La bellezza di vivere in una foresta urbana

Cervia (28 ottobre) – Dopo quella sanitaria, quella ambientale sarà la sfida più importante del nostro secolo, su cui si gioca la sopravvivenza del pianeta.
Più della metà della popolazione mondiale vive oggi in aree urbane, che rappresentano solo il 2% della superficie terrestre ma che consumano circa il 75% delle risorse naturali.
Il processo di migrazione dalle campagne alle città non accenna a fermarsi e di questo passo porterà il 70% della popolazione mondiale entro il 2050 a vivere in agglomerati urbani.
In questo contesto, le foreste urbane, che possono essere definite come reti o sistemi, e che comprendono boschi, gruppi di alberi e singoli alberi, giocheranno nei prossimi anni un ruolo sempre maggiore nella lotta ai cambiamenti climatici, ma non solo.
Dal miglioramento del clima alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dall’aumento della sicurezza del suolo alla diminuzione dello stress, dal risparmio energetico alla funzione di educazione culturale e ambientale, sono innumerevoli gli effetti positivi che un’area boschiva urbana può avere sulle città e sui suoi abitanti.
Non è facile oggi per una città conservare le proprie aree boscate e ancor più difficile è ampliarle, tuttavia la nuova legge urbanistica dell’Emilia-Romagna “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio” ben concilia le esigenze urbanistiche con il contrasto al consumo di suolo, dando grande rilievo all’importanza dei servizi ecosistemici.
Un altro scoglio da affrontare è quello culturale: non c’è ancora un’adeguata conoscenza del valore che questi sistemi hanno sia per l’ecosistema che per l’economia di una città. È urgente quindi la necessità di elaborare strategie di adattamento climatico a scala urbana e territoriale e per fare questo servono risorse: un’inversione di tendenza in atto è dimostrata dai recenti bandi e dalla prossima programmazione europea che vertono su un “Green deal europeo” e dai progetti nazionali e regionali in corso.

Per parlare del valore della foresta urbana, degli alberi più in generale e dei cambiamenti climatici, l’Amministrazione comunale di Cervia ha fortemente voluto questo convegno, che si terrà venerdì 30 ottobre in modalità a distanza.
Quindici interventi tenuti da docenti universitari, esperti in materie ambientali, in cui si parlerà a tutto tondo di questi temi, che sarà possibile seguire in streaming su Facebook (in italiano) e su YouTube (in inglese). Sarà anche l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti con il Progetto Adriadapt – Interreg Italia-Croazia, cercando al tempo stesso un confronto e un dialogo con possibili partner in merito alla nuova progettazione europea, sempre in un’ottica di una Cervia che guarda al futuro.

Dichiarazione del Sindaco di Cervia Massimo Medri: “Un convengo importante per questa città, che siamo felici di riuscire comunque a realizzare, anche se in streaming. È importante in questo momento in cui l’attenzione è focalizzata su altre questioni di certo di estrema importanza, non dimenticarsi dell’ambiente e degli obbiettivi che ci si è posti per il futuro, sia per quanto riguarda la tutela che per il benessere del pianeta. Grazie a chi ha creduto in questo progetto e nella forte vocazione ambientalista che appartiene a questa città.”

Il convegno è organizzato con il Patrocinio di: Ministero dell’Ambiente, Regione Emilia-Romagna, ANCI Emilia-Romagna, European Arboricultural Council, Parco Delta del Po, Green City Network, Pubblici Giardini e CerviaAmbiente.

Fieravicola, partita la macchina organizzativa

Cesena (28 ottobre 2020) – Con il via alla campagna commerciale è partita la macchina organizzativa impegnata a realizzare l’edizione 2021 di FIERAVICOLA che si terrà nel quartiere fieristico di Rimini dal 4 al 6 maggio del prossimo anno.

Innovazione e internazionalizzazione sono i due driver su cui viene impostato il rilancio della manifestazione per testimoniare lo sviluppo di questa filiera che si è già mossa in anni recenti in un’ottica di forte modernizzazione.

Al centro dell’edizione 2021 saranno le eccellenze della filiera avicola in tutti i suoi segmenti, una ricca convegnistica con focus su tematiche come la  sostenibilità e il benessere animale, una fitta agenda di incontri b2b con buyer esteri che gli espositori potranno fissare preventivamente.

Nell’ottica dell’internazionalizzazione i paesi target individuati per creare nuove opportunità di business sia per le tecnologie che per il prodotto finito, sono Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Danimarca e Svezia, i paesi dell’Est Europa, la Russia e il Nord Africa. E proprio a questi ultimi – Russia e Nordafrica – sono rivolte le prime presentazioni internazionali di Fieravicola, realizzate da Cesena Fiera in collaborazione con ICE.

