Dal Canada per scoprire la cucina domestica di Casa Artusi

Forlimpopoli (17 aprile 2019) – Dal Canada all’Italia con tappa d’obbligo a Casa Artusi. È avvenuto nei giorni scorsi nell’ambito del progetto Authentic Italian table della Camera di Commercio Italiana dell’Ontario (Toronto) insieme a Roberto Fracchioni, docente di origine piacentina del Centennial College, che ha condotto alla scoperta del bello ed il buono in Emilia-Romagna, gli chef Fraser Macfarlane, Andrew Thorne e Michael Russell.

Grande è l’interesse in Canada per il manuale artusiano, conosciuto grazie alla versione in lingua inglese pubblicata dalla University of Toronto Press. Il Canada (Ontario, Quebec e British Columbia) è stato al centro nel novembre scorso anche di un’importante azione della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana a Toronto, nella quale la Vicedirettrice, Tiziana Tedesco, ha favorito e promosso il tour nel nostro Paese.

All’arrivo a Forlimpopoli, in Casa Artusi, gli ospiti sono andati alla scoperta del patrimonio culturale di cui la città artusiana è depositaria e dell’articolato e significativo progetto che ruota attorno al tema della cucina di casa. In Scuola di Cucina hanno fatto esperienza della preparazione della pasta fresca fatta a mano attraverso le volontarie dell’associazione delle Mariette di Forlimpopoli, i secondi piatti di carne e pesce con il Maestro Paolo Teverini (Vice Presidente Associazione Chef to chef emiliaromagnacuochi) e lo street food con il Maestro Fabrizio Mantovani.

Il tour è proseguito a Cesena nel Campus di scienze e tecnologie degli alimenti dell’Università di Bologna, dove sono stati accolti da Alessandra Bendini e, guidati da Enrico Valli e da Enrico Casadei, hanno effettuato una degustazione d’olio d’oliva. In tale occasione hanno sperimentato l’attività di analisi sensoriale per la verifica della corrispondenza ai parametri organolettici presenti nei disciplinari DOP Brisighella e DOP Colline di Romagna.

Il tour ha fatto tappa anche in un Caseificio di produzione del Parmigiano Reggiano DOP, nell’Azienda agricola e relais Antica Corte Pallavicina che produce Culatello di Zibello DOP, in una Acetaia di produzione dell’Aceto Balsamico di Modena DOP, in uno stabilimento di produzione Piadina Romagnola IGP e naturalmente i cuochi canadesi hanno vissuto l’esperienza unica e straordinaria di Fico Eataly World.

Il tour si è concluso con la visita al Vinitaly, ospiti di Enoteca Regionale Emilia-Romagna.

A seguito di questa esperienza gli chef canadesi, nel mese di giugno, organizzeranno degli eventi di degustazione presso i loro ristoranti per condividere con i propri clienti le eccellenze agroalimentari del nostro territorio.

Ufficio stampa di Casa Artusi è Agenzia PrimaPagina

Una Pasqua d’AmoR

Cesena (16 aprile) – Come annunciato aprirà il giorno di Pasqua e sarà, ngon a caso, una vera e propria resurrezione nel nome dell’amore. Stiamo parlando di AmoR, il nuovo locale che, risorge dalle “ceneri” dello storico Bar Roma di Corso Garibaldi grazie alla caparbietà di una dinamica coppia di addetti ai lavori. Lui, Matteo Cieri, abruzzese, lei Sara Alessandri, romagnola. Entrambi cittadini del mondo. Un passato in Australia a occuparsi di food&beverage fino alla scelta di tornare a casa per realizzare il loro sogno d’AmoR.

Lo stile
Eclettico, sobrio e metropolitano, AmoR abbraccia uno stile industriale ed eco-friendly al contempo. Completamente rinnovato negli spazi e nell’arredo, il locale presenta le sue diverse anime per andare incontro alle esigenze di tutti.

Per i momenti slow e di relax c’è il piano superiore: 20 tavoli e circa 80 posti a sedere in materiali ‘poveri’, come il ferro e il legno lavorati su misura in stile urban chic, da trasformare, all’occorrenza, in una sala cerimonie dove dominano i contrasti tra il bianco dell’elegante tovagliato e l’argento dei grandi candelabri.

