Premiati i vincitori della XVII° edizione del Premio Pascoli di Poesia: Giancarlo Pontiggia, Angela Bonanno e Gianni Fucci

San Mauro Pascoli (2 settembre 2018) – I protagonisti della poesia italiana hanno preso parte alla premiazione della 17esima edizione del Premio Pascoli di Poesia. Promosso da Sammauroindustria e ospitato nella Casa dei Sammaurese (causa tempo inclemente), il Premio “testimonia la vitalità di un genere come la poesia sempre più importante negli anni d’oggi, contrassegnati da uno svuotamento delle parole”, ha detto Daniela Baronicini dell’Università di Bologna, presidente della giuria.

Il primo a essere premiato è stato Gianni Fucci che ha ricevuto il Premio speciale della giuria per l’opera in dialetto. A consegnarlo la stessa Baroncini insieme a Miro Gori Presidente di Sammauroindustria. “Pascoli è il più grande poeta moderno – ha detto con un filo di voce di poeta santarcangiolese – A lui devo gran parte della mia opera, così come alla cultura francese”. A seguire la lettura spettacolarizzata delle sue poesie da parte di Tilla Pagliarani e Lara Cesari.

A premiare Angela Bonanno vincitrice della sezione in dialetto è stato il vicesindaco di San Mauro Cristina Nicoletti. “Il mio rapporto col Pascoli? Disteso – ha detto la poetessa siciliana – Condivido la sua idea di poesia, capace di innescare qualcosa che fa riflettere e mobilitare l’animo dell’uomo”.

Vincitore della sezione in Lingua italiana promossa da Romagna Banca è stato Giancarlo Pontiggia, premiato da Daniela Baroncini. “Amo profondamente il Pascoli, con lui nasce il Novecento – ha detto l’autore de Il moto delle cose – Ha reinventato la lingua poetica, non in modo astratto ma in dialogo con la tradizione”.

A seguire lo spettacolo dell’attore Roberto Mercadini, “La bellezza delle parole”, mentre Miro Gori che ha condotto la serata ha dato appuntamento alla prossima edizione nel 2020.

Ufficio stampa di Sammauroindustria è l’Agenzia PrimaPagina 

Siglato l’accordo tra Macfrut e Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia

Cesena (3 settembre 2018) – Siglata la partnership tra Macfrut e il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia che diventa business partner della manifestazione.L’accordo ha l’obiettivo di dare nuovo impulso alla filiera ortofrutticola italiana coniugando l’esperienza di Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta in crescita esponenziale nelle ultime quattro edizioni, con la forza di Crédit Agricole, gruppo bancario internazionale che vanta una consolidata esperienza nel settore agricolo e alimentare grazie ad un modello di servizio dedicato.

I punti principali della partnership sono volti a:

–       favorire accordi di filiera attraverso una struttura di finanziamento riservata, adattabile alle specifiche esigenze del settore;

–       sostenere l’internazionalizzazione con un’azione mirata a favore delle aziende esportatrici;

–       valorizzare la relazione con il territorio: Macfrut e Gruppo Bancario CA Italia sono realtà glocal, che continuano ad interagire con il tessuto economico locale con uno sguardo internazionale. Le comunità locali, i territori di riferimento e in particolare le imprese romagnole della filiera ortofrutticola potranno beneficiare delle opportunità create da questo accordo.

Proprio al fine di incentivare i contatti e gli scambi commerciali con altri paesi, sono in programma tre missioni internazionali congiunte Macfrut-Crédit Agricole sia in Est Europa (Ucraina e Serbia) che in Nordafrica (Marocco).

“Crédit Agricole è uno dei più importati istituti bancari internazionali specializzati in ambito agroalimentare – spiega Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut – e siamo onorati che sia nostro sponsor e business partner, perché comuni sono gli obiettivi strategici. Macfrut 2019 ha posto il focus su Africa ed Est Europa, aree cruciali non solo per la filiera ortofrutticola italiana ma anche per il Gruppo bancario partner, già ben radicato in quei paesi. Da qui il nostro incontro che si sostanza attraverso progetti specifici di sostegno del settore”.

“L’approccio di filiera è uno dei punti nodali del modello di servizio del Crédit Agricole. Questo ci consente di avere un punto di osservazione privilegiato anche sul polo ortofrutticolo romagnolo, sinonimo di eccellenza del “made in Italy” nel mondo – dichiara Massimo Tripuzzi, Direttore Regionale Romagna –. Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia sa essere partner privilegiato per ogni idea di business nella filiera agroalimentare ed è in grado di fornire assistenza qualificata alle imprese del territorio in ogni fase della loro vita aziendale. Il Gruppo dispone di una struttura dedicata al comparto, con specialisti e gestori esperti in credito agrario, in grado di valutare la sostenibilità tecnica di operazioni finanziarie di qualunque entità, con iter deliberativi celeri e tempi di erogazione prefissati. Sono convinto che la partnership con Macfrut consentirà di sviluppare nuove e importanti sinergie a vantaggio di tutto il tessuto economico romagnolo con lo sguardo rivolto all’internazionalizzazione delle imprese”.

