Torna il Premio Marietta, concorso nazionale per cuochi dilettanti

Forlimpopoli (14 maggio 2019) – Mille euro in palio, partecipazione gratuita e soprattutto i riflettori nazionali artusiani. Sono i tre ingredienti del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti, ispirato alla celebre governante di Pellegrino Artusi, Marietta Sabatini. Promosso nell’ambito della Festa Artusiana (22-30 giugno), il concorso si rivolge alle Mariette d’oggi, appassionati di cucina a cui viene richiesto di realizzare un primo piatto di pasta ispirato al celere manuale, “La scienza in cucina”. La scadenza per inviare la ricetta è il 3 giugno prossimo. I mille euro in palio sono offerti da Conad Superstore Giardino.

Come partecipare al Premio Marietta
Le iscrizioni al concorso sono aperte fino a lunedì 3 giugno 2019: tutte le ricette devono pervenire al Comune di Forlimpopoli (P.zza Fratti 2, 47034 Forlimpopoli) indicando “Festa Artusiana – Premio Marietta 2019” entro le ore 13 dello stesso giorno. La ricetta può essere inviata anche via mail (in formato .pdf) all’indirizzo: protocollo@comune.forlimpopoli.fc.it

Per partecipare occorre inviare una ricetta originale di un primo piatto (pasta fresca o secca o riso). Requisito indispensabile, la presenza di riferimenti alla cucina domestica regionale, alla filosofia e all’opera dell’Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e di presentazione.

La partecipazione (gratuita) è esclusivamente riservata a cuochi maggiorenni e dilettanti, ovvero a tutti gli appassionati di cucina e di enogastronomia che non svolgono attività professionale nel settore. Le ricette eseguite devono contenere gli ingredienti (per 5 persone), il tempo di preparazione e il tipo di cottura (forno, fornello, altro), i riferimenti all’opera artusiana (stagionalità delle materie prime, curiosità storiche, tipicità territoriale). All’interno della busta l’autore dovrà indicare le proprie generalità, un numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica, e l’attività lavorativa che attesti lo status di “dilettante” di eno-gastronomia.

Una giuria di esperti selezionerà, fra tutte le ricette pervenute, le cinque finaliste. I cuochi finalisti saranno invitati a cucinare i loro piatti (per 5 persone) nella mattinata di domenica 23 giugno nel corso della Festa Artusiana, in calendario dal 22 al 30 giugno a Forlimpopoli.

Al vincitore va un premio di 1.000 euro, ai finalisti 5 Kg di pasta. I premi sono offerti da Conad Superstore Giardino. La giuria è presieduta da Verdiana Gordini, Presidente dell’Associazione delle Mariette.

Chi era Marietta Sabatini
La ‘fedele Marietta’ a cui è dedicato questo concorso, è sempre stata una figura centrale nell’opera di Artusi. In ombra se l’angolo di visuale è la ribalta letteraria, in primo piano se si guarda alla sostanza gastronomica e alla solidità del successo de ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’.

Pellegrino Artusi sapeva di dovere molto a Marietta, tanto che si sentì in dovere di lasciarle in eredità, oltre al lascito di ben Lire 8000 (cifra considerevole nel 1911), i diritti di autore sul manuale, assieme al cuoco Ruffilli Francesco, in quanto aveva coadiuvato al buon esito del libro.

Alla fedele Marietta, Pellegrino Artusi dedicò anche la ricetta del panettone che si trova nel manuale perché “è brava cuoca e tanto buona ed onesta da meritare che io intitoli questo dolce col nome suo, avendolo imparato da lei”.

E’ proprio alle Mariette d’oggi, quelle persone che custodiscono l’amore e l’abilità del sapere artusiano, che la città di Forlimpopoli omaggia con questo concorso.

Info Premio Marietta: tel. 0543 749235, scuola@comune.forlimpopoli.fc.it; www.festartusiana.it  www.casartusi.it

Ufficio Stampa della Festa Artusiana e del Premio Marietta è l’Agenzia PrimaPagina

Delegazione di 25 aziende africane in visita in Romagna

Non si ferma il percorso di internazionalizzazione di Macfrut. Nella giornata di oggi e domani (lunedì 13 e martedì 14 maggio) una delegazione di 25 aziende africane da Etiopia, Mozambico e Uganda, visita una serie di aziende della Romagna dell’ortofrutta. Più nel dettaglio, nel cesenate (Apofruit, Daniele Brunelli e Orogel), riminese (Mercato ortofrutticolo) e ravennate (Ninfa a Standiana). L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Lab Innova promosso da Ice Agenzia, in collaborazione con l’Agenzia AICS, Macfrut e altri partner.

 

Lab Innova è un progetto volto a sviluppare il partenariato tra imprese UE-Africa, puntando su formazione manageriale, innovazione e trasferimento tecnologico nel settore agricolo. Il programma offre un accompagnamento personalizzato a un corposo numero di aziende africane della filiera agrifood, finalizzato a migliorare le loro competenze tecniche e manageriali. L’obiettivo è diffondere tra le imprese africane maggiore cultura di internazionalizzazione, così da affrontare con più consapevolezza il mercato europeo, ma anche adeguare la loro capacità produttiva agli standard internazionali, modernizzare la filiera favorendo trasferimento di know-how ed innovazione sull’esempio del modello agroindustriale italiano.

 

Cesena, 13 maggio 2019

 

 

L’Ufficio Stampa di “Macfrut” è PrimaPagina Cesena

28 Mariette artusiane protagoniste del record “SFOGLIA DA GUINNESS”

Nel giorno della festa della mamma, un “esercito” di 55 artisti della cucina, armato di mattarello, uova, farina, ha conquistato il record della sfoglia tirata a mano. Protagoniste del guinness di oltre 120 metri di sfoglia, 28 Mariette di Casa Artusi, guidate dalla Presidente Verdiana Gordini, con la presenza per Casa Artusi di Laila Tentoni, dell’Assessore Adriano Bonetti e del consigliere regionale Paolo Zoffoli. Insieme a loro i giovani della start up bolognese SfogliAmo, la cooperativa di ragazzi e ragazze che realizzano la pasta fresca a Eataly World; le Cesarine, la rete di cuoche casalinghe d’Italia arrivate a Bologna da Piemonte, Abruzzo, Lazio, Veneto, Calabria, Toscana, Sicilia, Umbria, Lombardia e da tutta l’Emilia Romagna; le sfogline bolognesi e quelle dell’associazione La San Nicola di Castelfranco Emilia.

Dopo avere tirato la sfoglia, tante sono state le preparazioni presentate, molte delle quali tratte dal manuale artusiano che già dalla prima edizione proponeva un numero ragguardevole di ricette di pasta. Naturalmente protagonista l’Emilia-Romagna con le tante ricette: dai cappelletti ai tortellini, dai tortelloni romagnoli con erbe di campagna e ricotta alle tagliatelle lune piene con ripieno di pere e formaggi, dalle tagliatelle ai tagliolini, dagli strichetti ai malfattini, etc etc.  E ancora, fettuccine e ravioli ripieni di ricotta e spinaci dal Lazio; dall’Abruzzo i maccheroni alla chitarra; i piemontesi ravioli ripieni di patate, porri e salsiccia; i casunzei all’ampezzana con ripieno di barbabietola, patate e rapa; i maltagliati calabresi; dalla Toscana, i panniccelli con ricotta e spinaci; i maccheroni siciliani.