Al piano inferiore l’arredamento cambia e si fa più eco-friendly e meno industriale, più fast e meno slow con le sue sedute alte adatte a pause brevi, ma piacevoli. A dominare la scena il grande bancone, la boiserie e uno scaffale che espone, in ordine geografico, la vasta cantina composta da vini nazionali,  bollicine francesi e una particolare attenzione alle etichette del territorio.

L’area bimbi
La vera novità del nuovo AmoR è l’attenzione che rivolge ai bambini a cui è dedicata un’intera area del locale. Al bando plastica e schermi digitali, nell’area bimbi sarà come fare un salto nel tempo dove i giochi sono tutti in legno ed educativi. Di fronte all’area, circa dieci sedute per le mamme e i papà che vogliono sorvegliare i loro piccoli. Un parcheggio sotto la galleria per i passeggini, in progetto, e una tata presente tutti i giorni per far divertire i piccoli ospiti di AmoR, completano un servizio di cui a Cesena si sentiva la mancanza.

Anche l’arredamento, pur rispecchiando lo stile del locale, è a misura di bambino: divani Chesterfield in miniatura, puff industrial e mini appendiabiti, tutto arriva direttamente dal nord Europa grazie al tramite di Evitas, un’azienda italiana che si lascia ispirare proprio dai bambini.

Ovviamente non potevano mancare baby menù e, addirittura, baby aperitivi con cocktail coloratissimi, analcolici e salutari per bambini da 0 a 99 anni.

La caffetteria
Un po’ caffè un po’ ristorantino, attento e misurato nella scelta dei prodotti e dello stile del servizio, innovativo e bio a colazione e a pranzo, più carico e modaiolo all’ora dell’aperitivo; aperto agli eventi ma capace di attrarre e organizzare momenti slow fra cultura e racconto del territorio, anche approfittando degli ampi spazi, al piano, nel grande soppalco e sotto il loggiato.

Sono tante e diverse le proposte di AmoR, tutte all’insegna della qualità, del legame col territorio, dell’attenta selezione delle materie prime e di uno stile di vita healthy: dalle brioche (vegane e non), alle marmellate senza zucchero, dalle focacce con farine non raffinate ai panini, dalle verdure row che accompagnano l’aperitivo ai cockteil, pochi, semplici, ma utilizzando prodotti di prima scelta.

Un occhio di riguardo viene dedicato anche al personale. A partire saranno in sei, ma la selezione si amplierà in autunno quando sarà a pieno regine anche il pranzo targato AmoR.  E, scusate se è poco,  tutti, dietro al bancone,  avranno a disposizione psicologo e chiropratico per presentarsi sempre al meglio di fronte ai clienti.

Insomma apre i battenti a Cesena un locale che proviene davvero dall’altra parte del mondo e in cui tutti, nessuno escluso, saranno coccolati.

‘Dado’ in Maglia Rosa

Un Vinitaly pieno di riconoscimenti quello che si è appena concluso per la Enio Ottaviani Vini e Vitigni di San Clemente. Un coro unanime che ha visto trionfare l’ultimo e prestigioso nato della cantina, il ‘Dado’ Sangiovese 2017 come ‘Maglia Rosa’, cioè primo vino selezionato, nella specialissima classifica stilata in questi giorni dal sommelier campione del mondo Luca Gardini per la Gazzetta dello Sport. Un primo posto che proietta il vino riminese nella Riccione – San Marino Cronometro Individuale – Sangiovese Wine Stage, nona tappa del Giro d’Italia in programma il 19 maggio prossimo dove il ‘Dado’ e la cantina saranno presenti ad accompagnare gli atleti nella tappa romagnola. E, dai pedali al prestigio internazionale, a raddoppiare la cifra del Dado ci ha pensato Forbes Italia, la prestigiosa ‘bibbia’ che dagli Stati Uniti detta le regole di economia, finanza e buon vivere, inserendo il vino della Enio Ottaviani fra le 100 etichette da non perdere fra le migliaia presenti a Vinitaly 2019. Lusinghiero il giudizio sul nettare riminese: “Naso di rosa, alloro e cappero, beva consistente, di grande eleganza e dal retrogusto dissetante di buccia di arancia”. Un vino, il Dado, realizzato in edizione limitata, che Davide il produttore, definisce Sangiovese-paesaggio, un omaggio alla tradizione di Romagna.