Profilo Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia

Il Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con 14mila collaboratori e quasi 4 milioni di clienti per circa 64 miliardi di finanziamento all’economia. La stretta collaborazione tra le società presenti nel retail banking, credito al consumo, corporate e investment banking, asset management e comparto assicurativo garantisce al Crédit Agricole di operare nella penisola con un’offerta ampia e integrata, a beneficio di tutti gli attori economici. Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia è presente sul territorio nazionale con circa 1100 punti vendita in 11 regioni ed è settimo player bancario per masse amministrate con circa 10.000 dipendenti e oltre 2 milioni di clienti.

Ais Romagna e l’Associazione delle Mariette: Sapore di Sale a Cervia 6-9 settembre

Cesena (3 settembre 2018) – Il miglior abbinamento cibo-vino? Nessuna paura, ci sono i sommelier di Ais Romagna a proporlo. Un esercito di una quarantina di ambasciatori del gusto, in forze insieme all’Associazione delle Mariette di Forlimpopoli. Un inedito sodalizio di scena nella quattro giorni diSapore di Sale, a Cervia da giovedì 6 a domenica 9 settembre.

Ais Romagna e le fedeli custodi della tradizione artusiana saranno presenti nella kermesse dedicata all’oro bianco in uno spazio tutto loro nei Magazzini del Sale, proponendo degustazioni, presentazione di libri, abbinamenti e piatti della tradizione in una girandola di sapori made in “Emilia Romagna”.

Il tandem Mariette-Ais ogni sera propone un menu a base di ricette artusiane con abbinamenti di vino proposti dai sommelier, che curano anche il servizio della serata. Nel dettaglio le tagliatelle al prosciutto (ricetta Artusi n° 69) con le Mariette che si cimentano nell’arte della sfoglia al mattarello, Filetto di maiale alle erbe aromatiche con tortino di zucchine (ricetta Artusi n. 445), Budino di ricotta (n. 663). Non solo. Sempre nei Magazzini del Sale ci sarà un banco d’assaggio presidiato dai sommelier con un centinaio di referenze regionali, accompagnate da stuzzicheria di prodotti tipici a base di sale di Cervia.

Nel corso della manifestazione anche la presentazione di due volumi, sempre curati da Ais Romagna. Venerdì 7 settembre alle ore 19 il libro “Il sasso e la noce” (PrimaPagina editore) dedicato ai nocini di produzione casalinga, passione che sta conquistando un numero sempre maggiore di amatori, tanto da annoverare un concorso giunto alla decima edizione, “Nocini a confronto” ospitato alla Festa Artusiana. Sabato 8 alle ore 19, invece, ci sarà la presentazione del volume “Albana. Una storia di Romagna” (Ponte Vecchio editore) a cura di Giovanni Solaroli e Vitaliano Marchi.

Ufficio stampa di Ais Romagna è l’Agenzia PrimaPagina

Cervia InBolla: bollicine e non solo ai Magazzini del Sale

Cervia – I Magazzini del Sale di Cervia ancora una volta aprono le porte a winelover e gastronauti in cerca di sapori unici e frizzanti abbinamenti con cui viziare il palato.

Sabato 1 (ore 18-24) e domenica 2 settembre (ore 12-22) torna nella città salinara Cervia InBolla. Giunta alla quarta edizione, la kermess porta in scena il mondo delle eccellenze spumantistiche del Belpaese abbinato ai prodotti top del territorio, proponendosi in un fortunato format a porte aperte che abbraccia gli amanti del vino, ma anche chi vuole solo degustare le numerose prelibatezze gastronomiche presenti.

Protagoniste della kermesse sono le bollicine: 32 le ‘maison’ selezionate che, dall’Alto Adige alla Sicilia, ci porta alla scoperta di eccellenze vitivinicole provenienti da diversi terroir italiani ad alta vocazione spumantistica. A proporre in degustazione le loro migliori etichette cantine di Franciacorta, Trento DOC, Oltrepò Pavese, Piemonte, Alto Adige, Trento, Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Sicilia, oltre ad un ospite speciale proveniente addirittura dal Sud Africa.

Non solo bolle, tante le novità di questa edizione, a partire dalla presenza delle etichette di bianchi fermi e frizzanti proposte dal Club dei Bianchi In Romagna, un sodalizio nato a giugno fra produttori eccellenti con una mission e un obiettivo: promuovere tra i winelover e nei locali pubblici i vini bianchi del nostro territorio, che da oltre un decennio hanno alzato con decisione l’asticella di qualità e piacevolezza. A raccontarne storia e sapori, i 15 pionieri del Club: Braschi, Celli, Enio Ottaviani, Montaia, Pertinello, Podere Vecciano, Podere Palazzo, Poderi dal Nespoli, Randi, San Valentino, San Patrignano, Tenuta Casali, Tenuta Masselina, Tenuta Santa Lucia, Zavalloni.

