Le domeniche delle Mariette: conversazione con l’autrice Giovanna Frosini

Forlimpopoli (23 gennaio 2020) – Il 2020, anno del bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi (Forlimpopoli, 4 agosto 1820) si apre entrando nella casa di Piazza D’Azeglio a Firenze, dove il celebre l’autore de La scienza in cucina visse negli ultimi quarant’anni della propria vita.

Ad aprirci la porta, Giovanna Frosini, accademica della Crusca, docente di Storia della lingua italiana all’Università per stranieri di Siena e autrice, assieme a Monica Alba, del libro Domestici scrittori (Apice libri, 2019). Chi sono i “domestici scrittori”?

Francesco Ruffilli, cuoco di casa, e Marietta Sabatini, governante: sono loro i domestici scrittori di Artusi, che a lui si rivolgono in numerose lettere conservate presso la Biblioteca di Forlimpopoli. Dall’attento studio di quegli scritti, Monica Alba e Giovanna Frosini ricavano un quadro vivido della vita quotidiana e delle personalità dei protagonisti, dal quale emergono reti di rapporti non scontati.

A presentare il volume a Casa Artusi domenica 26 gennaio a Forlimpopoli alle ore 15.30 sarà Laila Tentoni, presidente di Casa Artusi, in dialogo con l’autrice, ne “Le domeniche delle Mariette”.

Giovanna Frosini, docente di Storia della lingua italiana all’Università per stranieri di Siena è accademica della Crusca, membro di diversi comitati scientifici dedicati agli studi su Boccaccio, Dante Alighieri, la lingua italiana. È componente del Comitato scientifico di Casa Artusi.

La cornice delle Domeniche delle Mariette è la più adatta per conoscere meglio la figura della domestica alla quale l’Associazione deve il proprio nome; dopo l’incontro, com’è d’abitudine, una piccola degustazione in tema: una fetta del Panettone Marietta, ricetta n. 604 de La scienza in cucina, con la quale Artusi volle omaggiare e, in qualche modo, rendere immortale la sua “brava cuoca […] tanto buona e onesta”.

 Ingresso libero.

Ufficio stampa di Casa Artusi è Agenzia PrimaPagina

Doppio appuntamento alla Fiera di Faenza: MAF e Momevi

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Faenza (22 gennaio 2020) – Meccanizzazione, agricoltura di precisione, sostenibilità. Sono le tre parole d’ordine del doppio appuntamento dal 20 al 22 marzo 2020 alla Fiera di Faenza con la 83esima edizione della Mostra Agricoltura Faenza (Maf) e la 44esima edizione di MoMeVi (Mostra meccanizzazione vitivinicoltura).

Due tra le rassegne più longeve in Italia, la tre giorni si estende su un’area di 28mila metri quadrati e propone le novità dei principali costruttori e distributori di macchinari e attrezzature, insieme a vivaismo, servizi e tecnologie per vigneto, frutteto, campi, magazzino e cantina. E ancora, focus sulla meccanizzazione della vitivinicoltura in un percorso che trova nel Polo di Tebano, che collabora con Momevi, il suo centro di ricerca di eccellenza. Tutto questo grazie alla presenza di un centinaio di operatori specializzati da tutta la Penisola dislocati in tre padiglioni e una grande area esterna.

Ad arricchire la manifestazione un ricco programma di convegni da sempre punto d forza dell’evento con al centro importanti tematiche affrontate dai principali esperti del settore. Tra i già annunciati: Olivicoltura in regione fra innovazione e sostenibilità; Vino e Vite sostenibile. Le certificazioni; Il progetto Nove Bolle opportunità per la viticoltura romagnola; una degustazione divulgativa per conoscere difetti, e cause, del vino.

Altro evento di rilievo la Rassegna zootecnica da quest’anno curata da ARVAR (Associazione Razze e Varietà Autoctone Romagnole) e Vita nell’Aia, esposizione dedicata alla tradizione rurale, al piccolo giardinaggio e all’enogastronomia tipica, per uno stile di vita sano e genuino.

Mostra Agricoltura e MoMeVi sono organizzati da Fiera di Faenza e Polo di Tebano, con il patrocinio del Comune di Faenza, della Provincia di Ravenna, della Regione Emilia Romagna e del CREA.

Info: 83° Mostra dell’Agricoltura e 44° MoMeVi 20-22 Marzo 2020 (ven. 9-19 sab. ore 9-22; dom. ore 9-19) Fiera di Faenza, Via Risorgimento 3, 48018 Faenza (RA) – ingresso € 6,00 – ridotto € 3,00 www.mostragricolturafaenza.com direzione@fierafaenza.it Tel. 0546.621554.

