L’ortofrutta veneta protagonista a Macfrut

Il Veneto dà lezione nel settore dell’ortofrutta grazie alla sperimentazione, alla distintività dei prodotti e alla valorizzazione del territorio. Ad affrontare il tema strategico della ricerca per gli agricoltori della regione veneta, prima esportatrice d’Italia con 800 milioni di euro di fatturato, è stato il convegno “L’ortofrutta veneta da commody a speciality“, organizzato da Aop Veneto Ortofrutta e Coldiretti Veneto. Svoltosi nella seconda giornata (giovedì 10 maggio) di Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta, i diversi relatori sono stati coordinati da Pietro Piccioni di Coldiretti Veneto.

“Siamo la prima regione in Italia per l’export, la più variegata per altimetria e paesaggi, si va dalla pianura all’alta montagna, passando per fiumi e colline – ha aperto il convegno Martino Cerantola, presidente Coldiretti Veneto – Vogliamo essere la prima regione anche per propositività e innovazione. Per questo lo scorso anno proprio qui al Macfrut abbiamo creato un tavolo di lavoro per approfondire la ricerca e avviare una programmazione strutturata capace di dare soddisfazione al produttore e rilanciare i consumi”.

“Per fare programmazione bisogna avere una mappatura del territorio e del settore ortofrutticolo”, ha spiegato Veronica Bertoldo, responsabile del settore ortofrutta della Regione iniziando a snocciolare dati. “Il terreno coltivato in Veneto è di 46 mila ettari, il 48% è frutticolo – ha detto – Il valore dell’ortofrutta a livello nazionale è pari all’8%. Un agricoltore su tre è aggregato in Op”. La dottoressa Bertoldo è poi entrata nel dettaglio dei vari prodotti agricoli. “Le mele fanno un fatturato di 105 milioni annui, le fragole 62 milioni, le pere 60 milioni, il kiwi 35 milioni, i meloni 25 milioni, le pesche nettarine 22 milioni, le ciliegie 16 milioni e mezzo, i frutti di bosco 40 milioni di euro con 200 ettari di terreno coltivato, la frutta da guscio 17 milioni di euro, il cocomero 3 milioni e mezzo, susine 3 milioni mentre le albicocche superano di poco i 2 milioni e 600 mila euro. Per quanto riguarda gli ortaggi – ha proseguito Bertoldo – le insalate 158 milioni di euro, i funghi, di cui abbiamo il primato in Italia, siamo a un fatturato di 61 milioni di euro annui, i radicchi 41 milioni, aglio, cipolle e porri 34 milioni, i pomodori 29 milioni, zucchine e zucca 29 milioni, asparagi 15 milioni, melanzane, fagiolini e peperoni 11 milioni, cavolfiori e cavoli 8 milioni e spinaci 4 milioni. Il biologico e la produzione integrata comprendono il 9,6% della superficie coltivata”.

Su un altro aspetto dell’ortofrutta legato alla soddisfazione dei clienti e quindi ai consumi ha centrato l’attenzione Roberto Della Casa, dell’Università Bologna e Agroter, che ha presentato un’indagine regionale dal titolo “Il valore al centro” effettuata su un campione di 3 mila intervistati ai quali sono state sottoposte 80 domande con 240 mila risposte. Secondo Della Casa, infatti, i consumi di frutta sono in calo (-2,6% frutta fresca, -0,3% frutta a guscio nel primo trimestre del 2018) anche perché non c’è una continuità nella bontà dei prodotti. Sul medio/lungo periodo il consumatore si disaffeziona e il risultato è il calo negli acquisti di frutta. Un esempio? Alla domanda quante volte avete trovato fragole avariate in una confezione, il 33% degli intervistati ha detto più di una volta – ha spiegato Della Casa – mentre il 9% sempre. Dalla nostra indagine è emerso anche che il 5% dei consumatori è disposto a spendere il 20% in più a fronte della garanzia di trovare un prodotto di buona qualità. Il lavoro, quindi, va fatto sulla qualità e sulla continuità”.

“Fondamentale per il Veneto, come per l’agricoltura italiana in generale, è raccontare la storia di un prodotto, personalizzarlo – ha spiegato Germano Fabiani, Coop Italia – Noi vediamo che i consumi del prodotto sfuso stanno lentamente diminuendo per dar spazio ai prodotti ortofrutticoli riconoscibili o con marchi legati al distributore”.

“Inevitabile, quindi, passare da commodity a speciality – le ha fatto eco Cesare Bellò AOP Veneto Ortofrutta – ovvero da un prodotto anonimo a un prodotto distinto, ben caratterizzato. Noi abbiamo lavorato molto su questa linea negli ultimi anni ed è la direzione giusta da seguire. Abbiamo visto col radicchio tardivo, con il variegato di Treviso, ma anche con prodotti meno conosciuti abbiamo ricevuto subito risposte positive dal mercato, come gli asparagi di Budoere, il “Figomoro” di Caneva, un fico buonissimo, la patata del Quartier del Piave (e in questo i nostri colleghi emiliani hanno molto da insegnarci con la Selenella), la ciliegia di Marostica e ancora il Marone di Monfenera. E’ importante raccontare la storia di un buon prodotto che viene coltivato in un territorio di valore, sostenibile. Ecco che produzione, ambiente e comunicazione sono indissolubilmente legati”.

L’acqua di domani ad Acqua Campus

“E’ impossibile ottenere un’ortofrutta di qualità senza una buona irrigazione”. Con queste parole Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione nazionale bonifiche italiane (Anbi), ha aperto il convegno “Acqua campus” tenutosi a Macfrut. In un momento storico in cui le produzioni agricole sono sempre più influenzate dai cambiamenti climatici, è doverosa una riflessione sulle risorse idriche: ad oggi Anbi si occupa di irrigare 3,3 milioni di ettari di terreno, con 144 consorzi associati. “Con le nostre azioni, diamo risposta alle aziende del territorio ma per continuare a fare agricoltura, abbiamo bisogno di più acqua”, ha aggiunto Vincenzi. Fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura in regione è anche l’azione del Consorzio di Bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo che, come ha detto il suo presidente Massimiliamo Pederzoli “Oltre a rendere l’acqua disponibile per gli agricoltori, ha sviluppato anche la ricerca”.

“I cambiamenti climatici non hanno certo risparmiato i nostri territori, i fenomeni estremi sono sotto gli occhi di tutti: siccità e alluvioni, sempre più frequenti – ha affermato Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna – La Regione Emilia-Romagna è da tempo impegnata a trovare e sostenere strategie innovative per contenere i danni da cambiamenti climatici, per salvaguardare l’acqua che è un bene sempre più prezioso e, al contempo, aiutare gli agricoltori nell’opera importantissima di protezione del territorio, evitando quindi di agire solo nelle emergenze. Come Regione aspettiamo un Governo a cui chiedere il rispetto degli impegni fin qui assunti e che si attivi un confronto con le Regioni per dare corso alle iniziative già avviate”.