Sempre più interessante anche l’area food con 12 corner food di qualità pronti a  duettare con i frizzanti (e non) calici: salumi e polpette della Società Agricola Bertozzi, la pizza gourmet di Casa Spadoni, le specialità di carne e salumi della Bottega 4 Babbi, i sapori in coltura simbiotica dell’Orto di Sophie, il gusto ricercato dei salumi di mora romagnola della Società Agricola i Fondi, le specialità gastronomiche di Corte San Ruffillo, i formaggi stagionati dei Fratelli Lecca, le degustazioni di olio della Tenuta Pennita, i sapori di casa della Piadineria Marina, ma anche quelli spagnoleggianti del Pata Negra. A completare la ricca girandola di sapori, tre food truck che animeranno l’outdoor dei Magazzini del Sale: Criminal Burger, College Sushi e Green Pepper. E per un caffè a fine “abbuffata”, è presente con le sue miscele Mokador, main sponsor dell’evento.

Cibo e vino non solo per il palato, ma anche per gli occhi! Ad arricchire la kermesse e impreziosire la location, la galleria d’arte Artistica di Forlì che espone oltre 20 opere di diversi artisti italiani.

Organizzata da Taste Production (società volta a promuovere con i suoi eventi aziende enologiche e produttori alimentari in collaborazione con professionisti del settore) Cervia InBolla si pone l’obiettivo di far conoscere al pubblico il variegato mondo delle “bollicine”, ma anche e soprattutto di mettere in contatto operatori del settore e produttori. A tal proposito sono stati invitati 2700 professionisti ho.re.ca. per un evento unico nel suo genere che trasforma i Magazzini del Sale in uno spazio che accomuna BtoB e BtoC.

Molti gli attori del territorio che hanno collaborato con Taste Production per rendere possibile l’iniziativa, realizzata con il patrocinio del Comune di Cervia. Fra questi, rimanendo nel grande capitolo del gustoMokador. E ancora Edilpiù Porte e Finestre, Romagnauto Forlì e Lineablù Ravenna, la galleria d’arte forlivese Artistica, Garden Gavelli, Sun Ice, Tim, Ibs Investigazioni, Eve Style, Netmarketing, Arte Eliografica, l’Agenzia Assicurazioni Tosoni Giuseppe.

Info:
Magazzini del Sale, Viale Nazario Sauro, Cervia
sabato 1 settembre h.18:00 – 24.00
domenica 2 settembre h.12:00-22:00

Ingresso:
€ 16 – 5 Ticket Vino
€ 19 – 5 Ticket Vino + 2 Ticket Food
€ 27 – Degustazione Vino Libera
€ 30- Degustazione Vino Libera + 2 Ticket Food

Prenotazione ingressi: info@tasteproduction.it

Prenotando il proprio ingresso online e presentandosi alla cassa con la cartolina promozionale dell’evento, si può ritirare gratuitamente una birra artigianale.

Ufficio stampa di Cervia InBolla è l’Agenzia PrimaPagina

I VINCITORI XVII EDIZIONE DEL PREMIO PASCOLI DI POESIA

San Mauro Pascoli (27 agosto 2018) – Secondo Giovanni Pascoli “il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta”. Tre poeti, la parola, l’hanno “detta” meglio di tutti tra i 163 partecipanti da tutta la Penisola: Giancarlo Pontiggia, Gianni Fucci, Angela Bonanno. Sono i vincitori della XVII° edizione del Premio Pascoli di Poesia, promosso dagli industriali di Sammauroindustria, e per questo definito il “Campiello della poesia”.

Due le sezioni del premio. In quella in Lingua (2mila euro, opere edite non prima del 1 magio 2016) premiato è Giancarlo Pontiggia per l’opera “Il moto delle cose” (Mondadori, 2017). La sezione è promossa da Romagna Banca.

Nella sezione Dialettale (2mila euro, opere edite non prima del 1 maggio 2014) premio ad Angela Bonanno con “Strammata” (Forme Libere, 2017).

Novità di questa edizione un Premio speciale della giuria a Gianni Fucci per l’opera poetica in dialetto.

La serata di premiazione si svolgerà sabato 1 settembre alle 21,00 a Casa Pascoli con lo spettacolo di Roberto Mercadini “La bellezza delle parole”. Ingresso libero.

Il Premio è promosso da Sammauroindustria, l’associazione pubblico-privato che raggruppa i principali esponenti del mondo imprenditoriale della calzatura (e non solo). Il Premio in questa edizione si è avvalso del sostegno di Orogel nella promozione dell’evento. Il Premio Pascoli contempla anche un premio Internazionale alla carriera a discrezione della giuria e il Premio all’Opera prima a cadenza biennale.