Ma non di solo sangiovese brilla il Vinitaly della Enio Ottaviani. A movimentare ulteriormente la festa ci ha pensato Strati, Romagna Pagadebit Dop entrato con 90 punti nella 5Stars Wines, la guida dei grandi vini che viene stilata sulle etichette di Vinitaly da 150 esperti internazionali. Un riconoscimento che spetta a meno del 10% di tutti i vini presenti alla kermesse veronese, e che Strati divide quest’anno con altri autoctoni romagnoli di prestigio come l‘Albana Docg della Tenuta Masselina di Castel Bolognese e il Sangiovese Riserva, Vigna del Generale di Nicolucci a Predappio.

Ufficio stampa di Enio Ottaviani è Agenzia PrimaPagina

Festa Artusiana 2019: pubblicato il bando degli spettacoli

Forlimpopoli (12 aprile 2019) – Nuovo tassello nella macchina organizzativa della Festa Artusiana: il bando degli spettacoli. È uscito in questi giorni ed è pubblicato nel sito della Festa Artusiana (www.festartusiana.it). Rivolto ad associazioni e operatori attivi nel settore dell’organizzazione di eventi, è aperto all’ideazione, direzione, programmazione e organizzazione del cartellone degli spettacoli per le prossime due edizioni della Festa (2019-2020).

Gli spettacoli sono uno degli assi portanti della Festa Artusiana, in programma in tutte le serate nelle principali vie del centro storico di Forlimpopoli (22-30 giugno). Quattro i luoghi che ospitano gli eventi: piazza Pompilio, via Costa, via Veneto, il fossato della Rocca con il palco per i bambini.

La scadenza per prendere parte al bando è il 29 aprile prossimo.

Info. La modulistica per la partecipazione è sul sito del Comune di Forlimpopoli e su quello della Festa Artusiana (www.festartusiana.it). Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Cultura (cultura@comune.forlimpopoli.fc.it – 0543/749237).

Macfrut in Uganda con il progetto Lab Innova

Cesena (11 Aprile 2019) – Nuova tappa del “tour” in Africa di Macfrut. Al centro del focus è l’Uganda nell’ambito del progetto Lab Innova for Africa promosso da Ice Agenzia, in collaborazione con Macfrut e l’Agenzia AICS.

In Uganda il settore agricolo ha un elevatissimo potenziale, grazie all’alta fertilità dei suoli e alle favorevoli condizioni climatiche e idriche che consentono la produzione durante tutto l’anno di una grande varietà di colture orticole (come mais, fagioli, piselli, patate dolci e altri ortaggi) e frutta tropicale (banane, ananas, avocado, mango, meloni), oltre al caffè. L’export di prodotti ortofrutticoli è in rapida crescita nel Paese e trova in Europa un mercato di riferimento sia per prodotti esotici sia per produzioni fuori stagione.

Oltre una ventina a Kampala i partecipanti dell’agro-food coinvolti nel percorso di formazione manageriale, innovazione e trasferimento tecnologico nel settore agricolo e agroindustriale, per accrescere le loro competenze tecniche al fine di sostenere il processo di transizione verso un’economia export oriented ed aumentare le opportunità di business con l’Italia, leader nella trasformazione e nel packaging alimentare.

L’evento ha visto la partecipazione in qualità di esperti del settore, di Renzo Piraccini Presidente di Macfrut ed Enrico Turoni presidente del Consorzio Cermac.

L’Africa sarà protagonista di Macfrut 2019 (Fiera di Rimini 8-10 maggio) che ospiterà un intero padiglione dedicato al Continente, con l’area Subsahariana partner internazionale della 36esima edizione.

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

Ais Romagna organizza una masterclass con 10 etichette di Beaujolais

Ravenna (10 aprile 2019) – Con la Masterclass dedicata a 10 etichette Beaujolais, Ais Romagna propone un affascinante racconto di un territorio vitivinicolo francesenon sempre giustamente valorizzato nei suoi vini. Appuntamento per venerdì 12 aprile all’Hotel Cube di Ravenna alle ore 20.00 insieme ad Armando Castagno, autorevole voce del mondo del vino e della sommellerie nazionale, che guiderà gli appassionati in questa esperienza degustativa.

“Anche quest’anno avremo il piacere di avere con noi quello che ormai possiamo considerare un grande amico della Romagna – dichiara Roberto Giorgini, Presidente di Ais Romagna – Castagno ci racconterà questa zona vitivinicola francese particolarmente bistrattata in passato, pur avendo una storia, una tradizione e una posizione geografica di tutto rispetto. Scopriremo con lui il più autentico Beaujolais”.

