Macfrut patrimonio del settore ortofrutticolo

Cesena (30 agosto 2021) – Macfrut è un patrimonio del settore ortofrutticolo italiano. E proprio per questo registra una massiccia adesione frutto di un attaccamento alla manifestazione. Questo il messaggio che il settore lancia alla Fiera internazionale dell’ortofrutta in programma al Rimini Expo Center da martedì 7 a giovedì 9 settembre 2021. L’evento segna un ritorno in presenza dopo oltre un anno e mezzo di relazioni virtuali e proprio per questa voglia di ritornare a “relazioni di contatto” registra numeri impensabili al solo pensiero nei periodi di lockdown: 800 espositori in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, macchinari, packaging, logistica, servizi, …), presenza straniera al 20% con importanti new entry, adesione dei grandi player italiani del settore, oltre 500 buyer internazionali accreditati in collaborazione con Ice-Agenzia, oltre una quarantina di eventi nel corso della tre giorni a cui si aggiungono le prove tecniche in campo in un’apposita area dedicata. E con la contemporanea presenza di Fieravicola, Fiera internazionale delle attività avicunicole, la tre giorni riminese si presenta come il primo grande evento in presenza dedicato all’agrifood.

Tutto questo per un settore chiave del Made in Italy, qual è l’ortofrutta, che incide per il 20% sull’agroalimentare con 1,2 milioni di ettari coltivati a frutta e verdura per 300 mila aziende coinvolte e 15 miliardi di euro in valore.

“Siamo orgogliosi di poter affermare che l’edizione 2021 di Macfrut porterà una ventata di ottimismo – dichiara Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut – e siamo soddisfatti della risposta dei nostri espositori, che dimostra ancora una volta il grande attaccamento a questa manifestazione. Le relazioni commerciali sono in primis relazioni di persona e in questi mesi hanno subito parecchie restrizioni a causa della impossibilità di ritrovarsi in presenza in occasione di grandi eventi specializzati. I numeri dicono che gli operatori hanno tanta voglia e una forte necessità di rincontrarsi e la macchina organizzativa di Macfrut ha lavorato affinché tutto questo potesse accadere, garantendo una fiera in totale sicurezza”.

Alla conferenza stampa di presentazione della fiera anche Dino Scanavino Presidente di CIA – agricoltori italiani: “La Cia – agricoltori italiani, in questo anno internazionale della frutta e della verdura delle Nazioni Unite, ha intrapreso molte iniziative sul settore con anche una campagna di comunicazione attraverso gli ambasciatori confederali. Saremo presenti convintamente a Macfrut anche quest’anno con un evento dedicato, l’8 settembre, alle calamità che colpiscono il comparto, procurando danni ingenti e mettendo in ginocchio aziende e operatori. Occorre aumentare la competitività dell’imprenditore ortofrutticolo, mettendo in atto strategie, attraverso cui la produzione agricola può recuperare o riuscire a trattenere una quota maggiore di valore aggiunto. Azioni che passano per aggregazione, promozione unitaria, sviluppo dell’economia contrattuale, contrasto alle pratiche commerciali sleali, operatività piena dell’interprofessione. Accanto a questo, è necessario incoraggiare un patto fra gli attori della catena ortofrutticola e collaborare per eliminare inefficienze, aumentare la competitività del settore, ridurre gli squilibri. Macfrut in questo senso rimane l’unica vetrina utile, un importante tassello di promozione”.

 

Macfrut 2021, una fiera di contenuti

La specificità di Macfrut, che lo caratterizza dagli altri eventi sta nella sua peculiarità di fiera di filiera, in rappresentanza di undici settori espositivi. A questo si aggiunge, una ricca parte di contenuti, sui principali temi del settore, con oltre una quarantina di eventi tra meeting, workshop, convegni ed eventi stampa, molti dei quali promossi direttamente dalle aziende espositrici che scelgono Macfrut per presentare le loro novità.

Uno speciale evento, in particolare, sarà organizzato insieme alla Fao per l’anno internazionale dell’ortofrutta, così come una serie di iniziative sono in programma dalla Regione Sardegna, partner della 38esima edizione, e in tante altre Regioni che mai come in questa edizione hanno risposto “presente”.

Oltre a questo, ampio spazio sarà dedicato al tema dell’innovazione e alla difesa attiva con prove in campo in presa diretta in un’apposita area dinamica, Macfrut Field Solution, curata da Luciano Trentini con la collaborazione del Consorzio Cermac. E ancora, il tema sempre più centrale dell’acqua in Acquacampus, in collaborazione con ANBI e CER, gli asparagi con la quarta edizione di International Asparagus Days, in collaborazione con Cristian Befve. Altri temi centrali sono un confronto con la moderna distribuzione italiana nell’area Retail for the future, in collaborazione con Agroter, i piccoli frutti nell’Italian Berry Day, realizzato in collaborazione con NCX Drahorad, e un focus sulle biosoluzioni in collaborazione con Agri 2000.

Il programma completo dei convegni: https://www.macfrut.com/meeting_conventions

Ampia presenza estera

La massiccia campagna vaccinale attuata a livello mondiale ha ridato slancio agli spostamenti in ambito internazionale, anche se non ancora ai livelli pre-Covid. Una testimonianza diretta arriva dall’ampia adesione di presenze estere tanto da rappresentare circa il 20% degli espositori complessivi. Tra le novità, il Centroamerica con Cuba (collettiva di 10 aziende) e Panama (8 aziende), a cui si aggiunge una nutrita delegazione da Repubblica Dominicana, Cile e Colombia, nonché una collettiva organizzata da Iila (Organizzazione internazionale Italo-Latina Americana). Tra le new entry anche il Caucaso con la Georgia (8 aziende), Libano (10 aziende), Indonesia (4 aziende) e Vietnam (2 aziende). Confermato il Padiglione Africa con i nuovi arrivi da Nigeria e Costa d’Avorio.

E laddove non sarà possibile la presenza fisica, sopperisce la piattaforma di Macfrut Digital (macfrutdigital.com) a disposizione degli espositori, che consente di ampliare le relazioni con i Paesi “lontani”, realizzare incontri b2b, seguire le registrazioni dei convegni e visitare gli stand virtuali delle aziende espositrici.

La fiera, inoltre, vivrà una importante anteprima virtuale dedicata alla Cina lunedì 6 settembre. The China Day si svolgerà sulla piattaforma macfrutdigital.com ed è organizzata in collaborazione con l’Ente governativo cinese per la promozione dei prodotti agricoli ATPC (Agricoltural Trade Promotion Centre), alla presenza di 111 aziende cinesi.

Confermato infine anche il programma di incoming per i buyer esteri realizzato in collaborazione con Ice-Agenzia e attraverso la rete di agenti esteri di Macfrut con la registrazione di oltre 500 buyer accreditati.

