A Cesenatico una mostra per celebrare la macchina per scrivere

Il simbolo della chiocciola della posta elettronica, la famosa “@”, non è recente. C’era già nelle macchine per scrivere di fine ‘800. E la tastiera qwerty, quella usata ancora oggi nei computer di tutto il mondo, è in uso dal 1873 con la prima macchina per scrivere prodotta in serie. Sono solo un paio delle tante curiosità che saranno al centro dell’attenzione della mostra di macchine per scrivere antiche che si svolgerà a Cesenatico il 23 e 24 aprile (ingresso gratuito) presso il Palazzo del turismo (viale Roma 112), organizzata dall’Associazione italiana collezionisti macchine per ufficio d’epoca.
L’esposizione è accompagnata da convegni e dal coinvolgimento di 70 negozi del centro storico che, già dai giorni scorsi, hanno esposto in vetrina una macchina per scrivere e il manifesto della mostra. Il tutto per rendere Cesenatico la capitale della scrittura meccanica, per due giorni.
Ma come mai la “@” era già presente nelle macchine di 120 anni fa? In realtà il simbolo ha una storia antica che risale al Medioevo, ma a fine ‘800 fu usata nelle tastiere americane come abbreviazione della frase “at price of”, cioè “al prezzo di”. E anche oggi la chiocciola, in inglese, corrisponde alla termine “at”.

Ma chi ha inventato la prima macchina per scrivere? In un libro in uscita nelle prossime settimane (Macchine per scrivere. Uomini, storie e invenzioni dalle origini ai giorni nostri) gli autori Domenico Scarzello e Cristiano Riciputi, rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione italiana collezionisti, svelano alcuni retroscena. La paternità va affidata al genio italiano, ma fu un concorso di idee. Fra i padri vanno citati Agostino Fantoni di Fivizzano (Massa Carrara) che, nel 1802, inventò uno strumento di scrittura poi perfezionato da Pellegrino Turri, conoscente di famiglia. Successivamente, nel 1837, Giuseppe Ravizza di Novara iniziò la costruzione di prototipi che poi perfezionò e portò anche ad esposizioni nazionali e mondiali, ma non trovò mai un finanziatore che gli permettesse la costruzione in serie. Ravizza probabilmente soffiò l’idea a Pietro Conti di Cilavegna (Pavia).
Nel 1864 a Parcines, vicino a Merano (oggi territorio italiano, ma fino al 1919 era impero austro-ungarico) il falegname Peter Mitterhofer costruì 5 modelli di macchina per scrivere che non ottennero attenzione dalle autorità imperiali a cui le presentò.
Ma alla fine prevalse un americano, Cristopher Latham Sholes che, con grande probabilità, copiò la macchina del Ravizza ad una esposizione a Londra e iniziò la costruzione in serie negli Stati Uniti nel 1873.

A Cesenatico saranno in mostra, fra le tante macchine, un modello del Ravizza e uno di Mitterhofer (riproduzioni fedeli degli originali), la macchina originale criptografica Enigma, protagonista di tanti film e libri inerenti alla seconda guerra mondiale, e una serie di macchine americane dai meccanismi più strani e complicati.
Da annotare che sarà in mostra anche un esemplare della Programma 101, il primo computer desktop al mondo prodotto dalla Olivetti nel 1965, ben 10 anni prima delle proposte di Steve Jobs con il suo Apple One. Il valore aggiunto di questo pc sta nel fatto che sarà presente a Cesenatico anche uno dei progettisti di allora, il 74enne Gastone Garziera che terrà una relazione sabato 23 aprile dalle 15 e poi domenica mattina alle 9,30.

Piadina IGP: Tribunale di Ancona a favore del Consorzio

La certificazione IGP della Piadina Romagnola a tutela del prodotto e della Romagna. È di questi giorni la prima pronuncia giurisprudenziale favorevole al Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola ottenuta dalle Sezioni Specializzate in materia di Impresa grazie all’intervento di un proprio consorziato Riccione Srl, assistito dall’avvocato Filippo Casanti.

Come è noto, la denominazione Piadina Romagnola è tutelata come IGP (Indicazione Geografica Protetta) il cui utilizzo è riservato esclusivamente agli operatori romagnoli, purché seguano attentamente il disciplinare di produzione e si sottopongano ai controlli dell’Ente di Controllo nominato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il fatto.
Nell’ottobre del 2012 una società marchigiana aveva richiesto la registrazione del marchio “Riccione Passione Piada” per piadine prodotte nelle Marche.
A luglio 2013 Riccione Srl (produttore di Piadina Romagnola IGP aderente al Consorzio) aveva impugnato la registrazione, in quanto ingannevole per il pubblico, posto che l’acquirente del prodotto avrebbe creduto erroneamente di acquistare una tipica piadina romagnola, mentre così non sarebbe stato.