 

Ufficio Stampa Agenzia PrimaPagina

 

 

Ais Romagna forma i futuri sommelier

Cesena (21 gennaio 2020) – Il consiglio sull’etichetta giusta, riconoscere un vino dal sentore olfattivo, l’abbinamento migliore al piatto preferito, le tante tipologie di vitigni, il legame col territorio. Tutto questo e tanto altro sono al centro dei corsi di Ais Romagna che offrono una panoramica a 360 gradi sul mondo dell’enologia per formare i futuri ambasciatori del nettare di Bacco. Sette sono le proposte formative per tutti i livelli. “Una cosa è certa: dopo avere frequentato i corsi Ais nessuno avrà più timori davanti a una bottiglia”, spiega Roberto Giorgini, Presidente di Ais Romagna.

Cesena, Forlì, Lugo, Riccione, Faenza: sono le cinque località che ospitano i percorsi formativi che vanno dalle nozioni di base di primo livello a quello finale di terzo livello che porta alla qualifica di sommelier.

Più nel dettaglio, la nuova sede di Cesena ospita tutti e tre i livelli formativi coordinati dal delegato Ais di Cesena Adolfo Treggiari e da Roberto Giorgini; Eataly Forlì ospita il corso di primo livello coordinato dal delegato territoriale Raffaele Nanni; Lugo nella sede di Confesercenti ospita sempre il corso base di primo livello sotto la supervisione di Antonio Corsini delegato Ais di Ravenna; la sede Ial di Riccione contempla il corso di secondo livello coordinato da Nunzia Tesoro delegata Ais Rimini; corso di secondo livello anche a Faenza sotto la direzione di Cristiano Morini e Mirko Morini delegato Ais Faenza.

“Il numero di appassionati che vogliono conoscere in maniera più approfondita il mondo del vino cresce sempre di più – prosegue il cesenate Giorgini – Questo grazie anche alla spinta di una terra di Romagna capace negli ultimi anni di alzare in maniera esponenziale l’asticella della qualità produttiva. Prendiamo l’annata enologica 2019 da poco alle spalle: ha registrato circa un -20% in quantità, tuttavia le aspettative sulla qualità sono alte tanto che non vediamo l’ora di stappare le bottiglie per scoprirlo di persona. Questo perchè l’idea di Romagna figlia di un dio minore rispetto ad altre realtà enologiche è lontana, come emerso nell’ultimo quindicennio. Per questo abbiamo bisogno di persone preparate che sappiano comunicare il valore del nostro territorio e facciano i promotori in giro per l’Italia e oltreconfine”.

Info. Ais Romagna Via dell’Arrigoni, 288 Cesena; tel 0547 415249
www.aisromagna.it – info@aisromagna.it

 

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

 

A Macfrut fa il suo esordio Spice&Herbs Global Expo

Spezie, Officinali, Aromatiche. Macfrut, Fiera internazionale dell’ortofrutta, allarga i confini e nell’edizione 2020 ospita un Salone interamente dedicato a queste tipologie di prodotti. Spice & Herbs Global Expo, questo il nome, è un evento unico nel panorama espositivo europeo in quanto, per la prima volta, focalizza l’attenzione su categorie di prodotti di estremo interesse per il mercato globale.
E a conferma della centralità del focus, Macfrut e Ismea lanciano un Osservatorio sulle spezie e le erbe officinali per offrire analisi aggiornate dello scenario economico e strutturale del settore, sia a livello nazionale sia internazionale, col fine di individuare gli attori principali e i trend in atto.

Tutto questo su un settore estremamente dinamico nel mercato globale che solo per le spezie vale oltre 6 miliardi di dollari, con il solo segmento del bio in crescita costante tanto da valere 1 miliardo di dollari. A questo si vanno ad aggiungere le erbe officinali e aromatiche, un mercato di enorme interesse per l’Italia che produce 25 milioni di chili di prodotti con 6.200 aziende coinvolte e oltre 24.000 ettari coltivati, più che triplicati soltanto tra il 2013 e il 2016. Teniamo presente che l’Italia è il primo utilizzatore mondiale di erbe officinali per il settore della cosmetica, settore in forte crescita.