Dalle 15 nel Teatro Arena la “marietta” Verdiana Casadei del ristorante Anna di Forlimpopoli ha realizzato una sfoglia gigante e subito dopo Alice Colombari, chef e ambasciatrice del tortellino in Olanda, è stata protagonista dell’incontro “Tortellino international”, insieme a Giovanni Degli Angeli, presidente dell’associazione La San Nicola e la giornalista Maria Vittoria Melchioni. Alle 16 anche i bambini hanno potuto mettere le manine in pasta, con il laboratorio di sfoglia “Una grande sfoglia per tante piccole mani”.

Una festa e un divertimento per tutti.

 

Forlimpopoli, 13 maggio 2019

 

 

 

L’Ufficio Stampa di “Casa Artusi” è PrimaPagina Cesena

Il futuro dell’uva da tavola italiana dipende da qualità e aggregazione

Innovazione varietale, ma anche qualità Made in Italy, tecniche di produzione ed esigenza di aggregazione: sono tanti i temi toccati dal Table Grape Meeting, l’incontro dedicato all’uva da tavola organizzato da Macfrut in collaborazione con Myfruit.it nella giornata di oggi (venerdì 10 maggio).

Con una produzione annua di circa 1 milione di tonnellate su una superficie di 47.000 ettari, l’Italia è il primo produttore europeo di uva da tavola. Da qui il tema della prima edizione del convegno “The Future of Grape is Italian”, che nella prima sessione ha visto confrontarsi alcuni dei principali attori della filiera.

Ad aprire i lavori è stato Giacomo Suglia, presidente di Apeo, Associazione di produttori ed esportatori per la tutela dell’uva da tavola della regione Puglia, regione che rappresenta il 75% delle superfici coltivate in Italia. “Per far fronte a un mercato sempre più globalizzato, abbiamo bisogno di produzioni competitive, ottima qualità e ottima resa – ha dichiarato Suglia – Chiediamo al mondo scientifico non solo nuove varietà, ma anche tecniche di produzione che ci consentono di avere qualità a costi contenuti”.

Ha portato i saluti del Ministero delle Politiche Agricole Valerio De Paolis, membro della segreteria tecnica. “L’Italia è il primo paese in Europa e il terzo nel Mondo – ha dichiarato – dobbiamo partire da questo presupposto per lavorare al potenziamento della filiera agroalimentare e dell’uva da tavola”.

Carlo Fideghelli ha portato l’esperienza della Rete IVC, Italian Variety Club, che riunisce 20 imprese agricole, lo spin-off Sinagri e il Centro di Ricerca “Basile Caramia” di Locorotondo. Fideghelli ha raccontato le principali direttrici su cui si muove l’innovazione varietale: “Si cercano varietà totalmente apirene, senza alcun residuo di seme – ha spiegato – È stato inoltre avviato un programma di miglioramento genetico per la resistenza alle crittogame come lo oidio e la peronospera. A livello di gusto, è sempre più ricercato il sapore moscato, particolarmente apprezzato dai consumatori”. Fideghelli ha infine sottolineato come l’unione tra il privato e il pubblico che si realizza in IVC possa essere un esempio di come l’Italia può guadagnare competitività nella ricerca varietale.

Anche Maurizio Ventura, Licensing Manager Europe per SunWorld International ha identificato importanti trend varietali per l’Italia e i paesi del Mediterraneo: “Le caratteristiche che attualmente ricerchiamo sono alta produttività, bassi costi di produzione e un sapore gradevole”. Ventura ha inoltre spiegato come SunWorld fornisca supporto tecnico agli agricoltori, con linee guida che vengono adattate alle diverse aree di produzione.

Sul tema è intervenuto anche Carlo Lingua, AD di Rk Growers e di Avi, agente unico Europeo per le uve ARRA™. “Ritengo che nel futuro di tutta l’agricoltura italiana ci siano grandi opportunità, ma non sarà una sfida facile, perché si stanno affacciando sul mercato paesi che fino a poco tempo fa non pensavano di produrre, come Marocco, Albania, Serbia, Bulgaria e Turchia – ha detto Lingua – Per avere un prodotto di qualità, è necessario che i produttori rispettino i protocolli di produzione proposti dai breeder, cosa che in Italia a volte non succede”. In conclusione, Lingua prospetta un futuro incentrato sulla qualità, che “non sempre va d’accordo con la quantità”.

Un progetto di innovazione varietale tutto italiano è quello del gruppo Grape and Grape. “Esiste un’offerta molto estesa per le uve apirene, ma in Italia la coltivazione raggiunge solo il 30% – ha detto Alberto Mastrangelo, responsabile commerciale del gruppo – La realtà italiana è dominata da piccoli produttori e questo porta a una polverizzazione dell’offerta e un assortimento non continuativo che penalizza la fidelizzazione del consumatore verso una specifica varietà”.

“La distintività può essere uno degli elementi che ci portano a far fronte allo scenario attuale – ha proseguito Mastrangelo – Per questo offriamo la possibilità di avere un pacchetto varietale che valorizzi le specificità dell’area di coltivazione e sviluppi un legame tra varietà e territorio”.

Un esempio di produzione territoriale è venuto da Gianni Raniolo, presidente del Consorzio Uva da Tavola Mazzarone IGP. “Il nostro progetto nasce dall’esigenza dei produttori di muoversi insieme, perché la competizione avviene sul mercato globale – ha spiegato Raniolo – Nel 2018 abbiamo superato i 3 milioni di chili di produzione e siamo presenti nelle principali catene italiane”.

Dal punto di vista varietale, ha aggiunto Raniolo, “siamo molto legati all’uva Italia, che ci ha fatto conoscere nel mondo e porta i valori della tradizione. Allo stesso tempo dobbiamo fare i conti con le uve senza semi e con logiche commerciali delle varietà brevettate che rischiano di penalizzare i produttori”.

Alla prima sessione è seguita la Tavola Rotonda, che ha visto speaker internazionali confrontarsi con tre tematiche, innovazione varietale, uve senza semi ed export, presentate alla platea attraverso videodichiarazioni dei protagonisti del settore.

Debbie Lombaard, del team commerciale di Richard Hochfeld LTD, ha portato il punto di vista del mercato del Regno Unito. “Il mercato inglese è quasi interamente senza semi, e predilige frutti dolci e croccanti. Non possiamo vendere uve dalla colorazione gialla perché il consumatore è abituato a quelle verdi – ha spiegato Lombaard – il problema principale è la qualità costante, ci sono ancora molte differenze da un produttore all’altro, per cui è importante che i coltivatori sappiano come gestire queste nuove varietà”. Ma l’Italia ha anche un vantaggio competitivo. “La produzione italiana ha una grande esperienza e una qualità riconosciuta, e l’Italia deve fare affidamento su questi punti di forza – ha aggiunto Lombaard – A livello di esportazioni, potrebbe essere utile per l’Italia ampliare il mercato, anche al di fuori dell’Europa”.