La diciassettesima edizione ha registrato un notevole incremento di opere partecipanti, 163, di cui 32 in dialetto e 131 in lingua. Nell’ultima edizione (anno 2016) complessivamente erano state 91 le opere partecipanti.

La giuria che ha vagliato le opere è composta da Daniela Baroncini, (Università Bologna, presidente giuria), Franco Brevini (Università Bergamo), Gualtiero De Santi (Università Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista, poeta) e Piero Meldini (scrittore).

Il Premio in lingua
Sostenuto da Romagna Banca ha visto la partecipazione di 131 opere da tutta Italia. La giuria dopo avere ristretto la rosa a 17 nomi, a maggioranza ha conferito il premio a “Il moto delle cose” di Giancarlo Pontiggia.

Questa la motivazione: “Il premio viene assegnato a Il moto delle cose (Mondadori, 2017) di Giancarlo Pontiggia, per la fusione di poesia e scienza che riprende in modo originale la grande tradizione europea del poema cosmologico, dai classici alla modernità, trasformandola in un viaggio di conoscenza che congiunge le suggestioni del mito con il sentimento della labilità e dell’annullamento. Tutto da notare è il linguaggio franto, scheggiato, prosciugato, strenuo baluardo contro il dilagare del bianco e del vuoto. Il poeta crea così una parola nuova, visionaria, intensa, limpida e insieme tumultuosa, capace di congiungere la misura aurea con l’inquietudine, a tradurre le contraddizioni dell’essere, tra cristallo e caos, silenzio e grido, ordine e labirinto. E la poesia diventa ossimoro di luce e ombra, Tutto e Nulla, discesa nell’abisso per illuminare le tenebre del mondo e dell’io, con l’intima, indomita speranza dell’armonia e della palingenesi”.

Secondo arrivato Albert Nessi con “Un sabato senza dolore” (Interlinea 2016).

Il Premio Dialetto
Sono state 32 le opere che hanno preso parte da tutta Italia. Dopo averle vagliate, la giuria ha ristretto la rosa a quattro finalisti, e premiato all’unanimità “Strammata” di Angela Bonanno.

Questa la motivazione: “Con Strammata, Angela Bonanno conferma la sua natura di poetessa sventurata e dolente, anzi – come scrive lei – di ‘poeta’ strammata lacerata dal caos, stravolta nel cuore e nella mente, espatriata da se stessa, trascinata in un furente corpo a corpo a corpo con la realtà. Tutto ciò in versi visionari e allucinati e in una lingua di fulminante e esulcerata creatività”.

Secondo classificato Renato Pennisi con “Pruvulazzu” (Interlinea editore, 2016).

La giuria all’unanimità ha deciso di assegnare un premio speciale a uno dei massimi poeti dialettali italiani, Gianni Fucci. L’autore santarcangiolese non è nuovo al Premio Pascoli, vincitore dell’edizione 2006 nella sezione dialettale ex aequo con Giovanni Nadiani.

Questa la motivazione del premio alla carriera: “L’opera poetica in dialetto di Gianni Fucci offre al lettore un documento della vitalità di quella straordinaria officina poetica novecentesca che è stata Santarcangelo di Romagna. Con Fucci il microcosmo linguistico della poesia del piccolo centro si arricchisce di un’inedita varietà di livello popolare, di cui l’autore si serve per comporre una poesia, non più bassa, ma più alta di quella degli altri santarcangiolesi, educata ai modelli della tradizione francese. Fucci ha sospinto il proprio strumento e il proprio mondo fino alla soglia della distruzione. L’attrito lacerante con il male che affligge l’uomo non risparmia né i luoghi, né le lingue. Nella sua poesia non c’è idillio, non ci sono eccezioni, non c’è salvezza”.

Vincitori passate edizioni del Premio Pascoli
Nelle edizioni passate il premio Pascoli in lingua italiana è stato assegnato a Nelo Risi (2001), Paolo Ruffilli (2002), Franco Buffoni (2003), Ennio Cavalli (2004), Cesare Viviani (2005), Pier Luigi Bacchini (2006), Gianni d’Elia (2007), Umberto Piersanti (2008), Jolanda Insana (2009), Luca Cesari (2010), Milo De Angelis (2011), Antonella Anedda (2012), Enrico Testa (2013), Sauro Albisani (2014), Luigi Fontanella (2015), Mariangela Gualtieri (2016).

Questi i vincitori nella sezioni dialettale: Franco Loi (2001), Leo Maltoni (2002), Tolmino Baldassari (2003), Assunta Finiguerra (2004), Piero Marelli (2005), ex aequoGianni Fucci e Giovanni Nadiani (2006), Ettore Baraldi (2007), Achille Serrao (2008), Fabio Franzin (2009), Giuseppe Rosato (2010), Alfredo Panetta (2011), Claudio Grisancich (2012), Remigio Bertolino (2013), ex aequo Pier Franco Uliana e Giacomo Vit (2015).