Ortofrutta settore strategico per l’Italia

L’ortofrutta è un settore chiave del Made in Italy, incide per il 20% sull’agroalimentare con 1,2 milioni di ettari coltivati a frutta e verdura per 300 mila aziende coinvolte. In valore il settore registra 15 miliardi di euro, un terzo dei quali dedicato all’export (secondo solo al vino in fatto di mercato estero). L’ortofrutta lo scorso anno è cresciuta del +3,8% in fatto di export, contro il +2,5% medio annuo tra il 2014 e il 2019 (Fonte Osservatorio Nomisma per Cia). L’Italia a livello globale è nella Top 10 Exporter di ortofrutta fresca nel mondo, più precisamente nono in classifica, con 5 miliardi di fatturato sui mercati stranieri e una crescita del 32% in dieci anni. In ambito europeo l’Italia è il secondo produttore dietro la Spagna.

Gli italiani sono i maggiori consumatori di frutta e i terzi di ortaggi a livello europeo. Il 90% delle persone mangia frutta o verdura giornalmente, motivata per il 57% dal fatto di essere prodotti salutari necessari per una dieta equilibrata (Focus Ortofrutta Nomisma). Riguardo le occasioni di consumo 1 italiano su 3 mangia frutta anche lontano dai pasti. Nel corso del lockdown i consumi hanno registrato un balzo del 20% per la frutta e del 13% della verdura.

Infine il biologico che evidenzia il nostro Paese tra i leader mondiali: il 28% delle imprese ortofrutticole nazionali fa biologico e il 36% si dedica alla produzione integrata.

Una fiera Covid-free

Come da disposizioni governative italiane, a Macfrut si potrà accedere solo con Green Pass o con titolo internazionale equivalente. Per chi ne fosse sprovvisto sarà possibile effettuare un tampone rapido nei due ingressi della Fiera.

Informazioni.

Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 7-8-9 settembre 2021, orario 9.30-18.00.

www.macfrut.com

 

Get together in Rimini

 

 

Ufficio Stampa Agenzia PrimaPagina

 

Fieravicola debutta al Rimini Expo Center

Rimini (30 agosto 2021) – Tutto pronto per il debutto di Fieravicola 2021 al Rimini Expo Center dal 7 al 9 settembre. Con nuova location, ritorno in presenza, rilancio internazionale anche grazie alla sinergia con Macfrut, la manifestazione si propone come vetrina specializzata in cui presentare l’intero processo produttivo del comparto avicolo. Presente infatti tutta la filiera nelle sue segmentazioni, dalla mangimistica e la genetica, all’allevamento, alle tecnologie e impianti di lavorazione e confezionamento carni, uova e ovoprodotti, attrezzature agricole per zootecnia, tecnologie per la sostenibilità ambientale e marketing.

Innovazione e internazionalizzazione sono i due driver su cui viene impostato il rilancio della manifestazione per testimoniare lo sviluppo di questa filiera che si è già mossa in anni recenti in un’ottica di forte modernizzazione. La prima edizione di questo nuovo corso è anche occasione per un approfondimento su importanti tematiche con cui l’avicoltura si sta confrontando come il benessere animale e la sostenibilità ambientale.

Va sottolineato che l’avicola è una filiera integrata autosufficiente che riesce a soddisfare al 100% il fabbisogno del paese e da anni si misura con queste tematiche etiche, e, grazie agli investimenti avviati negli ultimi anni, è pronta a cogliere le sfide della transizione ecologica e del Green Deal.

Una filiera che oggi è in grado di offrire al consumatore prodotti diversi sulla base di differenziazione dei sistemi e delle linee di allevamento.

 

Internazionalizzazione

È stata predisposta una fitta agenda di incontri b2b con buyer esteri, secondo un programma realizzato in collaborazione con Ice-Agenzia, attraverso la rete di agenti esteri di Cesena Fiera e una serie di webinar di presentazione in diversi paesi. Gli sforzi congiunti hanno assicurato un buon risultato con la registrazione di oltre 80 buyer accreditati, una cinquantina dalla Russia e dall’Eurasia e una trentina dal nord Africa, tra i paesi target individuati per creare nuove opportunità di business sia per le tecnologie che per il prodotto finito. Insieme a questi anche Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Danimarca e Svezia.

Inoltre l’8 settembre è in agenda l’International Poultry Forum organizzato dall’Associazione Avicola Euroasiatica, che porterà in fiera numerosi protagonisti dell’avicoltura russa.

 

Convegni e eventi

Durante la tre giorni fieristica un ricco programma convegnistico metterà in luce alcuni temi chiave con forum tecnici e scientifici dedicati a benessere animale, sostenibilità e biosicurezza.

Il 7 settembre apre l’agenda convegnistica il convegno Sipa, seguito dall’assemblea Wpsa. Nel pomeriggio sostenibilità e benessere animale saranno al centro del convegno organizzato da Assoavi e Unaitalia.

Mercoledì 8 settembre si apre con il Convegno Asic e in contemporanea si tiene l’appuntamento convegnistico organizzato da Assoavi con focus sulla filiera uova e la sua sostenibilità economica.

Sempre mercoledì 8 settembre, al pomeriggio, è previsto il convegno curato in collaborazione con GdoWeek che cercherà di indagare i comportamenti del consumatore finale e delle famiglie per individuare le prospettive di uova e carni bianche sugli scaffali della grande distribuzione.

Tra gli eventi per la valorizzazione dei prodotti avicoli è stato ideato un progetto di animazione tra i fornelli che si svolgerà nei padiglioni fieristici nei tre giorni della manifestazione, con show cooking e abbinamento vini alle ricette.

 

Una fiera Covid-free

Come da disposizioni governative italiane, a Fieravicola si potrà accedere solo con Green Pass o con titolo internazionale equivalente. Per chi ne fosse sprovvisto sarà possibile effettuare un tampone rapido nei due ingressi della Fiera.

 

Informazioni.

Fieravicola è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 7-8-9 settembre 2021, orario 9.30-18.00.

www.fieravicola.com

 

I macrodati del settore avicolo

È una filiera, totalmente autosufficiente, che occupa circa 64.000 addetti tra allevatori e impiegati nel segmento trasformazione e con un fatturato che sfiora i 5,7 miliardi di euro.

Nel 2020 con il 35% delle quote di mercato a volume, le carni avicole rimangono le più acquistate dagli italiani, seguite dalle carni bovine (33%) e dalle suine (21%). Crescono anche gli acquisti domestici (+10% a valore e +7,7% a volume sul 2019) e i consumi pro-capite arrivati a 21,5 kg (+1,93%) (Fonte Unaitalia).

Nel 2020 cresce la produzione di carni bianche (pari a 1.389.900 tonnellate +1,8 % sul 2019) e di uova (12,3 miliardi, + 0,7%). A registrare il trend migliore sono soprattutto il tacchino (+4%, 313mila tonnellate) e il pollo (+1,68%), che rappresentano il 74% della produzione di carni bianche.

Crescono le pratiche di gestione dell’allevamento virtuose: trend in continua riduzione degli antibiotici, con un ulteriore calo del 6% nel 2020, giungendo al – 88% dal 2011 ad oggi.

