture, in una prospettiva temporale di lungo termine. Il sistema cooperativo saprà fornire un contributo importante affinché gli standard di qualità della vita della Romagna in termini di welfare, occupazione, sostenibilità si possano mantenere ai livelli delle regioni europee maggiormente sviluppate.

Lunedì 23 novembre nascerà Confcooperative Romagna

Cesena (20 novembre 2020) – Si svolgerà lunedì 23 novembre alle 15 l’assemblea di fusione tra Confcooperative Forlì-Cesena e Confcooperative Ravenna-Rimini che darà vita a Confcooperative Romagna.

A decretare la nascita della nuova Unione territoriale saranno gli oltre 700 delegati delle cooperative associate che si incontreranno, in collegamento da remoto, per votare la partenza di questo nuovo progetto condiviso.

Il programma dell’evento, che prende il titolo di «Costruttori di bene comune – Per crescere insieme», prevede dalle 15 alle 16 la parte privata con i lavori delle assemblee straordinarie e l’atto notarile di fusione. Dalle 16.30 avrà luogo la parte pubblica, trasmessa in diretta Facebook sulla pagina  facebook.com/ConfcooperativeRomagna, che si aprirà con la relazione del nuovo presidente di Confcooperative Romagna cui seguiranno i saluti, in collegamento, di Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna e Don Mario Diana, incaricato CEI presso Confcooperative. Ancora a seguire, il dibattito con Michele De Pascale, Sindaco di Ravenna, Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, Enzo Lattuca, Sindaco di Cesena e Gian Luca Zattini, Sindaco di Forlì, moderati dalla giornalista Elide Giordani.

Le conclusioni saranno affidate a Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative.

MiMa Wonderland, Natale 2020: si accende il fantastico mondo di Milano Marittima

Cervia (19 novembre 2020) – Milano Marittima si illumina d’immenso. Una luce che vuole essere un messaggio di speranza in un momento difficile per tutti. Si colora l’inverno della località glamour della Riviera con “MiMa Wonderland”, il paese delle meraviglie, fatto di suggestive decorazioni, giochi di luci, grandi installazioni per rendere speciale e luminoso il natale nelle principali vie della cittadina. L’accensione è prevista venerdì 20 novembre alle ore 17.00.

Promosso dalla Proloco di Milano Marittima con il supporto e il contributo del Comune di Cervia, l’allestimento copre ampie aree della città illuminate attraverso temi decorativi diversi: la celebre Rotonda ospita una corona di luci con gradi decorazioni a spalliera, le centrali vie Matteotti e Gramsci vedono gli alberi decorati con luci d’oro, viale Ravenna accoglie l’installazione di grandi alberi di luce bianca on ice, piazzetta Corsica si anima di fiori colorati con la creazione di un giardino primaverile tridimensionale, viale Romagna viene addolcita con le mille caramelle colorate.

Ad impreziosire il “Paese delle meraviglie” due speciali renne di grandi dimensioni, l’albero di natale completamente illuminato e uno speciale progetto di illuminazione con il Presepe Artistico realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera per il centenario della località e proiettato come allora nella scenografica cornice della Stella Maris.

Tutto questo per fare in modo che “ogni ora del giorno porti dentro di sé un miracolo in termini di luce”, prendendo a prestito le parole di Peggy Guggenheim. Quella luce che illuminerà Milano Marittima e la farà…wonderland.

“Milano Marittima non si spegne, anzi rilancia la sua proposta in un momento difficile per tutti – spiega Alessandro Fanelli segretario di Proloco Milano Marittima, referente del progetto – Questo ci ha portato a dare vita a una strategia di continuità con gli eventi passati, adattati e compatibili alle limitazioni del periodo con cui abbiamo a che fare. Ricordiamo che comunque gli ospiti della località, hanno sempre aspettative molto alte ed è nostro compito dare il meglio anche in questa situazione. Noi ce la mettiamo davvero tutta, ed è necessaria la collaborazione di tutto il territorio per ottenere un risultato vincente”.

“Abbiamo pensato ad un Natale diverso, luminoso e scintillante, ma che allo stesso tempo rispetti gli attuali DPCM – afferma Michela Brunelli Assessore Eventi del Comune di Cervia -. L’idea è stata quella di illuminare e valorizzare le aree caratterizzanti delle nostre località e ancora di più i luoghi dell’accoglienza, i centri storici, le vie dello shopping. Vogliamo essere vicini a tutti i cittadini, agli esercenti, ai gestori di bar, ristoranti, hotel. Si tratta di un momento sicuramente molto complesso che ci impone un distanziamento fisico che confligge con la nostra proverbiale anima dall’ accoglienza. Paradossalmente proprio questa condizione particolare ci fa sentire più vicini e più uniti nel profondo. Per questo crediamo che l’atmosfera natalizia con le sue luci e i suoi presepi sia oggi ancora più importate, vogliamo accogliere tutti cittadini e gli ospiti in un caldo e caloroso abbraccio accorciando quelle distanze personali che oggi, per il bene di tutti, siamo tenuti a rispettare”.

Info www.mimawonderland.it