Salone Spice & Herbs Global Expo
Non è casuale che un Salone di questa tipologia sia ospitato a Macfrut (da martedì 5 a giovedì 7 maggio 2020 alla Fiera di Rimini), fiera con una forte vocazione internazionale da sempre aperta ai nuovi prodotti e alle nuove tendenze di consumo. Nel concreto si tratta di un nuovo padiglione interamente dedicato al mondo delle spezie, delle erbe officinali ed aromatiche, punto di incontro globale tra produttori, tecnici, ricercatori, traders e trasformatori. Ideato con un approccio di filiera, secondo la specificità di Macfrut, una parte importante sarà dedicata alla meccanizzazione della produzione e alla trasformazione.

Il tutto accompagnato da un programma di eventi e ospiti internazionali, occasione unica per espositori e visitatori per accrescere le conoscenze e sviluppare una rete di contatti mondiali. È la prima volta in ambito Europeo di un evento dedicato a questo settore in grande fermento.

Tre le aree a comporre il Salone. Prima di tutto quella delle Spezie, marginale nel nostro Paese sul fronte produttivo ma fortemente dinamico grazie alla crescente diffusione in Europa delle cucine etniche internazionali e alla domanda di salute e benessere in tutto l’Occidente. Molte spezie sono veri e propri superfood con una domanda in forte crescita, come nel caso di prodotti come curcuma e zenzero, ma anche per tendenze di consumo come nel caso delle spezie utilizzate per insaporire i cibi in sostituzione del sale. L’area è organizzata in collaborazione con Cannamela leader del mercato Spezie ed Erbe Aromatiche.

La seconda area è dedicata alle erbe officinali, realizzata in collaborazione con Fippo (Federazione Italiana Produttori Piante Officinali) e Assoerbe. Il settore comprende una vasta categoria, eterogenea, di specie vegetali, ricche di principi biologicamente attivi, che va dalle piante medicinali, alle aromatiche fino a quelle da profumo, segmento in crescita e con grandi prospettive anche per il nostro Paese per gli svariati utilizzi di questa tipologia di prodotti: dall’alimentazione all’industria alimentare, dagli impieghi dell’industria farmaceutica ai prodotti fitoterapici, passando per gli antiparassitari, i mangimi, i detergenti, i cosmetici, i tessili, i coloranti naturali e i prodotti conciari.

Infine le Aromatiche, prodotti che occupano già uno spazio rilevante all’interno di Macfrut, con un ruolo ancora più centrale grazie al salone. Quest’area è realizzata in collaborazione con Unaproa (Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di Frutta in Guscio).

Tra le collaborazioni già avviate quella con la Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino di Rieti, presente al salone con una collettiva di aziende del settore insieme alla presenza istituzionale del territorio reatino.

Osservatorio Ismea
Collegato al Salone c’è la nascita di un Osservatorio sulle spezie e le erbe officinali, punto di incontro all’interno del comparto professionale, che faccia da collettore e sintesi della gran massa di dati presenti da più fonti. Promosso da Macfrut e Ismea, l’Osservatorio si inserisce nel solco di una iniziativa messa in campo nel 2013 dal Ministero della Politiche Agricole che vide la produzione di un dossier, sempre a cura di Ismea, in collaborazione con Fippo, Assoerbe, Site e Federbio relativa alla sola situazione nazionale. Lo studio aveva evidenziato una crescente attenzione al settore per diverse ragioni: economiche (alto valore aggiunto, basso impatto ambientale, diversificazione del reddito, multifunzionalità dell’agricoltura, utilizzi e sbocchi in espansione), socio-culturali (tradizione erboristica italiana), tipologie di impieghi (settori alimentare, farmaceutico, cosmetico, tra i principali) e le conseguenze in termini di politiche di qualità, sicurezza alimentare e sanità.

Il progetto proposto a Macfrut 2020, con il supporto di Ismea, propone un Osservatorio permanente sulle principali tendenze di settore: l’evoluzione delle superfici e delle produzioni a livello internazionale e nazionale di piante officinali; le aziende agricole presenti in Italia e in ambito europeo; i flussi di interscambio mondiali ed europei; gli scambi con l’estero dell’Italia che si svilupperà di anno in anno su tematiche che emergeranno come rilevanti.

Macfrut 2020
Il Salone Spice & Herbs Global Expo è ospitato nella 37esima edizione di Macfrut, Fiera internazionale dell’ortofrutta, per la prima volta in programma nella giornata di martedì (5 maggio), per chiudere il 7 maggio alla Fiera di Rimini. Unica fiera di filiera del panorama internazionale, la tre giorni rappresenta la vetrina dell’ortofrutta italiana nel mondo, forte di ben undici settori espositivi in rappresentanza di tutti i segmenti del settore.