UOVA. La produzione nel 2020 è stata garantita da 41 milioni di galline ovaiole accasate in oltre 2.600 allevamenti, di cui 1.444 di grandi dimensioni (con più di mille capi).

Nel 2021 assistiamo ad un leggero calo del numero dei capi con una produzione di circa 12,6 miliardi di uova, per un corrispettivo di poco inferiore a 1,4 miliardi di euro per la sola parte agricola che raggiunge i 2,8 miliardi con la trasformazione (fonte Assoavi).

Nel 2021 il 54% dei capi in deposizione è allevato “a terra”, il 37% in allevamenti con “gabbie arricchite”, il 4% in allevamenti all’aperto e il 5% in allevamenti biologici.

In Italia, così come in molti altri Paesi Comunitari è da tempo in corso un processo di graduale contrazione dell’offerta di uova provenienti da allevamenti in gabbie arricchite. Nel 2020 la quota nazionale di uova provenienti da questo tipo di allevamento (42%) era già largamente inferiore alla media europea (49,5%), e in contrazione di circa il 50% rispetto al 2011 quando, in assenza di una normativa specifica, l’allevamento in gabbie rappresentava il 71%. Tutto questo testimonia lo sforzo e gli investimenti effettuati dal settore per soddisfare le mutate esigenze e sensibilità dei consumatori.

 

DICHIARAZIONI

Fabiana Fiorini Vicepresidente Fieravicola

È grande la soddisfazione di presentare questa edizione in presenza, un obiettivo al quale abbiamo lavorato con tanto impegno e convinzione. Fieravicola è la giusta vetrina per una filiera di eccellenza che ha fatto della qualità di prodotto e dell’innovazione le sue sfide maggiori. La fiera in presenza, dopo quasi due anni di rapporti virtuali, assicurerà ai protagonisti della filiera presenti di riallacciare relazioni e contatti business, di cui si sentiva ormai la mancanza. Ringrazio a questo proposito gli espositori e i buyer che hanno accolto il nostro invito e ci hanno dato fiducia. Il rilancio di Fieravicola in contemporanea con Macfrut consentirà di sfruttare appieno importanti sinergie soprattutto sul fronte della promozione internazionale con l’obiettivo di costruire un importante polo romagnolo dell’agribusiness.

 

Stefano Gagliardi Coordinatore Comitato tecnico scientifico e Assoavi

Come organizzazione abbiamo subito affiancato il Presidente Piraccini affinchè si potesse realizzare questa importante manifestazione, l’unica specializzata in Italia e fra le più importanti in Europa, con l’obiettivo di presentare e valorizzare le eccellenze del settore lungo tutta la filiera, dalle materie prime fino al prodotto finito, dando il giusto riconoscimento anche ai work shop specializzati ed ai convegni delle più importanti società ed associazioni scientifiche: WPSA-SIPA-ASIC. Non dobbiamo dimenticare che uno dei fattori  che determina l’eccellenza della nostra filiera è la stretta connessione fra mondo produttivo, università e ricerca.

Fieravicola vuole affiancare le aziende per raggiungere anche un altro obiettivo, ovvero la necessità di evidenziare tutti quegli aspetti che vanno oltre la qualità del prodotto finito: selezione delle materie prime-condizionamento ambientale degli allevamenti-riduzione dell’uso degli antibiotici-alimentazione no ogm-sviluppo di sistemi all’aperto e biologici .- attenzione al benessere animale, nell’ottica di un allevamento sempre più etico e sostenibile. In definitiva, la scommessa era fare si che a Rimini si creasse il Polo dell’agri business e devo dire che sia stata vinta.

 

Antonio Forlini, presidente Unaitalia «La Fiera Avicola rappresenta, dopo mesi di rarefazione dei contatti fisici, una occasione unica per consentire alle imprese del settore avicolo di confrontarsi ed aprirsi verso aree e nazioni emergenti. Unaitalia e le aziende ad essa associate, quindi, intendono cogliere questa opportunità per allacciare o rinsaldare relazioni di business con i buyer presenti. Altresì la Fiera rappresenterà un importante momento di confronto con le istituzioni presenti sia a livello di governo centrale che di governi decentrati, per ribadire la grande vitalità del settore, la sua resilienza e la sua propensione all’export che consente alle imprese del settore di competere efficacemente sui mercati internazionali. Sarà anche il momento per affrontare con le istituzioni gli indirizzi di fondo che caratterizzeranno la zootecnia avicola nei prossimi anni ed il sostegno che il PNRR potrà utilmente fornire allo sviluppo della sua competitività».

Tramonto DiVino sbarca a Ferrara: Piazza XXIV Maggio il 1 settembre

Ferrara (25 agosto 2021) – Il tour di Tramonto DiVino sbarca a Ferrara in piazza XXIV Maggio. Appuntamento mercoledì 1 settembre dalle 19.30 con il road show del gusto insieme ai vini regionali abbinati ai prodotti Dop e Igp, in un percorso di divulgazione e degustazioni guidate, in compagnia dei sommelier di Ais Emilia e Romagna, i principali consorzi regionali e i cuochi di CheftoChef, la Strada dei Vini, dei Sapori di Ferrara e l’Istituto Alberghiero Vergani Navarra e Casa Artusi.

La serata (organizzata in sicurezza con prenotazione obbligatoria al portale www.shop.emiliaromagnavini.it, ingressi contingentati e servizio ai tavoli) si apre con un assaggio e il racconto di vari prodotti tipici regionali presentati, impiattati e serviti a cura degli chef e degli alunni dell’Istituto Alberghiero Vergani Navarra co-organizzatore dell’evento insieme alla Strada dei Vini e dei Sapori di Ferrara.

In degustazione Prosciutto di Parma Dop, Parmigiano Reggiano Dop, Mortadella Bologna Igp, Salamini italiani alla Cacciatora Dop, le tre Dop Piacentine (Coppa, Pancetta, Salame), Vitellone Bianco dell’Appennino Igp e Squacquerone di Romagna Dop. L’evento proseguirà poi con il racconto e la degustazione di cinque protagonisti: l’Aceto Balsamico di Modena Igp lasciato in monodosi a disposizione per il condimento, la Piadina Romagnola Igp, l’Olio EVO di Brisighella, la Pera dell’Emilia Romagna Igp e il Riso del Delta del Po Igp che rientrano nella preparazione della seconda parte della cena.

A seguire infatti il palcoscenico sarà per lo stellato Alessio Malaguti (Trattoria la Rosa di Sant’Agostino) dell’associazione CheftoChef, insieme a Carla Brigliadori maestra di cucina della scuola di Casa Artusi) protagonisti di tre proposte con particolare riferimento alla cucina artusiana e ai prodotti protagonisti.