La sentenza.
Il Tribunale di Ancona, Sezione Impresa, ha riconosciuto la fondatezza delle contestazioni ed ha dichiarato la nullità del marchio “Riccione Passione Piada” dell’impresa marchigiana, disponendone la cancellazione dal registro dei marchi, con motivazioni degne di menzione: “evidentemente, la società convenuta, approfittando dell’affinità e della obbiettiva confondibilità dei due prodotti ed essendo ben consapevole che la provenienza geografica di un manufatto ‘tipico’ ha rilievo decisivo nelle scelte del consumatore, ha preteso – impropriamente – di agganciarsi ad una delle città simbolo (Riccione) della ‘patria’ per eccellenza della piadina (la Romagna), al livello qualitativo, alla reputazione acquisita nel tempo e all’attrattività commerciale della piadina (romagnola)…”, così il testo della sentenza.

Soddisfazione del Consorzio.
Questa sentenza è molto importante, commenta Elio Simoni Presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola, poiché “stabilisce che l’uso e la registrazione di marchi che evochino o si ispirano ad una denominazione protetta, agganciandosi impropriamente al prestigio ed alla reputazione, non è consentito e deve essere sanzionato. La Piadina Romagnola è il prodotto simbolo del nostro territorio e va tutelata in tutte le sedi a beneficio dell’intera terra di Romagna”.

Ufficio stampa del Consorzio di di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola è l’Agenzia PrimaPagina.

Le mille vite del legno in “Ricre-azioni di legno”

Il legno è il nostro passato
Il nostro presente
e il nostro futuro…

Raccontare i cicli di vita del legno, da materia prima a imballaggio fino al suo riciclo e utilizzo come materia prima seconda. E’ questo l’obiettivo di ‘Ricre-azioni di legno’, il volume curato da Irene Ivoi che il 14 aprile è stato presentato al Fuorisalone di Milano. Il libro, promosso dal consorzio Rilegno, è un viaggio ricco di immagini che indaga il valore senza fine di questo prezioso materiale.

Non solo un libro…’Ricre-azioni di legno’ è stato anche il nome dell’allestimento con cui il Consorzio Rilegno ha partecipato al Fuorisalone di Milano 2016. Uno spazio (in via Tortona 20) che ha recuperato il senso del riuso creativo e dei ricicli che sposano il design.

Ufficio stampa del consorzio Rilegno è l’Agenzia PrimaPagina.

 

Sabato 16 aprile entra nel vivo il Romagna Wine Festival

Dopo gli Aperid’Hoc che oggi, venerdì 15 aprile, apriranno le “danze” del Romagna Wine Festival, la manifestazione entra nel clou con percorsi culturali, convegni, assaggi, sfide sulla migliore tagliatella, degustazione con il miglior sommelier del mondo Luca Gardini e tanto altro.

Ecco il programma di sabato 16 aprile:
Si parte alle 10,15 con Storie di una Cesena che non ti aspetti (ritrovo sotto il Loggiato Comunale di Piazza del Popolo), alle 11,00 inizia la visita guidata nei luoghi della città in compagnia dello storico Gabriele Papi (Loggiato Comunale).

Alle 12,00 il vino incontra la cultura nell’Aperitivo con l’Autore: l’autrice Maria Cristina Sarò, in collaborazione con l’associazione Il Grafema, presenta il suo libro “Campanella”, racconto delle eccellenze della Sicilia partendo dal vino. Seguirà una degustazione di vini siciliani (Loggiato Comunale).

Nel pomeriggio alle 15,00 l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana ospita il convegno “Lo Stato dell’Arte. Il ‘mio’ vino fra stile, terroir e tendenze di mercato”. A confronto enologi, winemaker e protagonisti della filiera con approfondimenti tecnici e tematici, e interventi di istituzioni e ospiti provenienti da altre regioni d’Italia. Al termine viene consegnato il riconoscimento “Profeta in patria” al sommelier romagnolo Luca Gardini che si è distinto sulla scena del vino internazionale aggiudicandosi il premio come miglior sommelier del mondo 2010.