Tre le direttrici di Macfrut: internazionalizzazione, innovazione, contenuti. Partner internazionale di questa edizione è l’Asia. Più precisamente, “Frutta e spezie sulla via di Marco Polo”, con i riflettori puntati sui mercati emergenti di quell’area, in forte crescita dal punto di vista della domanda di ortofrutta e spezie. Regione partner del 2020 è la Sardegna.

L’ortofrutta del Lazio fa sistema a Macfrut 2020

Fondi (15 gennaio 2020) – L’ortofrutta del Lazio fa sistema a Macfrut (Fiera di Rimini 5-7 maggio 2020). L’annuncio questa mattina a Palazzo Caetani a Fondi (Latina) nell’incontro dal titolo “Ortofrutta nel Lazio” alla presenza di istituzioni, produttori e associazioni di categoria del comparto ortofrutticolo regionale.

Nell’occasione la Regione Lazio ha annunciato la presenza alla kermesse dell’ortofrutta, dopo alcuni anni di assenza. La partecipazione fa parte di un progetto pluriennale di largo respiro promosso dall’Assessorato Agricoltura della Regione, e coordinato da Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio). L’obiettivo è quello di costruire una piattaforma a supporto dell’internazionalizzazione della filiera regionale, che abbia quale epicentro i due grandi mercati del territorio: il Mercato Ortofrutticolo di Fondi (MOF) e il Car di Roma. La messa in rete dei due mercati deve fungere da hub logistico al servizio dell’ortofrutta laziale.

All’incontro erano presenti l’assessore regionale Enrica Onorati, il presidente di Arsial Antonio Rosati, il presidente Macfrut Renzo Piraccini, e i referenti dei due mercati: Massimo Pallottini presidente Italmercati e Direttore Generale del Car, ed Enzo Addessi amministratore delegato del Mercato Ortofrutticolo di Fondi.

Soddisfatta dell’incontro l’Assessore regionale Onorati: “Continua il lavoro della Regione Lazio volto al sostegno e al confronto continuo con il mondo agricolo che rappresenta un comparto fondamentale per lo sviluppo economico regionale complessivo. In particolare è proprio l’ortofrutticolo a dare un grande contributo: solo il territorio dell’agro pontino, sede del nostro incontro, nel 2018 ha fatturato oltre 180 milioni di euro”.

Parole di apprezzamento anche dal Presidente Renzo Piraccini: “Non solo siamo soddisfatti della presenza della Regione Lazio a Macfrut, ma soprattutto perché si fa promotrice di un progetto di sistema al servizio della filiera ortofrutticola regionale”.

La Ministra Bellanova sarà a Macfrut 2020

Roma (14 gennaio 2020) – La Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova sarà a Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta in programma alla Fiera di Rimini da martedì 5 a giovedì 7 maggio 2020, rispondendo così positivamente all’invito giunto stamane da Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut, nel corso di un incontro avvenuto a Roma presso il Ministro delle Politiche Agricole.

Oltre a confermare la presenza all’inaugurazione alla kermesse, La Ministra Bellanova ha manifestato l’apprezzamento per il lavoro sin qui svolto sul fronte dell’internazionalizzazione della manifestazione. “Il rilancio di questo settore passa anche dal ricompattamento degli attori della filiera attorno a un grande evento fieristico, vetrina dell’ortofrutta italiana nel mondo”, ha affermato.

Soddisfatto dell’incontro Renzo Piraccini: “La Ministra si è dimostrata una persona attenta alle esigenze di un settore importante come quello dell’ortofrutta che ha bisogno di crescere e rafforzarsi anche attraverso la sinergia tra associazioni, imprese e istituzioni”.

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

FIERAVICOLA 2.0: presentate le linee strategiche per il rilancio della manifestazione

Il rilancio di Fieravicola prende forma. Nuova location, nuova società di gestione, respiro internazionale sono i pilastri al centro della presentazione che è avvenuta questa mattina (lunedì 13 gennaio) in una gremita sala Borsa Avicunicola di Forlì, alla presenza degli operatori e delle associazioni del settore.
Un momento importante per raccogliere idee, presentare proposte, condividere strategie per il rilancio dell’appuntamento fieristico in programma nel 2021, che si propone un duplice obiettivo: realizzare una grande fiera di respiro internazionale, che diventi la vetrina della filiera avicunicola italiana nel mondo e costruire un grande polo romagnolo dell’agribusiness grazie alla messa in rete di due fiere specializzate (Macfrut e Fieravicola) in programma nella stessa data, capaci di attrarre espositori e visitatori da tutto il mondo.
Va precisato che Fieravicola rimarrà una manifestazione completamente autonoma, a cadenza biennale. La prossima edizione, la 52esima, ma la prima 2.0, è fissata per il 4, 5 e 6 Maggio 2021.

