“Cesena capitale nazionale del libro: noi ci siamo”

Cesena (12 febbraio 2020) – “Ci ha fatto molto piacere leggere la proposta del Comune di Cesena di candidarsi a capitale nazionale del libro. Siamo rimasti un poco stupiti nel vedere citate tante iniziative fatte in città, in sostegno dell’iniziativa, e dimenticarsi di menzionare la fiera dedicata al libro antico più importante dell’Emilia Romagna e ospitata proprio a Cesena. Dico questo non certo con spirito polemico, bensì con la disponibilità di dare il nostro sostegno a una eventuale candidatura cesenate all’evento”. A dirlo è Fausto Bianchini, amministratore di Blu Nautilus, la società che da nove edizioni organizza a Cesena Fiera la mostra mercato più illustre sul territorio regionale: “C’era una volta il libro”.

“Siamo partiti quattro anni fa – prosegue Bianchini – scommettendo con le sole nostre forze su questa nicchia di mercato che richiama in fiera oltre una settantina di espositori da tutta la Penisola, alcuni dei quali anche dall’estero, con le loro proposte di libri antichi, rari ed esauriti, stampe e cartografia. La scelta di Cesena non è stata casuale. In questa città è stata istituita una delle prime biblioteche civiche al mondo, per mano di Malatesta Novello, e ci era parso appropriato promuovere un evento dedicato al libro antico. I risultati ci hanno dato ragione, a partire dal pubblico accorso da tutta Italia che ha riconosciuto la qualità e la validità dell’offerta espositiva, così come alla visibilità mediatica dedicata all’evento”.

Bianchini evidenzia la specificità della rassegna cesenate. “Ogni edizione si è sempre avvalsa anche di una mostra collaterale dedicata a un tema specifico. Per citare la prossima in programma questo fine settimana (sabato 15 e domenica 16 febbraio), sarà presente un prezioso spartito musicale di Mascagni, nonché una speciale sezione sarà dedicata ad autografi e manoscritti vergati dalla mano di celebri personaggi della storia. Entrambe le iniziative sono in collaborazione con Autografia (Associazione Periti Calligrafi Certificatori) che porterà in fiera anche i propri periti per valutare in presa diretta l’autenticità o meno di alcune note firme storiche, questo con l’ausilio di strumenti ad-hoc. Tutto questo per evidenziare la particolarità di questo evento al quale come Blu Nautilus abbiamo creduto e che ci auguriamo possa trovare un suo spazio nel progetto di Cesena capitale italiana del libro. Non ci resta che dare a tutti appuntamento per questo fine settimana per vedere di persona la manifestazione e toccare con mano il gusto di una pagina ingiallita dal tempo”.

 

Ufficio Stampa Agenzia PrimaPagina

In 7mila alla Mostra Scambio AutoMotoCiclo a Cesena Fiera

Cesena (10 febbraio 2020) – Per due giorni Cesena Fiera è stata la capitale della Motor Valley. Lo ha fatto nella “prima” edizione nei padiglioni di Pievesestina della Mostra Scambio AutoMotoCiclo d’Epoca che ha richiamato in fiera oltre 7mila persone da tutta Italia. Un successo che ha portato gli organizzatori del Museo Nazionale del Motociclo di Rimini, che promuovono l’evento, a confermare l’edizione 2021 sempre a Cesena nel mese di febbraio.

“Siamo soddisfatti dello spostamento a Cesena della manifestazione – spiega Giuseppe Savoretti, del Museo Nazionale del Motociclo – Traslocare un evento è sempre un rischio, tanto più quando si ha una lunga storia alle spalle come la nostra che conta 49 edizioni. Gli appassionati, i professionisti, i collezionisti, gli esperti e i semplici curiosi invece hanno risposto alla grande. Un grazie va a tutti i volontari che hanno lavorato insieme a noi a questo appuntamento e a tutti i club che hanno creduto alla manifestazione e l’hanno resa più bella con le loro pregevoli mostre”.