In contemporanea al convegno, dalle ore 15,00, nella Piazzetta Eventi del Foro Annonario va in scena la disfida “Chef per un giorno”, in collaborazione con il programma Cook Academy e Teleromagna. Protagonisti otto cuochi dilettanti nella preparazione della miglior tagliatella alla moda di Romagna. Durante la sfida, il pubblico può imparare tutti i segreti della tradizione per una pasta sfoglia ad hoc nei Laboratori di pasta fresca curati dalle Mariette artusiane (prenotazioni sulla pagina facebook ‘Romagna Wine Festival’ specificando l’orario: laboratori alle ore 15,00, ore 16,00 e ore 17,00). Al termine delle premiazioni e dei laboratori, viene offerto al pubblico un assaggio di tagliatelle, fino ad esaurimento.

Alle 18,00 sotto il Loggiato Comunale di Piazza del Popolo inizia la Degustazione guidata Ais “Rossi da sogno: alla scoperta di miti ed emergenti” insieme a Luca Gardini (Costo 25,00 euro, prenotazione obbligatoria allo 0547-24284).

Sempre alle 18,00 aprono i banchi d’assaggio al Palazzo del Ridotto: protagoniste oltre 200 etichette romagnole, ospiti toscani del terroir di Chianti, Montepulciano e Maremma, dall’Oltrepò Pavese e dall’Emilia. Degustazioni a cura dei professionisti della mescita dell’Associazione Italiana Sommelier. In abbinamento prodotti e tipicità a cura dell’Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi di Forlimpopoli. I banchi di assaggio rimarranno aperti al pubblico fino alle ore 22,00 (Costo 15,00 euro con assaggi liberi di vino e piattini in abbinamento).

Agenzia PrimaPagina è tra gli organizzatori del Romagna Wine Festival.

Vinitaly 2016: premiato un vino romagnolo

Prestigioso riconoscimento per la linea Romandiola del Gruppo Cevico nel cinquantesimo di Vinitaly. Il “Novilunio Romagna Doc Sangiovese Superiore 2014” è stato selezionato nel premio internazionale “5 Star Wines 2016” con 90 punti su 100. I premio è stato assegnato da una giuria di esperti mondiali guidata dal critico Ian D’Agata. Il riconoscimento assume un peso ancora maggiore se si pensa che è stato l’unico Sangiovese prodotto in Romagna ad ottenere il riconoscimento. Novilunio è il frutto di un progetto specifico curato in collaborazione con soci che coltivano le vigne sulle colline della Romagna. Ne nasce un prodotto tipico del vitigno e della terra di origine, un vino forte, strutturato, con caratteristiche di eleganza e finezza.

“La Romagna del Sangiovese è nella giusta strada nel raccontare la sua ‘nobiltà popolare’ di prodotto intimamente legato alla sua terra – spiega Ruenza Santandrea, Presidente del Gruppo Cevico – Questo riconoscimento ottenuto a Vinitaly da una giuria internazionale, va in questa direzione. Siamo ad un passo dalla rinascita culturale e al ritorno del vino sulla tavola tutti giorni, come è nella nostra cultura. La strada è tracciata, indietro non si torna”.
Sempre nel corso di Vinitaly la Presidente Ruenza Santandrea, in rappresentanza dell’Alleanza delle Cooperative Italiane settore vino, ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ufficio stampa di Gruppo Cevico è l’Agenzia PrimaPagina.

Delegazione tedesca a scuola di cucina da Casa Artusi

Il nome di Pellegrino Artusi ha una risonanza sempre più internazionale attirando cuochi, gastronomi e semplici appassionati e amanti di cucina provenienti da ogni angolo d’Europa e del mondo.

L’ultima a voler conoscere da vicino il progetto Casa Artusi è stata una delegazione tedesca composta dal Responsabile del Ministero per l’Istruzione della Regione Mecklenburg-Vorpommern, professori e allievi degli Istituti Professionali, e da proprietari di pasticcerie e panifici.
L’esperienza all’interno del “museo vivo” della cucina italiana ha lasciato al gruppo teutonico un ricco bagaglio culturale, umano e professionale.
Dopo la visita, organizzata da Uniser Forlì, cooperativa sociale che dal 1998 si occupa di mobilità transnazionale a scopo formativo, la delegazione ha lasciato Forlimpopoli per soggiornare Al Vecchio Convento, l’albergo diffuso di Portico di Romagna.

Ufficio stampa di Casa Artusi è Agenzia PrimaPagina.