A seguire l’intervento dell’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Simona Caselli. “La disponibilità di acqua è sempre più condizionata dai cambiamenti climatici. I dati Arpae ci dicono che negli ultimi 25 anni la temperatura estiva è aumentata di quasi due gradi. Allo stesso tempo le precipitazioni si sono fatte più irregolari con prolungati periodi siccitosi seguiti da precipitazioni concentrate e intense che non consentono di ricaricare le falde. Le proiezioni ci dicono che la temperatura continuerà ad aumentare e, con questo, il deficit idrico”.

Da qui la necessità di una strategia di intervento. “Dobbiamo essere pronti a elaborare una strategia  – ha proseguito l’Assessore – che metta insieme il riuso, il risparmio, l’uso efficiente dell’acqua attraverso le nuove tecnologie dell’agricoltura di precisione con la progettazione di nuovi invasi per trattenere la risorsa idrica quando è disponibile. Non c’è tempo da perdere: riuso, risparmio e invasi vanno attuati sinergicamente Grazie alle buone pratiche promosse da sempre in Regione, il consumo di acqua in Emilia Romagna è molto basso, se paragonato a quello di altre regioni padane. A livello europeo si tende ad insistere sugli obiettivi di risparmio idrico in misura percentuale: io credo che chi è già arrivato a certi standard non possa avere gli stessi obiettivi di chi, ad esempio, preleva da Po dieci volte più di noi. E per chi ha dei corsi d’acqua a regime torrentizio come i nostri servono anche interventi per lo stoccaggio, non solo per il risparmio”.

Il programma di venerdì 11 maggio
Sono diciotto gli eventi in programma nell’ultima giornata di Fiera che alle ore 12.00 nell’Area Bio (Hall B7-D7) presenta la prima edizione di Asparagus Days promosso da Cesena Fiera.

Prima ancora, la giornata si apre alle ore 9.30 con il convegno scientifico “Progressi dell’irrigazione in ortofrutticoltura”, promosso da Grusi, Anbi, e Cer. Quattro gli appuntamenti alle ore 10: l’Assemblea delle Regioni Europee Frutticole e Floricole (AREFLH) organizza “Regio Com 2018, iniziative per la promozione di frutta e verdura nelle regioni europee”; Image Line, “Agricoltura digitale Day. Il forum per chi ha scelto l’innovazione in agricoltura”; Convegno Coop, “Qualità in origine”; Zespri, “Incontro tecnico di coordinamento Zespi”; Asrecodi, “Gestione del rischio e nuove forme assicurative”. Alle 11 nell’Area Bio la “Sostenibilità e biologico”.

Nel pomeriggio alle 15 c’è l’Assemblea della Associazione Italiana Fungicoltori, alle 15.30 con Edagricole “Orticoltura di precisione. L’ultima frontiera”, sulle innovative tecniche di precision farming applicabili alle principali ortive, dal pomodoro da industria a quello da mensa, dall’asparago all’insalata.

Sempre nel pomeriggio cinque gli appuntamenti tecnici con l’Informatore Agrario, tre quelli in Acquacampus.

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

Piadina Romagnola Igp alla conquista dell’Europa

Una piadina-luna in un cielo pieno di stelle e un claim che recita: ‘Quando è di un altro pianeta si firma Igp’. Forte di questa nuova  immagine che in questi giorni ne accompagna il lancio di comunicazione in Italia e in Germania e della recentissima pronuncia del Tribunale europeo che ribadisce il legame della Piadina con la sua terra di origine, vietandone la produzione al di fuori dei confini della Romagna, la Piadina Romagnola Igp ha fatto il suo  debutto al Cibus di Parma, la più grande vetrina internazionale dell’agroalimentare italiano.

L’esordio a Cibus corona un mese di maggio denso di attività in Italia e all’estero per la Piadina Romagnola Igp, con particolare riferimento al Nord Italia e alla Germania. Mercati questi ultimi considerati particolarmente interessanti per la diffusione della Piadina Romagnola Igp.  A Parma, Milano e Francoforte, in particolare, affissioni, pannelli sugli autobus e mega banner luminosi in metropolitana e aeroporto, raccontano la Piadina Romagnola Igp a residenti e turisti puntando sulla certificazione di qualità, il gusto inimitabile e il legame territoriale con la Romagna.

La Piadina Romagnola IGP
Ma cos’è la Piadina Romagnola Igp, dove e come si produce e cosa la distingue da altri tipi di piade o focacce realizzati in altre regioni italiane? Innanzitutto il legame con la sua terra di origine, la Romagna. Un legame già sancito nel novembre 2014 con l’ottenimento dell’Igp, l’indicazione geografica protetta, che ne certifica il  disciplinare e ne delimita il territorio di produzione alla Romagna storica, dai confini con le Marche al fiume Sillaro, amministrativamente già in provincia di Bologna,  per un totale di 87 comuni. Un legame ribadito proprio in questi giorni dai giudici europei con una sentenza ad hoc, che motiva l’appartenenza della Piadina alla Romagna in ragione di ‘fattori umani, culturali e sociali’ che la legano indissolubilmente al suo territorio di origine.

Il Disciplinare dell’ IGP
Per quanto riguarda la sua produzione sono quattro gli ingredienti base della Piadina riconosciuti nel Disciplinare di tutela dell’Igp: Farina di grano tenero; Acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); Sale (pari o inferiore a 25 grammi); Grassi (strutto, e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi). Dopo l’impasto e la porzionatura in pani o palline, il passo successivo è la laminatura attraverso matterello manuale oppure laminatrice meccanica. Infine, la cottura su un piano a una temperatura che varia da 200 a 250°C per un massimo di 4 minuti.  Il Disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie: quella con un diametro minore (15-25 cm) ma più spessa (4-8 mm), e alla Riminese con un diametro maggiore (23-30 cm) e più sottile (fino a 3 mm).

La Piadina Romagnola IGP in cifre
A settembre  2017 in Italia una piadina su tre era già IGP, dunque certificata. E la percentuale è in costante crescita. In Italia complessivamente sono state prodotte 45 mila tonnellate di Piadina (settembre 2016/settembre 2017), con un incremento del +7.1% rispetto all’anno precedente.  Produzione e distribuzione è così suddivisa: 37mila tonnellate per la Gdo, 4000 nella ristorazione, 4000 nei chioschi diffusi praticamente solo in Romagna. Di queste, 13.500 tonnellate sono IGP.  Il valore alla produzione della Piadina in generale (Igp e non) è di 70 milioni di euro nella Grande distribuzione, 7 milioni di euro nella ristorazione, non rilevato il dato dei chioschi.
Sul fronte della produzione la Piadina IGP ha oltrepassato quota 40mila tonnellate (dal 2013 anno di protezione transitoria a settembre 2017). Un dato che rende l’idea della crescita esponenziale della Piadina IGP: nel 2014 era 6.768 tonnellate, nel 2016 era 12.100 tonnellate, nel 2017,  13.500.
Una curiosità infine nella vendita della piadina nel canale Gdo: 14mila tonnellate sono nella Grande distribuzione classica, 9.400 tonn. nei Discount, 8.800 tonn. negli Iper, 4.800 tonn. al dettaglio.