In fiera infatti oltre alla parte commerciale erano presenti numerose mostre con pezzi d’epoca di auto, moto, camion, trattori, biciclette e go kart.

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

Mauro Neri rieletto presidente di Confcooperative Forlì Cesena

Mauro Neri è stato rieletto presidente di Confcooperative Forlì Cesena. L’assemblea congressuale che si è svolta oggi a Forlimpopoli ha eletto Neri per acclamazione.

Platea delle grandi occasioni, presenti autorità politiche, tra questi il sindaco Milena Garavini di Forlimpopoli che ha portato il saluto della città, Onorevole Jacopo Morrone il sindaco di Forlì Gianluca Zattini, il sindaco di Cesena Enzo Lattuca, il vescovo S.E. Monsignor Livio Corazza, rappresentanti delle associazioni di categoria e del sindacato, il presidente della Camera di Commercio  della Romagna Alberto Zambianchi.

In rappresentanza della Confcooperative il presidente  nazionale Maurizio Gardini, il presidente regionale Francesco Milza e il direttore di Confcooperative ER Pierlorenzo Rossi .

“E’ l’inizio di un mandato con importanti sfide  – ha dichiarato Mauro Neri  ringraziando tutti i delegati delle cooperative aderenti a Forli-Cesena –  perché ci porterà nel giro di alcuni mesi alla  Confcooperative Romagna, secondo un progetto condiviso con gli amici di Confcooperative di Ravenna Rimini   che richiederà grande impegno. In questi quattro anni ho cercato di mettere tutto il mio impegno per conoscere tutte  le realtà  dell’Unione e le loro peculiarità. L’ho fatto con umiltà e impegno animato dalla voglia di rappresentare un’ organizzazione vicina alle cooperative associate e sensibile ai bisogni del territorio. La cosa fondamentale  nei processi di aggregazione come quello che abbiamo avviato è non perdere la propria identità e non allontanarsi dal territorio di appartenenza e dalle cooperative associate. Lavoreremo per rafforzare e creare un sistema  Romagna che possa competere alla pari con l’area Emilia e vogliamo essere un esempio positivo al fine di agevolare la collaborazione di tutti i soggetti impegnati nello sviluppo sociale ed economico del nostro territorio”.

Ricordiamo che Confcooperative FC rappresenta 268 cooperative, raggiungendo un fatturato complessivo di oltre 4.500 milioni di euro, in crescita del 8,33%. Sono cooperative che associano 37.516soci e occupano 19.630lavoratori (altro dato in crescita da anni nonostante le difficoltà). Le donne occupate in cooperazione sono passate da 9.925 a 11.811 nel corso degli ultimi 4 anni con un incremento del 19%.

Ufficio Stampa PrimaPagina

“C’era una volta… il libro” Sabato 15 e domenica 16 febbraio

Cesena (10 febbraio 2020) – La rarissima firma di Shakespeare? Oltre quattro milioni di dollari. Ernest Hemingway? 400.000 dollari. Uno spartito vergato da Verdi? 105.000 euro. D’Annunzio, Garibaldi o Rossini? Più abbordabili, ma ancora non per tutte le tasche.

Se c’è un mercato che non conosce flessioni, si tratta proprio di quello degli autografi, protagonista sabato 15 e domenica 16 febbraio della manifestazione cesenate C’era una volta… il libro.

Non solo oggetto di culto o da collezione, ma vera e propria forma di investimento che consente di diversificare i propri risparmi. Quello degli autografi pare essere un mercato vivo e in crescita, al punto che la domanda ha ormai superato di gran lunga l’offerta. Pur rimanendo un settore di nicchia, la febbre di compravendite è alta e le potenzialità di investimento interessanti, con margini di guadagno solidi e senza rischi.

Viste le premesse, non stupisce che una delle più importanti fiere di antiquariato librario italiane, abbia spalancato le porte proprio al settore degli autografi grazie alla collaborazione con Autografia – Associazione Periti Calligrafi Certificatori che aprirà al pubblico della manifestazione i propri archivi per proporre una vasta selezione di pregiati autografi afferenti ai principali ambiti di interesse collezionistico.