Due i webinar previsti a fine novembre: il primo coinvolgerà i paesi Nordafricani di lingua francofona, la seconda presentazione è rivolta alla Russia. In entrambe le occasioni verranno invitati a partecipare imprenditori della filiera avicola, associazioni di settore, esponenti del mondo istituzionale.

“Dopo il lancio di comunicazione, è partita anche l’attività commerciale – conferma il presidente di Fieravicola Renzo Piraccini – e stiamo lavorando alla presentazione della fiera su piattaforme dedicate. Purtroppo l’era Covid ci impedisce missioni internazionali in presenza, ma insieme agli uffici locali ICE stiamo organizzando momenti di incontro da remoto con i protagonisti della filiera avicola nei paesi del Nordafrica e in Russia. Crediamo di essere sulla via giusta per poter realizzare una grande fiera di respiro internazionale, cercando di sfruttare al meglio le sinergie di due manifestazioni specializzate come Macfrut e Fieravicola”. 

 

Ufficio Stampa- PrimaPagina

A FattoreR l’analisi dell’impatto del Covid-19 sui settori produttivi

Cesena (16 ottobre 2020) – Si è svolta oggi la quarta edizione del Forum dell’Economia della Romagna organizzato da Cesena Fiera, EY, Confindustria Romagna e BPER Banca, con il supporto della Camera di Commercio della Romagna, quest’anno anche in diretta streaming sul sito natlive.it

Durante l’incontro Alberto Rosa, Partner EY, Responsabile per l’Emilia-Romagna ha presentato i risultati dell’analisi condotta da EY, che prende in considerazione oltre 100.000 aziende (con un fatturato sopra i 2 milioni di euro), e analizza come cambia la produttività del sistema romagnolo, anche sulla base degli investimenti necessari per lo sviluppo delle infrastrutture digitali e fisiche, con un focus in particolare sull’impatto del Covid-19 su alcuni settori produttivi a livello provinciale.

L’analisi di EY, elaborazione originale basata su un sistema di 30 indicatori, prende in esame 17 filiere produttive su 107 province a livello nazionale, si è focalizzata quest’anno su tre macro-aree: l’analisi territoriale delle filiere produttive; l’analisi dell’impatto del COVID-19 sulle filiere produttive dei diversi territori; l’analisi del livello delle infrastrutture digitali dei territori.

Il Covid-19 ha prodotto effetti disastrosi sul tessuto economico del nostro Paese, mettendo a dura prova istituzioni e imprenditori nella gestione della crisi. Per costruire un progetto di rilancio e ridare competitività all’economia italiana è necessario dare una spinta all’innovazione digitale, investendo in infrastrutture digitali e accelerando in primis sui temi del cloud, dell’infrastruttura in fibra ottica, del 5G e della cybersecurity per recuperare competitività.

Commenta Alberto Rosa, Partner EY, Responsabile per l’Emilia-Romagna: “In questo momento storico, se si vuole rilanciare il Paese, occorre analizzare le esigenze di infrastrutture digitali delle aziende e capire come soddisfarle, partendo dai settori produttivi più colpiti dal COVID. In particolare, dall’analisi di EY emerge che la Romagna appare un po’ penalizzata sul versante delle infrastrutture digitali e della connettività (fibra ottica e 5G), seppur risulta in testa con Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini nell’IoT, cioè nella digitalizzazione delle infrastrutture di trasporto, energetiche, ambientali. Dal punto di vista delle Utilities, gli investimenti sul territorio romagnolo sono quindi molto avanzati, anche più delle altre province, ed è possibile quindi cominciare a portare dei cambiamenti concreti nel digitale. Dai dati del Digital Infrastructure Index di EY notiamo che Forlì-Cesena è al 90° posto (su 107 province) nella classifica di “Connettività fissa e mobile”, ma al 5° posto nella classifica “Reti IoT-Sensoristica”, segnale che le utilities presenti sul quel territorio hanno investito, probabilmente stimolati dagli stakeholder, come i Comuni, le Associazioni di categoria, ecc.; meno estrema è la posizione di Rimini, che è 76° nella Connettività fissa e mobile e 23° nelle “Reti IoT-Sensoristica”; più equilibrata Ravenna (34° e 17°), ma risultano comunque più presenti le infrastrutture nell’IoT che nelle reti fisse e mobili. Diventa dunque fondamentale investire nelle infrastrutture digitali per rilanciare non solo la Romagna, ma anche il Paese, e per consentire alla produzione industriale di riprendersi”.