Sezione Opera prima: Francesco Romanetti (2014), Stefano Casacca (2016).

Chi sono i vincitori del Premio Pascoli 2018
Giancarlo Pontiggia. Nato a Seregno nel 1952 ha pubblicato diverse raccolte poetiche “Con parole remote” (Guanda, 1998 Premio Montale) e “Bosco nel tempo” (Guanda 2005), poi riedite nel volume “Origini” (Interlinea 2015). Ha scritto anche per il teatro e saggi di poetica e riflessione letteraria.

Angela Bonanno. Vive e lavora a Catania. Nel 2003 ha esordito con una silloge di poesie in dialetto siciliano, “Nuatri”, inizio di una produzione letteraria che l’ha vista cimentarsi anche nella poesia per il teatro e nella pubblicazione di un romanzo. Sue poesie sono presenti in diverse antologie.

Gianni Fucci. Nato in Francia da genitori italiani (padre toscano e madre romagnola), Fucci si trasferisce a Santarcangelo di Romagna sin dall’infanzia, dove apprende il dialetto. Insieme ad altri intellettuali della cittadina fonda il gruppo “E’ circal de’ giudéizi”. Numerose le raccolte dialettali pubblicate, con “Vént e bandìri” (Raffaelli editore) si è aggiudicato il Premio Pascoli di Poesia ne 2006.

Tramonto DiVino 2018: tappa di Ferrara

Ferrara (24 agosto 2018) – Il meglio dei vini e dei prodotti tipici dell’Emilia Romagna, i vini del Bosco Eliceo, il Franciacorta, i prodotti Dop e Igp regionali, la Strada dei Vini e dei Sapori di Ferrara, il dolce rinfresco con il gelato del Museum Carpigiani. Inizio col botto per la prima tappa in terra emiliana di Tramonto DiVino, il gustoso road show dell’Emilia Romagna, che a Ferrara propone una girandola di sapori che non fa sconti al palato. Quarta di nove tappe, dopo il successo delle serate di Imola, Cesenatico e Forlimpopoli, il tour del gusto dà appuntamento a winelover e gastronauti mercoledì 29 agosto nella splendida cornice di Piazza Municipio a Ferrara dalle ore 19.30.

Una serata speciale con tante proposte e una via del vino particolarmente ricca grazie anche alla partecipazione del Consorzio del Franciacorta che farà da compagno di viaggi alle etichette emiliano-romagnole. A duettare con i calici di oltre 300 vini regionali presentati dalla guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare, ci saranno le bollicine più famose di Italia: oltre una quarantina di etichette selezionate nelle tipologie brut, pas dosè, millesimati e rosè in rappresentanza di una ventina di cantine del Franciacorta.

A Ferrara sarà possibile degustare anche i Vini delle Sabbie grazie alla presenza del Consorzio di Tutela dei Vini Doc del Bosco Eliceo, partner dell’iniziativa. Accanto ai calici di Bacco, che saranno raccontati e serviti in degustazione libera dai sommelier Ais, si potrà assaggiare come di consueto il meglio dei prodotti tipici Dop e Igp Emiliano romagnoli preparati e serviti dagli chef e dagli allievi dell’Istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli.

Tra le proposte della serata, la Strada dei Vini e dei Sapori di Ferrara, co-organizzatrice dell’evento, addolcirà
la serata col sapore delicato dei Mandorlini dal Ponte – “mandurlin dal pont” in dialetto ferrarese – gustosi biscotti a base di mandorle, albume d’uovo, zucchero e farina, tipici di Ferrara e in particolare della frazione Pontelagoscuro, da cui prendono il nome.
Inoltre, anche a Ferrara ci sarà lo show cooking, curato da ICook, scuola di cucina cesenate che a ogni tappa di Tramonto DiVino elabora una ricetta partendo dai prodotti protagonisti della tappa: a Ferrara lo chef Tomas Marfella si cimenterà con il re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano, arricchito dall’inconfondibile sapore della Pera dell’Emilia Igp.

Ma il paniere dei prodotti in degustazione comprende anche il Prosciutto di Parma Dop, lo Squacquerone di Romagna Dop in un banco d’assaggio dedicato anche ad altri formaggi a km 0, gestito da personale della Centrale Latte di Cesena, l’Olio Evo di Brisighella Dop e l’Aceto balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop, la Piadina Romagnola Igp, la Mortadella di Bologna Igp, i Salumi Piacentini Dop e, per un finale davvero gourmet, il Gelato Museum Carpigiani che propone il gelato al gusto Nocino.