Appartengono anche ai personaggi sopracitati gli autografi in esposizione a Cesena in occasione della mostra mercato dedicata ai volumi antichi e introvabili, alla cartografia, ma anche al modernariato librario che, con oltre 70 espositori italiani ed esteri, è ormai punto di riferimento per collezionisti provenienti da tutta Europa.

L’Associazione Autografia esporrà, infatti, manoscritti autentici vergati dalla mano di celebri autori rappresentativi di varie categorie che spaziano dalla storia alla letteratura, dalla musica allo sport: Napoleone, D’Annunzio, i Beatles, Verdi, Ungaretti, Garibaldi, ma sarà anche possibile vedere una maglia autografata da Valentino Rossi, un autografo di Enzo Ferrari, e poi ancora Francesco Totti e Batistuta.

Sarà esposto anche il celebre Liber Amicorum del Tenore Neri Baraldi, che durante la sua carriera artistica raccolse gli autografi musicali di oltre 30 tra i più grandi musicisti dell’epoca, tra cui Rossini, Meyerbeer, Gounod e tanti altri.

Non meno interessante l’esposizione dei falsi d’autore che sarà possibile osservare nelle dimostrazioni di autenticazione svolte direttamente in fiera dai periti presenti, con l’ausilio di strumenti ad-hoc.

‘C’era una volta… il libro’ si svolge in concomitanza del mercato mensile coperto tra i più grandi d’Italia C’era una volta… antiquariato: oltre 300 espositori per un’offerta commerciale che abbina l’antiquariato di pregio al fascino del mercatino di strada.

L’evento è organizzato da Blu Nautilus (www.blunautilus.it) con il patrocinio del Comune di Cesena e della Provincia Forlì Cesena, in collaborazione con i maggiori siti specializzati del settore Abebooks.it, Maremagnum.com e Copernicum.it.

Info:
C’era una volta.. il libro
Fiera di Cesena, v. Dismano 3845 Pievesestina di Cesena (FC)
Sabato 15, Domenica 16 febbraio 2020 – h. 9/18:30
Ingresso € 3 intero – gratuito fino ai 14 anni e dopo i 70
www.ceraunavoltantiquariato.it   –
FB evento c’era una volta il libro – IX ed.
Tel. 333.3308106    ✉   e.casanova@blunautilus.it

Confcooperative Forlì-Cesena a congresso

L’Assemblea congressuale di Confcooperative Forlì-Cesena si terrà al Teatro Verdi di Forlimpopoli, domani venerdì 7 febbraio. L’appuntamento che ogni quattro anni prevede il rinnovo degli organi elettivi, ad iniziare dalla carica di presidente, il presidente uscente Mauro Neri si candida per il nuovo mandato. Il congresso, al quale sono accreditati oltre 300 delegati in rappresentanza delle associate, sarà un importante momento di verifica e di confronto, nonché di bilancio di un quadriennio rivelatosi molto significativo. Ma per Confcooperative sarà anche l’inizio di un mandato con importanti sfide sul percorso di aggregazione Romagna, secondo un progetto che a inizio 2020 può dirsi in fase già avanzata.

Dopo il saluto del vescovo mons. Livio Corazza e del sindaco di Forlimpopoli Milena Garavini, il Presidente Mauro Neri terrà la relazione annuale, seguita dall’intervento del direttore Aiccon Paolo Venturi; sarà quindi il momento di alcune testimonianze cooperative. L’assemblea pubblica si chiuderà con l’intervento del presidente di Confcooperative Nazionale Maurizio Gardini. Seguirà la parte riservata ai delegati con relazione del direttore Mirco Coriaci, con la votazione e proclamazione degli eletti.