La masterclass comprende oltre al racconto del territorio, l’assaggio di 10 etichette che permettono di avere una visione completa dell’enologia di questo lembo di Francia e che soprendono per la qualità e lo stile dei vini.

Info. Ais Romagna Cesena; tel 0547 415249
www.aisromagna.it – info@aisromagna.it

Ufficio stampa di Ais Romagna è l’Agenzia PrimaPagina

Macfrut 2019: l’ortofrutta italiana s’è desta

Roma (4 aprile 2019) – Internazionalizzazione e innovazione. Sono le due “key” della 36esima edizione di Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta, nei padiglioni fieristici di Rimini dall’8 al 10 maggio 2019. Unica fiera di filiera del panorama internazionale, la tre giorni vuole rappresentare l’orgoglio di un sistema cardine del made in Italy agroalimentare, prima voce dell’export (inclusa l’ortofrutta lavorata e conservata) con circa 8,4 miliardi di euro, di cui 4,9 di fresco.

Numeri in crescita per Macfrut che si dipana su 8 padiglioni fieristici con una presenza che per la prima volta oltrepassa i 1100 espositori, un quarto dei quali oltreconfine. E ancora, oltre 1500 buyer invitati da tutto il mondo, a cui a si aggiungono una sessantina di eventi tra convegni, meeting aziendali e convention organizzati direttamente dagli espositori, a testimonianza di una fiera anche di contenuti.

Tutto questo in rappresentanza di undici settori espositivi che rendono Macfrut un unicum nel contesto delle fiere di settore: sementi; novità vegetali e vivaismo; tecnologie di campo; mezzi tecnici; produzione, commercio e distribuzione; biologico; macchinari e tecnologie del post raccolta; materiali e imballaggi di confezionamento; quarta gamma; logistica; servizi.

A Macfrut si ritrovano le principali organizzazioni del settore ortofrutticolo, dall’ACI (Associazione delle Cooperative Italiane) a Fruitimprese, da Italia Ortofrutta a Italmercati, da Fedagro Mercati a Cso Italy, da Coldiretti ad ANBI (Associazione delle Bonifiche Italiane).

Key numero uno: internazionalizzazione

Se c’è un tema centrale per la crescita del settore ortofrutticolo italiano è lo sviluppo del mercato internazionale. E qui un ruolo chiave lo gioca Macfrut nel suo impetuoso sviluppo sul fronte dell’internazionalizzazione con una trentina di missioni di presentazione in tutto il mondo, la presenza di circa il 25% di espositori esteri, l’invito di 1500 buyer (solo cinque anni fa erano 250) nella collaudata sinergia con Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Tra le novità la presenza di un padiglione interamente dedicato all’Africa, di cui l’area Subsahariana è partner internazionale di questa edizione. Saranno presenti 200 aziende provenienti da 14 paesi: Angola, Benin, Congo, Etiopia, Ghana, Kenya, Mozambico, Namibia, Senegal, Somalia, Sudan, Uganda, Tanzania, Zambia.

L’Africa ricopre un ruolo sempre più centrale nel panorama internazionale (economico e demografico), tanto che le previsioni di crescita ne indicano un +5% del Pil annuale, con la previsione di arrivare a rappresentare il 5% del Pil mondiale entro il 2030. In questo contesto, l’ortofrutta può essere un volano per la crescita economica del Continente, aprendo ampi spazi di azione per l’Italia, principale produttore ortofrutticolo mondiale e leader nella tecnologia e nel packaging.

In questo panorama è stato ideato il progetto Lab Innova messo in campo di Ice Agenzia con la collaborazione di Macfrut, che intende sviluppare il partenariato tra imprese UE-Africa, puntando su formazione manageriale, innovazione e trasferimento tecnologico nel settore agricolo e agroindustriale africano. In questa prima fase sono cinque i paesi africani coinvolti nel progetto (Etiopia, Mozambico, Uganda, Tanzania, Angola) tutti presenti a Macfrut.

Sempre a Macfrut, tra le novità sul piano internazionale segnaliamo la prima volta di Cuba con 5 imprese, Proecuadorcon 8 grandi imprese, lo stato messicano di Zacatecas con 6 imprese. E ancora, una forte partecipazione dall’Est Europa di buyer e produttori (Serbia e Uzbekistan raddoppiano l’area), così come la presenza dei principali importatori del Golfo Persico (Emirati, Bahrein, Qatar), India e Sud Est Asiatico.