Per valorizzare e promuovere il patrimonio enogastronomico dell’Emilia Romagna, la tappa sarà animata dai conduttori Daniele De Leo e Cristina Zani che coinvolgono il pubblico con una serie di “giochi” a tema enogastronomico.
Sarà questo anche il contesto per la presentazione del libro “Il sasso e la noce” a cura di Ais Romagna, ricco di storia, tradizione, proprietà e ricette di questo liquore di produzione casalinga, sempre più apprezzato dal pubblico.

Il racconto dei prodotti Dop e Igp protagonisti prosegue con una serie di post (immagini, testi, video e ricette) sulla pagina facebook ‘Emilia Romagna da Bere e da mangiare’. Gli utenti dei social sono stati invitati a inviare, tramite mail, una ricetta che abbia tra gli ingredienti almeno uno dei prodotti Dop e Igp protagonisti della serata. Le ricette raccolte, impaginate con una grafica ad hoc, vengono caricate in un album dove possono essere votate da tutti gli utenti del social network. Tutte le ricette vengono anche stampate ed esposte grazie a una scenografica installazione: l’Albero delle ricette, integra e completa il tradizionale selfie corner Tramonto DiVino dove poter scattare una simpatica foto-ricordo della serata da far circolare in rete con gli hashtag ufficiali #TramontoDiVino e #TDV2018. Durante la serata, saranno proclamati i due vincitori del contest le cui ricette verranno pubblicate all’interno dell’APP Via Emilia Wine&Food.

Scarica l’APP e vinci
Per valorizzare i vini in degustazione e incentivare i download dell’APP Via Emilia Wine&Food, sarà organizzato un gioco. Insieme al biglietto d’ingresso, ogni partecipante al road show, riceverà un coupon da compilare e restituire per l’estrazione finale che si svolgerà pubblicamente a metà della serata. Tre partecipanti vinceranno una bottiglia di vino, previa dimostrazione di avere effettuato il download dell’APP Partner dell’evento
Co-organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena, Ais di Emilia e Romagna e Strada dei Vini e dei Sapori di Ferrara, con la collaborazione del Comune di Ferrara e il sostegno dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, di Enoteca Regionale, Apt Servizi e Unioncamere, Tramonto DiVino ha come partner, il Carpigiani Gelato Museum, i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Consorzio Salame Cacciatore, l’Associazione dello Squacquerone di Romagna rappresentata dalla Centrale del Latte di Cesena, Olio Extravergine di Brisighella, Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio Emilia, Aceto Balsamico di Modena, Patata di Bologna, Piadina Romagnola e Aglio di Voghiera.

Info e partecipazione
Per operare una corretta selezione dei partecipanti all’evento, indirizzando a una degustazione e a un consumo consapevole dei vini e dei prodotti gastronomici regionali, è previsto un ticket d’ingresso fissato a 18 euro. Il ticket, secondo una collaudata prassi, prevede la consegna ai partecipanti della Guida “Emilia Romagna da bere e da mangiare”, un calice per le degustazioni con marsupio e un carnet di assaggi per i vini e i prodotti della gastronomia. L’assaggio limitato della ricetta a cura dello chef nell’Isola dei protagonisti richiederà un ticket supplementare del costo di €2.

Tutte le informazioni e il programma sul sito www.emiliaromagnavini.it e scaricando l’APP Via Emilia Wine&Food.

Tramonto DiVino a Rimini rimandato a martedì 4 settembre sempre in piazza Cavour

Rimini (24 agosto 2018) – Causa maltempo previsto questo fine settimana, la tappa riminese di Tramonto DiVino prevista per sabato 25 agosto è stata spostata a martedì 4 settembre. Confermata la location del road show del gusto, sempre in piazza Cavour, in pieno centro storico.

Partner dell’evento
Organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena insieme alle Ais di Emilia e Romagna, all’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, all’Enoteca Regionale, a Apt Servizi e Unioncamere, Tramonto DiVino ha come partner, il Carpigiani Gelato Museum, i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Consorzio Salame Cacciatore, l’Associazione dello Squacquerone di Romagna rappresentata dalla Centrale del Latte di Cesena, Olio Extravergine di Brisighella, Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio Emilia, Aceto Balsamico di Modena, Patata di Bologna, Piadina Romagnola e Aglio di Voghiera.

Tramonto DiVino edizione 2018: Tappa a Rimini sabato 25 agosto in piazza Cavour

Rimini (22 agosto 2018) – Tramonto DiVino, il road show del gusto, arriva nella capitale del turismo balneare. La terza tappa dell’edizione 2018 va infatti in scena a RIMINI in piazza Cavour sabato 25 agosto dalle ore 19.30. Una serata speciale con tante proposte e una via del vino particolarmente ricca, grazie alla presenza di un banco d’assaggio tutto dedicato al Lambrusco Modena e al Lambrusco Reggio Emilia presenti con i rispettivi Consorzi e, come altro ospite speciale, il banco del Consorzio Vini Tipici di San Marino, che hanno partecipato per la prima volta alla Guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare come delegazione estera.La tappa di Rimini sarà proprio l’occasione per degustare i vini di San Marino presenti in Guida.