All’attenzione dei delegati il positivo bilancio di quattro anni di  mpegno dell’organizzazione che rappresenta 268 imprese, 37.516 soci e dà lavoro a oltre 19.630 addetti. Le cooperative aderenti all’Unione di Forlì Cesena sono passate negli ultimi 4 anni da 254 a 268 raggiungendo un fatturato complessivo di oltre 4.000 milioni di euro, in crescita del 8,33%. Sono cooperative che associano 37.516 soci e occupano 19.630 lavoratori (altro dato in crescita da anni nonostante le difficoltà). Le donne occupate in cooperazione sono passate da 9.925 a 11.811 nel corso degli ultimi 4 anni con un incremento del 19%.

Gli oneri finanziari sono passati da quasi 23 milioni (22.986.459) a circa 18,5 milioni (18.450.166) con una diminuzione del 19,73%. Entrambi questi dati sono importanti perché in merito all’occupazione femminile confermano che la cooperazione è un’opportunità reale per il lavoro delle donne. Mentre il dato sugli oneri finanziari, in diminuzione, attesta un andamento migliore per le imprese.
Sono stati quattro anni di grande impegno sul fronte dei workers buyout, il cosiddetto lavoro ricreato dai dipendenti attraverso la costituzione di cooperative come nuova opportunità per aziende in crisi e risposta alla perdita di occupazione. La provincia di Forlì Cesena è stata un’eccellenza con ben 40 casi e gli uffici di Confcooperative sono stati impegnati in un lavoro di accompagnamento e supporto fondamentale.
Grande attenzione è stata riservata anche alla nuova cooperazione come quella di comunità, che si candida con sempre maggior convinzione a intercettare i bisogni delle periferie geografiche e non.
Sull’Appennino forlivese è nata la prima cooperativa di comunità della Romagna. Su questo esempio Confcooperative si è spesa sul territorio per promuovere la costituzione di altre realtà simili.
Il quadriennio è riassumibile in alcuni numeri che rappresentano da un lato la tenuta e dall’altro dinamicità del Sistema Confcooperative, con trend positivi pur in un contesto economico che non ha mancato di soffrire di rallentamenti.

“Il titolo dell’assemblea congressuale ‘Costruttori di bene comune. Economia inclusiva e cantieri generativi’ fornisce una chiave di lettura immediata su cosa significhi per noi la parola cooperazione – dichiara il presidente uscente Mauro Neri – Sono le linee guida che hanno caratterizzato il lavoro dell’organizzazione anche in questi quattro anni, salvaguardando sempre l’elemento umano. Abbiamo tuttavia cercato di rimanere al passo con i tempi, per dare risposte efficaci a un mondo produttivo che per rimanere competitivo deve affrontare forti trasformazioni. Sono molte le sfide che ci attendono: va pensato con coraggio un modello welfare nuovo, va sostenuto il lavoro nella sua dignità, occorre proseguire nella formazione dei nuovi dirigenti. Consapevoli che la vicinanza alle comunità e alle esigenze locali rimane il nostro tratto distintivo e lo deve essere anche ora che abbiamo avviato il processo di aggregazione per Confcooperative Romagna”.

“Il trend della cooperazione forlivese cesenate si è confermato in crescita nel corso degli ultimi 4 anni riuscendo a superare la crisi economica e le costanti sfide sociali – sottolinea il direttore Mirco Coriaci – Siamo fiduciosi che il lavoro svolto fino ad oggi possa continuare a dare risultati positivi a vantaggio della comunità del territorio e delle nostre associate ponendo così le basi per un nuovo capitolo della cooperazione in Romagna”.

AAA cercasi giovani talenti della calzatura

San Mauro Pascoli (4 febbraio 2020) – Meno di un mese alla scadenza del Concorso internazionale per giovani stilisti, “Un Talento per la Scarpa”, promosso dai calzaturieri di San Mauro Pascoli riuniti nell’associazione Sammauroindustria (Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi), insieme alla scuola del Cercal e al Comune.

Riservato a giovani nati dopo il 31 dicembre 1988 (senza limiti di età per coloro che sono iscritti alle scuole di design o d’erte), le future promesse della calzatura sono chiamate a realizzare bozzetti, ricerche stilistiche, prototipi e collage per una scarpa femminile sul tema “Passato, Presente, Futuro”. Il tema è un omaggio ai vent’anni del concorso, traguardo raggiunto dalla doppia decade di questa edizione.