Per quanto concerne quei settori fortemente presenti nell’economia romagnola, gli impatti maggiori hanno riguardato i macchinari industriali (con una perdita minima nazionale di 16,68%, che può arrivare a -23,11% in caso di un secondo lockdown prima della fine dell’anno), il Fashion&Luxury (-27%, fino a -35%) e il Turismo, il settore più impattato, (-43,5%, fino a -58% nell’ipotesi di un nuovo lockdown). Nel complesso dei settori analizzati, la perdita di fatturato per il sistema produttivo romagnolo si attesta a – 5,42%, superiore rispetto alla media nazionale (-4,47%), ma anche alla media dell’Emilia-Romagna (-5,00%).

Per quanto riguarda le filiere, dall’analisi di EY si evidenzia che il sistema produttivo italiano è abbastanza concentrato: 57 province superano la media nazionale in almeno un settore, e si dimostrano quindi una parte trainante dell’economia del Paese. In particolare, le province della Romagna sono presenti come trainanti in 3 filiere ciascuna: Ravenna si distingue per le filiere dell’Agrifood (che contribuisce per ben il 31% del fatturato totale dell’Agrifood, contro una media nazionale del 6,67%), Macchinari Industriali (11,7% contro 6,6%) e Retail Food (10,4% contro 6,8%); il fatto che i settori legati al Food abbiano avuto un impatto del COVID minore (Agrifood e Retail Food, quest’ultimo addirittura ha avuto un impatto positivo), fa sì che Ravenna abbia contenuto l’impatto dell’emergenza (-3,9%). Forlì-Cesena traina nel Retail Non Food (19,2% del fatturato del settore contro la media del 4%), l’Agrifood (15,5% contro 6,7%) e l’Infrastructure (10,5% contro 5,1%); ciò si traduce in una perdita totale nei settori considerati pari al 5,13%, di poco inferiore alla media della Romagna. Rimini invece ha un’economia assai diversa, trainando i settori dei Macchinari Industriali (24,7% contro la media del 6,6%), del Fashion&Luxury (15,8% contro 4,6%) e del Turismo (4,1% contro 0,9%). Il fatto che questi settori siano stati pesantemente penalizzati dal COVID posiziona Rimini come una delle province più colpite dall’emergenza in Italia (-9,37% nell’insieme dei settori considerati, che potrebbe arrivare a -12,48% nel caso di un secondo lockdown).

Il Nobel Stiglitz elogia il modello regionale

Joseph Stiglitz, Economista e Premio Nobel: “Negli Stati Uniti la pandemia ha aumentato le disuguaglianze. Qui il 40% dei lavoratori vivono di busta paga in busta paga, e quindi senza protezione sociale, e ciò li ha portati a lavorare malgrado la pandemia. La mancanza di queste protezioni ha portato un paese come gli Usa col 4% della popolazione ad avere il 25% dei casi Covid a livello mondiale. In sostanza chi stava male andava a lavorare con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. La vostra regione invece ha gestito meglio la situazione di emergenza sino ad avere una reputazione mondiale, perché il vostro territorio gode di una serie di garanzie sociali”.

“Nella vostra regione c’è un tessuto di piccole e medie imprese che per sopravvivere devono trovare un sistema di cooperazione tra produttori e un sostegno del governo. I mercati da soli non sono la soluzione, c’è bisogno di cooperazione tra aziende, comunità e governi”.

“L’Emilia Romagna è più pronta a contrastare le disuguaglianze, in quanto è pronta a creare una prosperità condivisa per l’economia del XXI secolo. Il futuro è nell’investimento in ricerca, infrastrutture, tecnologie, qualità istruzione”.

I commenti al Forum
Soddisfatto del Forum Lorenzo Tersi, consigliere di Cesena Fiera con delega a Fattore R: “Il Forum vuole essere un acceleratore di pensiero che favorisca l’incontro tra imprenditori, economisti e stakeholder della Romagna, da un’ottica locale a globale. Avere raccolto intorno a un evento 29 grandi aziende a discutere di crescita e cultura del territorio è un grande risultato soprattutto alla luce delle proposte che sono emerse in un periodo non semplice come l’attuale. A Fattore R sono stati lanciati segnali di speranza e di grande valore: e già questo è un importante risultato”.

Paolo Maggioli Presidente Confindustria Romagna: “Solo insieme, realizzando progetti concreti e mettendo in atto strategie efficaci per lo sviluppo del nostro territorio, potremo superare questa crisi senza precedenti e diventare più competitivi. Uniti, con coraggio e determinazione, credendo nelle potenzialità della Romagna e del nostro Paese, investendo in innovazione e ricerca, nel potenziamento delle infrastrutture e nella digitalizzazione, in formazione. Il quadro economico, come evidenziano i dati, resta difficile ed il clima di incertezza dovuto alla pandemia di Coronavirus non facilita certamente il compito. Ma non possiamo arrenderci. Questo è il momento di riorganizzarsi pensando ad un nuovo modello sociale ed economico che valorizzi le competenze e premi il valore, in un’ottica di responsabilità sociale in cui devono riconoscersi tutti gli attori coinvolti, sia pubblici che privati”.