Si comincia con un Risotto rosso con riso Carnaroli del Delta del Po Igp all’acqua di cozze di Romagna e vongole. Piatto ispirato a ricetta artusiana n. 72 – Risotto colle telline. Si prosegue con l’hamburger ‘alla Romagnola’ di Vitellone Bianco dell’Appennino Igp con Piadina Romagnola Igp, verdure croccanti e salse, mentre come dessert è proposto ‘Il fruttivendolo’: sorbetto di Pera dell’Emilia-Romagna Igp su insalata di frutta e verdure di stagione con zuppetta tiepida di Olio EVO di Brisighella Dop.

Ad abbinare e raccontare i vini nel calice, saranno come sempre i sommelier di Ais, in carte vini pensate ad hoc con almeno 15 referenze a tavolo tratte dalla guida “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare”. In degustazione le principali referenze regionali, con due vini nel ruolo di protagonisti della serata: la Malvasia di Candia Aromatica per l’Emilia e il Famoso, antico vitigno romagnolo recentemente riscoperto, che accompagneranno il Risotto all’acqua di Cozze, contendendosi la palma del miglior abbinamento. 

I vini saranno raccontati e abbinati in un simpatico gioco di ‘Matrimonio e Tradimento’ da Annalisa Barison presidente Ais Emilia e Raffaele Nanni, vicepresidente di Ais Romagna.

La tappa di Ferrara fa da ouverture a Tramonto DiVino in Emilia, dopo gli eventi (tutti sold out) a Cesenatico, Cervia e Forlimpopoli. Dopo Ferrara il tour si sposta a Reggio Emilia (8 settembre) e Piacenza (18 settembre), con il gran finale a Bologna (21 novembre) in occasione del Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier ospitato quest’anno in Emilia-Romagna.

Chi organizza
Tramonto DiVino è organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena insieme alle Ais di Emilia e Romagna, con il sostegno dell’Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Enoteca Regionale Emilia-Romagna, APT Servizi, Unioncamere Emilia-Romagna e in collaborazione con Casa Artusi e CheftoChef.

La tappa di Ferrara è co-organizzata insieme alla Strada dei vini e dei sapori di Ferrara e all’Istituto Alberghiero Vergani Navarra di cui Massimiliano Urbinati è rispettivamente Presidente e Preside. “La riflessione sui nuovi scenari che si aprono dopo la pandemia – spiega Urbinati, motivando l’impegno profuso sull’iniziativa- passa attraverso una sperimentazione di nuovi format finalizzati a vivere le nostre peculiarità enogastronomiche come un’eccellenza per salute e benessere.” “Questi d’ora in poi – aggiunge Urbinati – devono essere i nostri pilastri per caratterizzarci in termini di promotori del territorio… Tramonto DiVino come Alba di Eccellenza”. Main sponsor privato della tappa, la Top Secret di Matteo Mazzoni, società ferrarese di investigazioni aziendali e controllo del territorio con cui da anni Tramonto Divino lavora per la messa in sicurezza dell’evento.

Partner dell’edizione 2021 sono i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Coppa di Parma, Salame Felino, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Salamini italiani alla cacciatora, Squacquerone di Romagna, Olio Extravergine di Oliva di Brisighella, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio-Emilia, Patata di Bologna, Aceto Balsamico di Modena, Piadina Romagnola, Riso del Delta del Po’, Anguria Reggiana, Scalogno di Romagna, Vitellone Bianco dell’Appennino.

Info e partecipazione
Per operare una corretta selezione dei partecipanti all’evento, indirizzando ad una degustazione e ad un consumo consapevole dei vini e dei prodotti gastronomici regionali, è previsto per la tappa un ticket d’ingresso fissato a 35 euro. Il ticket nel rispetto delle normative dettate dall’emergenza Covid 19 dovrà essere acquistato anticipatamente sul sito www.shop.emiliaromagnavini.it in modo da evitare file ed assembramenti al desk d’ingresso. Il ticket comprende la Guida “Emilia-Romagna da Bere e da Mangiare” e la cena-degustazione. In caso di annullamento dell’evento per volontà degli organizzatori il ticket sarà rimborsato. Non è previsto invece alcun rimborso per l’eventuale rinuncia volontaria da parte dei partecipanti.

 

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

Frutticoltura protetta: convegno e area dinamica a Macfrut 2021

Cesena (24 agosto 2021) – In frutticoltura il controllo delle avversità con metodi a basso impatto viene per lo più realizzato con sistemi di prevenzione di tipo fisico. La protezione degli impianti di ciliegio e delle altre specie frutticole con teli o reti può garantire una difesa più o meno totale da rilevanti avversità di varia natura: atmosferiche, gelate primaverili, grandine, vento, l’eccessiva insolazione. Non solo. Le barriere fisiche sono altrettanto utili per contenere i danni sui frutti maturi causati dagli uccelli e soprattutto da nuovi insetti alieni (drosofila e cimice asiatica in primis). In questo panorama le coperture antipioggia e i sistemi di difesa multifunzionali rappresentano attualmente la soluzione più idonea per garantire produzioni ecosostenibili e di elevata qualità.

E proprio per la centralità del tema per il settore, Macfrut, Fiera internazionale dell’ortofrutta, ospita un focus in programma martedì 7 settembre alle ore 15 al Rimini Expo Center. “Le nuove frontiere della frutticoltura protetta”, questo è il titolo del convegno organizzato da Macfrut in collaborazione gli atenei di Bologna, Modena e Reggio e Ancona. Tre gli interventi previsti tutti a tema frutticoltura protetta. Apre i lavori Davide Neri (Università delle Marche) su “Le coperture multifunzionali in frutticoltura”, a seguire Stefano Lugli (Università di Modena e Reggio Emilia) su “Le coperture nel ciliegio”, per chiudere con Rino Ghelfi (Università di Bologna) su “Sostenibilità economica degli investimenti nella frutticoltura protetta”.

Al termine del convegno è prevista una visita guidata nell’area dinamica con la possibilità di vedere in presa diretta le ultime novità proposte dalle principali aziende del settore.

Spiega Stefano Lugli dell’Università di Modena e Reggio a commento della tematica al centro del convegno: “Altri aspetti positivi dell’utilizzo delle coperture multitasking in frutticoltura sono la drastica riduzione dei trattamenti con pesticidi e il miglioramento della qualità dei frutti, che possono essere raccolti allo stadio ottimale di maturazione: ciò che chiede oggi il consumatore, un prodotto sano e di qualità. Come tutti gli investimenti, va attentamente valutata la sostenibilità economica di interventi strutturali sicuramente efficaci ma altrettanto onerosi. Tutti temi al centro dell’evento ospitato a Macfrut”.

 

Ufficio Stampa Macfrut

Assolto a larga maggioranza il Pci

San Mauro Pascoli (11 agosto 2021) – Nella notte delle stelle cadenti risplende quella del Partito comunista italiano. Che porta a casa un’assoluzione netta nel Processo del 10 agosto a San Mauro Pascoli organizzato da Sammauroindustria, evento aperto dal suo presidente Daniele Gasperini. Il responso popolare dei partecipanti per alzata di paletta a Villa Torlonia, parla di 376 voti per l’assoluzione e 95 per la condanna. Tenuto conto che i presenti erano circa 500 (tutti muniti di green pass), il verdetto si fa quasi plebiscitario. E al presidente del Tribunale Miro Gori, non è restato che prenderne atto e confermare “l’assoluzione con formula piena del Pci”.

Eppure le “magagne” del Pci non erano state sottaciute dall’accusatore Giuseppe Chicchi, ex parlamentare ed ex sindaco di Rimini. La più grave: la dipendenza da Mosca. “Il Pci ha avuto un rapporto subalterno all’Urss e non ha avuto il coraggio di rompere quando in tante circostanza era possibile farlo. È stato un partito al guinzaglio che ha limitato persino la sua azione riformista in nome degli equilibri internazionali e ha sempre messo in primo piano gli interessi di Mosca. Berlinguer intuì i limiti di tutto ciò ma fu tardivo nella sua azione. L’emblema di tutto è il 1989: crollano i regimi comunisti e crolla di conseguenza anche il Pci che perde la sua identità. Il cambio di nome di Occhetto non fu altro che la rappresentazione della fragilità del comunismo in Italia”.

Accuse dure, dunque, tanto più perché arrivate da sinistra. “C’è un episodio sintomatico nel Pci, nel 1926 quando Gramsci scrive a Togliatti che si trovava a Mosca nel pieno delle purghe staliniane. In quella lettera Gramsci evidenzia la centralità della società civile; il processo rivoluzionario deve essere prima sociale poi politico. E questa è una visione che è mancata al Pci”.

Il finale non ammette dubbi: “Il Pci deve essere condannato per il suo rapporto di subalternità all’Urss”.

Discorso diverso per la politologa Nadia Urbinati, la cui difesa ha fatto perno sulla “centralità del Pci nella costruzione ed estensione della democrazia in Italia”. E sul rapporto con Mosca: “E’ vero che ci fu dipendenza ma anche tensione altissima con Berlinguer. Nel Congresso del Pcus nel 1976 il segretario del Pci ribadì la centralità di valori come democrazia e pluralismo, e questo provocò gravi scontri”.

Ma è sul ruolo del Pci nella società italiana che ha posto l’accento la docente della Columbia University. “Il Pci si muove su un doppio binario: la creazione di un partito organizzato e radicato nella società; essere l’asse portante della nascente democrazia attraverso un patto costituente. Il partito fa un’attenta lettura della sconfitta del fascismo e si muove in questa doppia direzione”. Negli anni ’70 molto si attuò della democrazia progressiva (sistema sanitario nazionale, nuovo diritto di famiglia, legge sul divorzio, articolazione amministrativa…) e il Pci ebbe un ruolo centrale in questo percorso grazie alla sua forza nella società. Questo cambiò l’Italia e anche il Pci, soprattutto dopo la vittoria alle amministrative del ‘75. Molti quadri vengono catapultati nel Parlamento, e si sviluppa una capacità di governo nei territori in ambito amministrativo, fatta di servizi e pragmatismo nelle risposte, lontana dall’alone ideologico del partito. Il modello emiliano-romagnolo nasce in questo modo”.

L’appello al voto: “Il Pci deve essere assolto per la sua funzione fondativa della democrazia e per la formazione di cittadini capaci di costruire una società a misura d’uomo”.

L’esito del voto non ammette discussioni con il Presidente del Tribunale Miro Gori che legge il responso: “376 voti per l’assoluzione e 95 per la condanna. Il Pci è assolto”.

 

Ufficio Stampa PrimaPagina Cesena

Tramonto DiVino sbarca nella storica tappa di Cesenatico

Cesenatico (5 agosto 2021) – Il tour di Tramonto DiVino sbarca a Cesenatico nella suggestiva piazza Spose di Marinai. Appuntamento venerdì 6 agosto dalle 19.30 con il road show del gusto insieme ai vini regionali abbinati ai prodotti Dop e Igp, in un percorso di divulgazione e degustazioni guidate, in compagnia dei sommelier di Ais Emilia e Romagna, i principali consorzi regionali e i cuochi di CheftoChef.

“È un onore per Cesenatico ospitare uno degli appuntamenti di Tramonto DiVino e credo che la suggestiva location di Piazza Spose dei Marinai sia un abbinamento perfetto – le parole del Sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli -. La cucina, con le sue tradizioni, rappresenta una delle anime di Cesenatico con il nostro territorio che è impreziosito da diverse eccellenze che attraggono i turisti e riescono ancora a sorprendere chi qui ci è cresciuto e ci vive. Eventi come Tramonto DiVino rappresentano un’occasione turistica fondamentale nella nostra offerta estiva e per questo ringrazio come sempre gli organizzatori”.

La serata già sold out nel giro di pochi giorni (organizzata in sicurezza con prenotazione obbligatoria al portale www.shop.emiliaromagnavini.it, ingressi contingentati e servizio ai tavoli) si apre con un assaggio e il racconto di vari prodotti tipici regionali: Mortadella Bologna Igp, le tre Dop Piacentine (Coppa, Pancetta, Salame), Prosciutto di Modena Dop e Prosciutto di Parma Dop, Parmigiano Reggiano Dop, Olio EVO di Brisighella Dop, Piadina Romagnola Igp, Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp, Aceto Balsamico di Modena Igp, Squacquerone di Romagna Dop & friends della Centrale del Latte di Cesena.

A seguire palcoscenico per il 2 Stelle Alberto Faccani dell’associazione CheftoChef insieme a Carla Brigliadori maestra di cucina della scuola di Casa Artusi. Tre le proposte con particolare riferimento alla cucina artusiana: Lasagnetta dell’Adriatico; Carbonara di Cozze di Romagna e Patata di Bologna Dop al profumo di Pancetta Piacentina Dop; Sfera di Zuppa inglese (libera interpretazione della ricetta artusiana 675).

Serata speciale per cinque prodotti tipici al centro di un caratteristico storytelling: Aceto Balsamico tradizionale di Modena Dop, Salumi Piacentini DOP (Coppa, Pancetta e Salame), Patata di Bologna Dop, Pesca e Nettarina di Romagna Igp, Squacquerone di Romagna Dop.

Ad abbinare e raccontare i vini nel calice, i sommelier di Ais in carte vini pensate ad hoc con almeno 15 referenze a tavolo tratte dalla guida “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare”. In degustazione le principali referenze regionali, con due vini nel ruolo di protagonisti della serata: Romagna Albana Docg secco e Colli Bolognesi Pignoletto Docg, raccontati dai sommelier Vitaliano Marchi referente Romagna della guida Vitae e Annalisa Barison presidente Ais Emilia.

A servire e impiattare il meglio delle eccellenze del food emiliano romagnolo ci saranno gli allievi dell’Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi di Forlimpopoli e dello Ial di Cesenatico.

Quella a Cesenatico è la terza tappa tour, quella che chiude il percorso in Romagna (Cervia e Forlimpopoli). Il settembre è emiliano, a Ferrara (1 settembre), Reggio Emilia (8 settembre) e Piacenza (18 settembre). Il gran finale è a Bologna (21 novembre) in occasione del Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier ospitato quest’anno in Emilia Romagna.

Chi organizza
Tramonto DiVino è organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena insieme alle Ais di Emilia e Romagna, con il sostegno dell’Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Enoteca Regionale Emilia-Romagna, APT Servizi, Unioncamere Emilia-Romagna, e in collaborazione con CasArtusi, CheftoChef. Partner dell’edizione 2021 sono i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Coppa di Parma, Salame Felino, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Salamini italiani alla cacciatora, Squacquerone di Romagna (rappresentata dalla Centrale del Latte di Cesena), Olio Extravergine di Oliva di Brisighella, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio-Emilia, Patata di Bologna, Aceto Balsamico di Modena, Piadina Romagnola, Riso del Delta del Po’, Anguria Reggiana, Scalogno di Romagna.

Info e partecipazione
Per operare una corretta selezione dei partecipanti all’evento, indirizzando ad una degustazione e ad un consumo consapevole dei vini e dei prodotti gastronomici regionali, è previsto per la tappa un ticket d’ingresso fissato a 35 euro. Il ticket nel rispetto delle normative dettate dall’emergenza Covid 19 dovrà essere acquistato anticipatamente sul sito www.shop.emiliaromagnavini.it in modo da evitare file ed assembramenti al desk d’ingresso. Il ticket comprende la Guida “Emilia-Romagna da Bere e da Mangiare” e la cena-degustazione. In caso di annullamento dell’evento per volontà degli organizzatori il ticket sarà rimborsato. Non è previsto invece alcun rimborso per l’eventuale rinuncia volontaria da parte dei partecipanti.

 

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

Parte da Casa Artusi il nuovo Manifesto della cucina in casa

Massimo Montanari e Alberto Capatti
Massimo Montanari (a sinistra) e Alberto Capatti

“La cucina di casa è una scelta politica, è libertà e ricerca identitaria”. Così recita il nuovo Manifesto della cucina in casa, firmato da Alberto Capatti e Massimo Montanari, rispettivamente Direttore e Presidente del Comitato Scientifico di Casa Artusi, massimi esperti della cultura del cibo.

E proprio a partire da questo Manifesto, che comprende anche un decalogo artusiano e i valori della cucina domestica, si svilupperanno i lavori del Forum nazionale della cucina di casa che si terrà online nella mattinata del 4 agosto, giorno del compleanno di Pellegrino Artusi. L’evento, che si inserisce nel programma della Festa Artusiana (in corso a Forlimpopoli fino all’8 agosto) segna idealmente la conclusione dell’anno di celebrazioni per il 200° anniversario del grande Pellegrino, si terrà online a partire dalle ore 11 e ci si potrà registrare tramite il sito di Casa Artusi oppure seguire sulla pagina Facebook di Casa Artusi.

“Abbiamo chiamato a raccolta – spiega la Presidente di Casa Artusi Laila Tentoni – le Associazioni impegnate a promuovere la cultura della cucina di casa, del saper-fare e della memoria del cibo come momento di arrivo e di ripartenza. A loro abbiamo sottoposto il documento redatto da Alberto Capatti e Massimo Montanari e ne abbiamo chiesto la condivisione con contributi video che puntualmente sono arrivati. Bellissimi. L’obiettivo di Casa Artusi, con questa iniziativa, è di costruire  un lavoro di rete da percorre insieme sotto la guida di Pellegrino Artusi e della sua intramontabile Scienza in cucina”.

Il programma dei lavori

Ad aprire i lavori del Forum, il saluto della Sindaca di Forlimpopoli Milena Garavini, a cui seguirà l’intervento introduttivo della Presidente di Casa Artusi. Modera l’appuntamento Mattia Fiandaca, gastronomo.

In scaletta gli interventi di approfondimento di Alberto Capatti, Massimo Montanari e di Maddalena Fossati, Direttrice de La Cucina Italiana, a testimonianza  della sinergia con Casa Artusi verso il riconoscimento della cucina di casa italiana come Patrimonio Immateriale Unesco.

Previste inoltre le testimonianze di cucina di casa italiana nel mondo, dal lontano Cile e dall’Argentina ad  esempio di chi racconta con il fare pratico l’identità domestica italiana.

A chiudere il saluto di adesione delle Associazioni e delle realtà che fino ad oggi hanno condiviso il Manifesto della cucina in casa. Per tutta la giornata del 4 agosto inoltre sulla pagina facebook di Casa Artusi verranno condivisi i contributi video e le testimonianze delle circa venti realtà a rappresentanza del territorio nazionale.

Pellegrino Artusi, nel giorno del suo compleanno potrà festeggiare con ciò che amava di più: la cultura del bello e del buono e le diversità della cucina di casa italiana. A Casa Artusi l’impegnativo, ma appassionante compito di non interrompere mai l’importante lavoro da lui iniziato.

Il Forum nazionale della cucina di casa rientra nel progetto delle celebrazioni artusiane del Comune di Forlimpopoli sostenuto dalla Regione Emilia – Romagna.

 

La Patata di Bologna DOP interpretata dal 2 Stelle Alberto Faccani

Bologna (3 agosto 2021) – La Patata di Bologna Dop interpretata da un grande chef, il 2 Stelle Alberto Faccani. Lo farà a Cesenatico venerdì 6 agosto al calar del sole nella suggestiva piazza spose dei Marinai affacciata sul mare. L’occasione è la terza tappa di Tramonto DiVino, il tour del gusto dedicato alla valorizzazione dei prodotti Dop e Igp dell’Emilia Romagna abbinati ai grandi vini regionali proposti dai sommelier di Ais Emilia e Romagna.

Nell’evento a Cesenatico la Patata di Bologna Dop sarà il prodotto protagonista in uno show cooking condotto dallo stellato Alberto Faccani, del ristorante Magnolia di Cesenatico e rappresentante dell’Associazione CheftoChef, insieme a Carla Brigliadori maestra di cucina della scuola di Casa Artusi di Forlimpopoli. Il piatto proposto e raccontato una Carbonara di Cozze di Romagna e Patata di Bologna Dop al profumo di Pancetta Piacentina Dop.

“La Patata di Bologna Dop oltre ad essere unica, nella varietà Primura, è un prodotto estremamente versatile, tanto da essere sempre più apprezzato dalle grandi firme della cucina italiana – afferma Davide Martelli, Presidente del Consorzio di Tutela Patata di Bologna DOP – Unica patata gourmet nel mercato italiano, è un prodotto che può essere utilizzato anche nei piatti della tradizione. L’interpretazione da parte di un grande chef come Alberto Faccani e in abbinamento con i vini regionali proposti dai sommelier Ais, dà l’idea del grande potenziale che ha il prodotto tanto che abbiamo in progetto una importante iniziativa insieme ad alcuni rinomati ristoranti di Bologna e provincia”.

L’evento si svolgerà nella suggestiva piazza Spose dei Marinai a Cesenatico e nel giro di pochi giorni ha già registrato il sold out.

 

 

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

Tramonto DiVino brinda al compleanno di Pellegrino Artusi

Forlimpopoli (3 agosto 2021) – Si brinda al compleanno di Pellegrino Artusi con la tappa di Forlimpopoli di Tramonto DiVino. Il giorno è quel 4 agosto che 201 anni fa diede i natali al padre della cucina italiana, festeggiato mercoledì prossimo dalle 19.30 nella centrale piazza Garibaldi. L’occasione è la seconda tappa del road show del gusto che vede protagonisti i vini regionali insieme ai prodotti Dop e Igp, evento che da sedici anni racconta le eccellenze wine&food dell’Emilia-Romagna, in un percorso di divulgazione e degustazioni guidate, insieme ai sommelier di Ais Emilia e Romagna e ai principali consorzi regionali.

La serata già sold out (organizzata in sicurezza con prenotazione obbligatoria al portale www.shop.emiliaromagnavini.it, ingressi contingentati e servizio ai tavoli) si apre con una girandola di assaggi di vari prodotti certificati: Parmigiano Reggiano Dop, Mortadella Bologna Igp, Salumi Piacentini Dop, Piadina Pomagnola Igp, Aceto Balsamico di Modena Igp, Squacquerone di Romagna Dop e degustazione di formaggi km 0.

A seguire spazio alla verve creativa di un grande chef, Paolo Teverini dell’associazione CheftoChef insieme a Carla Brigliadori maestra di cucina della scuola di Casa Artusi. Tre i piatti proposti con particolare riferimento alla cucina artusiana: Malfattini come un risotto con Tartufi neri estivi di Romagna e Scalogno di Romagna Igp; Tagliata di Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp, salsa al rosmarino e battuta di zucchine e menta con pomodorini confit. (ricetta artusiana 45); Dolce Torino con gelato al fior di latte e frutti di bosco (ricetta artusiana 649).

Previsto un pre-dessert con Dadolata di Anguria Reggiana Igp, prodotto protagonista della serata insieme allo Scalogno di Romagna Igp e Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp.

Ad abbinare e raccontare i vini nel calice, i sommelier di Ais in carte vini pensate ad hoc con almeno 15 referenze a tavolo tratte dalla guida “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare”. In degustazione le principali referenze regionali, con due vini nel ruolo di protagonisti della serata: Romagna Doc Sangiovese e il Gutturnio Doc.

A servire e impiattare il meglio delle eccellenze del food emiliano romagnolo ci saranno gli allievi dell’Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi di Forlimpopoli diretti e coadiuvati dal maitre Stefano Buda.

Il tour di Tramonto DiVino 2021 ha fatto il suo esordio a Cervia e dopo Forlimpopoli nell’ambito della Festa Artusiana (4 agosto) approda a Cesenatico (6 agosto). Il settembre è emiliano, a Ferrara (1 settembre), Reggio Emilia (8 settembre) e Piacenza (18 settembre). Il gran finale è a Bologna (21 novembre) in occasione del Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier ospitato quest’anno in Emilia Romagna.

Chi organizza
Tramonto DiVino è organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena insieme alle Ais di Emilia e Romagna, con il sostegno dell’Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Enoteca Regionale Emilia-Romagna, APT Servizi, Unioncamere Emilia-Romagna, e in collaborazione con CasArtusi, CheftoChef. Partner dell’edizione 2021 sono i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Coppa di Parma, Salame Felino, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Salamini italiani alla cacciatora, Squacquerone di Romagna (rappresentata dalla Centrale del Latte di Cesena), Olio Extravergine di Oliva di Brisighella, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio-Emilia, Patata di Bologna, Aceto Balsamico di Modena, Piadina Romagnola, Riso del Delta del Po’, Anguria Reggiana, Scalogno di Romagna.

Info e partecipazione
Per operare una corretta selezione dei partecipanti all’evento, indirizzando ad una degustazione e ad un consumo consapevole dei vini e dei prodotti gastronomici regionali, è previsto per la tappa un ticket d’ingresso fissato a 35 euro. Il ticket nel rispetto delle normative dettate dall’emergenza Covid 19 dovrà essere acquistato anticipatamente sul sito www.shop.emiliaromagnavini.it in modo da evitare file ed assembramenti al desk d’ingresso. Il ticket comprende la Guida “Emilia-Romagna da Bere e da Mangiare” e la cena-degustazione. In caso di annullamento dell’evento per volontà degli organizzatori il ticket sarà rimborsato. Non è previsto invece alcun rimborso per l’eventuale rinuncia volontaria da parte dei partecipanti.

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

Processo al Partito Comunista Italiano

San Mauro Pascoli (31 luglio 2020) – Le strade del Processo di San Mauro Pascoli ancora una volta incrociano quelle della sinistra italiana. In passato alla sbarra erano finiti Palmiro Togliatti (2008) e la Rivoluzione Russa (2017), martedì 10 agosto a Villa Torlonia a San Mauro Pascoli (ore 21) sarà la volta del Partito Comunista italiano. L’imputato non è scelto a caso, dal momento che quest’anno ricorrono i cent’anni della sua fondazione, in un secolo di vita e di militanza che ha segnato la storia d’Italia.

Edizione numero 21 del Processo, l’evento dell’estate in Riviera, come sempre organizzato da Sammauroindustria, l’associazione pubblico-privato che coniuga il grande distretto economico della calzatura sammaurese a quello socio-culturale. A guidare l’accusa sarà un ex deputato nonché ex sindaco di Rimini, con un curriculum tutto di sinistra, Giuseppe Chicchi. In difesa del Pci sarà la politologa docente alla Columbia University Nadia Urbinati.

Presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori, fondatore del Processo e direttore di Sammauroindustria. Lo scenario dell’evento è sempre la Torre di pascoliana memoria a San Mauro Pascoli, luogo dal forte carico simbolico: amministrata da Ruggero Pascoli, padre di Giovanni Pascoli, ucciso da ignoti proprio il 10 agosto del 1867.

Il verdetto del Processo viene emesso dal pubblico presente munito di paletta. L’ingresso è libero, limitato a 430 persone a causa delle restrizioni Covid.

Perché processare il Pci
Che il Partito Comunista abbia segnato un secolo di storia d’Italia sono tutti d’accordo. Il punto che divide è: in quale modo? Per i difensori, centrale rimane la sua lotta al fascismo, la centralità dei diritti sociali, così come l’inserimento delle masse all’interno delle istituzioni democratiche nel secondo dopoguerra in quella che lo storico Pietro Scoppola chiamò la “Repubblica dei partiti”. Gli accusatori mettono in rilievo la doppiezza che ha caratterizzato la storia del Pci, in quel dualismo tra fedeltà alla linea di Mosca e rispetto per le istituzioni democratiche mai chiarito del tutto.