Anche la Germania ha grande considerazione dell’uva italiana, e ne è il primo importatore. Annabella Donnarumma, AD di Eurogroup Italia/Rewe, ha spiegato così l’evoluzione dei consumi nel Paese: “Il 70-75% dell’uva oggi è senza semi, l’uva con semi diventerà sempre di più un prodotto di nicchia, ma dovrà essere di qualità premium. All’interno della Germania le preferenze cambiano: nel Sud si vende un’uva ancora gialla, ma più si va a nord più piace l’uva verde. L’innovazione varietale dovrebbe pensare a uve che pur poco colorate riescano a dare una sensazione di dolcezza”. Annabella Donnarumma ha poi parlato di export: “I produttori italiani hanno fatto sacrifici enormi negli anni per accontentarci, si sono evoluti, recependo le esigenze del mercato. Quello che manca è l’aggregazione, uno spirito di cooperativismo vero, per far fronte ai nuovi paesi che si stanno affacciando sul mercato globale mantenendo l’attuale vantaggio”.

Dalla Spagna è arrivato il contributo di Joaquin Gomez Carrasco, presidente dell’associazione di produttori Apoexpa. “Da 20 anni in Spagna abbiamo iniziato la ricerca su nuove varietà, tutte senza semi perché quella con i semi sta sparendo”, ha commentato Carrasco, definendo l’uva senza semi una “quarta gamma naturale”. Parlando di mercati internazionali, Carrasco ha aggiunto: “La grande preoccupazione è che l’aumento della produzione porti a fluttuazioni di prezzo, per cui servono sbocchi su nuovi mercati, ma spesso la crescita è un processo lento. Quindi si tratta di produrre non maggiori quantità, ma migliore qualità, che è la sfida comune a tutti i produttori della zona del Mediterraneo”.

Stefano Borracci, responsabile commerciale di Serroplast, ha portato la sua esperienza di collaborazione con i produttori di uva da tavola cileni. “Per affrontare mercati importanti come quello del Nord America, gli agricoltori hanno sentito l’esigenza di migliorare la qualità attraverso tecniche innovative. Un grande impulso a questa scelta è dato dal cambiamento climatico che ha reso gli eventi meteo molto aggressivi negli ultimi anni”.

Al dibattito hanno partecipato, attraverso video o interventi dalla platea, Angelo Di Palma (Fruitsland), Vincenzo e Gianpalmo Spronati (Ci.Da Srl), Francesco Messina, (AgriMessina), Sergio Curci (Arca Fruit), Ilenio Bastoni (Apofruit), Isabella Palumbo (Salvi Group), Giovanni Grasso (La Zagara), Luigi Peviani (Gruppo Peviani), Pietro Pontrelli (Samer), Gianluca Palazzo (Alma).

L’Ufficio Stampa di “Macfrut” è Agenzia PrimaPagina Cesena

Premio Macfrut 2019 a Maura Latini Direttore generale Coop Italia

Il Premio Macfrut 2019 va a Maura Latini, Direttore generale di Coop Italia. A consegnarlo nella giornata di chiusura della kermesse dell’ortofrutta alla Fiera di Rimini è stato il Presidente di Macfrut Renzo Piraccini, nel corso dell’evento di Coop Italia “Coltiviamo il futuro”.

Questa la motivazione del premio, letta da Piraccini: “Per l’importante contributo fornito allo sviluppo di Macfrut. Coop Italia è l’unica catena che ha condiviso, da subito, il progetto di fare squadra con i produttori per costruire una grande vetrina dell’ortofrutta italiana dimostrando, con i fatti, la propria diversità nel panorama della moderna distribuzione”.

Maura Latini non ha nascosto l’emozione per il premio ricevuto. “Sono felicissima di questo premio che è soprattutto un riconoscimento a Coop. Sono una interprete della missione di Coop, che sin dall’inizio è stata quella di aiutare le persone e i territori; l’agricoltura infatti è un pezzo importantissimo del tessuto sociale ed economico dell’Italia. Dedico e voglio condividere questo riconoscimento a Coop, e a tutte le cooperative e i milioni di soci che da decenni ci seguono”.

 

Fedagromercati e Italmercati: asse per progetto comune

A Macfrut, Fedagromercati e Italmercati si sono incontrate per confermare la collaborazione fra le due organizzazioni e individuare una strategia condivisa per un obiettivo comune: valorizzare le realtà dei Mercati all’ingrosso e le loro potenzialità. I rappresentanti presenti al Tavolo, per Fedagromercati Ottavio Guala, Aurelio Baccini e Valentino Di Pisa, per Italmercati Stefano Franciolini, Francesco Cera e Fabio Massimo Pallottini, hanno espresso in modo unanime la volontà di lavorare insieme e perseguire una maggiore integrazione.

“Condividere un’idea comune del futuro dei Mercati che sia espressa con iniziative comuni, rafforzare il continuo dialogo fra Italmercati e Fedagromercati attraverso una cabina di regia che affronti le diverse problematiche del settore, avere un’unica voce ai tavoli istituzionali, mantenendo sempre la propria individualità ma con un peso complessivo nei confronti degli altri attori dell’agroalimentare italiano ed internazionale – spiegano Valentino di Pisa, presidente nazionale di Fedagromercati, e Massimo Pallottini, presidente di Italmercati -. Questi i punti fermi del Tavolo comune per accelerare la competitività del nostro mondo e condividere un’unica visione”.

In un periodo di totale stravolgimento dei Mercati, Italmercati e Fedagromercati riconfermano la volontà di lavorare insieme per poter gestire il cambiamento e condividere le responsabilità, investendo sulla logistica, migliorando i rapporti con la produzione ed aprendo alle nuove tendenze del comparto.

Fedagromercati ed Italmercati si impegnano ad individuare un modello condiviso per i Mercati che hanno bisogno di un continuo dialogo fra gli operatori e gli enti gestori per svolgere il loro ruolo centrale che gli compete e la loro funzione fondamentale nei confronti del sistema agroalimentare nonché della società intera.

 

Info Macfrut 2019

Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 8-9-10 maggio 2019, orario 9.30-18.00.

www.macfrut.com

 

Rimini, maggio 2019

 

 

 

L’Ufficio Stampa di “Macfrut” è Agenzia PrimaPagina Cesena

Il catasto ortofrutticolo tra programmazione e aggregazione

Il Catasto frutticolo, strumento indispensabile di programmazione per il comparto e di indirizzo politico. È stato questo il tema al centro del convegno promosso da Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna tenutosi questa mattina dal titolo “Catasto frutticolo, tra programmazione e aggregazione”.

Inserendo la misura nella legge di bilancio 2018, il Governo ha disposto un investimento di 5 milioni di euro (2 per il 2019 e 3 per il 2020) per implementare operativamente l’attività di reperimento dei dati, affidata ad AGEA, che dovrà creare un software di interfaccia snello, dinamico, pubblico e ben funzionante. Un passo in avanti nella giusta direzione che dovrebbe essere completato da un atto integrato a livello europeo, come concordano unanimi tutti i relatori intervenuti, nell’incontro moderato dalla giornalista Raffaella Quadretti.

“Non credo che l’introduzione del catasto possa essere risolutivo della crisi di alcuni comparti ma è uno strumento importante che potrà fungere da stimolo per intraprendere un ragionamento più ampio in termini di aggregazione, strutturale e commerciale, oltre che di valorizzazione dei prodotti”, ha spiegato Antonio Dosi, coordinatore nazionale Gie ortofrutta.