Fattore R è realizzato con il supporto di Confcommercio Cesenate, Confcooperative Forlì-Cesena, Confcooperative Ravenna-Rimini, Legacoop Romagna, Rete PMI Romagna.

Migliore packaging d’Italia per Due Tigli di Forlì

Forlì (26 ottobre 2020) – Migliore packaging d’Italia nella sezione vino. A conquistare il gradino più alto è la Due Tigli di Forlì con il formato bag in box (3 litri) della linea b.io bpuntoio del vino Terre Siciliane Igt biologico. Ad assegnare il riconoscimento è stata una giuria di buyer da tutta Italia nell’ambito del “Bio&Consumi Awards 2020” assegnati all’eccellenza del retail.

Un bel riconoscimento per la cantina forlivese che si è dovuta confrontare con proposte di packaging da tutta la Penisola. Un premio che omaggia una linea di prodotto nata e coordinata da Terre Cevico, la b.io bpuntoio, e che coinvolge importanti realtà cooperative italiane in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

“Siamo soddisfatti di questo riconoscimento che premia la nostra scelta aziendale nella direzione total green – spiega Paolo Galassi, amministratore delegato di Due Tigli – Una scelta che parte dalla produzione delle materie prime, ovvero dalle uve sane e genuine che sono ottenute dal lavoro delle famiglie dei nostri soci viticoltori che manifestano sempre maggiore sensibilità sulla sostenibilità di tutta la loro attività, al fine di tutelare l’ambiente dove vivono e lavorano Questo approccio deve riguardare anche il packaging dei nostri vini, i cui materiali devono provenire da risorse rinnovabili o da supporti ottenuti da riciclo di materie plastiche e cartacee e, possibilmente, devono poter essere altrettanto riciclabili al 100%. Tutta la filiera produttiva e logistica deve diventare sempre più sostenibile, sicuramente anche dal punto visto economico, ma, soprattutto, da quello ambientale”.

Luis Felipe Alvarez Torres è il “Talento per la Scarpa” 2020

San Mauro Pascoli (23 ottobre 2020) – Giovani promesse della calzatura hanno preso parte a Villa Torlonia all’epilogo della ventesima edizione di “Un Talento per la scarpa”, il concorso per giovani stilisti organizzato da Sammauroindustria. Il pomeriggio condotto dal direttore dell’Associazione Miro Gori, ha visto la premiazione dello spagnolo Luis Felipe Alvarez Torres al quale andrà un corso di formazione presso la scuola del Cercal con un successivo percorso in una delle aziende socie di Sammauroindustria. A premiarlo in collegamento da Milano il presidente del Cercal e Ceo di Sergio Rossi, Riccardo Sciutto. “Complimenti a Luis Felipe per la tenacia; dopo due secondi posti al Concorso, l’aver tentato ancora e avere vinto deve essere uno stimolo per tanti giovani. Viviamo un momento non semplice ma di una cosa sono certo: la creatività che trova nel distretto di San Mauro il suo habitat ideale ci aiuterà a ripartire”.

Nel corso della cerimonia sono stati premiati anche gli altri dieci classificati alcuni in presenza altri in collegamento virtuale. A premiarli Fausto Fabbri e Giorgio Vicini cresciuti nel distretto di San Mauro Pascoli e protagonisti di numerose esperienze nel campo della moda calzaturiera in giro per il mondo. A loro il Presidente di Sammauroindustria, Daniele Gasperini, ha consegnato una pergamena per i 50 anni di attività nel settore.

Nel finale il direttore Mio Gori ha annunciato il tema della prossima edizione del concorso: “La Divina Scarpa. Per il 700esimo anniversario della morte di Dante”.

La giornata si è aperta con l’inaugurazione della mostra “Vent’anni di Talenti” da parte della vicesindaca Cristina Nicoletti. La mostra curata da Maria Cristina Savani raccoglie i migliori lavori dei partecipanti alle venti edizioni del Concorso e sarà aperta fino al 28 novembre.

Nel corso della giornata sono intervenuti la sindaca Luciana Garbuglia, la direttrice del Cercal Serena Musolesi e Cristina Savani curatrice del concorso e della mostra.

Il concorso “Un Talento per la Scarpa” è organizzato da Sammauroindustria, che raccoglie le principali aziende calzaturiere del distretto di San Mauro Pascoli (Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi), insieme al Comune di San Mauro Pascoli e il Cercal, in collaborazione con Confindustria Romagna.