Fieravicola verrà gestita da una nuova società che vedrà la presenza, oltre che di Italian Exibition Group in qualità di socio di maggioranza, di Fiera Forlì, di Cesena Fiera e, si auspica, anche delle associazioni del settore.
Lo sviluppo di Fieravicola passa anche dal coinvolgimento diretto delle imprese della filiera e delle associazioni di rappresentanza del settore. Per questo al di là degli organi sociali della new.co è previsto il coinvolgimento degli stakeholders in un ‘Comitato Tecnico Scientifico’ che affianchi la tecnostruttura nella organizzazione della fiera e nelle più importanti decisioni che riguarderanno la manifestazione.

Il modello di riferimento per il rilancio è Macfrut, evento fieristico che a Cesena aveva perso le caratteristiche di fiera internazionale per diventare un punto di incontro della filiera italiana e che, grazie allo spostamento a Rimini nel 2014, ha trovato nuovo slancio e un grande sviluppo. In tal modo anche lo spostamento di Fieravicola presso il quartiere fieristico di Rimini, con i suoi elevati standard di internazionalità e di servizi tecnico-logistici abbinati alla grande ricettività della Riviera, rende possibile ipotizzare uno sviluppo significativo della manifestazione.

I legami con Forlì rimarranno comunque molto stretti sia per quanto riguarda i rapporti con il settore sia per i contenuti. A tal proposito è previsto un importante evento convegnistico da realizzarsi annualmente, in autunno, presso la Fiera di Forlì. Già nel 2020, come anteprima della vera e propria fiera, si ipotizza un Forum internazionale su alcuni temi di interesse della filiera avicunicola.

Un grande settore come quello avicunicolo deve avere una grande fiera quale vetrina di riferimento verso il mondo e questa vetrina non può che essere Fieravicola, per la sua storia, per le sue relazioni con il settore, per il radicamento con il territorio romagnolo. Il suo rilancio è il rilancio del territorio stesso in vista della costruzione di un grande polo romagnolo dell’agribusiness.

Hanno detto all’incontro

Lorenzo Cagnoni Presidente IEG: “Italian Exhibition Group ha da tempo la lente di ingrandimento sul settore avicunicolo e su Fieravicola, e considera da sempre una mission quella della valorizzazione e dell’internazionalizzazione delle eccellenze dei distretti industriali del territorio romagnolo. Per questo si è fatta promotrice e ha deciso di investire fortemente per il rilancio della manifestazione. Entriamo con convinzione in questa nuova arena, certi di poter giocare e far giocare alle imprese italiane un ruolo da protagoniste”.

Gian Luca Zattini, Sindaco Comune di Forlì: “Il Comune di Forlì ha scelto responsabilmente di cedere il filone di Fieravicola ai partner riminesi di Italian Exibition Group, con l’intento di perseguire un unico prezioso obiettivo; salvaguardare e potenziare la filiera avicunicola di tutta la Romagna. La ‘nuova’ Fieravicola rappresenta la grande sfida del prossimo biennio. Forlì, alla pari degli altri soci, continuerà a fare la sua parte non soltanto nella pianificazione dell’agenda collaterale alla rassegna, ma anche nei rapporti interlocutori con tutto il settore avicunicolo. Saremo cooprotagonisti nella programmazione del calendario e daremo il nostro contributo per fare di questa nuova Fieravicola il punto di riferimento sui mercati internazionali dell’agribusiness romagnolo.”

Alberto Zambianchi, Presidente Camera di Commercio della Romagna: “In uno scenario generale nel quale le specializzazioni economiche distintive risultano sempre più importanti per migliorare l’attrattività e la competitività dei territori, l’operazione di rilancio di Fieravicola, si sta concretizzando con una rinnovata visione internazionale e con la partecipazione nella gestione di partner strategici aperti e innovativi. Un’opportunità che consentirà di valorizzare e rendere più competitivo un settore ricco di tradizione e competenze come il nostro comparto avicolo. Tutto ciò, inoltre, rafforzerà la vocazione del nostro territorio come area fortemente caratterizzata dalla produzione e commercializzazione agroalimentare di qualità e di livello sempre più internazionale”.