“L’introduzione del catasto è condizione necessaria ma non sufficiente perché bisogna tenere conto di come verranno gestiti i dati una volta raccolti e messi a sistema”, ha dichiarato Simona Caselli, assessora regionale all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna. “La vera sfida tuttavia sarà relativa al reperimento delle informazioni: la realtà italiana è molto disaggregata e, eccezion fatta per le aziende organizzate in OP, temo sarà molto difficile ottenere i dati in maniera precisa e completa, in modo da avere una fotografia reale della situazione”.

“E’ incredibile come nell’era dei Big Data si navighi ancora a vista in fatto di quantità prodotte, considerata inoltre la loro diretta ricaduta sui prezzi – ha concluso Caselli -. La programmazione va fatta e sarebbe necessaria anche a livello internazionale, vedi caso dell’abbattimento dei peschi in Catalogna”.

Soddisfazione per l’approvazione di tale provvedimento da parte di Mirco Zanotti e Davide Vernocchi, rispettivamente presidente di Apofruit e Apo Conerpo, due tra le maggiori OP del nostro Paese, che da anni hanno adottato lo strumento del catasto interno per programmare e indirizzare le produzioni dei soci e gestirne la commercializzazione dei prodotti. “Apofruit crede profondamente nella necessità di creare un catasto, basti pensare che in cooperativa utilizziamo questo strumento da 40 anni. Sarebbe tuttavia importante avere lo stesso strumento a disposizione su scala internazionale”, ha dichiarato Zanotti.

“Il valore di un catasto europeo è evidente se si pensa all’utilità che apporterebbe la verifica della reale entità degli abbattimenti in Catalogna o dell’effettiva stima degli impianti di mele in Polonia o di kiwi in Grecia”, ha fatto eco Davide Vernocchi. Il presidente dell’OI Ortofrutta Italia, Nazzario Battelli, ha poi ricordato come l’introduzione di questo strumento possa essere utile anche per valorizzare le caratteristiche delle diverse varietà in base alla stagionalità.

Per Elisa Macchi, direttore del CSO Italy, “Per avere un quadro completo e utile a fornire proiezioni per un arco di tempo ragionevole è necessario raccogliere diverse informazioni che comprendono anche l’età esatta degli impianti, le diverse varietà per ogni specie messa a dimora e la loro distribuzione sul territorio”.

Nelle sue conclusioni Stefano Francia, presidente Agia- Cia nazionale, amplia la necessità di introdurre un catasto per l’intero bacino Mediterraneo. “Dobbiamo cominciare a ragionare su un catasto frutticolo internazionale. Secondo me, fare un calendario delle produzioni più veritiero possibile rispetto ai consumi è di importanza strategica”.

Terza giornata nazionale dell’innovazione per l’irrigazione

Controllo dei campi via satellite, coltivazioni verticali, “bancomat dell’acqua” a controllo remoto, automazione spinta e coltivazioni in teca. Tutto questo nella Terza giornata nazionale dell’innovazione per l’irrigazione organizzata dall’Anbi, Associazione dei consorzi di bonifica italiani. Un convegno che ha mostrato, una volta di più, come i consorzi di bonifica non si limitino solo a portare acqua ai campi, ma siano in prima linea nella conservazione di quel bene prezioso che è l’acqua. Alla presenza di autorità, imprenditori, accademici e tecnici, sono state passate in rassegna le più recenti innovazioni introdotte dai Consorzi nel trasporto dell’acqua e dalle aziende agricole per l’irrigazione delle colture, mirate sia al miglioramento delle produzioni che al risparmio idrico.

Moderato dal direttore del Canale emiliano romagnolo Paolo Mannini, il convegno si è aperto con gli interventi del presidente di Macfrut Renzo Piraccini e dell’assessora regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli.

Proprio la Regione Emilia-Romagna ha in previsione quasi 225 milioni di euro di nuovi investimenti in infrastrutture irrigue, un incremento della capacità d’invaso regionale pari a 16,6 milioni di metri cubi d’acqua e un areale servito dai nuovi finanziamenti irrigui di quasi 178mila ettari (13590 le aziende agricole beneficiarie).

Il ricercatore del Cer Stefano Antonelli ha illustrato Irriframe (curato da Anbi e Consorzi di Bonifica), primo servizio di irrigazione a livello europeo, con quasi 20mila utenti in Italia e 68 consorzi aderenti. Il servizio può integrare i dati dei sensori sulla pianta, i dati satellitari e ora persino quelli della fertirrigazione (la distribuzione frazionata dei concimi nel corso della stagione). L’abbinamento dei consigli irrigui di Irrinet a quelli fertirrigui ha permesso di ottenere maggiore efficienza, risparmio idrico, più produzione e più qualità (dai mille agli ottomila euro l’ettaro), oltre a ridurre le perdite da liscivazione dei fertilizzanti.

Marco Mancini (Politecnico di Milano) ha mostrato come si possano rilevare le necessità idriche delle colture con tecniche satellitari e tecniche a terra, in uso sinergico: “Col satellite possiamo calcolare i parametri fogliari e la variabile del contenuto d’acqua, grazie a immagini ad alta risoluzione prese ad alta frequenza, su ampia estensione”.

La startup innovativa Hk, rappresentata da Marco Ziboldi, ha illustrato il Calibit, calibro da officina al quale è stata aggiunta una memoria (già vincitore del Macfrut Innovation Award nel 2017). I dati raccolti in questo modo vengono inviati ad un portale che li elabora per mezzo di algoritmi in grado di prevedere la pezzatura media finale: “Se ci sono previsioni di crescita scarsa si può intervenire aumentando l’irrigazione. In questo modo abbiamo rilevato aumenti nella velocità di crescita, con conseguente aumento della pezzatura media finale: 7 millimetri in più a frutto equivalgono a 150 quintali per ettaro in più. Oltre a una pezzatura più grande, che vale di più. È essenziale dunque misurare la frutta mentre sta crescendo, cogliendo i segnali per tempo”.

Philippe Lejeunne di Irritec e Renato Padulazzi (Toro) hanno trattato l’innovazione nei materiali microirrigui e nel loro impiego, spiegando cosa si sta facendo per ridurre l’utilizzo del polietilene ed i vantaggi dell’irrigazione goccia a goccia.

I ragazzi dell’Istituto tecnico Marconi di Nocera Inferiore (Salerno) hanno invece presentato Tekaplant, un sistema smart di regolazione dei parametri idrici e di crescita delle piante in ambiente protetto. Il sistema, controllabile a distanza, non utilizza concimi, fertilizzanti e antiparassitari, dato che all’interno della teca non sono presenti agenti patogeni esterni. A loro il presidente del Consorzio di Bonifica della Romagna, Roberto Brolli, ha consegnato il premio innovazione Acqua Campus 2019.

Di vertical farming (coltivazioni verticali) e irrigazione idroponica galleggiante ha parlato Matteo Lucchini della mantovana Idromeccanica Lucchini. In verticale non si utilizza la luce del sole, bensì illuminazione artificiale tramite Led, mentre l’ermeticità della coltivazione porta a non usare pesticidi: “Non è considerato Bio ma è molto più Bio di altri”. Vi è poi una riduzione esponenziale nell’uso dell’acqua e, con l’automazione spinta, si potrebbe arrivare ad un’agricoltura industriale totalmente automatica, senza l’impiego di operai.