Romagna Wine Festival ai nastri di partenza

Tutti ai blocchi di partenza per l’inizio del weekend del gusto. Si inizia domani, venerdì 15 aprile alle 17,30, con gli Aperid’Hoc, incontri davanti al bicchiere sotto il Loggiato Comunale in Piazza del Popolo in compagnia dei vignaioli cesenati e romagnoli che illustrano e fanno degustare i loro vini con particolare riferimento ai vitigni del territorio. Le degustazioni, che comprendono tre assaggi di vino, sono abbinate a tapas di mare, di carne e vegetariane (Costo 9,00 Euro).
Gli amanti del pesce possono degustare una barchetta di salmone, un assaggio di burro e alici e una freschissima insalata di polpo e patate. Per chi preferisce le verdure, le tapas vegetariane propongono uno strudel di verdure, la ricotta della Centrale del latte di Cesena e una gustosa frittata. All’insegna della tradizione, le tapas a base di prosciutto e salumi.

 Nel Romagna Wine Festival si respira soprattutto aria di derby. Lo sport non c’entra, sono i migliori terroir a base di Sangiovese i protagonisti della disfida. È il Derby del Sangiovese che domenica 17 aprile al Palazzo del Ridotto vede gareggiare i due vini simbolo di Toscana e Romagna: il Morellino di Scansano Docg Riserva e il Romagna Doc Sangiovese Riserva 2013.
A giudicarli una giuria tecnica composta da esperti (sommelier Ais, enologi, giornalisti romagnoli e toscani), a cui si affianca il contributo di una giuria popolareallestita fra i banchi d’assaggio. Per la giuria popolare si può votare dalle 15,30 alle 17,00. La premiazione dei vincitori è prevista alle ore 18,30, a cui viene consegnata una originale creazione in legno inciso a laser realizzato grazie alla collaborazione dell’azienda cesenate Laser Services.

L’Agenzia Prima Pagina è tra gli organizzatori del Festival. 

Al Romagna Wine Festival arrivano i menù a tema e il passaporto

Durante il Romagna Wine Festival (15-16-17 aprile), i ristoratori del centro propongono un menù personalizzato, studiato ad hoc per valorizzare i cibi di Romagna e i vini del territorio, prodotti genuini e a km zero che vengono proposti sia nella loro versione tradizionale, sia in piatti dall’aspetto moderno e rivisitato.

Ad aderire all’iniziativa sono nove locali del centro storico: Anita in città, Bar Roma, Caffè Barriera Cavour, Da Ghigo, Fermoposta, La Grotta 1922, Maison Lulù, Osteria Cenè, Osteria Michiletta.

La novità di quest’anno è il passaporto, con cui ogni partecipante al Festival può personalizzare il suo percorso del gusto. Partecipando alle iniziative, al momento del pagamento, può ottenere un timbro sul passaporto, che dà diritto a uno sconto personale del 10% nei nove locali che aderiscono alla convenzione.

I passaporti si possono trovare all’ufficio turistico di Cesena, nei luoghi del Festival, bar e nei ristoranti convenzionati.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione Ristoratori di Cesena.

Per tutta la durata del Festival funzionerà inoltre “La libreria del Romagna Wine Festival” con libri tematici sulla gastronomia e sul vino in collaborazione con l’associazione il Grafema.

Info: www.romagnawinefestival.it
Facebook: Romagna Wine Festival
Twitter: @guidavinier
#RWF2016

L’Agenzia Prima Pagina è tra gli organizzatori del Festival. 

Arrivano al Romagna Wine Festival Macfrut DiVino ed Enogelato

Il vino è il grande protagonista del Romagna Wine Festival e quest’anno osa un abbinamento del tutto nuovo. Stiamo parlando di Macfrut DiVino, il nuovo format creato dall’intuizione di Cesena Fiera e Agenzia PrimaPagina che debutta nelle giornate del Romagna Wine Festival.

Nel corso delle degustazioni al Palazzo del Ridotto in programma sabato 16 aprile e domenica 17 aprile ci sarà un corner con cocktails fatti sul momento a base di frutta di stagione (mele, fragole e kiwi) abbinati a Lambrusco e bollicine brut romagnole. A realizzarle in diretta per il pubblico sarà la barlady Federica Zammarchi di Green Pepper con una performance in programma sabato 16 aprile dalle 18,30 alle 20,00 e domenica dalle 17,00 alle 18,30. Il corner sarà abbellito da piante e fiori di Scarpellini Garden Center. 

Quando c’è di mezzo il vino, la fantasia e gli abbinamenti non finiscono mai. E’ questa la filosofia alla base dell’Enogelato creato appositamente per il secondo anno di fila dai laboratori Gelaterie Leoni. Il gusto del Festival 2016 sarà fresco e primaverile, a base di mele pink lady e sangiovese. Non mancherà il gusto già testato durante il Wine Festival dello scorso anno, Albana e ciambella, e un Pagadebit e fragole. Tutti questi gusti saranno protagonisti al Palazzo del Ridotto nelle giornate di sabato e domenica.