Accanto a circa 300 vini tra quelli presentati dalla guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare che saranno in degustazione libera e serviti e raccontati dai sommelier di Ais, si potrà assaggiare come di consueto il meglio dei prodotti tipici Dop e Igp Emiliano romagnoli preparati e serviti dagli chef e dagli allievi dell’Istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli.

Si ripropone anche a Rimini lo show cooking, curato da ICook, scuola di cucina cesenate che a ogni tappa di Tramonto DiVino elabora una ricetta partendo dai prodotti protagonisti della tappa: la chef Cristina Lunardini si cimenterà con Piadina Romagnola Igp, Mortadella di Bologna Igp, Salamini alla Cacciatora Dop e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

Ma il paniere dei prodotti in degustazione a Rimini comprende anche i Salumi Piacentini Dop, il Prosciutto di Modena Dop, il Parmigiano Reggiano Dop, lo Squacquerone di Romagna Dop in un banco d’assaggio dedicato anche ad altri formaggi a km 0, gestito da personale della Centrale Latte di Cesena, l’Olio Evo di Brisighella Dop e l’Aceto balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop. E per un finale davvero gourmet il Gelato Museum Carpigiani propone il gelato al gusto Pistacchio salato.

Come sempre lo Show dei vini e delle cantine dell’Emilia Romagna è garantito dall’autorevolezza dei partner dell’iniziativa: Associazione Italiana Sommelier ed Enoteca Regionale Emilia Romagna, quest’ultima da sempre impegnata nella promozione e nella valorizzazione dei vini e del territorio a livello nazionale e internazionale, con una spinta propulsiva che abbraccia la sostenibilità, l’etica e il rispetto dell’ambiente.

Per valorizzare e promuovere il patrimonio enogastronomico dell’Emilia Romagna, la tappa sarà animata dai conduttori Daniele De Leo e Cristina Zani che coinvolgono il pubblico con una serie di “giochi” a tema enogastronomico. Sarà questo anche il contesto  per la presentazione del libro “Albana, una storia di Romagna”, scritto a quattro mani dai sommelier docenti Ais Giovanni Solaroli e Vitaliano Marchi, ricco di storia e di storie, di leggende e di informazioni su quello che è il bianco romagnolo più famoso.

Il racconto dei prodotti Dop e Igp protagonisti prosegue con una serie di post (immagini, testi, video e ricette) sulla pagina facebook ‘Emilia Romagna da Bere e da mangiare’. Gli utenti dei social sono stati invitati a inviare, tramite mail, una ricetta che abbia tra gli ingredienti almeno uno dei prodotti Dop e Igp protagonisti della serata. Le ricette raccolte, impaginate con una grafica ad hoc, vengono caricate in un album dove possono
essere votate da tutti gli utenti del social network. Tutte le ricette vengono anche stampate ed esposte grazie a una scenografica installazione: l’Albero delle ricette; integra e completa il tradizionale selfie corner Tramonto DiVino dove poter scattare una simpatica foto-ricordo della serata da far circolare in rete con gli hashtag ufficiali #TramontoDiVino e #TDV2018. Durante la serata, saranno proclamati i due vincitori del contest le cui ricette verranno pubblicate all’interno dell’APP Via Emilia Wine&Food.

Scarica l’APP e vinci
Per valorizzare i vini in degustazione e incentivare i download dell’APP Via Emilia Wine&Food, sarà organizzato un gioco. Insieme al biglietto d’ingresso, ogni partecipante al road show, riceverà un coupon da compilare e restituire per l’estrazione finale che si svolgerà pubblicamente a metà della serata. Tre partecipanti vinceranno una bottiglia di vino, previa dimostrazione di avere effettuato il download dell’APP Partner dell’evento Organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena insieme alle Ais di Emilia e Romagna, all’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, all’Enoteca Regionale, a Apt Servizi e Unioncamere, Tramonto DiVino ha come partner, il Carpigiani Gelato Museum, i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia- Romagna: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Consorzio Salame Cacciatore, l’Associazione dello Squacquerone di Romagna rappresentata dalla Centrale del Latte di Cesena, Olio Extravergine di Brisighella, Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio Emilia, Aceto Balsamico di Modena, Patata di Bologna,
Piadina Romagnola e Aglio di Voghiera.

Info e partecipazione
Per operare una corretta selezione dei partecipanti all’evento, indirizzando a una degustazione e a un consumo consapevole dei vini e dei prodotti gastronomici regionali, è previsto un ticket d’ingresso fissato a 18 euro. Il ticket, secondo una collaudata prassi, prevede la consegna ai partecipanti della Guida “Emilia
Romagna da bere e da mangiare”, un calice per le degustazioni con marsupio e un carnet di assaggi per i vini e i prodotti della gastronomia. L’assaggio limitato della ricetta a cura dello chef nell’Isola dei protagonisti richiederà un ticket supplementare del costo di €2. Tutte le informazioni e il programma sul sito
www.emiliaromagnavini.it e scaricando l’APP Via Emilia Wine&Food.