Le conclusioni sono state del presidente Anbi Francesco Vincenzi, che ha ricordato come, nonostante i passi da gigante compiuti dal mondo agricolo, l’innovazione resti una componente fondamentale per il futuro: “Dobbiamo darci degli obiettivi importanti per affrontare al meglio le sfide che ci attendono. Come consorzi di bonifica abbiamo sempre anticipato i tempi. Oggi abbiamo gli strumenti e le capacità, dobbiamo continuare a crederci, investendo nella ricerca”.

Gli eventi di venerdì 10 maggio

Sono una quindicina gli eventi nelle diverse sale convegni presenti in fiera. La giornata si apre alle 10 con la prima edizione del Table Grape Meeting il convegno internazionale dedicato all’uva da tavola. Alle stessa ora: “Soluzioni tecnologiche di precisione per una produzione ortofrutticola più sostenibile in risposta ai mutamenti climatici” organizzato da Ciri Università di Bologna; “Nocciolo, la tecnica si evolve. Varietà, sistemi colturali e difesa per coniugare sostenibilità e reddito” di Edagricole; l’evento di Coop Italia “Coltiviamo il futuro”.

Alle 10.30 il convengo internazionale sui Biostimolanti organizzato da Cesena Fiera e Agrinet2000; la terza sessione del Tropical Fruit Congress; “Frutticoltura protetta, le prospettive” de L’Informatore Agrario. Alle ore 11 “Le tecnologie ed i servizi per il monitoraggio e la gestione dell’Acqua per usi irrigui e ambientali” del Consorzio di Bonifica; “Frutticoltura biologica: la biodiversità e il ruolo del suolo” del Ccpb. Alle 11.30 Agrocepi organizza “Le nostre filiere dell’ortofrutta per il made in Italy”. La giornata si chiude con l’incontro di Coop Italia alle 14, mentre alle 14.30 “Droni professionali e agricoltura di precisione” organizzato da Zephyr.

Proseguono inoltre gli “Spettacoli alla Frutta” del Consorzio Bestack, il primo contest nazionale rivolto alle compagnie amatoriali e a tutti gli artisti di corpo e parola che svolgono attività teatrale in Italia, chiamati a realizzare delle piccole performance incentrate sui temi dell’ortofrutta.

Info Macfrut 2019
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 8-9-10 maggio 2019, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

A Macfrut un ponte Italia-Africa nel segno dello sviluppo

Rimini (9 maggio 2019) – “Italia-Africa: una partnership rinnovata per lo sviluppo orticolo e agro-industriale”. Questo il tema dell’incontro a Macfrut in fiera a Rimini che ieri (mercoledì 8 maggio) ha messo a confronto ministri ed esponenti del mondo agricolo africano insieme a istituzioni italiane che si occupano di cooperazione e sviluppo del Continente.

Ad aprire l’incontro è stata la Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Emanuela Del Re che ha ricordato lo sforzo dell’Italia nell’implementare le competenze locali attraverso la formazione (unico vero strumento per abbattere la piaga della disoccupazione), la tecnologia, l’introduzione di criteri di sicurezza alimentare e il trasferimento di modelli di interconnessione delle filiere agricole. I possibili vantaggi offerti dal partenariato Italia-Africa rispondono alle necessità di far fronte all’aumento demografico del Continente, che vedrà la popolazione raggiungere i 4,7 miliardi di persone entro fine secolo. Le immense distese di terre coltivabili non sono ad oggi ancora sfruttate, tanto che solo il 30% sono utilizzate: occorre potenziare le infrastrutture, implementare nuove tecnologie e competenze, portando l’Africa a soddisfare il proprio fabbisogno alimentare, prima, e a diventare fornitrice di altri mercati, poi. L’Italia, come leader nel comparto agro-industriale, costituisce il partner ideale in questo percorso.

Ne è consapevole Thsibangu Kalala, Ministro dell’Agricoltura della Repubblica Democratica del Congo, che ha aperto la prima sessione dei lavori “Agricoltura in Africa: Necessità e opportunità, voci dal Continente”. “L’agricoltura in Congo è diventata la priorità – ha dichiarato il Ministro -. Ci siamo accorti che investendo nel settore minerario i risultati non erano quelli sperati e la povertà è ancora molto presente. Occorre sviluppare l’agricoltura: l’idea è sostenere il sistema creditizio a favore dei piccoli e medi imprenditori investendo nel comparto le risorse provenienti dal minerario oltre che con l’istituzione di un Fondo Nazionale ad hoc e con l’introduzione di strumenti sul modello della PAC europea”.

A seguire l’intervento di Sani redi Ahmed, vice Ministro Agricoltura dell’Etiopia. “In Etiopia l’agricoltura ha un ruolo di primaria importanza e contribuisce per il 35% al Pil nazionale, tuttavia le potenzialità di sviluppo sono ancora enormi. Il nostro obiettivo è incrementare la produttività a livello qualitativo puntando sulle nuove tecnologie. Un obiettivo raggiungibile portando avanti partnership con Paesi all’avanguardia come l’Italia, concentrandoci sul contesto in maniera inclusiva e concentrata, al fine di migliorare produttività, commercio e sicurezza alimentare, riducendo contemporaneamente la disoccupazione giovanile e delle donne, e, così facendo, la povertà”. Si tratta di integrare linee guida precise e dirette, volte a individuare un piano di crescita ambizioso, che comprende anche la realizzazione di parchi agroindustriali. “Con i suoi 74 milioni di ettari di terra coltivabile, l’Etiopia ha un potenziale di crescita enorme. Dobbiamo essere in grado di portare avanti una politica efficace: lo scopo è fare dell’Etiopia una pietra angolare dell’industrializzazione entro il 2025”, ha ribadito Teka Gebreyesus Entehabu, vice Ministro dell’Industria e del Commercio del Paese.

Per la Somalia l’agricoltura rappresenta il 70% del Pil nazionale e il 90% dell’export. Oggi i produttori locali si mostrano sempre più propensi a investire in nuove tecnologie. “Siamo consapevoli delle sfide dovute al cambiamento climatico che dovremo affrontare nel prossimo futuro e stiamo già agendo in previsione di questo”, ha dichiarato Ismail Dirie Gamadid, Ministro dell’Agricoltura della Somalia.

Anche per il Mozambico, rappresentato all’incontro dal Segretario Generale del Ministero dell’Agricoltura, Victor Domingos Canhemba Jr, le opportunità sono moltissime: attualmente solo il 15% dei 36 milioni di terreni arabili sono impiegati, la biodiversità è potenzialmente elevatissima per via della conformazione stessa del Paese, la posizione è strategica in termini di rotte commerciali e avvalorata dalla presenza del porto di Nacala, il terzo dell’East Africa per profondità delle acque. “Una serie di peculiarità che rendono il Mozambico un Paese molto interessante per eventuali partnership”.