Oltre a cocktails ed enogelato, saranno tanti i prodotti tipici in degustazione al Romagna Wine Festival. Sabato ai Banchi d’assaggio al Palazzo del Ridotto (18,00-22,00) saranno presenti i salumi del Salumificio ‘Giancarlo Faggioli’, i formaggi fossa Dop e cafiero di Fosse Brandinelli di Sogliano al Rubicone, abbinati ai mieli dell’azienda agricola Facciani di Bagno di Romagna, pani e focacce della tradizione proposti da Redipane Cesena. Grazie alla collaborazione con l’Istituto Alberghiero ‘Pellegrino Artusi’ di Forlimpopoli verrà proposta un’insalata di polpo (azienda Venturi di Cesenatico) e patata di Bologna Dop (Consorzio Patata di Bologna). 

Altre degustazioni nella giornata di domenica (15,30-21,00) quando verranno serviti strudel di verdure (realizzato con i prodotti offerti da Conad e Agrintesa), Squacquerone di Romagna Dop e ricotta della Centrale del Latte di Cesena, i mieli dell’azienda agricola Facciani di Bagno di Romagna, prosciutto e parmigiano (Conad), pani e focacce della tradizione (Redipane Cesena), piadina romagnola (Chiosco La MalaGhiotta, Piazza Fabbri).

(In foto l’Enogelato Leoni dello scorso anno)

L’Agenzia Prima Pagina è tra gli organizzatori del Festival. 

Venturini Baldini: 40 anni di storia e tanti nuovi progetti

La cantina Venturini Baldini di Roncolo di Quattro Castella (Re) ha festeggiato quarant’anni di storia e presentato i suoi nuovi progetti all’anteprima Vinitaly svoltasi nella prestigiosa sede Tailor’s &Ties a Verona, alla presenza dei principali media del settore nazionali e internazionali, opinion leader, appassionati, rappresentanti di altre cantine.

“Se dovessi descrivere questo progetto in tre parole chiave, direi: territorio, territorio, territorio – spiega il winemaker Carlo Ferrini– Sì, avete capito bene. Questo è un progetto impensabile in un altro ambiente perchè affonda le sue radici nell’habitat naturalistico dei suoi vigneti, nella tradizione che è l’asse portante dell’identità di cantina. L’unicità di questo progetto sta nell’essere marcatore del territorio, un vino in piena simbiosi con la biodiversità del parco”.

Insieme a Ferrini, che coordina un team di agro-enologi, hanno illustrato il progetto a Verona Monica Franceschetti e Lorenzo Tersi, consigliere delegato della Tenuta.

L’azienda agricola Venturini Baldini si trova nel cuore delle terre di Quattro Castella, in un’area di 150 ettari, 30 dei quali vitati, un potenziale di 300 mila bottiglie, volutamente limitate a 100mila a garanzia della qualità delle uve migliori. Vini emiliani in pienafusion biologica con l’ambiente circostante, i vigneti adagiati sulle colline a un’altezza di circa 300-400 metri sul livello del mare, per lo più Lambrusco nelle diverse declinazioni (Grasparossa, Salamino, Sorbara), ma anche Malvasia di Candia.

L’anno 2016 è un punto di svolta nella storia di Venturini Baldini che proprio nel suo quarantennale ha cambiato proprietà, e dato impulso a un progetto enologico di nuova generazione coordinato dal winemaker Carlo Ferrini che coniuga ecosistema, artigianalità vitivinicola, legame con la terra packaging rinnovato.

Nel corso della serata sono state svelate in prima assoluta le nuove cinque etichette della Tenuta: Quaranta (spumante ottenuto da un calibrato blend delle diverse varietà di Lambrusco Grasparossa, Salamino, Sorbara, prodotto in quantità limitata, è l’omaggio al quarantennale della Cantina; Ca’ del Vento (Reggiano Lambrusco Rosato vino spumante rosso secco, lambruschi nelle varietà Sorbara-Grasparossa); Rubino del Cerro (storico spumante prodotto da vitigni Lambruschi nelle varietà Marani, Maestri, Salamino, Grasparossa); Malvasia Graniers (nella versione secca, Colli di Scandiano e di Canossa D.O.P. Malvasia);Marchese Manodori (Reggiano Lambrusco Dop, vino frizzante secco, Lambruschi nelle varietà Marani, Montericco, Maestri, Salamino, Grasparossa).

Ufficio stampa di Venturini Baldini è l’Agenzia PrimaPagina.