Renzo Piraccini, Presidente di Cesena Fiera: “La programmazione di Fieravicola in contemporanea con Macfrut consentirà di sfruttare appieno importanti sinergie soprattutto sul fronte della promozione internazionale con l’obiettivo di costruire un importante polo romagnolo dell’agribusiness”.

Ufficio stampa di Fieravicola è Agenzia PrimaPagina

Il Premio Pascoli di Poesia è maggiorenne

 

San Mauro Pascoli (8 gennaio 2020) – Raggiunge la maggiore età il Premio Pascoli di Poesia promosso da Sammauroindustria, l’associazione pubblico-privato che raggruppa i principali imprenditori (calzaturieri e non solo) di San Mauro Pascoli. Un Premio degli illustri, assegnato nelle passate edizioni a personaggi del panorama nazionale e internazionale della poesia: Mario Luzi, Giovanni Giudici, Yves Bonnefoy, Adonis, Nelo Risi, Franco Loi, per citare alcuni nomi.

Due le sezioni del Pascoli, in Lingua e Dialetto, entrambe del valore di 1500 euro. La sezione in Lingua, promossa da Romagna Banca è aperta alle opere edite non prima del 1 maggio 2018; quella in dialetto (con testo italiano a fronte), è aperta alle opere pubblicate non prima del 1 maggio 2018.

La giuria che vaglierà i lavori è composta da cinque esperti e studiosi di letteratura: Daniela Baroncini (Università di Bologna, presidente della giuria), Franco Brevini (università di Bergamo e Milano), Gualtiero De Santi (università di Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista, poeta), Piero Meldini (scrittore).

Il termine ultimo di partecipazione è il 30 aprile 2020. La partecipazione al concorso è gratuita. La premiazione avverrà nel corso di una serata pubblica in programma a San Mauro Pascoli alla presenza (obbligatoria) dei vincitori.

Il concorso, giunto alla diciottesima edizione, è organizzato da Sammauroindustria, che raccoglie le principali aziende calzaturiere del distretto di San Mauro Pascoli (Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi), la scuola del Cercal e il Comune di San Mauro Pascoli. Il concorso è realizzato in collaborazione con Romagna Banca.

Il Premio Pascoli contempla anche un premio Internazionale alla carriera e un Premio all’Opera prima entrambi a discrezione della giuria.

Info: Associazione Sammauroindustria tel. 0541810124 oppure scaricare il bando sul sito www.sammauroindustria.com

 

Vincitori passate edizioni del Premio Pascoli
Nelle edizioni passate il premio Pascoli in Lingua italiana è stato assegnato a Nelo Risi (2001), Paolo Ruffilli (2002), Franco Buffoni (2003), Ennio Cavalli (2004), Cesare Viviani (2005), Pier Luigi Bacchini (2006), Gianni d’Elia (2007), Umberto Piersanti (2008), Jolanda Insana (2009), Luca Cesari (2010), Milo De Angelis (2011), Antonella Anedda (2012), Enrico Testa (2013), Sauro Albisani (2014), Luigi Fontanella (2015), Mariangela Gualtieri (2016), Giancarlo Pontiggia (2018).

Questi i vincitori nella sezioni Dialettale: Franco Loi (2001), Leo Maltoni (2002), Tolmino Baldassari (2003), Assunta Finiguerra (2004), Piero Marelli (2005), Gianni Fucci e Giovanni Nadiani (2006) ex aequo, Ettore Baraldi (2007), Achille Serrao (2008), Fabio Franzin (2009), Giuseppe Rosato (2010), Alfredo Panetta (2011), Claudio Grisancich (2012), Remigio Bertolino (2013), Pier Franco Uliana e Giacomo Vit ex aequo (2015), Angela Bonanno e premio speciale della giuria alla carriera a Gianni Fucci (2018).

Sezione Opera prima: Francesco Romanetti (2014), Stefano Casacca (2016).