Fondamentale nel percorso di internazionalizzazione il sostegno dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Partner di Macfrut in questo cammino il gruppo bancario Crédit Agricole, main sponsor e business partner, e Coface, uno dei leader mondiali nell’assicurazione dei crediti.

Key numero due: innovazione

Macfrut è una fiera dinamica, testimonianza di un settore tra i più innovativi del panorama agroalimentare. Un dinamismo che si riflette nelle tre aree “in movimento” che presentano le principali novità sul fronte del pre e post raccolta.

A partire dal Greenhouse Technology Village, un vero e proprio villaggio dell’innovazione orticola in serra che ospita i principali produttori di tecnologie, materiali e mezzi tecnici, sementieri e vivaisti specializzati. Un’area altamente specializzata, posizionata nell’ingresso Est, dove vengono presentate alcune delle innovazioni destinate a diventare strumenti di lavoro quotidiani per i produttori.

Un’altra area dinamica è, AcquaCampus, un campo dimostrativo di 500 metri quadrati dove si possono vedere in azione gli impianti di irrigazione tecnologicamente più avanzati, presentati dalle aziende leader mondiali.

Terza proposta, è il ritorno di Macfrut in Campo, una grande area sempre allestita all’interno dei padiglioni della fiera dove viene riprodotto un vero e proprio campo prova con all’opera le macchine agricole più innovative.

Sempre in fiera si terrà la seconda edizione del Tropical Fruit Congress, il summit europeo dedicato ai frutti tropicali, quest’anno suddiviso in tre sessioni: i trend di mercato della frutta tropicale in Europa e i prodotti emergenti Lime, Papaya e Passion Fruit (8 maggio); ananas con il The Pinepple Day (9 maggio); sessione tecnica sul pre-raccolta (10 maggio).

Un altro grande evento interazionale è la prima edizione del “Table Grape Meeting” (10 maggio) sull’uva da tavola di cui l’Italia è il primo produttore europeo.

Un altro tema centrale è quello dei biostimolanti, al centro del congresso internazionale ospitato a Macfrut nel “Biostimulant International Event” alla presenza delle principali aziende del settore in un confronto con le filiere produttive e i tecnici.

Sotto il segno delle conferme il Macfrut Innovation Award, insieme all’Informatore Agrario, per valorizzare l’innovazione nella produzione e nelle tecnologie della filiera ortofrutticola.

Macfrut è anche una fiera ricca di contenuti, con oltre una sessantina di eventi tra convegni, meeting aziendali, workshop, convention organizzati direttamente dagli espositori. Tra gli appuntamenti, un evento di Cso-Fruitimprese sulle barriere fitosanitarie, la giornata nazionale dell’irrigazione promossa da Anbi, il Forum di Coldiretti, il meeting dei fornitori di Coop Italia, una conferenza stampa sulla Via della Seta con l’autorità portuale di Trieste, Maap di Padova e Emirates Cargo.

Piemonte Regione partner
È il Piemonte la Regione partner dell’edizione 2019. Da anni presente nella kermesse dell’ortofrutta, in questa edizione sarà la protagonista con i suoi prodotti di punta a partire dalla Mela Rossa Igp di Cuneo, prodotto simbolo di questa 36esima edizione.
L’ortofrutta è un settore strategico per l’economia agroalimentare piemontese. Occupa una superficie di 55.830 ettari, pari al 5% della superficie agricola totale della regione, con un peso del 14% in termini di produzione ai prezzi di base (475 milioni di euro – dati 2017).
Sono 10.850 le aziende attive (registrate nell’anagrafe agricola regionale), di cui circa 1.700 orticole, 1200 dedicate alla coltivazione di patate, 7.950 frutticole. Le specie maggiormente significative, in termini di superficie del territorio sono mele, pesche e nettarine, kiwi, nocciolo, castagno.
Sul fronte dell’export, in evidenza “le qualità” e le eccellenze certificate dell’ortofrutta piemontese, rappresentate dai circa 90 prodotti agroalimentari tradizionali e dalle produzioni di qualità riconosciute: nocciola del Piemonte IGP, mela rossa Cuneo IGP, castagna Cuneo IGP, marrone della Val di Susa IGP e fagiolo di Cuneo IGP.