La partecipazione al concorso è gratuita, in palio ci sono 3mila euro e un periodo formativo nella Scuola internazionale di Calzature, Cercal, e 6 mesi presso una delle aziende calzaturiere associate a Sammauroindustria.

Il termine ultimo per la consegna delle domande è il 28 febbraio 2020. I partecipanti devono iscriversi on line nella pagina del Cercal www.cercal.org/concorso.

La giuria che vaglia i lavori è composta da rappresentanti delle aziende calzaturiere di Sammauroindustria (Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi) affiancati da un rappresentante del Cercal. Gli autori dei primi dieci bozzetti classificati vengono segnalati alle aziende calzaturiere di San Mauro e menzionati in occasione della serata di premiazione. È prevista anche una particolare menzione alle scuole che si distinguono per numero e qualità degli elaborati presentati dagli studenti.

Il concorso, giunto alla ventesima edizione, è organizzato da Sammauroindustria, che raccoglie le principali aziende calzaturiere del distretto di San Mauro Pascoli (Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi), la scuola del Cercal e il Comune di San Mauro Pascoli. Il concorso è realizzato in collaborazione con Confindustria Romagna.

Arrivano da tutto il mondo i vincitori delle edizioni passate: Italia (9 volte), Messico (5 volte), Russia (1), Cina (1), Giappone (1), Croazia (1), Germania (1).

Info: Sammauroindustria, San Mauro Pascoli (FC) tel. 0541.932965; e-mail: cercal@cercal.org www.cercal.org; www.sammauroindustria.com

 

 

Ufficio Stampa Agenzia PrimaPagina

 

A Cesena Fiera la più grande Mostra Scambio AutoMotoCiclo d’epoca della Romagna

Cesena (3 febbraio 2020) – Sbarca per la prima volta a Cesena Fiera la Mostra Scambio Automotociclo d’Epoca più grande della Romagna. Evento tra i più longevi nel panorama nazionale, forte di 49 edizioni, la due giorni sarà ospitata nei padiglioni fieristici di Pievesestina sabato 8 e domenica 9 febbraio 2020.

Protagonisti della due giorni, organizzata dal Museo Nazionale del Motociclo di Rimini, sono ben 450 espositori provenienti da tutta Italia (con tanto di lista d’attesa), pronti ad occupare con le loro proposte l’intera area fieristica cesenate con i suoi oltre 16mila metri quadrati, a cui si aggiungono 20mila metri di parcheggi gratuiti.

Aperto a professionisti, collezionisti, esperti e semplici curiosi, in Fiera è possibile trovare tutto ciò che concerne l’universo d’epoca di auto, moto, camion, trattori e biciclette: i pezzi da collezione, i ricambi introvabili, il modellismo, le riviste e i poster che hanno fatto la storia delle varie discipline.

A tutto ciò si aggiungono una serie di mostre organizzate da numerosi club del territorio: Buscherini città di Cesena, Tordi di Cesena, Collectors History Carclub di Cesena (CHC), Scuderia HF Club di Santarcangelo, Vespa Club Cesena, Circolo italiano Camion Storici Gino Tassi di Imola, Chi Burdel di Tratur di Cesena, Go kart d’epoca di Maurizio Zani di Cesena.

Ospitata da sempre a Pesaro con qualche edizione a Rimini, per la prima volta fa tappa a Cesena Fiera, località scelta per la funzionalità della struttura e per il facile collegamento con gli snodi autostradali (uscita Cesena Nord) e della E 45.

In Italia se c’è un mercato che non conosce flessione è quello delle auto e moto d’epoca. Secondo recenti studi in dieci anni il valore delle compravendite è triplicato, con le prime cinque regioni di questo “movimento” concentrato in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Puglia, che occupano il 50% dell’intero giro d’affari.