Un Talento per la Scarpa: venerdì 23 ottobre la premiazione

San Mauro Pascoli (21 ottobre 2020) – Sfilata di giovani promesse della calzatura vanno in scena a Villa Torlonia a San Mauro Pascoli venerdì 23 ottobre con la premiazione della ventesima edizione del concorso internazionale per giovani stilisti “Un Talento per la scarpa” promosso da Sammauroindustria. Si parte alle ore 17.30 con l’inaugurazione della mostra “Vent’anni di Talenti” con i migliori lavori dei partecipanti alle venti edizioni del Concorso, a cura di Maria Cristina Savani. La mostra a ingresso gratuito sarà esposta fino al 28 novembre.

Alle ore 18 la premiazione del vincitore, lo spagnolo Luis Felipe Alvarez Torres autore del migliore bozzetto sui 78 partecipanti da tutto il mondo. A seguire il riconoscimento ai primi dieci classificati e alle scuole partecipanti. Giornata speciale per due sammauresi con le scarpe nel Dna, Fausto Fabbri e Giorgio Vicini, premiati nel corso della giornata per i 50 anni di lavoro nel settore calzaturiero.

Le edizioni precedenti

Da tutto il mondo arrivano i vincitori delle edizioni passate. Questo l’albo d’oro in ordine cronologico: Italia (Francesca Capellini, sul tema ”La seduzione”); Russia (Daria Kravtsova – “Futuro”); Cina (Yim Kit Ling – “Nostalgia”); Giappone (Nakayama Yoko – “Ai piedi di Cleopatra”); Croazia (Dijana Sabljak – “Al gran ballo di Cenerentola”); Italia (Benedetta Maria Chiara Lupo – “La dolce vita”); Messico (Joel Perez Ortega – “La via della seta”); Italia (Mario Rossodivita – “Da Mad Max ai materiali biodegradabili. Per una calzatura fashion ed ecologica”); Germania (Sarah Börtz – “Stile scarpe e rock and roll. Moda e musica pop: influenze reciproche”); Italia (Paola Valenti – “Fatto in Italia. Arte, artigianato e design”); Italia (Giuseppe Luca Leonardo Morreale – “A forma di stivale. Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia”); Messico (Jose Omar Munoz Ramirez – “Melting Shoes, contaminazioni interculturali”); Italia (Gaia Romagnoli, ‘Rebels and Indignados: revolutionary shoes’); Messico (Francisco Javier Velazquez, “Le sport c’est chic”); Italia (Carlotta Camporese, “Animal Shoes”); Italia (Marco Rossi, “Vegetal shoes”); Messico (Alberto Jose Nava Tassinari, “Once upon a time… the shoes”); Messico (Miguel Jacobo Reyna Gomez, “Grande bellezza: da Venere a Marlyn Monroe”); Italia (Edoardo Battellini, “Urban chic: la décolleté irrompe nello street style”).

Info: Sammauroindustria, San Mauro Pascoli (FC) tel. 0541.932965; e-mail: cercal@cercal.org www.cercal.org; www.sammauroindustria.com

La Patata di Bologna DOP si presenta al grande pubblico su GialloZafferano

Bologna (15 ottobre 2020) – Ci sono la frittata e la parmigiana, ma anche la torta salata e la vellutata, senza dimenticare insalata russa e ciambella. Ricette diverse, che svariano dal salato al dolce, unite da un ingrediente centrale e unico: la Patata di Bologna Dop. La prima Patata in Italia certificata DOP (Denominazione Origine Protetta) è protagonista nel sito numero uno della cucina italiana, GialloZafferano. Una collaborazione insieme al Consorzio di Tutela Patata di Bologna DOP che si sostanzia nel racconto al grande pubblico della versatilità del prodotto utilizzato da celebri firme della cucina in svariate ricette.

Nel dettaglio, la redazione di GialloZafferano ha selezionato dal proprio archivio diverse ricette a base di patata. A queste preparazioni sono stati uniti quattro piatti realizzati da due food blogger: Noce Moscata e Cucino Per Passione. Le blogger hanno cucinato nelle loro case, due piatti inediti con il prodotto Primura, a testimonianza della versatilità del prodotto.

Non solo, nella giornata di mercoledì 21 ottobre (ore 17.00) è prevista una video ricetta live realizzata da uno chef di GialloZafferano che racconta e realizza in diretta social (Facebook, Instagram e Youtube della redazione) un piatto a base di Patata di Bologna DOP.