Partecipazione a Cibus
Al Cibus, dal 7 al 10 maggio, la Piadina Romagnola Igp  ha partecipato grazie al Consorzio di Promozione e Tutela, con sede a Rimini, e al finanziamento ottenuto sul bando PSR 2014-2020 – Misura 3, promosso dall’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Emilia Romagna. Piadina e Romagna hanno trovato casa al Padiglione n. 3 (stand numero E73) trasferendo a Parma il meglio della propria tradizione. A far quadrato insieme alla Piadina c’erano le mariette Artusiane, le azdore custodi della più vera tradizione culturale della gastronomia romagnola rappresentata da quel Pellegrino Artusi da Forlimpopoli, padre della cucina Italiana e a cui è dedicato l’anno del Cibo Italiano che si festeggia il 4 agosto in tutta la penisola con la notte bianca del cibo; lo chef pluristellato Michelin, Alberto Faccani di Cesenatico che ha presentato due ricette  inedite a base di piadina romagnola Igp, una con la Piadina ‘grossa’ dell’entroterra, l’altra con l’impasto sottile e di maggior diametro, ‘alla Riminese’, entrambe ammesse e regolate dal disciplinare dell’Igp. E, per il gran finale la musica stellare di Mirko Casadei, un simbolo e una famiglia che ha fatto ballare intere generazioni e, proprio come la piadina ha reso la Romagna famosa nel mondo. Insieme a loro il presidente del Consorzio Alfio Biagini e il suo staff. E a condividerne il successo anche l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Simona Caselli che da sempre ha spinto per il riconoscimento dell’Igp della Piadina, entrata così nel cerchio delle 44 eccellenze certificate che fanno dell’Emilia Romagna la regione al mondo a più alta densità di prodotti Dop e Igp.

Il BtoB
Numerosi gli appuntamenti in fiera con i buyer italiani e stranieri che vedono le grandi potenzialità di consumo della piadina un tempo pane povero, oggi ambasciatrice della Romagna nel mondo. Potenzialità sottolineate anche dal web che ha visto nel 2016 la Piadina Romagnola il prodotto gastronomico più cliccato in rete, con buona pace di tutte le altre nobili leccornie che fioriscono in ogni angolo del Belpaese. Un successo quello della Piadina anche fuori dai confini della Romagna, aiutato dalla certificazione Igp che ne tutela provenienza e qualità e dalcomodo packaging che ne permette la conservazione in frigorifero come prodotto fresco.

Da Parma la Piadina Romagnola Igp vola a Francoforte dove il 15 maggio, incontrerà i buyer tedeschi allestendo per loro ancora un angolo di Romagna, direttamente ‘In cantina’ il ristorante gestito dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna aperto con successo già da qualche anno nella città tedesca, dove Albana, Sangiovese Trebbiano e Pagadebit, ma anche Lambrusco e Pignoletto,  accompagneranno generosamente la Piadina Romagnola Igp in un abbraccio fra Romagna ed Emilia nel nome del buon vivere.

La fotografia del Consorzio
Costituitosi nel 2011, gli iscritti al Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola sono 16, per un totale di 494 dipendenti e un fatturato di 72 milioni di euro (il dato include anche altre attività delle aziende).

Questi i soci del Consorzio: Adp (Riccione), Adria Piadine (San Giovanni in Marignano), Alimenta Produzioni (Riccione), Artigianpiada (Cerasolo), Bac (Cesenatico), Deco (Bagnacavallo), Gastone (Ravenna), Gitoma (Bagnacavallo), Global Food (Misano), Negroni Umberto (Castel Guelfo), Pagliacci Marilena (Cervia), Piada d’Oro di Benzi Maurizio (Saludecio), Riccione Piadina (Riccione), Ristorante Sangiovesa (Santarcangelo), Riviera Piada (Rimini), Vivaldi 77 la piada di Simo (Forlì).

Ufficio stampa del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola Igp è l’Agenzia PrimaPagina

Daily Macfrut 9 maggio

Sui prodotti di quarta gamma (verdure e ortofrutta fresca confezionata e già pronta per il consumo) si sono moltiplicate, nel tempo una serie di leggende metropolitane. C’è chi è convinto che questi prodotti siano di qualità inferiore, più costosi, pieni di conservanti o di microrganismi pericolosi. Ma è davvero così? A Macfrut, in Fiera a Rimini, un convegno ha riunito, nella prima giornata (mercoledì 9 maggio), una serie di scienziati di fama mondiale per fare il punto della situazione. Un seminario di alto livello, dove sono stati presentati estratti di studi e ricerche accademiche, in una sala che ha registrato il tutto esaurito.
Il professor Giancarlo Colelli, dell’Università di Foggia, ha subito smontato un primo luogo comune: chi mangia prodotti di quarta gamma, specie in Italia, non lo fa rinunciando ai prodotti coltivati localmente. Se dovesse rinunciare alla quarta gamma farebbe a meno dell’insalata, magari affidandosi agli integratori, il cui mercato è in crescita costante (due miliardi di euro il fatturato del settore nel 2014). I produttori devono, dunque, puntare su di una corretta informazione, innovare impianti e processi, migliorare qualità e sicurezza, aumentare la vita del prodotto. In sostanza è l’innovazione tecnologica che permetterà loro di affrontare le sfide degli altri settori merceologici.
Luis Cisneros-Zevallos, dell’Università del Texas, ha fatto luce sulla biologia dei prodotti fresh-cut per la salute. Una serie di studi dimostra come, una volta tagliati, diversi ortaggi rilascino antiossidanti (anche lasciati per più giorni in frigorifero) e altri composti benefici per la salute. Il settore industriale dovrebbe dunque attrezzarsi con nuove tecnologie di stoccaggio per non perdere queste proprietà.
Smontate anche le paure irrazionali legate al numero di “germi” nell’insalata. Trevor Suslow, dell’Università di California in Davis, ha rilevato come i media si concentrino nel grande numero di batteri trovati nelle buste di IV gamma, ma queste cifre rappresentano un valore normale e non sono affatto sinonimo di bassa qualità o insalubrità del prodotto. Le comunità microbiche benefiche, al contrario, potrebbero essere sfruttate in futuro per escludere i patogeni umani dai prodotti.

Premiate le 33 aziende innovative con il Macfrut Innovation Award
È un settore ortofrutticolo da podio quello in vetrina a Macfrut. Di scena la quarta edizione del Macfrut Innovation Award, promosso dall’Informatore Agrario e da Cesena Fiera, che ha premiato 33 innovazioni in otto diverse sezioni della filiera: sementi, macchine attrezzature per la coltivazione, colture protette, fertilizzanti, tecnologie per il confezionamento, packaging e imballaggio, logistica e servizi e quarta gamma. La cerimonia di premiazione si svolta nell’area Meeting dell’Informatore Agrario e ha visto la consegna di 9 medaglie d’oro, 20 d’argento, 4 di bronzo.