Una recente indagine dell’Istituto Piepoli ha rilevato in 32 milioni gli italiani che hanno assistito a eventi legati al motorismo storico, il 45% dei quali pensa nel presente o nel futuro prossimo di acquistare un veicolo d’epoca. Dunque una passione, quella delle auto e moto d’epoca, che si è fatta glamour alimentata da marchi emblema del made in Italy nel mondo. Un humus che ha trovato terreno fertile in una terra di Romagna da sempre capitale dei motori tanto da divenire la culla della Motor Valley.

E in questo contesto un ruolo lo gioca anche il Museo nazionale del Motociclo di Rimini gestito da un gruppo di volontari appassionati, che si prodigano nell’organizzazione della Mostra scambio in programma a Cesena. Il Museo ospita 250 esemplari di 55 marche diverse, con pezzi delle principali marche, per citarne alcune: Aermacchi, Benelli, BSA, Ducati, Frera, Harley Davidson, Henderson, Innocenti, Moto Guzzi, MV Agusta, Norton, Piaggio, Rudge e Triumph.

Info:
Cesena Fiera
Sabato 8 ore 9-18; domenica 9 febbraio 9-17.30.
Ingresso 9 euro (gratuito fino a 14 anni).
Parcheggio gratuito.
Tel. 347.184426
mostrascambiorimini@gmail.com

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

 

La prevenzione sul lavoro un valore strategico

Cesena (30 gennaio 2020) – Salute e sicurezza sono due temi centrali nel panorama economico e sociale del nostro Paese. Lo dicono i numeri dei sinistri sul lavoro (quasi 1000 decessi in undici mesi nel 2019), lo dicono gli indicatori secondo i quali dove si sta bene si lavora meglio. E proprio a queste tematiche è dedicata la seconda edizione di Safety Work Forum, Forum sulla sicurezza e salute sul lavoro in Romagna, in programma a Cesena Fiera venerdì 6 marzo 2020. L’evento ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare le aziende su queste tematiche, con particolare riferimento a quelle di tipo pratico-operativo utili all’applicazione della normativa vigente.

Il Forum è una preziosa occasione di confronto per diffondere la cultura della sicurezza e per conoscere le nuove opportunità economiche a vantaggio delle imprese. L’evento infatti si rivolge a datori di lavoro, responsabili dell’organizzazione aziendale, responsabili ed addetti del servizio di prevenzione e protezione, rappresentati dei lavoratori per la sicurezza e medici competenti e a tutti coloro che in qualche modo sono coinvolti nel sistema sicurezza in azienda.

La giornata si compone di due sessioni con la partecipazione di magistrati, giuslavoristi, docenti universitari, avvocati, medici e ricercatori. La giornata del 6 marzo si apre (ore 9.00) con una prima sessione dedicata al tema “Prevenzione: un gioco di squadra tra aziende, lavoratori e pubbliche amministrazioni”. Ne parlano il giuslavorista tra i massimi esperti in materia Lorenzo Fantini, Rolando Dubini del Foro di Milano, Walter Saresella presidente della Corte d’Appello di Milano, Paolo Pascucci ordinario di diritto dell’Università di Urbino e l’ingegnere Pierpaolo Neri dell’Asl Romagna.

Nel pomeriggio (ore 14) la seconda sessione dedicata a “Il sovraccarico biomeccanico lavorativo”, con la presentazione di studi epidemiologici e le problematiche emergenti in particolari settori produttivi. A confronto Daniela Colombini Presidente della scuola di ergonomia della postura e del movimento EPM IES di milano, Olga Menoni ed Enrico Occhipinti, ricercatori della scuola EPM IES di Milano, Marco Placci e Marco Cerbai ricercatori della scuola EPM IES dell’Emilia Romagna, Bruno Ricci medico e direttore sanitario di Medoc Forlì.

La partecipazione a Safety Work Forum è a pagamento previa registrazione. L’evento è accreditato con rilascio dei crediti formativi: Aifos (Associazione italiana formatori e operatori della sicurezza sul lavoro) prevede crediti per entrambe le sessioni; ECM (Medici con specializzazione in Medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro) per l’evento del pomeriggio.