“Abbiamo scelto di collaborare con un network di grande visibilità come GialloZafferano per fare conoscere al grande pubblico le qualità della Patata di Bologna Dop – spiega Davide Martelli, Presidente del Consorzio di Tutela Patata di Bologna DOP – La Primura, unica varietà della Patata bolognese, è un prodotto unico e dalla forte identità territoriale che ben si presta a svariati utilizzi in cucina, dagli antipasti ai dolci. Un prodotto sano, genuino, nutriente e ricco di gusto che potrà essere apprezzato dal grande pubblico nella preparazione di piatti semplici grazie agli chef di GialloZafferano”.

L’attività fa parte del progetto di comunicazione attuato col contributo del PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020, misura 3, tipo di operazione 3.2.01 “Attività di promozione e informazione da gruppi di produttori sui mercati interni” (focus area 3A) Bando unico Regionale anno 2018.

Macfrut guarda al futuro

Cesena (14 ottobre 2020) – Macfrut volge lo sguardo al futuro. E lo fa con ottimismo, puntando a svolgere a maggio 2021 un grande evento in presenza, per rispondere alle aspettative, nell’auspicio che l’emergenza Covid per allora sia superata.

La 37a edizione della fiera internazionale dell’ortofrutta è programmata dal 4 al 6 maggio 2021 nel quartiere fieristico di Rimini. Contestualmente si svolgerà Fieravicola, la Fiera internazionale delle attività avicunicole.

Il melone è il prodotto simbolo della manifestazione, preso a emblema della qualità dell’ortofrutta italiana, e sarà al centro di una serie di eventi di analisi e valorizzazione che coinvolgeranno buyer e visitatori.

Regione partner sarà la Sardegna, territorio nel quale il comparto ortofrutticolo contribuisce in modo significativo alla formazione del valore complessivo della produzione agricola nazionale (23%).

Accanto a queste, una delle novità più rilevanti dell’edizione 2021 sarà l’Italian Retailer Business Lounge, evento dedicato all’incontro fra produzione, distribuzione e commercio nazionali, a cui sarà riservata una grande area, dove produttori e fornitori potranno dialogare con i rappresentanti dei canali distributivi moderni, con l’obiettivo di favorire il consolidamento rapporti già esistenti e l’avvio di nuove sinergie. L’Italian Retailer Business Lounge sarà realizzata in collaborazione con Agroter, la casa editrice che organizza Think Fresh, il workshop dedicato alla filiera ortofrutticola, la cui sesta edizione si svolgerà come di consueto alla vigilia di Macfrut.

Prosegue l’impegno per la digitalizzazione, con un’accentuata spinta propulsiva. Due tra i principali Forum di Macfrut 2021, infatti, saranno ospitati anche su piattaforma digitale, come già avvenuto nella recente edizione di Macfrut Digital. Gli appuntamenti fruibili sia in presenza che in rete sono Acqua Campus, focalizzato sulle innovazioni dell’irrigazione, e Macfrut Field Solution, incentrato sulle moderne tecnologie per il settore orticolo, con focus particolare sul melone. Confermati con la formula tradizionale gli altri due focus centrali di Macfrut: Biosolutions International Congress, dedicato alle filiere dei biostimolanti e del biocontrollo; Greenhouse Technology Village, sull’innovazione orticola in serra.

Sarà ripreso il progetto del nuovo salone, Spices & Herbs Global Expo, sospeso a causa del Covid. Si tratta del primo salone europeo dedicato al mondo delle spezie, piante officinali ed erbe aromatiche, che si candida ad essere punto di incontro globale tra produttori, tecnici, ricercatori, traders e trasformatori. Ad arricchirlo un fitto programma di eventi e conferenze specifici, tra cui spicca la presentazione dell’Osservatorio sulle spezie e le erbe officinali realizzato grazie alla sinergia fra Cesena Fiera e Ismea.

Sul piano internazionale il focus sarà “Frutta e spezie sulla via di Marco Polo”, con riflettori puntati sui mercati emergenti del Far East, in particolare quelli dell’Asia centrale e dell’Oceano Indiano, in forte crescita per quanto riguarda la commercializzazione di ortofrutta e spezie.

E proprio in Asia Centrale – precisamente in Uzbekistan e Azerbaigian – si terranno le prime iniziative di promozione internazionale di Macfrut 2021, in questa prima fase in modalità digitale. In programma anche presentazioni in Sud America (Colombia, Cile, Cuba, Perù), Africa (Zambia), e in Cina con la quale proseguono le intense relazioni intessute a Macfrut Digital. Ancora una volta, strategico sarà l’apporto degli uffici di ICE – Agenzia distribuiti nel mondo e della rete di agenti esteri di Macfrut.

Di fronte a questa road map, il presidente di Macfrut Renzo Piraccini si dimostra fiducioso: “Anche se la situazione attuale invita alla prudenza – dichiara – siamo convinti che a maggio 2021 ci saranno le condizioni per realizzare un grande evento di cui la filiera dell’ortofrutta ha grande bisogno. Se così non dovesse essere abbiamo pronte opzioni alternative che valuteremo, con grande pragmatismo, insieme con i nostri espositori”.