Il “Progetto Nocciola Italia” piace all’Emilia Romagna
Si chiama “Progetto Nocciola Italia” il percorso di filiera presentato questa mattina a Macfrut da Ferrero Hazelnut Company, nell’ambito del convegno “Un futuro da coltivare. Insieme”. Con l’obiettivo di sviluppare entro il 2025 almeno 20mila ettari di nuove piantagioni di noccioleto 100% italiane (aumentando del 30% l’attuale superficie), Ferrero si impegna a creare un sistema di sviluppo territoriale, condiviso con tutti gli attori della filiera, attraverso un sostegno agli imprenditori agricoli italiani. In particolare, agli agricoltori viene proposto un percorso costituito da una valorizzazione vivaistica, fondamentale per le garanzie fitosanitarie dei nuovi frutteti, e una qualificazione dei terreni al fine di individuare i migliori areali da destinare a questa nuova filiera.
E ancora, il progetto tiene in considerazione le caratteristiche di tracciabilità e sostenibilità, fondamentali per la valorizzazione delle produzioni, oltre a sostenersi tramite un accordo di filiera, che impegna all’acquisto delle produzioni nel lungo periodo. Ferrero mette a disposizione della filiera il suo know how e, a tutti gli attori coinvolti, vengono garantiti strumenti tecnologici gratuiti, consulenza ed assistenza tecnica.
L’Emilia Romagna, nelle parole dell’Assessore all’Agricoltura Simona Caselli, si è detta interessata a partecipare al progetto. “La nostra Regione presenta diverse aree vocate alla corilicoltura e questo progetto rappresenta un’opportunità per diversificare i redditi aziendali. Come Regione ci impegneremo a sviluppare la corilicoltura con supporti che vanno dalla costituzione di forme di aggregazione per la coltivazione, valutazioni tecniche per i coltivatori e il raggiungimento di accordi finanziari. La filiera del nocciolo rappresenta una buona opportunità e il partner Ferrero è una garanzia interna, non ci resta che entrare nella fase operativa”.

Convegno Coldiretti, l’ortofrutta italiana è controllata e sicura
L’ortofrutta italiana è più controllata e più sicura. È quanto emerso nel convegno di Coldiretti, “2018 anno del cibo italiano: l’ortofrutta tra salute e benessere”. Secondo i dati del ministero della Salute, presentati al convegno dal professor Edgardo Canducci, docente di Alimentazione e Nutrizione Umana all’Università di Ferrara, le analisi sui residui negli alimenti hanno evidenziato che il 99,4 per cento di frutta, ortaggi e verdura italiani sono sicuri, in quanto solo lo 0,6% dei campioni rilevati sono risultati irregolari, un dato molto al di sotto del 2,5% dei campioni irregolari di frutta fresca importati e del 4,7% di irregolarità riscontrate negli ortaggi di importazione. È un risultato – commenta Coldiretti Emilia Romagna in una nota – che conferma la qualità e la salubrità del prodotto nazionale e l’attenzione che gli agricoltori italiani mettono nel produrre cibi sani, con tecniche rispettose dell’ambiente, come ha testimoniato al convegno Lorenzo Monopoli di Bonifiche Ferraresi con l’illustrazione di tecniche dell’agricoltura di precisione che consentono di ridurre l’impatto ambientale e razionalizzare l’uso di mezzi di produzione come i fitofarmaci.
Il dato positivo nel ministero della Salute – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – arriva nell’anno in cui si è registrato la più alta presenza di frutta e verdura sulle tavole degli italiani nel terzo millennio, con un incremento nel 2017, secondo rilevamenti Ismea, del +4,3% di frutta fresca e +4% di ortaggi, con una punta del +9,7% per la frutta secca. A spingere la domanda – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è un cambiamento degli stili di vita che ha fatto lievitare la domanda di cibi più genuini, come appunto l’ortofrutta di cui è consigliato un consumo di almeno 5 porzioni al giorno perché ricca di microelementi utili alla salute e alla prevenzione di molte patologie.

Info Macfrut 2018
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 9-10-11 maggio 2018, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia primaPagina

Taglio del nastro Macfrut 2018

Al via questa mattina (mercoledì 9 maggio) nel quartiere fieristico di Rimini il Macfrut dei grandi numeri. La kermesse internazionale dell’ortofrutta, sempre col piede sull’acceleratore. “Il settore ortofrutticolo italiano si merita una grande fiera, perché il futuro della filiera passa da un aumento dell’export sui mercati internazionali. Più che un’opzione è una necessità”, ha commentato in apertura di manifestazione il presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini.

Il taglio del nastro della 35esima edizione, la quarta nei padiglioni fieristici di Italian Exhibition Group a Rimini, è avvenuto alla presenza dei sindaci di Cesena e Rimini, Paolo Lucchi e Andrea Gnassi, dell’assessore all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, del Ministro all’Agricoltura della Colombia Juan Guillermo Zuluaga Cardona, del primo vicepresidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro e di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna.

“Ci siamo ormai abituati a questo gemellaggio positivo tra Cesena e Rimini – ha esordito il sindaco di Cesena Paolo Lucchi – che ci ha portato attraverso il Macfrut in questa splendida struttura fieristica a rappresentare l’ortofrutta del territorio, dell’Emilia-Romagna e del Paese. Macfrut, una fiera dai grandi numeri, è il palcoscenico migliore per proporre l’agricoltura italiana. Una fiera che mette in campo la capacità di innovazione e di ripresa del nostro Paese e la voglia, attraverso un pezzo fondamentale della nostra economia, di rapportarci in maniera positiva con il resto del mondo”.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha ricordato la crescita vertiginosa connessa al trasferimento della manifestazione: “Sono passati solo quattro anni e la volontà di mettere in campo delle sinergie ha dato questi risultati: 1100 espositori, 1500 buyer internazionali, 55mila metri quadrati che l’Italia offre con l’ortofrutta al mondo. Solo con questa visione i campanili italiani possono fare la differenza. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini non solo ci ha sempre incalzato verso questa direzione, ma ci ha sostenuto nell’internazionalizzazione dell’ortofrutta, del turismo e degli altri settori economici”.

La straordinaria crescita di Macfrut è stata ripresa nel suo intervento dal presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini: “cresce, sia dal punto di vista quantitativo, il 10 per cento in più di superficie espositiva rispetto allo scorso anno, il 100 per cento in più in quattro edizioni, ma soprattutto dal punto di vista qualitativo”.