Infine, la parola è passata a António Sozinho, Direttore Generale del Ministero dell’Agricoltura dell’Angola, un Paese che prova a investire in agricoltura dopo che la crisi del petrolio ne ha duramente provato l’economia. “La nostra politica oggi è guidata dalla volontà di diversificare così da non dover dipendere da un solo settore. Già nel 2013 erano stati annunciati incentivi dal Ministero delle Finanze per investire in agricoltura, poi problemi legati all’economia mondiale del greggio e problemi di politica interna ne hanno rallentato la messa in pratica. Oggi siamo pronti a ripartire cercando di attrarre nuovi investitori in grado di sfruttare al meglio le nostre potenzialità. Il Paese sta lentamente riprendendo le esportazioni dei principali prodotti quali mango, banana e ananas ma c’è ancora molto da fare, basti pensare che solo 5 dei 35 milioni di ettari di terre arabili è coltivato. Per noi le priorità – conclude – sono gli investimenti in produzioni locali e sostenibili oltre che in tecnologie e nuovi sistemi di irrigazione”.

Alla successiva tavola rotonda dal titolo “Agricoltura in Africa: tra sfide e sviluppo, il contributo italiano”, Roberto Ridolfi, Direttore Generale Aggiunto a capo del Dipartimento di Supporto ai Programmi e Cooperazione Tecnica della FAO, ha sottolineato la necessità di investire nel segno della sostenibilità per creare nuovi posti di lavoro in loco attraverso due settori chiave come quello agricolo e agro-industriale.

Il direttore Generale di ICE Agenzia, Roberto Luongo, ha parlato del piano operativo promosso dall’istituto a sostegno delle aziende italiane che decidono di investire in Africa, di cui si riscontra un numero sempre più elevato.

Antonella Baldino, Direttore Cassa per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (CDP), ha spiegato gli strumenti finanziari messi a disposizione attraverso SACE, Simest e l’International Development Financial Club di cui la CDP è entrata a far parte.

Pier Luigi d’Agata, Direttore Generale Confindustria Assafrica&Mediterraneo, ha sottolineato l’esigenza da parte dei Paesi africani di sviluppare il settore agricolo per poi approvvigionarsi di ‘moneta pregiata’ attraverso le esportazioni.

Infine, Alberto Quintavalla di Clust-ER Agrifood della Regione Emilia Romagna e CFT, una realtà pubblico-privata volta a esportare il modello di business italiano in Africa, ha mostrato interessanti casi studio del lavoro finora svolto: “In Africa non possiamo competere sui prezzi, dobbiamo esportare la nostra value chainper poter essere attraenti e competitivi”.

Insomma, le opportunità di crescita, anche per le nostre imprese, sono tante e altrettanti sono gli strumenti per trarne i vantaggi, bisogna solo conoscerli: “L’invito è di sfruttare al meglio questi giorni di Macfrut per incontrarsi e cominciare a intravedere possibilità di partnership”, ha concluso Massimo Zaurrini, direttore di Africa e Affari, che ha moderato i lavori.

Info Macfrut 2019
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 8-9-10 maggio 2019, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

Giornata Nazionale della cultura del vino e dell’olio

In grado di muovere ogni anno 14 milioni di persone per un valore complessivo di oltre 2,5 miliardi di euro (dati rapporto Turismo del Vino in Italia 2018), l’enoturismo si sta sempre più affermando come uno dei motori culturali ed economici del paese.

Non stupisce, dunque, che dal 2011 l’Associazione Italiana Sommelier dedichi proprio alla cultura del vino e dell’olio una Giornata Nazionale celebrata in ogni regione d’Italia all’interno di edifici di alto valore artistico e culturale.

Tutto pronto anche in Romagna per la IX edizione della Giornata Nazionale della cultura del vino e dell’olio, in programma sabato 11 maggio.

Location dell’iniziativa, organizzata da AIS Romagna,  è il complesso museale del San Domenico di Forlì che ospiterà dalle 10.30 un convegno dal titolo ‘Enoturismo, la Via Emilia da gustare’.

Insieme ad esperti del settore, docenti universitari, giornalisti e autorità regionali e locali, dopo i saluti del Sindaco di Forlì Davide Drei, si affronteranno diversi temi tra cui la valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche, ma anche il problema della contraffazione dei prodotti di qualità.

A partire dalle ore 13.00 via libera ai banchi d’assaggio che, in un tripudio di sapori e profumi, accompagnano i partecipanti alla scoperta delle diverse zone a vocazione vitivinicola del nostro territorio. Protagoniste della giornata, le cantine romagnole che nella scorsa edizione della guida regionale ‘Emilia Romagna da Bere e da Mangiare’ avevano ottenuto con i loro vini l’eccellenza, ovvero il punteggio massimo conferito dalle commissioni degustatrici di AIS.

A duettare con i calici, i prodotti gastronomici del territorio tra cui il Mandolino del Monferrato di Celli,  i prodotti della Strada della Romagna, gli oli  e, dulcis in fundo, il cioccolato Gardini.

A consigliare i migliori abbinamenti, quelli in grado di esaltare al meglio le caratteristiche di ogni prodotto, i sommelier di Ais Romagna pronti a raccontare vini e cibi tipici dei diversi territorio della Romagna.

Per la partecipazione ai banchi d’assaggio è previsto un ticket d’ingresso di € 12 (€ 10 per i soci Ais) che consente la degustazione libera di vino e olio e un piattino di assaggi di prodotti della gastronomia.

La Giornata nazionale del Vino e dell’Olio
Giunta alla nona edizione, la Giornata nazionale del Vino e dell’Olio gode, grazie ad un protocollo di intesa, della co-organizzazione dei Ministeri delle Politiche Agricole, dell’Istruzione, dei Beni Culturali, del patrocinio della Rai, e si articola in diversi appuntamenti sul territorio. Tra gli obiettivi della manifestazione: conoscere i costumi di altri luoghi, riavvicinarsi alla tradizione enogastronomica, arricchire il proprio bagaglio culturale attraverso il vino e l’olio, vivere la cantina come luogo di storie e di ispirazione.

Ufficio stampa di Ais Romagna è l’Agenzia PrimaPagina

Il 12 maggio a FICO Eataly World Sfoglia da Guiness insieme a Casa Artusi

Farina, uova, matterello e tanta passione. La sfoglia continua a fare il giro del mondo per tornare all’origine, a casa, in Emilia-Romagna, a Bologna. Tecnicamente definita come “un sottile strato di pasta all’uovo”, la sfoglia si prepara a battere tutti i record sotto le due torri: domenica 12 maggio, nel giorno della festa della mamma, a FICO Eataly World si terrà “Sfoglia da guinness”, lo “sfoglina day” con un dream team in arrivo da tutta la penisola per realizzare oltre 100 metri di sfoglia tirata al matterello e raccontare l’Italia della pasta fresca, con i suoi segreti e la sua incredibile varietà di tradizioni, formati, ingredienti, ripieni e condimenti.

Nel parco del cibo più grande del mondo si “esibiranno” decine di artisti del matterello: i giovani della start up bolognese SfogliAmo, la cooperativa di ragazzi e ragazze che realizzano la pasta fresca a Eataly World, proponendo in veste moderna e gourmet una delle attività classiche dell’enogastronomia italiana; arriveranno da ben 10 regioni italiane le Cesarine, la più antica rete di cuoche casalinghe d’Italia che conta più di 600 tra padrone e padroni di casa appassionati e accoglienti, che aprono le porte delle loro cucine a viaggiatori curiosi per coinvolgerli in esperienze culinarie indimenticabili. Convergeranno da Piemonte, Abruzzo, Lazio, Veneto, Calabria, Toscana, Sicilia, Umbria, Lombardia e da tutta l’Emilia Romagna. Ci saranno le Mariette di Casa Artusi, che insegnano nei corsi della scuola del centro di cultura dedicato al padre della cucina italiana e prendono il loro nome dalla fedele e insostituibile governante dell’Artusi, Marietta Sabatini. Saranno all’opera anche le famose sfogline bolognesi e quelle dell’associazione La San Nicola che promuove il tortellino e le tradizioni enogastronomiche di Castelfranco Emilia.