 

Ufficio Stampa Agenzia PrimaPagina

Parma-Forlimpopoli: unite nel 2020 dalla cultura del cibo

Forlimpopoli (27 dicembre 2019) – Incontro tra due grandi eventi che animeranno il prossimo anno è andato in scena a Parma: il bicentenario della nascita di Artusi e Parma capitale italiana della cultura. A unirli la cultura del cibo, come raccontato nell’incontro ospitato all’università della città ducale. “La Food valley che trova in Parma il suo epicentro non è solo un elenco di prodotti ma un humus che fa cultura del cibo. Naturale quindi l’incontro con un personaggio come l’Artusi”, ha esordito l’assessore di Parma Nicoletta Lia Rosa Paci. Dello stesso avviso Enrico Monti presidente del Consiglio comunale di Forlimpopoli che ha portato il saluto della città: “Forlimpopoli è impegnata da tempo nella valorizzazione della cultura, specificatamente del cibo, dimostrando che con la cultura si può mangiare. Il 2020, anno del bicentenario del padre della cucina di casa, tantissimi saranno gli eventi che, assieme a Casa Artusi, proporremo nel segno della pratica domestica”.

Nel merito del programma del prossimo anno è entrata Laila Tentoni presidente di Casa Artusi che ha anticipato alcuni temi. “A Forlimpopoli abbiamo un patrimonio di 2mila lettere scritte da letterati e semicolti, in corrispondenza con l’Artusi, microstoria dell’Italia del tempo. Su quelle lettere e sulla valorizzazione della pratica domestica della cucina verteranno le iniziative del bicentenario che contemplano anche libri, mostre, spettacoli convegni e tanto altro”.

Massimo Spigaroli, presidente di CheftoChef e di Parma City of Gastronomy, ha evidenziato la peculiarità della gastronomia italiana: “la nostra cucina è importante e si è imposta nel mondo perché ha un passato e l’Artusi ne è il perno. La cucina dei gradi chef è internazionale con piatti elaborati e prodotti spesso introvabili; quella dell’Artusi è domestica fatta con prodotti del territorio”.

Le conclusioni sono state affidate all’Assessore alle politiche Agricole Simona Caselli: “Quando si parla di cucina si parla di prodotti agricoli, perno del sistema economico regionale. Il settore agroindustriale da noi è secondo solo alla meccanica, ha un valore di 4,7 miliardi di euro, dà lavoro a 80mila persone che salgono a 300mila con l’indotto. Siamo la regione in Europa con il maggior numero di prodotti Dop e Igp con 44 prodotti. La promozione delle nostre eccellenze è fondamentale, lo abbiamo fatto con Expo, nella Settimana della cucina italiana nel mondo, lo faremo con il sostegno al Bicentenario artusiano”.

La giornata si è conclusa con un laboratorio sulla sfoglia fatta a mano in collaborazione con l’Associazione delle Mariette e la degustazione della ricetta n. 54 del Manuale artusiano, “Anolini alla Parmigiana”, realizzata dalla responsabile della scuola di cucina di Casa Artusi, Carla Brigliadori.

 

 

Ufficio Stampa Agenzia PrimaPagina

“La Romagna dello Spungone”: bilancio dei primi quattro mesi di progetto

Tempo di bilanci e di rilanci per “Di Rocca in Rocca – La Romagna dello Spungone”, il progetto di marketing territoriale lanciato dai Comuni di Bertinoro, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Meldola e Predappio che – grazie al sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì – hanno fatto rete per costruire un brand immediatamente riconoscibile e promuovere con più forza questa  parte del territorio romagnolo, che offre rocche e borghi suggestivi, eccellenze enogastronomiche, percorsi collinari ideali per la bike e il trekking, in modo da inserirsi più efficacemente nell’offerta integrata di Visit Romagna.

Una scelta lungimirante, dal momento che già ora si assiste a un’incoraggiante crescita dell’interesse per l’entroterra: nei primi dieci mesi del 2019, le località collinari, termali e appenniniche romagnole hanno registrato complessivamente un incremento intorno al 5% dei turisti in arrivo.

 “Di Rocca in Rocca – La Romagna dello Spungone” ha messo a punto un ampio ventaglio di iniziative per raccontare e promuovere la nuova aggregazione territoriale e i suoi punti di forza, attraverso vari filoni di intervento, come:

1 – interventi di comunicazione rivolti ai media tradizionali e ai new media, modulati in funzione dei target: locali, nazionali generalisti, di settore, ecc.

2 – narrazione diretta del territorio attraverso i principali canali social (Facebook, Instagram).

3 – messa a punto di strumenti online e offline per incentivare l’incoming e guidare i visitatori sul territori.

4 – incontri con gli operatori economici e gli stakeholder, considerati primi testimonial del territorio.