Il paese partner di Macfrut per quest’anno è la Colombia: “Si tratta di uno dei più importanti produttori di ortofrutta dell’America Latina – ha sottolineato Piraccini – con un settore ortofrutticolo in forte sviluppo. La Colombia necessita di tecnologie e packaging per elevare i propri standard produttivi e accrescere la competitività delle proprie esportazioni. Ma è anche un importante mercato per le nostre esportazioni, tecnologie e frutta. Siamo sicuri che la collaborazione trai nostri due paesi nel settore ortofrutticolo sia destinata a svilupparsi”.

L’altro ospite d’onore della manifestazione è la Regione Veneto: “Si tratta di una regione che da sempre rappresenta uno dei cardini del sistema ortofrutticolo italiano e il prodotto che meglio lo rappresenta è il radicchio, quest’anno simbolo della fiera. Un grande esempio di valorizzazione: da prodotto povero ad eccellenza della gastronomia italiana. Un esempio virtuoso, per l’intero settore”.

L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan ha rimarcato i punti di forza della sua terra: “Siamo primi in molti comparti industriali, manifatturieri e tecnologici, ma eccelliamo anche in molte filiere. Noi abbiamo circa 70mila imprese agricole attive con un prodotto lordo vendibile di 6 miliardi di euro, e quasi 5mila industrie agroalimentari con altri 6 miliardi di Plv. Contiamo 11700 imprese nel mondo dell’ortofrutta con 40mila ettari presenti nelle produzioni. Almeno un terzo del nostro Prodotto lordo vendibile ruota attorno al settore primario. Il radicchio è il nostro “fiore d’inverno” con 7600 ettari di produzione”.

La sfida del Veneto è comune, comunque, a quella del resto del Paese: “Bisogna mettere in campo sinergie tra le Organizzazioni dei produttori, creando piattaforme uniche che possano andare a competere nei mercati internazionali. Abbiamo bisogno di una piattaforma nazionale per trovare sbocchi unici nei mercati internazionali. Bisogna lavorare in questo senso con tutti i partner”.

Grandi speranze sono venute dalla Colombia, Paese partner di Macfut 2018, per voce del suo ministro all’agricoltura Juan Guillermo Zuluaga Cardona. Dopo essere stata nominata dalla Fao una dispensa agricola del mondo il ministro ha ribadito l’importanza dell’agricoltura nello sviluppo del Paese. “Guerra, paura terrore devono lasciar posto a una nuova Colombia – ha detto il Ministro – dove l’agricoltura può essere veramente il settore trainante. I nostri prodotti, che non sono solo caffè e banane, vengono esportati in molti Paesi del mondo. Nell’ultimo anno l’export ha avuto un aumento a due cifre e l’Unione Europea per noi è un socio fondamentale. Siamo contentissimi di essere stati selezionati come Paese partner al Macfrut – conclude Cardona – perché, grazie al numero di buyers e di visitatori, è uno scenario davvero interessante. Siamo presenti con 25 produttori di diverse regioni e un’immensa varietà di frutta”.

Un accorato appello a un’Europa unita e forte è venuto da Paolo De Castro, primo vice presidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo, in un momento in cui, dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la Commissione Europea ha annunciato la riduzione del 5% al budget agricolo. “Dobbiamo difendere le politiche agricole – ha detto De Castro – Abbiamo appena celebrato il successo della riforma Omnibus della Pac che ha dato più forza alle organizzazioni degli agricoltori senza doversi continuamente preoccupare degli antitrust, ora dobbiamo continuare su questa linea. C’è bisogno di organizzazione in Europa, di fare un lavoro di squadra. Complimenti vivissimi anche al sistema Italia che nel 2017 ha superato i 5 miliardi di export nel settore dell’ortofrutta”.

“L’agricoltura e più in generale l’agroalimentare – ha sottolineato Stefano Bonaccini – sono settori chiave in grado di dare una spinta determinante alla crescita economica e occupazionale in Emilia-Romagna. Lo attestano i dati preliminari del 2017, che registrano un valore della produzione agricola che supera i 4,8 miliardi di euro (+6,7%) e circa 6,3 miliardi di export agroalimentare (+5), con il solo settore ortofrutticolo che, nella nostra regione, impiega complessivamente oltre 200mila persone. Siamo determinati a difendere i fondi europei, leve fondamentali per favorire la crescita e l’innovazione. A breve invieremo a Bruxelles un dossier con le nostre proposte e raccomandazioni che abbiamo condiviso con altre Regioni europee, la cui voce deve poter contare in ambito comunitario, soprattutto se si tratta di Regioni, come l’Emilia-Romagna, che hanno dimostrato di essere virtuose e sapere usare al meglio i fondi europei”.

Prima del taglio del nastro il Presidente Renzo Piraccini ha consegnato il Premio Macfrut alla memoria di Rolando Drahorad, pioniere del marketing ortofrutticolo. A ritirare il premio la moglie Christine e il figlio Thomas. Paolo De Castro e Stefano Bonaccini hanno consegnato un riconoscimento al ministro della Colombia e all’Assessore Pan.

Tropical Fruit Congress
Tutto esaurito per la prima edizione del Tropical Fruit Congress, il primo summit europeo dedicato a Mango e Avocado. Sono 300 gli iscritti alla due giorni che si apre domani (giovedì 10) alle ore 15, l’80% dei quali dall’estero. Protagonisti i principali produttori ed esportatori mondiali di questi frutti.

Il programma di giovedì 10 maggio
Giornata ricca di appuntamenti in Fiera con circa una quarantina di eventi nei padiglioni fieristici. Si parte alle 9.30 con la “Formazione degli Insegnanti di scuola primaria nell’ambito delle misure educative di accompagnamento al Programma Europeo “Frutta e verdura nelle scuole” (MiPAAF, CREA). Quattro gli incontri alle ore 10: le colture Subtropicali del melograno nel Sud d’Italia; il convegno di Assosementi; Veneto Ortofrutta e Coldiretti Veneto parlano de “L’ortofrutta veneta da commodity a speciality. Il ruolo strategico della ricerca”; Algaenergy pone l’accento sulle microalghe. Alle 10.30 convegno di Italcoppie sul “Monitoraggio wireless e acquisizione dati in sistemi di stoccaggio della frutta e relativa catena del freddo. Presentazione dei datalogger T&D e loro applicazioni”. Quattro gli appuntamenti con inizio alle 11: l’iniziativa di Biolchim; la tavola rotonda di Fedagromercati sulla “Sfida dei Mercati all’ingrosso nel nuovo scenario della distribuzione europea: Modelli a confronto”; “Le opportunità del dettaglio specializzato” nell’iniziativa di Fida; “Italia- India: rapporti commerciali in ambito alimentare. Focus sull’ortofrutta: prospettive e opportunità di business”, nell’incontro di Ice Agenzia India.