Macfrut Digital tra 2020 e 2021
Positivo il bilancio della prima fiera dell’ortofrutta su piattaforma digitale. Pur con alcune difficoltà di rodaggio iniziale, i numeri sono interessanti: in tre giorni si sono registrate 32.212 presenze, con 18.164 visitatori unici professionali, mentre le pagine visualizzate sono state 219.524.

Alta l’interazione dall’estero con il 49% dei visitatori oltreconfine in rappresentanza di 152 Paesi, il 60% dei quali dall’Europa, 12% dal Nord Africa, 10% dall’Africa Sub Sahariana, 6% Estremo Oriente e Australia, 4% da Nord America e Russia ed Est Europa. Complessivamente sono stati 600 i buyer iscritti in piattaforma, 4.492 le richieste di incontri B2B, 3.840 i messaggi attraverso il tasto “scrivici”.

I padiglioni più visitati sono stati Produzione e commercio (8.421), Padiglioni internazionali (5.203), Macchinari e impianti (3.424), Packaging (3016), Vivaismo (2.200).
Interessante il dato degli accessi con il 52,5% avvenuto attraverso dispositivo mobile e tablet, 47,5% computer fisso.
Il progetto di Macfrut Digital continua e sarà riproposto dal 28 al 30 settembre 2021, arricchito di contenuti insieme a un altro evento di caratura internazionale: International Asparagus Days.
Insomma, la strada del digitale prosegue e si integra con quella fieristica “tradizionale”.

Tutto pronto per “Fattore R”: Forum dell’Economia della Romagna

Fattore R

Cesena (14 settembre 2020) – Tutto pronto per Fattore R, il Forum dell’economia della Romagna, a Cesena Fiera venerdì 16 ottobre (inizio ore 9). Evento sold out nella sala convegni della Fiera (100 posti per normative anti Covid), sarà possibile seguirlo in diretta streaming sul sito natlive.it (accesso free).

Tre i temi al centro del Forum visti da un’ottica nazionale poi declinati in ambito Romagna: la domanda di beni e servizi, produttività e infrastrutture, e i leader del futuro. Nell’occasione sarà presentata da Alberto Rosa un’analisti di EY sui tre temi, con un focus in particolare sull’impatto del Covid-19 su alcuni settori produttivi a livello territoriale.

A Fattore R saranno ben 29 relatori di primo piano dell’imprenditoria e dell’economia (interventi in presenza e in collegamento), a partire dal Premio Nobel Joseph Stiglitz e dall’economista Veronica De Romanis. E ancora interviste a Nerio Alessandri presidente di Technogym e Brunello Cucinelli azienda che porta il suo nome. Previste quattro tavole rotonde sui temi centrali del Forum, nonché interventi istituzionali come l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico Vincenzo Colla, il sindaco di Cesena Enzo Lattuca, il Presidente di Confindustria Romagna Paolo Maggioli, Guido Caselli Vice Segretario generale Unioncamere Emilia Romagna e Pietro Ferrari presidente di Bper Banca.

Uno sguardo “diverso” in un’ottica di storico sarà quello di Roberto Balzani, docente dell’Alma Mater, che parlerà di “Città Romagna: dal sentimento identitario romagnolo alla concretizzazione di un progetto comune”. Conduce la giornata la giornalista Mediaset Simona Branchetti.

Questi gli imprenditori che interverranno in ordine di orario: Cristian Fabbri Ceo di Hera, Giancarlo Nicosanti Monterastelli Ceo di Unieuro, Cristiano Venturini Ceo iGuzzini, Gabriele Ghetti Ceo di Gamma Arredi, Leonardo Spadoni Ceo di Molino Spadoni, Riccardo Tura Ceo di Dorelan, Stefania Radoccia EY, Giuseppe Costa presidente del Gruppo Costa, Fabio Porcellini Ceo di Natlive, Claudio Schiavoni amministratore delegato di Imesa, Matteo Storchi Ceo di Comer Industries, Tommaso Tarozzi Ceo di Bucci Industries, Francesco Fattori Ceo di Optima Mac3, Lauro Giovannini Direttore Generale Terre Cevico, Ettore Sansavini Presidente Gruppo Villa Maria, Donato Iacovone presidente di WeBuild, Alberto Calcagno Ceo Fastweb.

Fattore R, Forum dell’Economia della Romagna è organizzato da Cesena Fiera, EY, Confindustria Romagna e BPER Banca, con il supporto della Camera di Commercio della Romagna. Sostengono il progetto Confcommercio Cesenate, Confcooperative Forlì-Cesena, Confcooperative Ravenna-Rimini, Legacoop Romagna, Rete PMI Romagna.

 

È di Bolzano il nuovo ambasciatore dell’Albana

Bertinoro (12 ottobre 2020) – E’ altoatesino il nuovo ambasciatore dell’Albana. Si chiama Andrè Senoner, ha 28 anni, abita a Laion in provincia di Bolzano e domenica scorsa (11 ottobre) a Bertinoro ha sbaragliato tutti vincendo la quarta edizione del “Master Romagna Albana”. Al giovane sommelier Ais sono andati 2mila euro del Consorzio Vini di Romagna e il titolo di ambasciatore del vitigno bianco per eccellenza della Romagna (prima Docg in Italia nel 1987). Il Master è organizzato da Ais Romagna, Comune di Bertinoro, Consorzio Vini di Romagna, Consorzio Vini di Bertinoro.

Il Master
Decisamente combattuta la gara che ha messo a confronto 14 concorrenti da quattro regioni d’Italia. Al termine della prova scritta della mattina, la gara nel pomeriggio si è fatta a 4 tra Davide Ritrovati (Empoli), Riccardo Ravaioli (Faenza), Andrè Senoner (Bolzano), Benedetta Costanzo (Arezzo). I finalisti si sono cimentati in varie prove davanti a un folto pubblico: degustazione, presentazione davanti a due ipotetici clienti, comunicazione, servizio, abbinamento con alcuni piatti. A giudicare i sommelier una giuria molto qualificata: Roberto Bellini (Vicepresidente Ais nazionale), Gilles Coffi Degboe (vincitore Master 2019), Roberto Giorgioni (presidente Ais Romagna), Simone Loguercio (migliore sommelier d’Italia 2018), Giancarlo Mondini (Ais Romagna), Ruenza Santandrea (Presidente Consorzio Vini di Romagna), Pierluigi Zama (Presidente Assoenologi Romagna).

Il responso ha visto il successo di Andrè Senoner, secondo posto per Benedetta Costanzo, podio ex aequo per Corrado Ravaioli e Davide Ritrovati. A premiare il vincitore Ruenza Santandrea, insieme a Roberto Bellini, Roberto Giorgini, Gabriele Fratto e Mirko Capuano, sindaco e vicesindaco di Bertinoro.

Ad Andrè Senoner è andato anche il Premio Speciale al Miglior Sommelier comunicatore del Romagna Docg Albana scelto da una giuria di giornalisti e produttori.

La soddisfazione di Senoner.
“Arrivo da una terra di grandi bianchi, ero curioso di conoscere questo vitigno che è unico in Italia – ha detto il neo ambasciatore – Tre anni fa volevo iscrivermi al Master, poi per questioni personali ha dovuto rinunciare. Il desiderio di tornarci mi è rimasto e così eccomi qua, addirittura vincitore. L’Albana è un vitigno dalle mille sfaccettature e questa è la sua forza: ha ancora tanto di far scoprire e raccontare. Cosa farò da ambasciatore? Prima di tutto alcune serate per farla conoscere in Alto Adige, Trentino e Veneto”.

La soddisfazione degli organizzatori.
Roberto Giorgini, Presidente di Ais Romagna: “Siamo soddisfatti della quarta edizione – spiega – Il livello dei partecipanti è sempre più alto così come la qualità dell’Albana cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni. La finale a quattro ha messo a confronto due toscani, un altoatesino e un romagnolo a testimonianza di come questo vitigno assume sempre di più una visibilità oltre i confini della nostra terra”.

Ruenza Santandrea, Presidente Consorzio Vini di Romagna: “Il Master è un format molto efficace, aiuta a creare i comunicatori dell’Albana, coloro che poi la fanno conoscere in giro per l’Italia. È un vitigno che non fa grandi numeri ma è in crescita, ha grandi potenzialità e soprattutto è solo nostro. Dobbiamo farlo conoscere sempre di più, questo evento va in questa direzione”.

Mirko Capuano, vicesindaco Bertinoro: “L’Albana è un vino unico che abbiamo solo noi in Romagna. A Bertinoro ha trovato il suo humus ideale nello Spungone. Vino al Vino, la due giorni che ospita il Master, è un evento di valorizzazione e conoscenza del nostro territorio”.

Il Master dell’Albana è stato ospitato nell’ambito della manifestazione “Vino al vino promosso dal Comune di Bertinoro, dal Consorzio Vini di Romagna, dal Consorzio Vini di Bertinoro e da Ais Romagna.

I vincitori del Master Romagna Albana
Edizione 2017: Marco Casadei (Romagna);
edizione 2018: Carlo Pagano (Molise);
edizione 2019: Gilles Coffi Degboe (Romagna).