Il Safety Work Forum è organizzato da Cesena Fiera e si svolge a Pievesestina di Cesena venerdì 6 marzo.

Info e iscrizioni 0547/317435

info@cesenafiera.com

http://www.cesenafiera.com/eventi/safety_work_forum

 

Ufficio Stampa Cesena Fiera

 

L’ortofrutta italiana e i suoi paradossi

di Filippo Fabbri

Definirla una contraddizione in termini è riduttivo e potrebbe strappare persino un sorriso. Peccato che di mezzo ci siano posti di lavoro e l’immagine di un Paese. Il Paese è il nostro e chiama in causa direttamente il made in Italy. Parliamo di ortofrutta, seconda voce dell’export agroalimentare, dietro solo al vino. Il settore da tempo in sofferenza nella parte produttiva è al centro di un paradosso in termini che desta non poche preoccupazioni: il mercato estero manifesta mostra numeri in flessione, contestualmente il brand “Italia” anche nel prodotto ortofrutta è uno dei più richiesti a livello mondiale. A dirlo è un recente studio del Monitor Agroter di Forlì, “Gli Stati generali”, che ha analizzato un campione di 9 mila responsabili acquisti in 9 città del mondo sul tema dell’ortofrutta.

Il risultato non lascia adito a dubbi. Si va dal dato massimo di Shanghai con il 63% di persone che comprerebbe prodotti italiani se fossero disponibili, al 62% di Pechino e Rio De Janeiro, al 55% di Nuova Delhi, per toccare il 43% di Hong Kong e 41% di New York. Un trionfo per il made in Italy. Che inorgoglisce a leggere le motivazioni di preferenza con un doppio 70% di risposte che dicono che il nostro prodotto è “sano” e “garanzia di qualità”. In sostanza c’è la percezione di un “made in Italy riconosciuto all’estero come simbolo di eccellenza”, scrive il Rapporto. Valori che sono ben presenti nei nostri produttori secondo i quali la strategia per conquistare i mercati esteri è la qualità del prodotto (44% delle risposte) e il fascino del made in Italy (36%).

Eppure c’è qualcosa che non torna. Ce lo dice Fruitimprese nel periodico bollettino sulla bilancia commerciale del settore. Perché se l’appeal internazionale c’è, peccato che il nostro export sia in sofferenza. Secondo i dati forniti dall’associazione nei primi nove mesi del 2019 il saldo economico import/export è in positivo di appena 86 milioni di euro (-83,6% rispetto a settembre 2018) mentre in volume il saldo è negativo per 117 mila tonnellate. Continua il differenziale sfavorevole al nostro export in quantità di ortofrutta: abbiamo importato per 2,7 milioni di tonnellate ed esportato per 2,6 milioni. Resta un leggero segno più nel valore: il valore dell’export è 3,1 miliardi di euro contro un valore dell’import di poco più di 3 miliardi. Le esportazioni crescono in quantità dell’1,8% ma calano in valore (-4,2%) mentre l’import cresce sia in quantità (3,9%) che in valore (10,8%). Complessivamente da gennaio a settembre le imprese italiane hanno esportato 2 milioni e 649 mila tonnellate di prodotti per un valore di oltre 3 miliardi e 147 milioni di euro. In calo il flusso di esportazione di ortaggi (-0,7% e agrumi (-9,1%) ed in aumento quello di frutta fresca (4,9%) e frutta secca (5,9). In termini economici si è registrato un incremento soltanto per gli ortaggi (1,1%) ed un calo per gli agrumi (-6,8%), la frutta fresca (-7,5%) e la frutta secca (-1,3%).

Lapidario il commento di Marco Salvi, presidente di Fruitimprese: “Le quantità importate superano quelle esportate e il saldo attivo della bilancia continua a peggiorare di trimestre in trimestre. Il comparto continua a perdere valore e quote di mercato sui mercati esteri, un combinato disposto di fattori che porta ad una riduzione delle superfici investite nel nostro Paese, con conseguente perdita di posti di lavoro e abbandono da parte delle imprese”.