Pieno di iniziative anche nel pomeriggio con inizio alle 14: “Utilizzo dei Microrganismi utili in Agricoltura” con Ms Biotech; Il case history del radicchio divenuto una referenza moderna soprattutto in Veneto, con Edagricole; “Competitività e Sostenibilità. Quali risorse dall’Europa” con Consulenza agricola; “Packaging ortofrutta: quali margini per l’innovazione?”, con Distribuzione Moderna; “Soluzioni per il monitoraggio delle temperature in transito e per la visibilità della Supply Chain tempo reale” con Sensitech; convegno di Sun World sui brevetti nelle novità vegetali.

Alle 15 AcquaCampus celebra la Giornata nazionale dell’innovazione per l’agricoltura irrigua, Overtis promuove la “rivoluzione nell’irrigazione”, Frutta web mette al centro “Frutta e verdura… il futuro è digitale. Aziende agricole che vendono online”. Alle 16 convegno dell’associazione Donne dell’Ortofrutta sul tema “Qualità allo specchio”, alla stessa ora focus sull’avocado con “SigfridoFruit in Italia- gli specialisti dell’Avocado Hass”.

Sempre nella giornata di giovedì ospita cinque eventi specializzati nell’area meeting de L’Informatore Agrario, altrettanti eventi nell’area Acquacampus, tre iniziative nello spazio Bio.

Info Macfrut 2018
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 9-10-11 maggio 2018, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

 

Al via il Macfrut dei record

Su il sipario sulla vetrina internazionale dell’ortofrutta. Appuntamento in Fiera a Rimini dal 9 all’11 maggio con la 35esima edizione di Macfrut. Padiglioni aperti per i professionisti dell’ortofrutta dalle ore 9.30 (fino alle ore 18), l’inaugurazione ufficiale della Fiera avverrà alle ore 11.30 alla presenza di Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna, Juan Guillermo Zuluaga Cardona, Ministro Agricoltura Colombia (Paese Partner 2018), Giuseppe Pan, Assessore Agricoltura Regione Veneto (Regione Partner 2018) e Paolo De Castro Vice Presidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo.

Imponenti i numeri della rassegna cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi quattro anni. Macfrut si dispiega su 8 padiglioni su un’area di oltre 55mila metri quadrati, oltre 1100 espositori, un quarto dei quali esteri, oltre 1500 buyer invitati da tutto il mondo, un centinaio tra convegni, incontri e seminari per fare il punto sul sistema ortofrutticolo internazionale. Ultimo dato di crescita, la presenza di pullman di visitatori, organizzati da imprese, associazioni, riviste e università: dai 20 della scorsa edizione (di cui 3 esteri), ai 50 di quest’anno (7 esteri, da Croazia, Serbia e Bosnia).

Le tante novità di Macfrut
Internazionalizzazione e innovazione sono i due cardini di Macfrut, unica fiera di filiera nel panorama fieristico. Sul piano internazionale, il 25% degli espositori sarà oltreconfine per una rappresentanza estera di oltre 40 Stati da quattro Continenti. Tante le new entry (Tanzania, Zambia e Mozambico, Uzbekistan, Honduras, El Salvador, Grecia), a cui si affiancano numerosi singoli espositori esteri in spazi individuali e la presenza delle principali catene distributive mondiali.
Sempre sul piano internazionale, boom di buyer mondiali che hanno oltrepassato la soglia dei 1500, e la presenza dei principali produttori e importatori di frutta tropicale grazie al primo summit europeo del Tropical Fruit Congress.
Fondamentale nel percorso di internazionalizzazione il sostegno dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane che ha visto la selezione di 150 operatori provenienti da circa 30 Paesi. Fondamentale anche la Regione Emilia Romagna in particolare nell’incoming di buyer cinesi. Partner di Macfrut in questo cammino il gruppo bancario UniCredit, main sponsor e business partner, e Coface, uno dei leader mondiali nell’assicurazione dei crediti.
Numerose le novità anche sul piano delle innovazioni. Ben 32 le aziende premiate nel Macfrut Innovation Award per le innovazioni nei diversi segmenti del settore: sementi, macchine attrezzature per la coltivazione, colture protette, fertilizzanti, tecnologie per il confezionamento, packaging e imballaggio, logistica e servizi e quarta gamma.
Un’altra grande novità è l’area dinamica, AcquaCampus, un campo dimostrativo di 500 metri quadrati dove si possono vedere in azione gli impianti di irrigazione tecnologicamente più avanzati, presentati dalle aziende leader mondiali. In vetrina anche le novità della IV Gamma, in mostra in una serra di 400 mq con gli ultimi ritrovati della tecnica per la raccolta delle verdure dedicate a questo segmento.
Macfrut è anche una fiera ricca di contenuti. Sono un centinaio gli eventi in programma tra convegni, meeting aziendali, convention organizzati direttamente dagli espositori, con il grande Summit europeo sui frutti tropicali, il Tropical Fruit Congress dedicato a mango e avocado.

Ortofrutta cardine dell’agroalimentare
L’ortofrutta è un settore fondamentale dell’agroalimentare italiano. Il valore della produzione arriva a 12 miliardi e 329 milioni di euro, il 25% del valore della produzione dell’intero settore agricolo; di questo importo, circa 3,2 miliardi arrivano dalla frutta propriamente detta (gli agrumi sono a parte e valgono da soli quasi un altro miliardo di euro), patate e ortaggi totalizzano poi altri 7,4 miliardi, il resto si distribuisce fra uva da tavola e legumi. Il 50% circa di tutto questo arriva dalla cooperazione.
L’Italia è tra i primi al mondo con una produzione di oltre 10 milioni di tonnellate di frutta all’anno, dato che mette insieme frutta, agrumi e uva da tavola. Gli ortaggi sia in serra che pieno campo, insieme a legumi secchi, patate e olive da tavola arrivano a oltre 15 milioni di tonnellate (Fonte: Cso Italy).
Il 2017 sarà ricordato come l’anno del record nelle esportazioni. Per la prima volta infatti è stata superata la soglia dei 5 miliardi di euro (5,1 miliardi per la precisione, +2,5%) che pongono il settore ortofrutticolo al secondo posto come valore nell’agroalimentare italiano (Fonte Ice Agenzia). Solo il vino ha fatto meglio, con 6 miliardi di euro, tutto il resto viene dopo. Non solo: se al settore ortofrutta sommiamo quello di conserve e succhi vegetali (3,2 miliardi di euro) l’insieme darebbe 8,3 miliardi di euro, al primo posto come peso in valore economico.
La quota maggiore dell’export è rappresentata dalla frutticoltura (3,7 miliardi di euro), minore ma sempre di rilievo la quota orticola (1,4 miliardi).
Riguardo i consumi, il 2017 ha visto un aumento dei volumi consumati di frutta e verdura in Italia (Fonte Cso Italy). Nell’arco dell’ultimo anno le famiglie italiane hanno acquistato, per il consumo domestico, 8,5 milioni di tonnellate di ortofrutta, circa 180 mila tonnellate in più rispetto al totale del 2016 (+2,2%). L’incremento rispetto a soli cinque anni fa è del +12,4%, anche se il riferimento è sulla base di un’annata, quella del 2013 nel quale l’ortofrutta era in caduta libera. Aumenta che il volume d’affari del comparto, salito del +3% rispetto allo scorso anno, che ha raggiunto i 14,2 miliardi di euro.
Prezzo medio di acquisto stabile nel 2017 con 1,67€/kg, nel periodo 2014-2016 era di 1,66€/kg.