Tutti insieme appassionatamente, a Bologna “capitale” della pasta all’uovo, dalle 10 alle 17, a quattro anni dal record raggiunto in occasione di Expo 2015 a Milano si lanceranno verso il nuovo primato per il piatto che, più di tutti, è legato alla memoria personale e collettiva della cucina italiana. Narrazioni e suggestioni che, nel corso della giornata, troveranno spazio negli incontri dello Sfoglia Corner di FICO Eataly World, allestito per l’occasione sulla pista ciclabile: un “podio” dal quale sfogline e sfoglini si alterneranno per raccontare al pubblico la propria esperienza e i propri segreti legati alla sfoglia.

Dalle 11 e per tutta la giornata, nello “Sfoglia corner” e nell’Arena Centrale di FICO Eataly World si susseguiranno incontri rivolti ai buongustai, agli appassionati e alle famiglie, per far conoscere e assaggiare il meglio di questa regina della tavola casalinga, dal Nord al Sud d’Italia, mentre nei luoghi di ristoro di FICO si potranno degustare gran parte delle ricette italiane proposte.

La sfida per realizzare, a colpi di matterello, la sfoglia più lunga del mondo partirà alle 14. Non mancheranno le storie di sfoglia e sfogline oltre i confini nazionali, a conferma che l’artigianalità italiana è una carta vincente all’estero quando si esportano competenza, tradizione e autenticità. Sono tanti i ristoratori, in tanti Paesi del mondo, che vogliono imparare a impastare e tirare la sfoglia a regola d’arte e numerosi gli ambasciatori italiani di quest’arte nel mondo.

Alle 15 nel Teatro Arena la “marietta” Verdiana Casadei del ristorante Anna di Forlimpopoli realizzerà una sfoglia gigante e, a seguire, e a seguire Alice Colombari, chef e ambasciatrice del tortellino in Olanda, sarà protagonista dell’incontro “Tortellino international”, insieme a Giovanni Degli Angeli, presidente dell’associazione La San Nicola e la giornalista Maria Vittoria Melchioni. Alle 16 anche i bambini potranno mettere le manine in pasta, con il laboratorio di sfoglia “Una grande sfoglia per tante piccole mani”.

Per “Sfoglia da record” sulla spianatoia nasceranno fettuccine e ravioli ripieni di ricotta e spinaci dal Lazio; dall’Abruzzo i maccheroni alla chitarra; i piemontesiravioli ripieni di patate, porri e salsiccia; i casunzei all’ampezzana con ripieno di barbabietola, patate e rapa; i maltagliati calabresi; dalla Toscana, i panniccelli con ricotta e spinaci; i maccheroni siciliani; fino ai classici emiliano-romagnoli, tortelloni romagnoli con erbe di campagna e ricotta, cappelletti, tagliatelle, tortellini, rosette con prosciutto cotto e formaggio, balanzoni con il ripieno del tortellino e del tortellone, lune piene con ripieno di pere e formaggi, strichetti, tortelloni con ripieno di ricotta e prezzemolo.

Per informazioni e prenotazioni: www.eatalyworld e www.cesarine.it.

“Ortofrutta chiave di sviluppo per l’Africa”

Rimini (8 maggio 2019) – Al via questa mattina (8 maggio) alla Fiera di Rimini la 36esima edizione di Macfrut. A tagliare il nastro la Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Emanuela Del Re che ha espresso parole di elogio per la Fiera, vetrina dell’ortofrutta italiana nel mondo, partita con il pieno di visitatori sin dalle prime ore del mattino.

“Promuovere l’innovazione tecnologica, come Macfrut fa, costruendo ponti tra imprenditori italiani e stranieri, significa non solo incrementare gli scambi commerciali e il Prodotto interno lordo, ma avere a cuore il destino del nostro pianeta – ha detto la Vice Ministra – Innovazione agricola vuol dire combattere fame e malnutrizione infantile, produrre in maniera sostenibile riducendo gli effetti dei cambiamenti climatici sull’agroindustria, creare opportunità di lavoro e sviluppo anche nelle comunità più svantaggiate portando loro le conoscenze tecnologiche, e anche i valori, italiani”.

La Vice Ministra Del Re ha ricordato come il Pil continentale africano sia destinato a crescere del 4 per cento nei prossimi cinque anni. Una crescita che potrebbe non bastare per dare un’occupazione a tutti i giovani africani, 30 milioni ogni anno, che si affacciano al mondo del lavoro: “La banca mondiale ha stimato che il settore agricolo potrebbe valere 1000 miliardi di dollari entro il 2030. Ma se aumenteremo le capacità produttive del continente senza garantire l’accesso ai mercati di sbocco, i nostri sforzi non saranno serviti a nulla. Per questo è importante una fiera come Macfrut, orientata a dare risposte a questi problemi. Così l’Africa potrà mostrare al mondo che un nuovo modello di sviluppo è possibile, uno sviluppo condiviso. L’Italia, come l’Europa, è chiamata a cogliere queste grandi opportunità”.

Il via all’inaugurazione lo hanno dati i sindaci di Cesena e Rimini, Paolo Lucchi e Andrea Gnassi, che hanno apprezzato una volta di più le opportunità offerte dallo spostamento nei padiglioni riminesi della fiera cesenate: “Cinque anni fa era una scommessa, poi è diventata una sfida, oggi siamo leader a livello internazionale”, ha commentato Gnassi. Paolo Lucchi, sindaco di Cesena, ha ricordato come l’Emilia-Romagna sia passata dall’essere una delle terre più povere d’Italia a vero punto di riferimento economico e sociale, con una delle aspettative di vita tra le più alte del pianeta: “Uno sviluppo straordinario che è passato anche per l’agricoltura. Agricoltura che grazie al Macfrut si apre al mondo, dischiudendosi all’innovazione e ai nuovi mercati”.

“Nelle ultime edizioni abbiamo raddoppiato il numero degli espositori, i visitatori e il fatturato – ha sottolineato il presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini – ricompattando l’intero settore ortofrutticolo intorno a questa fiera”. Piraccini ha salutato i numerosi paesi dell’Africa, Country Partner partner della rassegna, così come la Regione Piemonte partner di questa edizione, ringraziando anche Ice Agenzia per il continuo supporto nel percorso di internazionalizzazione. Proprio il direttore dell’Ice, Roberto Luongo, ha ricordato come l’Italia si possa e debba presentare come integratore verticale di diverse tecnologie, invitando tutti gli operatori del settore ad affidarsi all’agenzia per l’apertura ai mercati esteri.

L’assessora all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli, ha ribadito l’importanza della fiera inaugurata oggi per le politiche della Regione: “Macfrut, per noi, rappresenta una fiera importantissima. Se non si fosse deciso lo spostamento a Rimini oggi non saremmo a festeggiare questi numeri straordinari. Numeri che ci dicono che il settore si è ritrovato intorno a una fiera che si apre come vetrina sul mondo, presupposto fondamentale per incidere a livello internazionale in maniera adeguata”.