Ortofrutta fresca: export in flessione
Dopo il 2017 dei record con il superamento del “muro” dei 5 miliardi di euro di export (5,2 miliardi per la precisione), il 2018 ha registrato una flessione arrivando a quota 4.891 milioni di euro (3.391 milioni la frutta, 1.500 milioni gli ortaggi), secondo i dati di Ice Agenzia. La diminuzione ha toccato in misura minore gli ortaggi (-3,06%) rispetto alla frutta (-8,2%).

Il comparto ortofrutta è uno dei settore strategici del made in Italy, rappresentando il 18% dell’export agroalimentare, valore che sale al 31% se si aggiunge l’ortofrutta lavorata e conservata. Il dato aggregato, evidenzia come l’ortofrutta sia la prima voce dell’export agroalimentare con un valore di 8.438.573 migliaia di euro, contro i 6.204.963 migliaia di euro del vino, seconda voce.

Info Macfrut 2019
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 8-9-10 maggio 2019, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

La Piadina Romagnola Igp lancia la sfida in Germania e sul mercato interno

Promuovere il valore del prodotto Piadina IGP e il suo legame con il territorio romagnolo,  difendendo l’identità, la storia e i valori della piadina romagnola IGP nella sua unicità ed eccellenza in tutta Europa.

Ecco la mission del progetto messo in campo dal Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola Igp per il biennio 2019/21, finalizzato soprattutto al mercato nazionale e tedesco,  e finanziato attraverso il Piano di Sviluppo Rurale  della Regione.

Obiettivi

Identificare il prodotto Igp, la sua piacevolezza e unicità e i suoi valori, con la Romagna, cioè con il suo territorio esclusivo di produzione. E’ questo l’obiettivo principale del Consorzio di tutela e promozione della Piadina Romagnola Igp a difesa e tutela di ogni imitazione. Un compito non da poco e su cui non bisogna abbassare la guardia, visto che nel mondo ci sono addirittura  94 marchi registrati di piadina.

Su questo punto si concentrano gli sforzi del Consorzio che  della sua nascita, in pochi  anni ha più che triplicato i quantitativi di Piadina Romagnola prodotti a marchio Igp, portandoli da poco più di 6.500 tonnellate nel 2014 a oltre 20.000 nel 2018, praticamente il 50% di tutta la piadina prodotta sia in Gdo che nella ristorazione e nei chioschi.

Se non è romagnola non è IGP

Farina, acqua, sale, olio evo o strutto, recita il disciplinare. E prosegue: un impasto suddiviso in palline o pani tondeggiati che vengono lavorati con il classico mattarello o attraverso lamine meccaniche fino a formare un disco dal diametro compreso fra i 15 e i 25 cm per uno spessore da 4 a 8mm, nel caso della ‘Piada o Piadina Romagnola’ , o fra i 23 e i 30 cm per un massimo di 3 mm di spessore nel caso della ‘Piadina Romagnola alla Riminese’.   Poi 3 o 4 minuti di cottura su una piastra a 200/250 gradi, e la piadina è servita. Ma attenzione da produrre solo ed esclusivamente in una manciata di comuni che vanno dal Riminese, fino alla provincia di Bologna, a sud del fiume Sillaro, in un territorio che corrisponde alla Romagna della tradizione.

Le azioni

Prima di tutto quindi conoscenza e identificazione con il territorio di origine.

‘Solo sotto la luna della Romagna nasce la piadina romagnola IGP’, recita il nuovo pay off, dove la Piadina-Luna già protagonista della campagna attiva fino al 2018, racconta al mondo, in un cielo stellato, il suo indissolubile legame con la Romagna.

Un percorso di promozione e valorizzazione sostenuto dai Soci del Consorzio e che coinvolgerà i consumatori e i buyer  per aumentare la notorietà di un prodotto simbolo della Romagna.

Web e social

La piadina romagnola è uno dei prodotti più ricercati sul web e non è un caso che il Consorzio abbia puntato molto sulla comunicazione digital che in un anno di attività ha portato ad oltre 2 milioni di visualizzazioni complessive sulle piattaforme facebook e Instagram.

Per rafforzare questa identità unica e l’appeal del prodotto legato alla Romagna, è in corso di realizzazione per la prima volta, uno spot dedicato alla Piadina Romagnola IGP che da questa estate accompagnerà sui social, a partire dal canale YouTube, i video più seguiti sui maggiori  canali di informazione nazionali. La campagna proseguirà per i due anni di progetto e, si stima, consentirà di raggiungere 40 milioni di visualizzazioni. Approfondimenti, ricette, minivideo contenuti storico-tradizionali integreranno il palinsesto predisposto per i social. A completamento della campagna verranno utilizzati i canali di comunicazione tradizionali, sia in Italia che in Germania, principali mercati di riferimento per i prossimi due anni,  attraverso la declinazione del visual e l’acquisto di spazi informativi su quotidiani nazionali e riviste di settore.

Gli eventi

A fianco del palinsesto di comunicazione il 2019 vedrà la Piadina romagnola protagonista di numerosi eventi. Il più importante è il Piadina Night, un appuntamento pensato annuale e itinerante che debutta questa estate da Rimini.

La notte della piadina celebrerà il ‘pane dei romagnoli’ coinvolgendo testimonial dello sport e dello spettacolo che hanno fatto grande la Romagna. E sulle note contaminate del liscio più famoso del mondo, il gusto della Piadina Romagnola Igp  sarà interpretato da chef e influencer, declinando tipicità e tradizione in un mix di sapori  e racconto.

Fra gli altri eventi in programma, la partecipazione a tutte le tappe di Tramonto DiVino, il tour del gusto che da 15 anni porta nelle piazze della costa e nelle città d’arte emiliano-romagnole, il meglio dei prodotti tipici certificati in abbinamento ai vini regionali.

Le fiere

A  ottobre prenderà il via l’attività di promozione europea con la partecipazione del Consorzio alla Fiera Anuga a Colonia, la più importante Fiera di settore del mondo.

Ad Anuga la piadina sarà protagonista di una serie di presentazioni ai buyers internazionali e operatori di settore mettendo in evidenza l’unicità del prodotto  e il legame con il suo territorio.

In parallelo alle presentazioni in fiera sarà programmata una campagna pubblicitaria su testate specializzate di settore. E per le Fiere, nel 2020 il Consorzio sarà presente al Cibus Parma con uno stand e al Sial di Parigi con un evento dedicato.

La Piadina Romagnola IGP in cifre

Ad oggi (2019) in Italia quasi il 50% della piadina prodotta è IGP, dunque è certificata.  Nel Belpaese,  complessivamente nel 2018,  sono state prodotte circa 47.000 tonnellate di Piadina, di cui 38 mila per la grande distribuzione (dati 2018), con un incremento del +6.2% rispetto all’anno 2017. A queste si aggiungono poco più di 8 mila tonnellate equamente divise fra ristorazione e chioschi.  Il valore alla produzione della Piadina in generale (Igp e non) è di 160 milioni di euro nella Gdo, con un aumento del 5.5% rispetto al 2017. Un dato rende l’idea della crescita esponenziale della Piadina IGP: nel 2014 era 6.768 tonnellate, nel 2016 era 12.100 tonnellate, nel 2017, 13.500 nel 2018 è di 20.250.

La Fotografia del Consorzio

Costituitosi nel 2011, gli iscritti al Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola sono 13. Questi i soci del Consorzio: Adp (Riccione), Alimenta Produzioni (Riccione), Artigianpiada (Cerasolo), Deco Industrie (Bagnacavallo), Gastone (Ravenna), Gitoma (Bagnacavallo), Global Food (Misano), Negroni Umberto (Castel Guelfo), Pagliacci Marilena (Cervia), Piada d’Oro (Saludecio), Riccione Piadina (Riccione), Riviera Piada (Rimini), F.lli Maioli (Cervia).

Il Consorzio Presieduto da Alfio Biagini, ha l’obiettivo di mettere in campo iniziative tese alla promozione e valorizzazione del prodotto.

Ufficio stampa del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola Igp è l’Agenzia PrimaPagina

Inaugurato la nuova locatio alla Tenuta Masselina

Castelbolognese (1 aprile 2019) – Tenuta Masselina è l’azienda vitivinicola di proprietà Terre Cevico. Sorge sulle colline di Castelbolognese nel cuore della sottozona Serra su terroir fra i più vocati di Romagna nella produzione di Sangiovese. Nei suoi 16 ettari di vigneto tutto biologico, sono presenti vitigni autoctoni come Albana, Sangiovese, Trebbiano e Grechetto gentile (Pignoletto).

Masselina è una Tenuta con una forte identità territoriale che diventa racconto ed esperienza attraverso visite in cantina e percorsi nel vigneto, degustazioni ed eventi. Qui si respira il lavoro dei campi, la bellezza della natura, lo stare bene e, ovviamente, l’aroma dei grandi vini. Tenuta Masselina è simbolo e paradigma di sostenibilità, quella vera raccontata con i fatti e non con i proclami.

Proprio in questi giorni il Mipaaft ha ufficializzato le linee guida per l’esercizio dell’attività enoturistica e da questo punto di vista la proposta di Masselina è in perfetta sintonia con il provvedimento. L’investimento realizzato, infatti, si colloca nel solco di una strategia che tende a valorizzare il vino anche attraverso percorsi esperienziali e turistici.

La nuova struttura è interamente realizzata con gli standard di Casaclima ed è contornata da 16 ettari di vigneti interamente biologici e 6 di bosco. Per l’acqua calda e il riscaldamento viene utilizzato il calore captato da 14 pozzi geotermici e buona parte dell’energia elettrica è generata da pannelli fotovoltaici.

Realizzata anche la bottaia, un locale per la produzione dello spumante metodo classico ed uno spazio dedicato ai vini nelle anfore. Un investimento importante, che ha visto il recupero architettonico di un classico fienile romagnolo.

La nuova struttura è stata inaugurata sabato scorso (31 marzo) dal Presidente di Terre Cevico Marco Nannetti, alla presenza di numerose autorità tra cui il sindaco di Castelbolognese Daniele Meluzzi.

“Il vino di alta qualità, con posizionamenti importanti, ha bisogno anche di essere raccontato, degustato e vissuto sul luogo di produzione – afferma Marco Nannetti, Presidente di Terre Cevico – Un progetto quindi che ambisce a sviluppare in Romagna sinergie e collegamenti forti e strutturati con i settori del turismo, della cultura e della gastronomia. Vogliamo ulteriormente contribuire affinché in Italia e nel mondo alla Romagna del vino venga riconosciuto quel valore aggiunto che merita”.

L’enoturista, dunque, potrà recarsi in tenuta per degustare i vini, visitare i vigneti e la cantina. Sarà possibile fruire dei servizi anche su prenotazione utilizzando l’apposito link dal sito www.masselina.it.

A Vinitaly sarà lanciato in grande stile questo progetto che va ad aggiungersi come tassello fondamentale al mosaico dell’enologia romagnola.

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A Macfrut 2019 il futuro dell’uva da tavola: “Table Grape Meeting”

Cesena (25 marzo 2019) – A Macfrut un grande convegno internazionale dedicato a una delle eccellenze del made in Italy: l’uva da tavola. Con una produzione annua di circa 1 milione di tonnellate su una superficie di 47.000 ettari, l’Italia è il primo produttore europeo di uva da tavola, seguito da Grecia e Spagna. In questo scenario si inserisce l’idea di organizzare questo evento di respiro mondiale, con l’obiettivo di fare il punto della situazione su un settore in continuo movimento e ricco di potenzialità.

Il “Table Grape Meeting”, questo il titolo, si svolgerà nella giornata di venerdì 10 maggio 2019 alla Fiera di Rimini e avrà come focus di discussione l’innovazione varietale, partendo dai programmi di sviluppo italiani, passando attraverso le nuove varietà internazionali in produzione in Italia per arrivare a delineare quali saranno le nuove varietà che rimodelleranno i mercati.

E che l’uva da tavola rivesta un ruolo importante nel nostro Paese lo testimonia un dato: nelle due principali aree di produzione, Puglia e Sicilia, che coprono rispettivamente il 75% e il 25% della superficie coltivata, negli ultimi dieci anni è cresciuta enormemente la produzione di uva senza semi, tanto che in Puglia rappresenta il 30-35% della produzione totale.

L’evento a Macfrut sarà suddiviso in due sessioni: nella prima parte alcuni tra i principali player del settore interverranno sul tema della innovazione varietaleportando la loro esperienza concreta e il loro punto di vista sugli sviluppi futuri. La seconda parte del focus ospiterà una tavola rotonda di confronto a cui parteciperanno relatori europei e internazionali provenienti da Paesi leader nella produzione e nella importazione di uva da tavola. Il dibattito sarà incoraggiato dalla proiezione di videointerviste ai principali produttori italiani che forniranno spunti alla discussione e al confronto.

Il Meeting è rivolto a produttori, buyer, technologist e importatori italiani e stranieri.

Nei tre giorni della fiera, per i produttori di uva espositori, sono previste apposite sessioni di incontri B2B con importatori e Gdo internazionale.

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