In definitiva il made in Italy piace, peccato solo che fatichi ad arrivare nei canali giusti.

Macfrut e i Centri Agroalimentari promuovono il sistema ortofrutticolo siciliano

Vittoria – Ragusa (23 gennaio 2020) – Macfrut e i Centri agroalimentari: due assi portanti al servizio del sistema ortofrutticolo siciliano. Questo il tema al centro dell’incontro ospitato al Centro Congressi di Vittoria (Ragusa) alla presenza di oltre un centinaio di operatori del settore tra produttori, commercianti e stakeholder.

Come emerso dall’incontro, Macfrut e il sistema dei mercati sono due strumenti strategici per la valorizzazione delle produzioni orticole siciliane: la Fiera per la sua peculiarità di evento internazionale di filiera; i Mercati e gli operatori grossisti in chiave qualitativa di servizi e di prodotto soprattutto per la linea Ho.Re.Ca identificabili dal consumatore per brand, packaging e innovazione.

A bilancio della giornata, Renzo Piraccini, presidente di Macfrut. “Sono soddisfatto dell’accoglienza di produttori e imprese siciliane. La Sicilia da sempre è presente in maniera importante a Macfrut e grazie ai riscontri positivi delle edizioni scorse, quest’anno lo sarà ancora di più. Stimolata anche dal prodotto simbolo di Macfrut 2020, il pomodoro, che vede nella Sicilia una delle produzioni leader nel nostro Paese”.

All’incontro anche Fabio Massimo Pallottini Presidente Italmercati. “E’ stata una giornata positiva e molto produttiva in termini di contenuti, in modo particolare per due ragioni: prima di tutto per il legame tra il sistema dei mercati e il mondo produttivo siciliano che è la culla d’eccellenza dell’ortofrutta italiana; aggiungo, in secondo luogo, per la volontà di fare sistema intorno a Macfrut e farne la vetrina internazionale dell’ortofrutta italiana”.

A seguire Valentino Di Pisa Presidente di Fedagromercati Nazionale. “I Mercati all’ingrosso ed i loro operatori rappresentano una parte fondamentale del sistema ortofrutticolo italiano per il loro ruolo di coordinamento e la funzione pubblica svolta nei confronti dei consumatori finali attraverso l’offerta di una vasta gamma di prodotti freschi e di qualità. Sono infatti 11 milioni le tonnellate di frutta e verdura fresca che circolano nei Mercati per un fatturato complessivo di circa 12 miliardi. Queste realtà, le quali riservano importanti opportunità per tutta la filiera, hanno bisogno di riposizionarsi nel mercato e per questo è fondamentale intervenire su alcuni aspetti come il miglioramento dei rapporti con la produzione, la valorizzazione dei prodotti locali, l’incremento della catena del freddo e lo sviluppo di un’offerta ancora più variegata di prodotti freschi. Tutto questo è possibile solo attraverso la collaborazione fra operatori ed enti gestori così da iniziare un vero e proprio cambio di passo nel nostro mondo e realizzare un Nuovo Piano Mercati”.

Presente anche Francesco Cera direttore generale del Maap di Padova. “Siamo all’anno zero, per sopravvivere alla grande concorrenza tutti noi dobbiamo fare cose nuove e diverse, e mi riferisco a produttori e mercati all’ingrosso. Questo significa ridefinire il nostro ruolo per affrontare le nuove sfide. Due sono le parole chiave per uscire da questa situazione: aggregazione e analisi aziendale degli sprechi che da sola consente di recuperare il 20% di produttività. Sono certo che accettando senza pregiudizi le nuove scommesse i mercati possono continuare ad avere un ruolo strategico al servizio del nostro sistema ortofrutticolo”.

La giornata è stata aperta dai saluti di Gianni Polizzi presidente di Promoter Group.