I punti di forza del territorio e i target

Nel definire le strategie di intervento del progetto, fondamentale è stata l’individuazione dei punti di forza su cui far leva per affermare il brand “La Romagna dello Spungone” e promuovere il territorio. Questi i principali filoni tematici: vino e cibo di qualità, itinerari specifici per escursioni bike e trekking, terme e benessere, la ricchezza di suggestivi luoghi storici (Rocche, pievi, musei, ecc.), la bellezza e le peculiarità dei paesaggi naturali, l’esperienza slow dell’ospitalità nei borghi, la varietà di eventi che si svolgono in tutte le stagioni dell’anno.

Questo ventaglio di proposte permette di tracciare gli identikit dei possibili pubblici interessati a fare un’esperienza nella Romagna dello Spungone: dagli sportivi che cercano una vacanza attiva nella natura ai gastronauti e winelover, dai turisti culturali a chi vuole ricaricarsi con le ‘coccole’ delle terme e la tranquillità di borghi caratteristici e accoglienti, dalle famiglie ai viaggiatori curiosi sempre alla ricerca di esperienze inedite e nuove mete.

Presentare il territorio on line e off line

  • Sito www.laromagnadellospungone.it – Al suo interno l’illustrazione del progetto, la presentazione del territorio e delle opportunità che offre ai visitatori, alcuni itinerari turistici, percorsi per bike e trekking con possibilità di scaricare mappe in formato GPX, i collegamenti ai siti web dei quattro Comuni coinvolti.
  • Guida alla Romagna dello Spungone – Opuscolo formato tascabile di 24 pagine, pensato come una sorta di bussola per scoprire il territorio. Corredata da una cartina, con ricco apparato fotografico e testi in italiano e in inglese, la guida dialoga con il sito e i canali social attraverso l’uso di Qr code.
  • Mappa – Luoghi di interesse, itinerari e informazioni utili sul territorio dello Spungone. Accanto alla cartografia brevi schede descrittive in italiano e in inglese.
  • Itinerari tematici – Per i biker sono stati messi a punto da sette itinerari specifici: quattro sono dedicati ai territori dei Comuni coinvolti, due collegano il territorio dello Spungone Forlì e a Cesena, infine uno si dirige verso la Riviera (più precisamente, Cervia). Per ognuno di essi il sito fornisce l’altimetria e la mappa scaricabile. Per il futuro si sta già lavorando per la predisposizione di alcuni percorsi dedicati al trekking. Infine, sono stati individuati una decina di itinerari tematici per guidare i visitatori alla scoperta di alcune peculiarità dei territori. Fra essi uno dedicato alle Rocche, uno che fa tappa nelle pievi più suggestive, uno – in vista del centenario dantesco – sulle tracce di Dante Alighieri nel territorio dello Spungone.
  • Incontri con gli operatori – Sono stati organizzati incontri con gli operatori economici del territorio per far conoscere loro il progetto e illustrare i vari strumenti predisposti, che possono aiutarli a promuovere il territorio e le loro attività. Due gli incontri svoltisi finora, con il coinvolgimento di una cinquantina di operatori.
  • Merchandising – Il marchio “La Romagna dello Spungone” è stato utilizzato per la realizzazione di borracce e borsine di tela personalizzate.

Comunicare il territorio
Ufficio stampa – Per far conoscere la Romagna dello Spungone è stata attuata una campagna di comunicazione rivolta sia ai media tradizionali che ai new media. Nell’ambito di essa sono state organizzate due conferenze stampa, sono stati predisposti vari lanci nazionali e locali rivolti a tutti i media, sono stati promossi due educational tour con la partecipazione di giornalisti e blogger. Un’ottantina gli articoli finora usciti.
Social media – La Romagna dello Spungone è su Facebook e Instagram con profili dedicati (Pagina Facebook: laromagnadellospungone; Profilo Instagram: la_romagna_dello_spungone). Oltre 30mila gli utenti social raggiunti in questo modo. In particolare, la pagina Facebook, con una sessantina di post, conta su 1586 follower e una copertura dei post che, nel mese di dicembre, ha superato le 5000 unità.
Dall’online all’offline: nel mese di ottobre è stato organizzato un instawalk nel territorio dello Spungone, in collaborazione con i profili instagram “Igers Emilia-Romagna” e “Igers Forlì-Cesena.

Ufficio stampa, comunicazione e materiali divulgativi del progetto Di Rocca in Rocca nella Romagna dello Spungone sono stati realizzati da Agenzia PrimaPagina