Info Macfrut 2018
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 9-10-11 maggio 2018, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

Tropical Fruit Congress verso il sold out

Va verso il tutto esaurito il Tropical Fruit Congress in programma nelle giornate dell’10 e 11 maggio aMacfrut (Fiera a Rimini 9-11 maggio). Il primo summit europeo dedicato a mango e avocado registra l’adesione di oltre 280 iscritti, con una altissima presenza da oltre confine, ben l’80%, in particolare dal Continente Americano (Nord e Sud America), Africa ed Europa.

“Due le ragioni di questa grande partecipazione – spiega Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut – Prima di tutto l’unicità dell’evento, il primo così completo in Europa di respiro internazionale. Aggiungo la centralità sempre maggiore della frutta tropicale, che registra numeri di crescita a livello mondiale e consumi in Europa che crescono in doppia cifra. La frutta tropicale rappresenta una grande opportunità per diverse regioni del Sud d’Italia, favorite dalla rivoluzione dei trasporti. Mi auguro che questo evento possa fungere da stimolo in questa direzione”.

Alcuni numeri a riguardo parlano chiaro. Secondo i dati Eurostat elaborazione Cso negli ultimi dieci anni (2007-2016), sino al 2012 si è verificato un incremento medio costante del consumo (5,8 milioni di tonnellate), per poi crescere in maniera progressiva sino a toccare quota 7,3 milioni di tonnellate nel 2016. Dunque, un incremento complessivo del 25%. Il consumo pro-capite di frutta esotica per abitante nell’Unione Europea è passato nell’ultimo decennio da 11,3kg a 14,4kg, con una crescita pari a 3kg per ogni abitante.

Il Tropical Fruit congress a Macfrut pone l’accento su due tra i prodotti tropicali più richiesti dal mercato: avocado e mango. Anche qui i numeri sono eloquenti. Prendiamo l’avocado in Europa: in una decina d’anni il suo consumo è passato da 150 mila tonnellate alle 393 mila del 2016, per un incremento del 146%. Numeri in doppia cifra invece per il mango cresciuto del +56% sempre in un decennio (2007-2016).

L’intero focus su mango e avocado è contenuto nello Yearbook, pubblicazione che sarà consegnata gratuitamente ai partecipanti al Summit, pratico strumento di consultazione e informazione per tutti gli operatori del settore. Scritto in lingua inglese, il volume prevede una parte iniziale che analizza gli scenari di produzione, i dati sull’import/export, i consumi e le attività di marketing, grazie al supporto di statistiche e grafici aggiornati, nonché con il contributo di case history di successo nell’ambito del marketing.

Nella seconda parte della pubblicazione si dà spazio alle interviste a diversi protagonisti del settore, dai produttori agli importatori, fino a referenti della Gdo e a rappresentanti di aziende di packaging/macchinari/strumenti per il della controllo qualità. La parte finale, infine, è invece dedicata all’elenco delle principali associazioni e dei Paesi produttori e dei Paesi importatori europei.

Il Tropical Fruit Congress è organizzato da Cesena Fiera. Sponsor dell’evento sono AgroFresh, Aweta, Bertuzzi Food Processing, Cold Energy, Felix Instruments, Frunet, Ghelfi, Graziani, Mc Garlet, Nespak, Reyes Gutierrez, Sermac, Spreafico, Tr Turoni, Turatti, World Avocado Organization.

Info. L’evento è a numero chiuso. Il ticket di pagamento è di 100 euro. Informazioni per gli ultimi posti disponibili suwww.tropicalfruitcongress.com

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

A Macfrut la centralità della IV gamma

I prodotti di IV gamma rappresentano un segmento importante del mercato dell’ortofrutta fresca, sia in Italia che nel resto del mondo: frutta e ortaggi pronti per l’uso, mondati, tagliati, lavati e confezionati in opportune porzioni rendono un servizio aggiuntivo al consumatore e, soprattutto, rendono molto più semplice il consumo di frutta e ortaggi, così tanto raccomandato da medici e nutrizionisti.

Un mercato sempre più centrale nel sistema ortofrutticolo italiano tanto da sfiorare in Italia il miliardo di euro di fatturato, concentrato in particolar modo sulle insalate vendute attraverso i canali retail della distribuzione organizzata, nonostante negli ultimi anni è in aumento anche il fatturato di altri canalicon particolare riferimento alle imprese che lavorano nell’ambito della ristorazione di comunità e, più in generale, del settore Horeca.

La centralità di questa tipologia di prodotti viene posta a Macfrut (9-11 maggio Fiera di Rimini) che vedrà la presenza dei principali produttori di IV gamma. Non solo: in Fiera viene allestita una serra di 400 mq dentro la quale vengono messi in mostra gli ultimi ritrovati della tecnica per la raccolta delle verdure dedicate a questo segmento. A questo settore sarà dedicato anche un convegno internazionale coordinato da Giancarlo Colelli, docente dell’università di Foggia, dedicato alle fake news nella quarta gamma, tema divenuto centrale nell’epoca dei social media. Inoltre il Macfrut Innovation Award dedica una speciale sezione all’innovazione con la medaglia d’oro assegnata alla linea Annatura per i prodotti di V gamma.

“Il mondo della quarta gamma è in grande movimento – spiega Renzo Piraccini, presidente di Macfrut – Basti pensare alle novità nel mondo delle verdure, con l’avvento delle baby leaf, delle brassicacee con infiorescenze colorate, delle microgreens e dei tanti prodotti elaborati freschi a base vegetale. Da qui la centralità a Macfrut, con tante iniziative dedicate: un convegno, una grande serra con le ultime novità tecnologiche sulla coltivazione, la presenza delle principali aziende del settore”.

Sulle novità e i format di IV gamma si sofferma Giancarlo Colelli, esperto in materia, coordinatore del convegno “Prodotti di IV gamma: Scientific approach vs. Fake news”, mercoledì 9 maggio alle 14:30. “Cresce il segmento della frutta pronta per l’uso con la mela e l’uva come prodotti di punta a cui seguono (o si uniscono in mix) melone, ananas ed altri tropicali. Il melograno sgranato comincia ad apparire sul mercato ma, a giudicare dal numero di aziende che si stanno attrezzando, nel prossimo futuro tale prodotto non mancherà sul mercato. Protagonisti del mercato degli ultimi anni sono le zuppe fresche pronte, direttamente da riscaldare e consumare, con ricette variegate che vanno dal tipico allo stagionale, e i succhi freschi o ‘estratti’ di verdure, non trattati termicamente, con tantissime variazioni in miscela anche con frutta. Frutta e ortaggi pronte per l’uso: qualità, assortimento, servizio, e benessere”.