Una fiera che dall’Emilia-Romagna sia apre al mondo: “Dedicarsi all’Africa ha un significato profondissimo, ma viene dopo un lungo lavoro fatto da Macfrut con i paesi dell’America Latina e dell’Asia, un vero lavoro globale. Sull’agroalimentare in Emilia-Romagna, lungo la via Emilia, abbiamo Macfrut per l’ortofrutta, il Sana che è la seconda fiera europea del biologico e il Cibus per le produzioni di alta qualità. Ma oltre a far lavorare assieme il sistema fieristico servono delle fiere di filiera: ce n’era necessità e su questo abbiamo puntato”.

Dalla fiera inaugurata oggi a Rimini possono arrivare sollecitazioni importanti per il livello comunitario: “Bisogna insistere perché l’Europa sia il punto di riferimento per i grandi dossier internazionali – ha sottolineato l’assessora Caselli – non è più accettabile che per esportare in un Paese ogni nazione europea debba aprire un suo dossier. Su questo serve uno sforzo corale. Quella di Macfrut è una grandissima occasione per ritrovare uno spirito di corpo di fronte alle sfide di tutti i giorni, lavorando uniti”.

A nome dei diversi paesi africani presenti a Macfrut è intervenuto Thsibangu Kalala, ministro dell’Agricoltura della Repubblica Democratica del Congo. Un paese ricco di risorse, foreste, minerali e terra fertile, che oggi investe molto sul cobalto, tanto da produrne il 60 per cento del totale mondiale: “Ma il nostro futuro non passa per il cobalto. Per creare lavoro investiremo sull’agricoltura e per questo sono qui, per invitare gli operatori a sfruttare le opportunità di investimento che il nostro paese offre, con benefici per entrambi”. Il ministro ha ricordato poi come l’Unione africana abbia deciso di portare al 10 per cento la quota di spese dei diversi paesi del continente destinate all’agricoltura, segno della centralità del settore primario negli anni a venire.

L’area dinamica di AcquaCampus
Un’intera area dimostrativa dedicata alle tecnologie applicate al campo dell’irrigazione è presente in fiera (padiglione D7) grazie all’accordo di partnership triennale 2019-2021 tra Macfrut e il CER (Canale Emiliano Romagnolo), ente promotore del brand AcquaCampus che da cinque anni si dedica all’attività di ricerca di nuove tecniche irrigue, nei campi sperimentali di Budrio (Bologna), di formazione, di divulgazione e di assistenza alle imprese.

Ad oggi in Emilia-Romagna 13mila aziende agricole si affidano a sistemi irrigui implementati dal CER, mentre a livello nazionale il numero sale a circa 20mila realtà. “Il valore di un’irrigazione controllata e affidabile è molto elevato in termini di risparmio idrico e ha importanti ripercussioni a livello ambientale ed economico per l’azienda stessa – ha detto Roberto Genovesi, responsabile della divulgazione e dell’assistenza tecnica sul territorio del CER – Un esempio su tutti è dato dal valore aggiunto ottenuto nel 2017, anno caratterizzato da periodi di forte siccità, proprio grazie all’implementazione di tali sistemi che ha quasi raggiunto i 900 milioni di euro limitatamente al solo comparto frutticolo”.

“Non solo – aggiunge Genovesi – l’attività dei nostri partner di sviluppo di sensori cloud per il monitoraggio della salute delle piante in campo ci ha permesso di implementare insieme ad Anbi, Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari, la piattaforma IRRIFRAME per la gestione efficiente di un’irrigazione di precisione integrata. Il sistema infatti sintetizza in un unico ‘consiglio irriguo’, direttamente trasmesso al sistema e gestibile da remoto, i dati rilevati dai sensori in campo relativi alla misurazione dell’umidità del terreno, al monitoraggio dell’accrescimento dei frutti, al controllo del meteo e a tante altre variabili”.

Durante la tre giorni riminese sono in programma diversi incontri e conferenze organizzate dal CER, il programma è disponibile nella sezione dedicata del sito di Macfrut. Lo stand con gli impianti dimostrativi di tre colture di eccellenza (asparago, radicchio rosso e rucola) si trova al padiglione D7 adiacente al campo sperimentale mentre lo stand allestito con ANBI è al padiglione B5.

Gli eventi di giovedì 9 maggio
Sono una quarantina gli eventi in programma nella seconda giornata di Macfrut. Alle ore 10 si apre la seconda giornata del Tropical Fruit Congress interamente dedicato all’ananas, con relatori che toccano argomenti e aspetti specifici legati a questo aspetto, dalla produzione in campo alla distribuzione. Alla stessa ora si celebra la terza giornata nazionale dell’innovazione per l’irrigazione, Aop Veneto e Coldiretti Veneto organizzano” L’ortofrutta veneta si interroga. Il futuro tra rischi e opportunità”, Cesena Fiera promuove il convegno su “Il futuro della serricoltura e la serricoltura del futuro”, l’Università di Milano propone “Nutripreciso: tecniche di concimazione e irrigazione di precisione”, la rivista Distribuzione Moderna “L’innovazione sostenibile nel packaging di prodotti ortofrutticoli”, Ciri e Università di Bologna “La tutela della qualità dei prodotti ortofrutticoli attraverso più efficaci strumenti di dimostrazione dell’autenticità del mercato globale”, il consorzio Ccpb “La sostenibilità e la sua certificazione in frutticoltura biologica”, mentre alle ore 11 “Smart agricolture in frutticoltura biologica”.

Alle 10.30 c’è la presentazione della terza edizione di International Asparagus Days in programma ad Angers in Francia il 29 e 30 ottobre 2019. Sempre alle 10.30 l’Informatore Agrario organizza il workshop “Fertirrigazione del pomodoro: reddito e sostenibilità”. La rivista alle 14.30 propone anche “L’innovazione dell’uva da tavola”. La mattinata si chiude alle 11.30 con l’evento di Ice Agenzia “Access to finance” nell’ambito del progetto Lab Innova, e con la conferenza stampa di Pink Lady.

Ricco il programma anche del pomeriggio che si apre alle 14 con “La fragola nel 2019, verso l’International Strawberry Symposium 2020” del Crea, “Considerazioni politicamente scorrette sull’uso sostenibile dei mezzi tecnici” organizzato dalla società Silc Fertilizzanti, alle 14.30 “Italian top technologies” a cura del Corriere Ortofrutticolo. Alle ore 15 “Il valore della marca in ortofrutta per il consumatore finale” con SG Marketing, alla stessa ora networking “Aziende di packaging e tecnologie incontrano le aziende africane”, e “Il packaging intelligente per la gestione della frutta esotica sul punto vendita e l’interazione del consumatore” insieme a Ilip.

Alle 15.30 Fruttaweb presenta “Come vendere ortofrutta on line ai professionisti del settore”, alle 16.30 convention internazionale delle Donne dell’Ortofrutta, alla stessa ora “Risorse idriche: scenari futuri del territorio riminese” con il Consorzio di bonifica della Romagna e Cer.
Si chiude alle 17 con le “Prospettive di mercato per la sostenibilità del settore ortofrutticolo” del CeDra.

Info Macfrut 2019
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 8-9-10 maggio 2019, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina