Bertinoro Fc (4 ottobre 2021) – Arriva dalla Toscana, ed è la prima volta, il vincitore della V edizione del Master Romagna Albana Docg. Più precisamente da Livorno, dove conduce un locale. Si chiama Massimo Tortora e domenica scorsa (3 ottobre) a Bertinoro ha sbaragliato tutti e conquistato 2mila euro del Consorzio Vini di Romagna e il titolo di ambasciatore dell’Albana, il vitigno principe della Romagna, prima Docg di un bianco in Italia nel 1987.
Il Master è organizzato da Ais Romagna, Comune di Bertinoro, Consorzio Vini di Romagna, Consorzio Vini di Bertinoro.
Master, da 17 a 4 Molto combattuta la gara che la mattina ha messo a confronto nella prova scritta 17 sommelier da sette territori d’Italia. Il responso ha portato alla finale a quattro tra Luca Matarazzo (Salerno), Natalia Mochi (Montecatini), Costanzo Benedetta (Arezzo) e Massimo Tortora (Livorno). Tre toscani, un campano e nessun romagnolo nel podio: era la prima volta.
I quattro si sono cimentati in varie prove davanti a un folto pubblico nella Chiesa di San Silvestro: degustazione, presentazione davanti a due ipotetici clienti, comunicazione, servizio, abbinamento con alcuni piatti, storia del vitigno. A giudicare i sommelier una giuria di esperti dal mondo del vino e della sommellerie: Roberto Giorgini (presidente Ais Romagna), Antonello Maietta (Presidente Ais nazionale), Simone Loguercio (migliore sommelier d’Italia 2018 e componente Ais nazionale concorsi), Giancarlo Mondini (Ais Romagna), Andrè Senoner (vincitore Master 2020), Mauro Sirri (Vice Presidente Consorzio Vini di Romagna), Pierluigi Zama (Presidente Assoenologi Romagna).
Vince Tortora di un solo punto Che sia stato un confronto giocato sul filo di lana lo ha comunicato il presidente nazionale di Ais (Associazione Italiana sommelier) Antonello Maietta nell’annunciare il vincitore “prevalso di un solo punto”. E aggiungendo: “Faccio i complimenti a tutti i partecipanti, ho assistito a un livello di preparazione molto alto, tanto che non è stato semplice il lavoro della giuria”.
Il responso infatti ha visto il successo di Massimo Tortora su Luca Matarazzo al termine di un confronto serratissimo. Podio ex aequo per Benedetta Costanzo e Natalia Mochi. A premiare il vincitore Mauro Sirri insieme ad Antonello Maietta e Roberto Giorgini.
A Benedetta Costanzo è andato il Premio Speciale al Miglior Sommelier comunicatore del Romagna Docg Albana scelto da una giuria di giornalisti e produttori.
La quinta edizione è stata dedicata alla memoria del romagnolo Terenzio Medri, presidente nazionale di Ais dal 2002 al 2010, nonché fiduciario di Ais Romagna. Scomparso due anni fa, Ais Romagna ha donato una speciale targa alla moglie Luciana presente all’evento.
Parla il vincitore Miglior sommelier della Toscana (2016) e di recente migliore sommelier del Sagrantino (2020), la sua strada già tre volte si era incrociata con la Romagna. Non con l’Albana, bensì col Master del Sangiovese, con due secondi posti e un terzo. Il gradino più alto invece è arrivato con l’Albana. Tortora è sommelier professionista dal 2011, a Livorno gestisce un locale.
“Devo dire che non mi aspettavo di vincere – ha detto a caldo – L’Albana l’ho scoperta nei corsi Ais, mi ha incuriosito l’essere stata la prima Docg d’Italia di un bianco. Ho iniziato ad approfondirla sino a metterla in carta nel mio locale a Livorno. È tra i grandi bianchi nel nostro Paese, è un vitigno in crescita grazie a produttori che ne sanno esaltare la sua versatilità nelle diverse versioni”.
Riguardo il ruolo di ambasciatore: “La farò conoscere in Toscana e organizzerò eventi a tema nel mio locale e in giro per il territorio. Sono poi a disposizione per iniziative di Ais Romagna e del Consorzio vini. Cosa farò con i 2mila euro del premio? Li investirò in vino. E soprattutto amplierò la carta Albana del mio locale”.
Il Master dell’Albana è stato ospitato nell’ambito della manifestazione “Vino al vino promosso dal Comune di Bertinoro, dal Consorzio Vini di Romagna, dal Consorzio Vini di Bertinoro e da Ais Romagna.
I vincitori del Master Romagna Albana Edizione 2017: Marco Casadei (Romagna);
Edizione 2018: Carlo Pagano (Molise);
Edizione 2019: Gilles Coffi Degboe (Romagna);
Edizione 2020: Andrè Senoner (Trentino Alto Adige).
Edizione 2021: Massimo Tortora (Toscana).
Rimini (1 ottobre 2021) – Si svelano i primi nomi della quinta edizione di Fattore R, il Romagna Economic Forum a Rimini (Grand Hotel venerdì 15 ottobre prossimo). La kermesse dell’economia della Romagna, che chiama a raccolta istituzioni, economisti, imprenditori per “disegnare” il futuro del territorio, vedrà la partecipazione della economista Veronica De Romanis docente alla Stanford University di Firenze e alla Luiss di Roma. Noto volto televisivo, conosciuta anche per la sua attività pubblicistica su quotidiani e siti di settore, l’economista analizzerà le opportunità per l’Italia del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), con particolare riferimento alla Romagna. Uno sguardo tra nazionale e locale, a completamento dell’intervento del Nobel americano Michael Spence, anch’egli a Fattore R, che parlerà da un’ottica globale per approdare al tessuto della Romagna.
Cinque sono i focus di giornata declinati nel contesto della Romagna su macroaree di discussione: Qualità della vita; Territori del futuro; Green Life; Mobilità sostenibile; New Agricolture. In programma anche due tavole rotonde con rappresentanti del mondo imprenditoriale. Inoltre, EY presenterà una analisi di tre distretti della Romagna (alimentare, calzaturiero e turismo), mentre la Camera di Commercio della Romagna farà una fotografia del contesto economico del territorio.
Tra gli interventi degli imprenditori ci sarà quello di NerioAlessandri, Fondatore e Presidente di Technogym, che parlerà di “Romagna, economia del benessere come opportunità”, portando la testimonianza del progetto Wellness Valley per creare in Romagna il primo distretto al mondo sul benessere e la qualità della vita con benefici economici e sociali in termini di salute della popolazione.
A condurre Fattore R, i giornalisti Simona Branchetti di Mediaset e Gianluca Semprini Rai, mentre la chiusura della giornata è affidata al Presidente della Regione Emilia-Romagna StefanoBonaccini.
“Questa edizione di Fattore R si caratterizza per alcuni aspetti significativi – spiega Lorenzo Tersi, consigliere di Cesena Fiera con delega Fattore R – Una scelta di campo nella direzione della parità di genere degli ospiti, convinti che è un tassello centrale per la crescita della Romagna. In secondo luogo la messa in relazione di Pil (Prodotto interno lordo) e Bil (Benessere interno lordo), consapevoli che benessere e qualità della vita di un territorio sono il prodotto di tanti fattori messi insieme. Fattori che nel loro insieme danno vita a quello che abbiamo chiamato Fattore R”.
Fattore R Giunto alla quinta edizione, il Romagna Economic Forum è organizzato da Cesena Fiera, EY, Confindustria Romagna e BPER Banca, con la compartecipazione della Camera di Commercio della Romagna e Città Romagna, corporate partner Technogym, il supporto di Confcommercio cesenate e media partner Natlive.
Bertinoro (28 settembre 2021) – È il vitigno bianco per eccellenza esclusiva assoluta della Romagna. L’Albana, prima Docg d’Italia di un vino bianco anno 1987, sarà protagonista della due giorni di “Vino al Vino” in programma a Bertinorosabato 2 e domenica 3 ottobre. Unico il contenitore promosso dal Comune di Bertinoro, due gli eventi ospitati nel centro storico della cittadina dell’ospitalità: la quinta edizione del Master Romagna Albana Docg di Ais Romagna e l’evento itinerante Albana Dèi del Consorzio Vini di Romagna.
Il tutto con un protagonista assoluto: l’Albana, sempre più nell’Olimpo dei grandi bianchi d’Italia, grazie al prezioso lavoro di tanti produttori che credono in questo “rosso travestito da bianco”, secondo la felice definizione di un critico. Epicentro di un vero e proprio rinascimento in Romagna, l’Albana si è imposta a consumatori e critica grazie alla sua versatilità nelle versioni secco e passito, fino all’ultima frontiera della macerazione in anfora, abbandonando il vecchio schema di vino dolce di fine pasto.
Un cambio di rotta riconosciuto dalle principali guide come nel caso l’ultima edizione della guida Ais “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare” 2021/2022 (uscita nel luglio 2021) che ha assegnato quasi un terzo dei vini “eccellenti” (punteggio massimo) ad Albana: su 55 vini top, ben 16 sono Albana nelle diverse tipologie. Lo stesso ha fatto il Gambero Rosso con i prestigiosi Tre Bicchieri 2022 assegnati per il secondo anno di fila a due Albana secco (quest’anno a Celli di Bertinoro e Monticino Rosso di Imola).
Il Master Romagna Albana Giunto alla quinta edizione, mette a confronto 17 sommelier degustatori da sette territori diversi (Puglia, Campania, Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia e Romagna) a testimonianza di come l’Albana sia sempre più trasversale a diverse regioni d’Italia. L’evento sarà anticipato sabato 2 ottobre nel pomeriggio nella Riserva storica da una degustazione di Albana insieme ai partecipanti al Master, mentre la sera alle 19.30 nella Rocca ci sarà una cena a tema dal significativo titolo “Aspettando il Master” a cura di Ais Romagna in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Artusi di Forlimpopoli (info: 0547 415249 – info@aisromagna.it tel. 3337148500).
Nella giornata di domenica 3 ottobre va in scena il Master, aperto la mattina alle prove di selezione a porte chiuse nella sala della Riserva Storica, da cui scaturiscono i 4 finalisti in gara davanti al pubblico alle ore 15.30 nella Chiesa di San Silvestro. Avvincente e tutto da seguire l’evento pomeridiano con i finalisti alle prese con degustazioni alla cieca, presentazione di fronte a ipotetici clienti, abbinamenti gastronomici, racconto su vecchie bottiglie, domande insidiose della giuria.
A decretare il vincitore, valutando le capacità di degustazione, comunicazione e racconto, competenza, studio e conoscenza dei vini, capacità manageriale e gestionale dei concorrenti, sarà una giuria di esperti, composta da rappresentanti della sommellerie nazionale e romagnola e del Consorzio Vini di Romagna. Ne fa parte, di diritto, anche il vincitore dell’edizione precedente del Master, l’altoatesino Andrè Senoner. Al vincitore vanno 2mila euro messi in palio dal Consorzio Vini di Romagna.
Una ulteriore Giuria formata da produttori determinerà un Premio Speciale al Miglior Sommelier comunicatore del Romagna Albana Docg scelto fra i quattro finalisti.
Albana Dèi Come nel 2020, posticipato di alcuni mesi rispetto al periodo abituale di svolgimento (maggio-giugno), in ottobre si svolgerà la nona edizione della selezione enologica Albana Dèi, da un’idea di Carlo Catani e Andrea Spada, promossa e coordinata dal Consorzio Vini di Romagna. Potendo contare su uno “zoccolo duro” di produttori che non hanno mai smesso di crederci e che commercializzano con successo anche oltre oceano, la prima Docg bianca d’Italia a essere stata riconosciuta deve continuare ad affermarsi con la forza di cui è capace e per le esperienze che “il giro delle Albane” è in grado di assicurare ai lovers. Un evento itinerante che toccherà alcuni dei borghi più belli della Romagna, a partire proprio da Bertinoro il 3 ottobre (ore 17 Piazza della Libertà il voto della giuria popolare), poi a seguire Castrocaro Terme, Mercato Saraceno, Oriolo dei Fichi (Faenza), Brisighella e Dozza (calendario in via di definizione). Come nell’edizione dello scorso anno, si replica il coinvolgimento diretto dei ristoranti, essendo l’abbinamento cibo-vino un connubio imprescindibile per la valorizzazione delle nostre eccellenze. Le Albane finaliste del concorso saranno quindi anche all’interno dei ristoranti che aderiranno all’iniziativa, con i clienti dei locali chiamati ad esprimere in un bel gioco enogastronomico le proprie preferenze, che si sommeranno ai giudizi raccolti dal pubblico nelle piazze in vista della classifica finale. Sabato 2 ottobre alle 18, inoltre, sulla terrazza dell’Enoteca Cà de Bè di Bertinoro, si terrà la tavola rotonda aperta al pubblico dal titolo: “Albana Day! È il momento dell’Albana”, chiacchierata con alcuni noti giornalisti del vino sui trend di mercato e le vie di consolidamento di questa unicità romagnola.
L’Albana, primadonna di Romagna Primo vino bianco in Italia ad aver ottenuto la Docg, correva l’anno 1987, a renderla inimitabile è la sua identità territoriale: i vitigni dell’Albana crescono in un’area di 818 ettari, dalle colline del Cesenate a quelle a sud di Bologna. Un centinaio le cantine produttrici, che ogni anno licenziano circa 756.400 bottiglie per 5.673 ettolitri (dati 2020 Consorzio Vini di Romagna). L’Albana è al centro di una vera e propria rinascita negli ultimi anni, basti pensare che nel 2017 le bottiglie prodotte erano 578.933. In soli tre anni, dunque, la crescita è stata di 177mila bottiglie (+30%).
In questo contesto, un posto di riguardo lo occupa la produzione delle colline di Bertinoro, per le quali gioca un ruolo decisivo la presenza dello Spungone, la roccia scaturita da una barriera corallina preistorica. Lo Spungone costringe le radici delle viti a penetrare in profondità aggrappandosi alle rocce del sottosuolo, regalando così ai vini caratteristiche di grande pregio.
Info. Vino al Vino è organizzato dal Comune di Bertinoro (Assessorato al Turismo), insieme a Ais Romagna e Consorzio Vini di Romagna.
Nel corso della due giorni sarà attivo un servizio navetta gratuito dai parcheggi di via Allende e via Badia. Sabato 2 ottobre dalle 16 alle ore 24. Domenica 3 ottobre dalle 15 alle 19.
Castelbolognese (24 settembre 2021) – “Sostenibilità economica, ambientale e sociale. Tre assi portanti in equilibrio su cui si giocherà la politica europea e regionale dei prossimi anni. E tra gli asset di sviluppo la filiera del vino e del food gioca un ruolo centrale, elemento di identità della nostra regione”. È quanto ha affermato Vincenzo Colla Assessore allo Sviluppo Economico e Green Economy della Regione Emilia-Romagna intervenuto a Castelbolognese presso la Tenuta Masselina.
L’occasione è stata la presentazione del libro di Gianni Bessi “Post-Merkel. Un vuoto che solo l’Europa può riempire” (GoWare editore), una riflessione a tutto campo sulla cancelliera Merkel perno della politica UE negli ultimi vent’anni.
Alla serata, oltre all’autore, erano presenti il sindaco di Castelbolognese Luca Della Godenza e il Presidente di Terre Cevico Marco Nannetti, che nell’occasione ha presentato all’Assessore Colla la Collezione della Romagna contadina allestita presso la Tenuta grazie alla collaborazione della famiglia Pezzi di Bagnacavallo.
Cesena (18 settembre 2021) – Cesena, Ravenna, Forlì, Rimini, Faenza unite da un denominatore comune: il vino. Sono le sedi pronte ad ospitare i Corsi di Ais Romagna dei futuri sommelier, in una passione per il mondo del vino sempre più trasversale alle generazioni. Nel giugno scorso sono stati 97 i diplomati da tutta la Romagna, adesso è la volta delle nuove leve pronte a formarsi per dare il consiglio giusto sull’etichetta, riconoscere un vino dal sentore olfattivo, abbinare il vino al piatto preferito e tanto altro ancora.
Ais Romagna propone i corsi sui tre livelli formativi per un percorso che inizia dalle nozioni di base del primo livello per arrivare a quello finale, il terzo livello, che porta alla qualifica di sommelier.
Entrando nel dettaglio delle proposte complessivamente 9 sono i corsi sparsi nelle varie sedi Ais della Romagna, così suddivisi: la sede centrale di Cesena (via delle Fragole, 255) ospita tutti e tre i livelli formativi coordinati dal delegato Ais di Cesena Adolfo Treggiari e da Roberto Giorgini; Rimini (Hotel San Francisco) ospita i primi due livelli coordinati da Nunzia Tesoro delegata Ais Rimini; lo stesso avviene a Ravenna (Hotel Cube) sempre con i primi due livelli, coordinati da Antonio Corsini delegato Ais di Ravenna; Forlì (Riserva storica di Bertinoro) ospita il secondo livello coordinato dal delegato Raffaele Nanni; a Faenza (Circolo Rione Verde) corso di terzo livello sotto la direzione di Cristiano Morini della sezione Ais di Faenza.
“Negli ultimi anni c’è stata una crescita esponenziale degli appassionati per il mondo del vino – spiega Roberto Giorgini, presidente Ais Romagna – E questo malgrado nell’ultimo anno e mezzo la didattica non sia stata semplice a causa dei vari lockdown che hanno impedito gli incontri in presenza. Ritengo che questa passione per l’enologia trovi una spinta anche dall’accresciuta considerazione che la Romagna ha saputo conquistare sugli altri territori in termini di reputazione, così come dalla qualità sempre più alta delle produzioni delle nostre cantine. L’ultima edizione della guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare lo testimonia con ben 55 vini eccellenti in rappresentanza dell’intero territorio. Siamo sulla buona strada e penso che in questo percorso un ruolo sempre maggiore lo abbiano i sommelier, veri e propri comunicatori del territorio in giro per l’Italia”.
Cesena (16 settembre 2021) – For il Mercato Ortofrutticolo di Cesena fa rete con i centri agroalimentari di Rimini, Bologna e Parma. Le “prove generali” sono state a Macfrut, la Fiera internazionale dell’ortofrutta, dove i quattro mercati si sono presentati uniti, insieme alla Regione Emilia-Romagna.
Nei giorni scorsi, invece, è stata firmata la costituzione della Rete di Imprese “Emilia Romagna Mercati” che vedrà i quattro mercati ortofrutticoli dell’Emilia Romagna (tutti aderenti alla rete Italmercati) operare insieme. Ad apporre la firma a un documento di unione sono stati Alessandro Giunchi amministratore unico di For Cesena, insieme ai presidenti Gianni Indino (Caar di Rimini), Andrea Segrè (Caab di Bologna) e Marco Core (Cal di Parma). Questa sinergia porta alla formazione di uno dei poli più importanti dei centri agroalimentari in Italia.
“L’accordo si inserisce all’interno di un percorso avviato un paio di anni fa tra i centri agroalimentari della nostra regione – spiega Alessandro Giunchi, amministratore unico di For Cesena – L’obiettivo è quello di creare una sinergia per una gestione più efficiente e una logistica integrata, per far fronte alle sfide che abbiamo davanti anche sul piano dell’internazionalizzazione”.
Per il Mercato di Cesena si tratta di una sfida nella sfida alla luce degli interventi in programma nei prossimi mesi. Entro settembre è prevista la pubblicazione dei bandi di gara per l’affidamento dei lavori per un investimento di oltre 1 milione di euro.
“La collaborazione con gli altri mercati dell’Emilia Romagna e il restyling del mercato cesenate sono parte di uno stesso percorso, su binari diversi, volto a modernizzare il centro agroalimentare per renderlo più efficiente e competitivo per gli anni a venire”.
Milano (14 settembre 2021) – “C’è molto ottimismo sul futuro dell’Italia grazie all’attuale governo Draghi che ha messo in campo politiche per il rilancio con il sostegno dell’Unione Europea. Siamo davanti a un momento di svolta per l’economia italiana. La crescita non è sicura ma c’è tanto potenziale inespresso, che potrà essere sfruttato anche per i giovani”. Così il premio Nobel per l’economia Michael Spence nella conferenza stampa di presentazione della quinta edizione di Fattore R, il Romagna Economic Forum (Grand Hotel a Rimini 15 ottobre), avvenuta martedì 14 settembre nella sede di Assolombarda a Milano.
Il Nobel ha anche toccato diversi punti d’attualità a partire dal tema della previdenza. “Gli investimenti pubblici nei beni immateriali sono fondamentali. In Italia devono essere messi in relazione al debito che è molto alto, il 160% del Pil, tuttavia non è con l’austerità che si può intervenire. Riguardo il sistema pensionistico penso che una riforma sia necessaria alla luce dell’invecchiamento della popolazione, tuttavia è altrettanto importante alleggerire la tassazione sul costo del lavoro nelle imprese”.
Infine, lo sguardo verso al Romagna, alla luce della ricerca EY-Luiss BS che sarà presentata a Rimini. “La ricerca mostra come la Romagna è uscita bene dalla pandemia grazie alla resilienza delle aziende che hanno saputo rispondere alle difficili situazioni. Tra le aree di eccellenza in Romagna c’è l’agricoltura che ha subito meno danni e ha continuato a fornire prodotti di qualità. Il turismo invece ha subito maggiori danni per la limitazione dei movimenti, malgrado ciò ha mostrato una grande resilienza, nonostante una certa frammentazione di sistema. Il successo in futuro è riservato a chi è ben connesso, ai movimenti, e alle regioni aperte ad aziende dinamiche, sostenibili, aperte ai giovani con la capacità di attrarre talenti”.
Il finale è sul futuro dell’economia romagnola: “Penso che lo slogan del futuro in Romagna deve essere: ‘Piccolo è bello, ma solo se connesso’”.
L’intervento di Spence è avvenuto nel corso della presentazione della quinta edizione di Fattore R in programma al Grand Hotel di Rimini venerdì 15 ottobre. Il Romagna Economic Forum chiama a raccolta istituzioni, economisti, imprenditori per “disegnare” il proprio futuro, con il contributo speciale del premio Nobel per l’Economia (anno 2001) l’americano Michael Spence. Conosciuto per i suoi studi sull’economia dell’informazione e la leadership nella crescita economica – e già vincitore del prestigioso “John Kenneth Galbraith Prize” per l’eccellenza nell’insegnamento ad Harvard – Spence partirà da un’ottica internazionale per contestualizzare il focus sull’economia della Romagna. Il tutto alla luce di uno studio realizzato da EY e Luiss Business School sui distretti della Romagna.
Analisi EY-Luiss Business School, un’anticipazione Tre i distretti presi in esame dall’analisi: alimentare, turismo, calzaturiero di alta moda. Sono tre settori chiave nel contesto Romagna che hanno notevole peso anche in ambito nazionale. E proprio per la loro valenza nel sistema Italia assurgono a emblema di un territorio che vuole ripartire a seguito della pandemia con annessi lockdown.
Anticipando alcuni dati dello studio, il settore alimentare nel primo trimestre 2021 ha visto crescere le esportazioni con un +9,2%, con Ravenna a trainare le province con un +25,7%, dato tra i migliori di tutta l’industria alimentare italiana[1]. In deciso rialzo anche il distretto dell’alta moda che ha in San Mauro Pascoli il suo epicentro di eccellenza. Dopo un 2020 in sofferenza (-22,7% export), l’anno si è aperto con numeri in crescita +19,4%.
L’analisi delinea anche alcune azioni per promuovere strategie territoriali di rilancio a sostegno della competitività, per l’attrazione degli investimenti da parte di imprese nazionali o estere, per rafforzare la logica organizzativa e di rete delle filiere. Quattro sono le parole chiave per la crescita della Romagna: formazione e università, ecosistema delle startup e innovazione; digitalizzazione e sostenibilità; rilancio delle infrastrutture.
Spiega a commento dei dati Alberto Rosa, Partner EY, Responsabile per l’Emilia-Romagna: “Il lockdown ha avuto impatti negativi sui principali settori economici romagnoli quali alimentare, turismo e calzaturiero. Si tratta di comparti in cui la Romagna presenta realtà di alto livello come la filiera alimentare di Ravenna e Forlì-Cesena, la riviera di Rimini e provincia, il distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli. Proprio da queste filiere, e dalla resilienza che hanno dimostrato, siamo partiti per elaborare la nuova analisi EY-Luiss BS con l’obiettivo di dare un nuovo slancio nel medio-lungo periodo al territorio romagnolo e non solo, e realizzare una strategia di ripresa e sviluppo che passi attraverso innovazione e formazione, sostenibilità, infrastrutture, digitalizzazione”.
Fattore R Giunto alla quinta edizione, il Romagna Economic Forum è organizzato da Cesena Fiera, EY, Confindustria Romagna e BPER Banca, con la compartecipazione della Camera di Commercio della Romagna e Città Romagna, corporate partner Technogym, il supporto di Confcommercio cesenate e media partner Natlive.
Momento centrale nella riflessione della Romagna, nelle edizioni passate hanno preso parte i premi Nobel per l’economia Joseph Stiglitz (2001) ed Eric Maskin (2007), insieme a personaggi di primo piano nel panorama internazionale come l’economista francese Jean-Paul Fitoussi e nazionale come l’attuale Ministro Enrico Giovannini, gli economisti Lorenzo Bini Smaghi, Carlo Cottarelli e Veronica De Romanis, insieme a numerose altre personalità dell’imprenditoria e del mondo accademico.
Il commento dei partner di Fattore R Renzo Piraccini, Presidente di Cesena Fiera: “Fattore R da cinque anni è un momento di confronto e proposta sulle tematiche economiche del territorio romagnolo. Imprenditori e istituzioni sempre di più sono alla ricerca di momenti di condivisione per fotografare lo stato dell’arte e volgere lo sguardo al futuro. Quest’anno, per il momento particolare che stiamo vivendo, il focus si allarga al contesto nazionale, sempre alla presenza di autorevoli personalità”.
Lorenzo Tersi consigliere di Cesena Fiera con delega Fattore R: “Ci riempie di orgoglio la possibilità di ospitare la quinta edizione di Fattore R in presenza a Rimini. Il Romagna Economic Forum vuole essere un caposaldo della ripartenza poiché mette a confronto in un unico evento istituzioni, imprenditori, economisti e accademici. È la Romagna che sa fare squadra, è la Romagna che supera i suoi steccati e volge con fiducia lo sguardo al futuro”.
Paolo Maggioli presidente Confindustria Romagna. “Quando Fattore R è nato, 5 anni fa, era una bella suggestione: oggi il nostro territorio è cresciuto, nonostante tutte le difficoltà e gli imprevisti, e con esso è cresciuta anche la manifestazione. Segno che la Romagna ha tutte le carte per puntare in alto, per fare quel salto che la renda più competitiva e la affermi tra le zone più avanzate d’Europa. Per questo la nostra associazione ha lanciato il progetto Città Romagna, con proposte che possono concretamente far crescere la nostra terra, trasformandola in un’area metropolitana all’avanguardia. Siamo convinti che il potenziale ci sia tutto: per sprigionarlo è imprescindibile partire dal principale gap che imprenditori e cittadini scontano da decenni, quello infrastrutturale. Mobilità, sostenibilità, formazione, welfare e un assetto istituzionale moderno sono le chiavi per fare della Romagna il territorio del futuro”.
Stefano Rossetti, Vice Direttore Generale Vicario BPER Banca. “Abbiamo scelto di essere ancora una volta partner attivi di questa importante iniziativa perché siamo convinti che sia necessario tenere vivo il confronto su presente e futuro della Romagna, rafforzando la funzione di osservatorio privilegiato della realtà socio-economica che ‘Fattore R’ svolge da alcuni anni. L’occasione sarà utile per approfondire i temi centrali della fase di ripresa economica ormai avviata, che il territorio affronta dimostrando reattività e dinamismo. Avremo anche l’opportunità – continua Rossetti – di analizzare il ruolo fondamentale svolto dal sistema bancario a sostegno di imprese e famiglie nei momenti più difficili, e per delineare gli sviluppi futuri della nostra attività in rapporto al sistema economico, con lo sguardo costantemente rivolto all’innovazione e allo sviluppo sostenibile”.
Alberto Zambianchi, presidente Unioncamere Emilia-Romagna. “Come nelle precedenti edizioni, Fattore R rappresenta una occasione importante per incontrare personalità di prestigio e scambiare una riflessione approfondita sulla situazione economica nazionale con una attenzione specifica rivolta alla Romagna. Complessivamente la Romagna è tra i territori europei più performanti, un’area di eccellenza che, grazie alla sua imprenditoria, può superare più velocemente la crisi. Innovazione e ricerca, infrastrutture e digitalizzazione, formazione e orientamento: sono certamente le linee primarie su cui investire nella direzione di un modello sociale ed economico che valorizzi le competenze e premi il valore, in un’ottica di responsabilità sociale che coinvolge tutti gli attori, pubblici e privati. Così che crescano la competitività delle nostre imprese e l’attrattività dei nostri territori”.
Enrico Manaresi, responsabile comunicazione Technogym. “Ci riconosciamo nei valori di Fattore R per lo sviluppo del territorio. Technogym è un’azienda internazionale con radici ben salde in Romagna. Oltre al nostro business, da anni lavoriamo al progetto Wellness Valley per creare in Romagna il primo distretto al mondo sul benessere e la qualità della vita con benefici economici e sociali in termini di salute della popolazione”.
Rimini (9 settembre 2021) – Macfrut mette a segno numeri impensabili sino a pochi mesi fa. La prima fiera internazionale dell’ortofrutta in presenza, dopo oltre un anno e mezzo di relazioni virtuali, ha registrato nel corso della tre giorni al Rimini Expo Center 32.600 presenze.
“E’ il chiaro segnale che siamo di fronte a una svolta – spiega il Presidente di Macfrut, Renzo Piraccini – Il settore con questa ampia partecipazione ha dimostrato il grande attaccamento a questa manifestazione, che rappresenta la vetrina italiana dell’ortofrutta nel mondo, così come la grande voglia di tornare a relazioni ‘normali’ in presenza come non avveniva da mesi. Nel corso della tre giorni si è respirata un’aria frizzante di entusiasmo, testimoniata da una partecipazione al di sopra di ogni più rosea aspettativa”.
Ma al di là dei numeri, che non dicono tutto in una manifestazione professionale, è stata “la grande qualità degli operatori e dei visitatori che ha fatto la differenza – prosegue Piraccini – Così come l’alta qualità dei contenuti che rappresenta il tratto distintivo e specifico di Macfrut, unica fiera di filiera. Macfrut è il risultato di un grande gioco di squadra tra espositori, team di Cesena Fiera e i partner specialisti del settore con cui stati affrontati i temi chiave dei prossimi anni: Agri2000 per i biostimolanti, Anbi e Cer per Acquacampus, Ncx per Italian Berry, Agroter per il retail, Luciano Trentini e il Cermac per le aree dinamiche”.
Il finale è per il futuro: “Ringrazio tutti gli attori della filiera che hanno creduto a questa manifestazione. Siamo già al lavoro per la prossima edizione che si terrà nel maggio del 2022”.
Rimini (7 settembre 2021) – “Qui oggi stiamo inaugurando la ripresa”. Questo il messaggio che arriva forte dall’inaugurazione della 38esima edizione del Macfrut per la prima volta insieme a Fieravicola sempre al Rimini Expo Center. Una sinergia e una capacità di integrazione tra le fiere di Cesena, Forlì e Rimini molto apprezzata dal mondo politico e istituzionale e confermata dall’eccezionale numero di espositori, delegazioni stranieri e buyers internazionali.
A sottolinearlo Lorenzo Cagnoni, presidente dell’Ieg (Italian Exhibition Group). “Nel 2015 il Macfrut scelse di spostarsi alla fiera di Rimini con una visione lungimirante e azzeccata, quest’anno Fieravicola di Forlì ha fatto la stessa cosa – spiega Cagnoni – Questa è la testimonianza di come in Romagna si possa concretizzare una sinergia nel settore fieristico a servizio delle imprese. La collaborazione tra fiera di Rimini, fiera di Cesena e azionisti di fiera di Forlì, in un Paese come il nostro dove i processi di integrazione sono difficili e complessi, è un bellissimo esempio di collaborazione. Un esempio che ci dà fiducia e che va raccolto anche da altri”.
Gli fa eco Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut e Fieravicola. “E’ tanta la voglia di ritrovarsi e di tornare in presenza, a confermarlo sono i numeri inaspettati che sta registrando questa 38esima edizione – spiega Piraccini – E’ altrettanto bello avere qui tre, tra ministri ed ex dell’Agricoltura, proprio a dimostrazione della voglia che ha l’intero Paese di ripartire più forti di prima. Gli ultimi due sono stati anni difficili a causa della pandemia, il Macfrut oggi non solo offre la possibilità di tornare in presenza ma anche di riprendere i contatti già avviati e gli oltre 500 buyers internazionali presenti rappresentano un punto importante. Anche dal punto di vista agricolo il 2020 è stato un anno traumatico – continua il presidente di Macfrut – abbiamo avuto la cimice asiatica, grandinate, disastri ambientali. Ma nonostante questo e pur nel clima di incertezza le imprese hanno voglia di ripartire e dire la loro. E Macfrut, come sempre, risponde alla chiamata perché, rappresentando tutta la filiera del settore, raccoglie tutti le esigenze e le novità. Qui si possono toccare con mano le nuove produzioni, si presentano le innovazioni e si svolgono più di 60 eventi con contenuti ad hoc”.
“In questa regione stiamo inaugurando molti eventi in presenza e lo possiamo fare solo grazie ai vaccini, altrimenti oggi non saremmo qui”. Non ha dubbi, invece, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sull’efficacia di vaccinarsi e sul considerarla unica possibilità per poter ripartire. “La scorsa settimana abbiamo inaugurato Cibus a Parma, oggi a Rimini inauguriamo Macfrut, una delle più grandi fiere dell’ortofrutta in Europa – prosegue Bonaccini –L’ortofrutta è la seconda voce dell’export nella nostra regione; regione che, va ricordato, è prima per saldo commerciale ed export pro-capite. Nonostante il Covid le merci non si sono mai fermate, abbiamo avuto aziende con fatturati splendidi. Siamo cresciuti del 6% e a fine 2022 potremo parlare di un +10%, una crescita a due cifre, superando il Pil del 2019. È con questa fiducia che vogliamo ripartire, perché l’agroalimentare è un settore importante e fondamentale del nostro territorio. Quindici giorni fa siamo stati la prima regione a ottenere l’ok dell’Europa per il Psr 21/22 (Programma di sviluppo rurale) e nelle prossime settimane arriveranno 408 milioni di euro da mettere a disposizione per i bandi a sostegno delle imprese del settore. Chi ha sempre messo in discussione l’Europa – prosegue il presidente della Regione – deve rivedere le sue opinioni perché proprio dall’Europa arriveranno con il Pnrr risorse economiche che solo due anni fa sembravano impossibili da avere. Ora tocca a noi, classe dirigente, dimostrare di saperli spendere bene. Non ho nessun dubbio sul fatto che questa regione riparta benissimo – ha concluso Bonaccini – e come regione vogliamo contribuire a far ripartire l’Italia perché prima che emiliano-romagnoli ci sentiamo italiani”.
Il Vicedirettore generale della Fao Maurizio Martina si è soffermato sulla salubrità dei prodotti ortofrutticoli. “Le sfide vinte da questa fiera sono crescenti, faccio i complimenti per i risultati che avete ottenuto. Parto salutando le tante delegazioni internazionali presenti, sottolineando che è per me un onore avviare questa partnership con Fao. Il consumo di frutta e verdura è un assist alla salute per le persone, che testimonia la centralità che il corretto consumo di frutta e verdura deve sempre avere. Oggi l’educazione alimentare è una chiave essenziale per la competitività delle imprese, e se uniamo questo tema a quello della sostenibilità e a quello della transizione ecologica, capiamo che queste filiere sono al centro del nostro futuro. Le imprese stanno affrontando sfide molto delicate, in questo senso la fiera è un’occasione formidabile per unire le forze e riprogettare il futuro. Un futuro dove nessuno si può sentire escluso. Sono certo che questi giorni saranno ricchi di suggestioni per fare sempre di più”.
Grande soddisfazione per aver ripreso le fiere in presenza anche da parte di Carlo Ferro di Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. “Siamo un momento in cui l’export italiano sta andando bene, abbiamo fatto + 24% nei primi sei mesi – spiega Ferro – L’Italia ha fatto la performance migliore, eccetto la Cina. Anche per il settore alimentare si intravede il traguardo dei 5 miliardi di export. Sono grandi risultati. Per questo si potrebbe concretizzare quell’ipotesi di incentivi fiscali alle aziende che lavorano con l’estero. Sarebbe una spinta in più e un premio a chi lavora per creare ricchezza e valorizzare i prodotti del territorio”.
A seguire l’intervento dell’europarlamentare Paolo De Castro che ha anticipato una importante novità sulla Pac: “Oggi in Emilia Romagna si respira aria di ottimismo, il settore agroalimentare sta dando risultati straordinari. L’Europa c’è non solo per le risorse, ma anche per le regole. La riforma della Pac rappresenta una grande mano verso la possibilità di distribuire in modo equo le risorse nel settore agroalimentare. La Pac ci dà degli strumenti economici fondamentali in ottica di qualità, ma è necessario mettersi insieme. Qui gioca un ruolo fondamentale la fiera: un’occasione fondamentale di confronto fra gli operatori nazionali e internazionali del settore che possono progettare il futuro insieme. Una Pac, il cui voto in commissione agricoltura è stato anticipato a dopodomani, che dà una dimensione ambientale, economica e sociale, pensiamo all’attenzione al rispetto delle norme sul lavoro”.
Le conclusioni sono state affidate al Ministro della Politiche Agricole Stefano Patuanelli. “Sottoscrivo quanto detto dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, e in ottica di sfide attuali per sostenere il settore ortofrutticolo oggi dobbiamo ragionare su tre elementi: in primo luogo si deve affrontare la gestione del rischio. Ogni anno ogni regione italiana deve affrontare avversità atmosferiche e calamità naturali che mettono a rischio il lavoro svolto dagli agricoltori. Ogni anno l’agricoltore sa che per cause avverse come la cimice asiatica e la grandine avrà una parte di raccolto che non può raccogliere. In secondo luogo, vanno sostenute le nostre imprese con interventi pubblici e soluzioni assicurative volte a sostenere il reddito agricolo. Importante è il sostegno alla filiera dell’ortofrutta (facciamo l’esempio della pera, gli ultimi dati registrano un 69% di perdita sulla produzione). Sostegno del reddito agricolo, prima di pensare all’indennizzo. È impensabile che ci siano regioni con solo il 7% dei produttori assicurati. Infine è necessario affrontare una riforma fiscale: non possiamo non iniziare dal costo del lavoro in agricoltura. È necessario agire per affrontare il reperimento e il costo della manodopera, il costo per il produttore è alto e il reddito per chi raccoglie la frutta è molto basso, da qui la nascita del caporalato. Bisogna interrompere questo circolo vizioso tramite una riforma fiscale. Siamo tutti consapevoli che non dobbiamo uscire dalla crisi tornando dove eravamo, ma approfittare di questa ondata di ripresa, in netta e continua crescita per il futuro, per implementare il comparto”.
A seguire la consegna del Premio Macfrut 2021 all’ex sindaco di Cesena Paolo Lucchi, per aver creduto durante il suo mandato nel trasferimento della fiera internazionale dalla sua città di origine a Rimini. “Condivido il premio con il Consiglio di Amministrazione della Fiera, passato e attuale e le amministrazioni comunali di Rimini e Cesena, ma anche con chi a Cesena – ha dichiarato – prevedeva scenari negativi. Macfrut è diventata una fiera internazionale che dà risalto alle imprese del settore agricolo e valorizza il nostro territorio”.
Riconoscimento anche a Ines Aronadio, già Responsabile dell’Ufficio coordinamento promozione del made in Italy di Ice- Agenzia per il grande contributo fornito per l’internazionalizzazione della rassegna. “È un’emozione grandissima essere qui in presenza – spiega Aronadio -. La mia carriera è iniziata proprio in questa terra. Insieme a Macfrut abbiamo sviluppato progetti importanti con la collaborazione negli anni dei ministeri dell’agricoltura e affari esteri. Ora che siamo tornati in presenza agli imprenditori voglio dire: riprendetevi la scena”.
Nel corso dell’inaugurazione erano presenti Gabriella Murgia, Assessora all’Agricoltura della Regione Sardegna, regione partner di Macfrut 2021, e l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi.
Il programma di mercoledì 8 settembre Il via è alle 10 nella centrale Hall Sud con Italian Berry Day dedicato ai piccoli frutti. Sempre alle 10 il Consorzio dal Cuore Veneto presenta il progetto “La Patata dal Cuore Veneto a marchio QV”. Diverse le proposte alle 10.30: tavola rotonda “Sostenibilità: più numeri meno aggettivi”, il workshop “PAC 2020 e Green Deal: opportunità per il biologico?”, l’incontro “Diachem: soluzioni integrate per l’agricoltura sostenibile”, la conferenza stampa di Orogel. Nello stand della Regione Basilicata sempre alle 10.30 presentazione del team Italia Bocuse D’Or Italy Academy che il 26 settembre parteciperà alla finale mondiale di Lione 2021.
Alle ore 11 il convegno di Cia “Ortofrutta e calamità: risorse per la difesa attiva”, l’evento “CêlaVíta & McCain: patate “Ready to Eat” per il retail italiano”, e “La deamarizzazione dell’oliva da mensa e la riduzione del suo impatto ambientale”. Il Padiglione Africa alle 11.30 ospita “La qualità delle spezie dallo Sri Lanka: dai piccoli agricoltori al mercato”, mentre alle 12.15 ci sarà la conferenza stampa di presentazione dell’International Cherry Symposium.
Il pomeriggio si apre alle 14.30 il convegno “Anbi: innovazione e agricoltura”. Alla stessa ora convegno di Italia Ortofrutta “Ricerca ed innovazione come elementi di competitività del sistema ortofrutticolo organizzato”. Alle 14 e alle 16 il Crpv organizza una doppia sessione di dimostrazioni e test sensoriali sulle pesche nettarine. Alle ore 15 il Porto di Ravenna si presenta, alla stessa ora focus sulla produzione di fragole e piccoli frutti delle Marche, e la presentazione del “Progetto GECO2 (Green Economy and CO2)” di Apofruit. Alle 17 infine seconda sessione con i workshop di International Asparagus Day con Luciano Trentini e Didier.
Nel corso della giornata lo stand del Tecnopolo ospita due eventi: alle 10.00 un workshop sull’agricoltura di precisione, alle 11.30 la Tavola rotonda “Agricoltura di precisione: nodo infrastrutturale dimostrativo, integrazione tra orto e frutta”. Tre workshop sono in programma nello stand di Anbi: “Acqua e territorio docet (ore 10.00), “Web e Gis. Aggiornamenti per Il monitoraggio e la comunicazione del territorio” (ore 11.45), “Eccellenze del made in Italy: rucola, pomodori e orticole industriali” (ore 12.30).
Informazioni. Macfrut e Fieravicola si svolgeranno in Fiera a Rimini nelle giornate 7-8-9 settembre 2021, orario 9.30-18.00. www.macfrut.com
Piazza della Libertà imbandita in occasione della Cena della Vendemmia
Bertinoro, 31 agosto ’21 – Sarà nel segno di Dante la 95^ edizione della Festa dell’Ospitalità di Bertinoro, che si terrà dal 2 al 5 settembre. Eloquente il titolo scelto come filo conduttore: “Dalla Selva Oscura alle Stelle”, chiaro riferimento alla Divina Commedia.
Quasi obbligata per il borgo collinare la scelta di rendere omaggio al Sommo Poeta: infatti Dante è forse il più illustre dei tanti ospiti che Bertinoro ha accolto nel corso dei secoli con quella disponibilità, liberalità, generosità che l’anno portata a diventare ‘capitale dell’ospitalità’.
Una caratteristica rivendicata con orgoglio dai bertinoresi, che hanno voluto ricordarlo anche nel loro statuto comunale.
L’omaggio a Dante
Così, dopo avergli dedicato il progetto multimediale Danteinoro, che ha visto l’amichevole partecipazione di alcuni grandi nomi della musica, dello spettacolo e della cultura italiana – da Biagio Antonacci, primo convinto sostenitore del progetto, a Giorgio Panariello, da Giuseppe Fiorello a Milena Gabanelli, da Moni Ovadia a Micaela Ramazzotti – il comune ha deciso di renderlo protagonista della manifestazione simbolo della sua identità, prevedendo durante la manifestazione una serie di appuntamenti legati alla figura e all’opera dell’autore della Divina Commedia.
E’ il caso dell’ “Intervista impossibile a Francesca da Polenta” che si terrà venerdì 3 settembre nel giardino della Rocca: a intervistare la protagonista del V Canto dell’Inferno sarà la giornalista e scrittrice Loredana Lipperini, ben conosciuta dagli ascoltatori di Rai Radio 3 come conduttrice della trasmissione Fahreneit, dedicata ai libri. A dar voce a Francesca sarà l’attrice Viola Graziosi.
Omaggerà Dante anche Ivano Marescotti, a cui domenica 5 settembre sarà consegnato il premio a cadenza biennale intitolato a Ermete Novelli. Dopo la cerimonia, l’attore presenterà il suo spettacolo (di cui è anche autore) “Dante, un patàca”.
Durante la Festa sarà possibile ammirare nel loggiato del Comune anche il gruppo scultoreo ispirato alla Divina Commedia, realizzato dai ragazzi della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo “P. Amaducci” di Bertinoro coordinati dalla professoressa Marina Barberini. Protagonisti dell’opera sono le figure mostruose e demoniache dell’Inferno dantesco, che da secoli affascinano un vasto pubblico.
Infine, Dante sarà il protagonista del Rito dell’Ospitalità di domenica 5 settembre, con la presenza attorno alla Colonna degli Anelli di studiosi e artisti che hanno contribuito allo studio e alla conoscenza di Dante. Fra loro Alberto Casadei, critico letterario e professore ordinario di Letteratura Italiana dell’Università di Pisa, che terrà una breve prolusione.
Ma nei quattro giorno della Festa non mancheranno altri eventi di intrattenimento e ci saranno anche i tradizionali stand gastronomici delle associazioni di volontariato di Bertinoro, in funzione da giovedì 2 a domenica 5 settembre con servizio ai tavoli e la possibilità di asporto.
Un punto ristoro sarà attivo anche nel giardino della Rocca nelle serate di venerdì 3 e domenica 5 settembre.
La Festa dell’Ospitalità: alle radici della storia
E’ dal 1926 che Bertinoro dedica la prima domenica di settembre a questo rito, che affonda le radici in tempi assai più antichi.
Secondo la tradizione, nel 995 il giudice Andrea convocò a Bertinoro un convegno di pace per risolvere le contese sorte fra le più potenti famiglie del territorio, ma si trovò di fronte al problema di dove far ospitare i nobili convenuti. Il problema fu risolto con un patto tra i nobili locali che inizialmente si contendevano gli ospiti illustri per averli nelle proprie dimore.
La colonna dell’ospitalità
Due secoli dopo, Arrigo Mainardi e Guido del Duca (citati da Dante nella Dvina Commedia) fecero innalzare la famosa “Colonna delle Anella” o “Colonna dell’Ospitalità”: ogni anello apparteneva a una famiglia locale e i forestieri che arrivavano in città, legando il cavallo a un anello, diventavano ospiti della famiglia corrispondente. All’inizio del secolo scorso, un gruppo di giovani bertinoresi volle recuperare questa tradizione, con la stessa formula che viene adottata ancora oggi.
L’identità bertinorese si fonda sul concetto di ospitalità, come testimonia lo Statuto comunale che, in apertura, richiama questa “tradizione autentica che resiste tenacemente e perpetua il concetto della sacralità dell’HOSPES, chiunque egli sia”.
Il programma della Festa
2 settembre
Giovedì 2 settembre, alle ore 20,30, sul palco allestito in piazza della Libertà, sarà presentato “Emozioni in musica”, spettacolo musicale realizzato da una quindicina di bambini e ragazzi delle scuole primarie bertinoresi e dalla scuola musicale Dante Alighieri.
Nato nell’ambito dei progetti “La Scuola d’Estate”, sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, lo spettacolo presenterà in canzoni e brani strumentali, con alcune parti create dai bambini stessi, sul tema delle emozioni. E saranno gli stessi bambini a interpretarli con le loro voci, xilofoni e piccole percussioni (il cosiddetto strumentario Orff) e strumenti tradizionali. A guidare i giovanissimi interpreti nel duplice percorso di approfondimento musicale e di riflessione sulle emozioni sono stati i docenti Roberto Galvani e Giulia Fantinelli, coadiuvati dalle insegnanti di Scuola Primaria Crista Serra e Ombretta Branzanti.
Alle 20,45, nella chiesa di San Silvestro si terrà “Omaggio a Spaldo”, cerimonia di premiazione del XX concorso di poesia dialettale dedicato ad Aldo Spallicci a cura dell’Accademia dei Benigni. Nel corso della serata saranno consegnati i riconoscimenti anche ai vincitori del 2020 (lo scorso anno la cerimonia non si è svolta a causa del Covid).
3 settembre
Alle ore 20.30, nel Giardino della Rocca di Bertinoro, si terrà la consegna delle borse di studio “Giovanni Gatti” alle classi vincitrici dell’Istituto Comprensivo di Bertinoro. Nel corso della cerimonia saranno presentate le opere ispirate ai mostri infernali della Divina Commedia realizzate dagli alunni della Scuola Media di Bertinoro guidati dalla professoressa Marina Barberini.
Alle ore 21,30, sempre nel Giardino della Rocca, andrà in scena l’ “Intervista impossibile a Francesca Da Polenta”, con Loredana Lipperini nel ruolo di intervistatrice e l’attrice Viola Graziosi che darà voce alla protagonista del V Canto dell’Inferno. L’accompagnamento musicale sarà affidato al Duo Arté, composto da Paolo Benedetti (chitarra classica) e Tatyana Mukhambet (violoncello).
Loredana Lipperini
Giornalista e scrittrice Loredana Lipperini ha al suo attivo diversi saggi e quattro testi narrativi, a cui se ne affiancano altri quattro di genere fantastico firmati con lo pseudonimo Lara Manni. Dal 2004 scrive il blog “Lipperatura”, ed è conduttrice radiofonica del programma Fahrenheit su Rai-Radio3.
Figlia d’arte (suo padre è l’attore Paolo Graziosi), Viola Graziosi è soprattutto interprete di teatro dove ha debuttato ad appena 16 anni, lavorando con numerosi registi, fra cui Carlo Cecchi, Gabriele Lavia, Federico Tiezzi, mentre al cinema è stata diretta, fra gli altri, da Francesca Comenicini Pupi Avati. Ha partecipato anche a diverse fiction televisive: fra le più recenti “Nero a metà”, “L’allieva 2” e “Chiara Lubich”. A luglio ha debuttato con “Clitemnestra”, scritto da Luciano Violante.
Per chi ama la musica dal vivo, in piazza della Libertà, alle ore 20.30, si esibiranno i Sunador, gruppo composto da Gianluca Chiarucci, percussioni, Davide Monti, chitarrista, Enrico Pelliconi, fisarmonica.
4 settembre
Clou della serata è la grande Cena della Vendemmia che a partire dalle 20,30 trasformerà Piazza della Libertà in una suggestiva sala da banchetti a cielo aperto. Come da tradizione, la Cena della Vendemmia è curata dalle associazioni di Bertinoro e si giova dei prodotti delle aziende del territorio: Babbi, Caseificio Mambelli, Gelateria Km 7, La Via del Colle, Loretta Nardini, Orogel. In abbinamento i vini del Consorzio Vini di Bertinoro serviti dai sommelier di AIS Romagna.
Lisa Manara
Nel corso della serata ci sarà spazio per la musica dal vivo. Alle 21 in piazza del Duca arrivano Camilla e i bomboloni alla crema, mentre in piazza della Libertà alle ore 22,30 è previsto il concerto del Lisa Manara Quartet, che schiera accanto a Lisa Manara (voce), Federico Squassabia (tastiere/bass synth), Aldo Betto (chitarra), Youssef Ait Bouazza (batteria).
5 settembre
Gran finale domenica 5 settembre. Alle ore 10,30, in Piazza della Libertà, attorno alla Colonna degli Anelli si terrà il Rito dell’Ospitalità, con la tradizionale rievocazione storica in costume e lo spettacolo degli sbandieratori.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16,30, piazza della Libertà si animerà con la Power Marching Band – Banda Città di Bertinoro.
L’altro appuntamento clou della giornata è fissato alle 18,30 nel Giardino della Rocca, con la cerimonia di consegna del premio “Ermete Novelli”, assegnato quest’anno all’attore Ivano Marescotti.
Ivano Marescotti
Il Premio è stato fondato nel 2002 – centesimo anniversario del ritorno a Bertinoro di Novelli – dal maestro Leonardo Bragaglia (purtroppo scomparso di recente) e dall’editore Paolo Emilio Persiani, per ricordare il grande attore teatrale, la cui famiglia era proprio di Bertinoro. Anzi, lo stesso Novelli raccontava con orgoglio che la sua era una delle dodici nobili famiglie rappresentate dagli anelli della Colonna dell’ospitalità di Bertinoro.
Il premio, consistente una statua di bronzo dello scultore Sandro Pagliuchi, viene assegnato ogni due anni come riconoscimento alla carriera di grandi attori che abbiano proposto un repertorio simile a quello di Novelli o che gli si siano avvicinati per altri meriti artistici. Nell’albo d’oro del premio grandissimi nomi della scena italiana: Mario Scaccia, Roberto Herlitzka, Franca Nuti, Moni Ovadia, Arnoldo Foà, Franca Valeri, Valeria Valeri, Elio Pandolfi, Antonio Rezza, Glauco Mauri (premiato nel 2019).
In occasione del conferimento del premio, Ivano Marescotti regalerà al pubblico bertinorese il suo “Dante, un patàca”.
Il programma della giornata prevede animazione e musica anche in serata: in piazza G. del Duca, dalle ore 21.00 si esibiranno i Maraphone, mentre in piazza della Libertà, alle ore 21.30 sbarca il Superpop Live show, con Alberto Bazzoli e Gianni D’Amato.
Come da tradizione, a chiudere la Festa, intorno alle 23, sarà il suggestivo spettacolo di fuochi d’artificio.
Info utili
Nei giorni della Festa sarà attiva la navetta gratuita per il centro storico dai parcheggi di via Allende e via Badia nei seguenti orari:
venerdì e sabato dalle 19.00 alle 00.20;
domenica dalle 15.00 alle 00.20
Per motivi di rispetto delle norme, è sempre gradita la prenotazione per le diverse iniziative.
Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico – tel. 0543 469213 turismo@comune.bertinoro.fc.it