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

Macfrut 2018: superata la soglia dei 1500 buyer

Un espositore su quattro da oltreconfine, superata la soglia dei 1500 buyer, presenza delle principali catene della grande distribuzione mondiale e degli importatori di frutta tropicale. Risultato: Macfrut 2018 sarà sempre più internazionale. E non caso a inaugurarlo, tra le varie autorità, ci sarà anche il Ministro dell’Agricoltura della Colombia, Juan Guillermo Zuluaga Cardona, Paese partner della kermesse dell’ortofrutta.

Tante le novità sul fronte dei Paesi presenti. Numerose le new entry dall’Africa, Continente sempre più strategico per l’ortofrutta italiana. Le “prime volte” sono di Tanzania, Zambia e Mozambico, a cui fanno seguito le riconferme da Sudan, Etiopia, Uganda, Tunisia ed Egitto, presente in fiera con una maxi area e una decina di aziende. E ancora, nuovi ingressi dall’Uzbekistan con una decina di operatori, Honduras, El Salvador e Grecia con imprese del mercato di Atene, di produzione e packaging.

Sempre sul fronte delle conferme, diverse da Sud e Centro America (Repubblica Dominicana, Costarica, Perù e la Colombia con una ventina di aziende tra cui i leader dell’export.) e dalla Cina presente con una ventina di aziende.
A questi si affianca la presenza di numerosi singoli espositori esteri, a Macfrut in spazi individuali. Di rilievo in particolate la presenza delle principalicatene distributive mondiali come nel caso dei tedeschi del gruppo Rewe, presenti in forze con buyers di tutti i paesi in cui la catena è presente, Edeka, gli austriaci di Spar, i portoghesi di Jeronimo Martins, i polacchi di Biedronka, Carrefour Romania, Lulu supermarket dagli Emirati Arabi e tante altre catene.

Infine, vero e proprio “botto” di buyer mondiali che ad oggi hanno toccato quota 1510, con i quali gli espositori possono dialogare e incontrarsi attraverso la piattaforma b2b messa loro a disposizione. Compratori, opinion leader e decision maker arrivano in particolare dalla Cina, Europa dell’Est, India e Russia. Non solo: grazie al primo summit europeo del Tropical Fruit Congress, a Macfrut saranno presenti anche i maggiori importatori di frutta tropicali da Belgio, Olanda, Germania e Regno Unito e i manager delle principali catene di distribuzione italiane.

Fondamentale nel percorso di internazionalizzazione il sostegno dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e Regione Emilia Romagna, quest’ultima finalizzato in particolare all’incoming di buyer cinesi. Partner di Macfrut in questo cammino il gruppo bancario UniCredit, main sponsor e business partner, e Coface, uno dei leader mondiali nell’assicurazione dei crediti.

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

Girl’s day anche da PrimaPagina

Sapevate che in periodi di crisi le aziende gestite da donne funzionano meglio rispetto a quelle gestite da uomini? Nonostante questo nel 2017 le imprese gestite da donne sono in percentuale ancora solo il 21,8% (dati Infocamere).

Per questo motivo anche noi di Agenzia PrimaPagina abbiamo aderito con entusiamo al Girl’s Day 2018, la Giornata delle ragazze organizzata dalla Camera di Commercio della Romagna in collaborazione con le Associazioni di categoria e con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna che offre l’opportunità alle studentesse di seconda media di conoscere le aziende del territorio e sperimentare il mondo del lavoro da dentro le imprese. L’obiettivo della giornata è quello di incoraggiare le ragazze non solo ad entrare nel mondo del lavoro, ma a diventare imprenditrici.

Hanno passato la mattinata con noi Maika e Cecilia della Scuola Media Tito Maccio Plauto di Cesena che hanno potuto “toccare con mano” il mondo della comunicazione dall’interno.

 

Un 2017 col segno “più” per Cesena Fiera

Ennesima chiusura di bilancio con il segno “più” per Cesena Fiera che archivia il 2017 con un utile di 150mila euro. E annuncia un’altra novità: l’investimento di 200mila euro per dotare di ulteriori nuovi servizi il Centro Polifunzionale nei padiglioni di Cesena.
L’approvazione del bilancio è avvenuta questa mattina (martedì 24 aprile) da parte dell’Assemblea dei soci di Cesena Fiera. Il fatturato della public company(60% capitale privato, 40% pubblico) lo scorso anno è stato di 5 milioni 153 mila euro, in crescita rispetto ai 4 milioni 743mila euro del 2016, e un utile netto di gestione pari a 150mila euro, in linea con lo scorso anno.

Artefice di questa ulteriore crescita, lo sviluppo di Macfrut che rappresenta il 79% del fatturato di Cesena Fiera. L’edizione 2017 della Fiera internazionale dell’ortofrutta ha evidenziato un incremento del fatturato, da 3,20 milioni di euro (2016) a 4,04 milioni, con un aumento di espositori e visitatori. Numeri destinati a crescere ulteriormente nell’edizione 2018 ormai alle porte, con un aumento di area espositiva (55mila metri quadrati, +10%), espositori (1100) e buyer internazionali.

Lo sviluppo di Macfrut ha trainato la crescita di Cesena Fiera e ha reso possibili gli investimenti nella struttura fieristica. Investimenti che hanno reso molto attrattivo il quartiere di Cesena e calamitato nuove fiere, sia gestite direttamente che organizzate da terzi.
L’aumento più sensibile si è registrato nel Centro Congressi, passato da 15 eventi ospitati nel 2016 per un fatturato di 17mila euro, a 73 eventi nel 2017 per un fatturato salito a 166mila euro. Va considerato che l’attività 2016 è stata ridotta per via dei lavori di ristrutturazione. Investimenti che l’hanno reso ununicum nel panorama della Romagna, punto di attrazione per tante aziende che hanno deciso di organizzare i loro eventi a Cesena Fiera,

E visti gli ottimi riscontri, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di intervenire con ulteriori investimenti per rendere ancora più appetibile il Centro Polifunizionale. L’area modulare infatti sarà dotata di nuovi servizi tecnologici (audio e video), strutturali (un palco) e un ingresso rinnovato con un nuovo foyer.

“Cesena Fiera è un esempio di public company che funziona – spiega Renzo Piraccini Presidente di Cesena Fiera – Da una parte una significativa quota pubblica (40%) che incide sulle scelte strategiche, dall’altra una gestione privata (60%) che garantisce una maggiore snellezza operativa più adatta alle logiche del mercato. Una Fiera ha senso se diviene volano per la crescita di un territorio, obiettivo che ci siamo dati sin dal nostro insediamento. L’emblema di tutto ciò è Macfrut, un appuntamento con un’anima globale che convive e rende possibile lo sviluppo di quella locale. La strada è tracciata, dobbiamo continuare a svilupparci in questa direzione”.

Ufficio stampa di Cesena Fiera è l’Agenzia PrimaPagina