Interessante il dettaglio dell’evento a San Mauro Pascoli: a scontrarsi saranno due romagnoli, Chicchi-Urbinati, due figli di una terra nella quale il Partito comunista per decenni è stato con il maggiore seguito da parte dei cittadini.

Accusa/difesa atto primo
Secondo l’accusatore Giuseppe Chicchi, “Il seme della crisi del PCI va cercato all’inizio della sua storia, nel rapporto con l’influenza della Rivoluzione di Ottobre e con l’arretratezza sociale ed economica dell’URSS, con la collettivizzazione delle terre, il superamento della NEP di Lenin e l’industrializzazione forzata di Stalin. In qualche modo si può affermare che la ‘svolta’ di Occhetto dopo il tragico 1989, è stata la conseguenza di quel lontano atto di subalternità che un partito dell’Occidente, figlio della Rivoluzione Francese, fu indotto a compiere dalle tragiche circostanze che produssero il proliferare dei fascismi in Europa, e di conseguenza il Secondo conflitto mondiale”.

Diverso il punto di vista di Nadia Urbinati: “La storia del Partito comunista italiano si innerva in quella del nostro Paese e continente nel corso del secolo moderno più tragico e sanguinoso. Del Novecento il Pci ha contribuito a creare e ha rappresentato grandi aspettative di rinnovamento: dalla lotta per la libertà politica contro il nazi-fascismo, alla scrittura della Costituzione, al consolidamento della democrazia parlamentare, alle lotte sociali per la giustizia e la dignità dei lavoratori e delle donne. La storia del Partito comunista italiano è essenziale per comprendere la storia della democratizzazione nel nostro paese e non solo”.

Info di servizio sul 10 agosto
L’accesso alla manifestazione è consentito dalle ore 20,00. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (430). In caso di maltempo, il Processo si svolgerà nella Sala del Teatro (100 posti).

Un po’ di storia del Processo del 10 agosto
Promosso da Sammauroindustria, il Processo è nato nel 2001 dall’idea di riaprire il caso sull’omicidio del padre del Poeta, Ruggero Pascoli, assassinato in un agguato il 10 agosto del 1867. Da quella prima intuizione si sono susseguiti, il 10 agosto di ogni anno, altri Processi su personaggi che hanno fatto la storia della Romagna (e non solo): il Passatore di Romagna (2002), La cucina romagnola (2003), Romagna di Mussolini (2004), Mazzini (2005), Secondo Casadei (2006), Garibaldi (2007), Togliatti (2008), Badoglio (2009), il Romagnolo (2010), Cavour (2011), Processo d’Appello Pascoli (2012), Rubicone (2013), Pellegrino Artusi (2014), Il ’68 (2015), Giulio Cesare (2016), Rivoluzione Russa (2017), Romagna delle 5 Marce su Roma (2018), Machiavelli (2019), I Vitelloni (2020).

Chi sono i protagonisti del Processo.
Giuseppe Chicchi. Residente a Rimini sin dall’infanzia, ha insegnato letteratura italiana e storia per dodici anni nelle scuole medie superiori. Nel 1980 è stato eletto in Consiglio Regionale. Dal 1981 al 1990 è stato Assessore della Regione Emilia Romagna: fino al 1987 all’Ambiente e Lavori pubblici, dall’87 al ‘90 al Turismo e Commercio. È stato Sindaco di Rimini dal giugno 1992 al 1999, realizzando il piano delle grandi infrastrutture. Dal 2002 al 2006 è stato Amministratore Delegato dell’Azienda di Promozione Turistica della Regione Emilia Romagna. Dal 2006 al 2008 è stato Deputato nella XV legislatura, durante il secondo Governo Prodi. Ha seguito come relatore il PdL sulla Riforma degli Ordini Professionale. Ha presentato progetti di legge in materia turistica e proposte relativi alla riforma del Titolo V della Costituzione. Dal 2005 al 2015, come docente a contratto, ha insegnato Economia del Turismo presso la Facoltà di Economia de “La Sapienza” di Roma, master e biennio di laurea specialistica. Dal 2009 al 2018 ha pubblicato, con Capitani editore e Il Girasole, quattro romanzi: La Formazione, Formiche, Due Padri, La Partecipanza.

Nadia Urbinati. Professore ordinario di teoria politica alla Columbia University di New York. Ha insegnato presso New York University, The New School for Social Research, University of Pennsylvania, San Universidade Estadual de Campinas (UNICAMP) in Brasile, Sciences Po (Parigi), Università Bocconi e Università San Raffaele. È visiting professor permanente alla Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa. Nel 2008 il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana. I suoi interessi si concentrano sul pensiero politico moderno e contemporaneo, con particolare attenzione al liberalismo, la democratica, la teoria della rappresentanza politica e della sovranità, e più di recente il populismo. Tra le opere pubblicate in lingua inglese, tradotte in diverse lingue europee e asiatiche, si ricordano: Representative Democracy: Principles and Genealogy (Chicago 2006), Democracy Disfigured: Opinion, Truth and The People (Harvard 2014), The Tyranny of the Moderns (Yale 2015), and Me The People: How Populism Transforms Democracy (Harvard 2019). Il suo più recente libro italiano è I pochi contro i molti. Il conflitto politico nel XXI secolo (Laterza, 2020). Nel 2016 ha ricoperto l’incarico di Presidente di Libertà e Giustizia. Collabora al quotidiano “Domani”. Scrive per diversi quotidiani cartacei e online, italiani e stranieri.

Gianfranco Miro Gori. Detto Miro, in ricordo dello zio materno partigiano della 29ª Brigata Gap “Gastone Sozzi”, è nato e cresciuto a San Mauro Pascoli, comune di cui è stato sindaco. Ha scritto testi poetici, letterari e saggistici, ma soprattutto si è occupato di cinema, sia sul versante della critica e della storia del cinema, sia su quello dell’organizzazione della cultura cinematografica. Ha ideato e diretto la cineteca di Rimini, organizzato festival (Riminicinema e Anteprima per il cinema indipendente), manifestazioni culturali in Italia e all’estero (tra le altre “Rimini et le cinéma” al Centre Pompidou), collaborato a opere collettive, quotidiani e riviste, e scritto un certo numero di saggi tra cui, tra i primi in Italia, un gruppo dedicato ai rapporti cinema e storia. I suoi ultimi libri sono: Le radici di Fellini romagnolo del mondo (Il Ponte Vecchio, 2016), Il cinema nel fascismo (curatela con Carlo De Maria, Bradypus, 2017), Rimini nel cinema. Immagini e suoni di una storia ultracentenaria (Interno4, 2018), Cinema e Resistenza. Immagini della società italiana, autori e percorsi biografici dal fascismo alla Repubblica (curatela con Carlo De Maria), (Bradypus, 2019). Nel 2001 ha fondato il Processo del X agosto nella Torre.

 

 

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