“Strati”, il Pagadebit di Enio Ottaviani premiatonella guida del Touring Club

San Clemente Rn (9 agosto 2018) – L’autoctono romagnolo per eccellenza, il Pagadebit, nel gradino più alto del territorio. A innalzarlo in Romagna è la Cantina Enio Ottaviani di San Clemente: Strati, il suo Pagadebit in purezza, ha conquistato la Corona d’oro, il premio top della guida “Vini buoni d’Italia” del Touring Club.

 

Un riconoscimento di prestigio da una pubblicazione che rappresenta un unicum nel panorama nazionale, riservata ai soli vitigni autoctoni, dall’Altoadige alla Sicilia. Quei vini i cui grappoli fanno parte della storia e della cultura della terra in cui hanno origine. Come nel caso di Strati, nell’oasi del Conca, un piede in vigna e l’altro proteso verso l’Adriatico, coltivato in un vigneto tra i più antichi della Romagna le cui origini risalgono al 1982.

Impensabile sino a qualche decennio fa in Romagna un premio di questa portata per un vitigno come il Pagadebit. È la sua storia a dirlo. Per caratteristiche naturali, particolarmente resistente alle avversità climatiche, il Pagadebit entra nella tradizione contadina romagnola come vino ‘salva stagione’. Un vino magari di non grande profilo ma che anche nelle annate peggiori, produceva comunque un prodotto utilizzabile e vendibile, e serviva quindi a pagare i debiti contratti nell’annata precedente.

Ben altra cosa è il Pagadebit di oggi che si rivela particolarmente vocato per caratteristiche e piacevolezza proprio nel Riminese, per quella esposizione alle brezze marine che gli regalano una mineralità e una sapidità spiccata, timbro riconoscibile e unico di un territorio. Tanto di ricevere un riconoscimento di portata nazionale da una guida che valorizza i vitigni autoctoni di tutta la Penisola.

Ufficio stampa di Enio Ottaviani è l’Agenzia PrimaPagina

Processo 10 agosto San Mauro Pascoli: Romagna assolta

Romagna assolta a larghissima maggioranza: 414 voti per la difesa (guidata dal giornalista Stefano Folli), 188 per l’accusa (lo storico Roberto Balzani). A dirlo il tribunale popolare di San Mauro Pascoli nel tradizionale processo organizzato da Sammauroindustria. Imputata la Romagna che per cinque volte ha marciato su Roma alla conquista del potere. Al Presidente del Tribunale, Miro Gori, non è restato altro che leggere il verdetto di assoluzione piena.

Serrato il dibattimento davanti a oltre 700 persone alla Torre pascoliana. Nuova la formula della serata aperta da due testimoni, gli storici Giovanni Brizzi e Fulvio Cammarano, che hanno inquadrato il periodo storico dei cinque “marciatori”: Brenno, Cesare, Sercognani, Garibaldi, Mussolini.

Brizzi ha parlato delle due marce dell’antichità. “La marcia di Brenno verso la fine del 300 a.c. ha contorni leggendari, ammantata di un’aura di sogno e magia che la rende particolarmente suggestiva. L’altra marcia, di Cesare su Roma, è più definita e ha risvolti più ampi, coinvolgendo un entroterra che tocca non solo l’intera Cisalpina, ma la Gallia comata, che ospita le legioni di Cesare. E soprattutto è un evento di portata mondiale per gli echi che ancora oggi persistono”.

A tratteggiare l’età contemporanea, Cammarano. “Le marce su Roma in età contemporanea – quella anti papalina del 1831 del generale Sercognani, il convergere dei garibaldini alle porte della città nel 1867 e la marcia su Roma dei fascisti nel 1922 – rappresentano un simbolo piuttosto significativo di alcune permanenze della storia dell’Italia tra XIX e XX secolo. La diversità delle fasi, degli obiettivi e dei protagonisti nulla toglie alla forza dell’immaginario che vede nella città eterna il perno di un sistema di potere da smantellare e rifondare. Una fantasia che ha sempre esercitato un fascino particolare in diverse generazioni di romagnoli che in proporzioni e ruoli diversi risultano sempre in prima fila nei tentativi di ‘occupare’ Roma”.

A lanciare bordate accusatorie contro la sete di potere della Romagna è stato lo storico Roberto Balzani. “La Romagna ha avuto un rapporto di amore-odio permanente con Roma: oggetto del desiderio di conquista, luogo da purificare dai mali corrotti. Cinque marce in oltre 2000 anni sono un record assoluto nella storia”. E sull’ultima marcia mussoliniana. “Il precursore delle marce è stato D’Annunzio a Fiume. Mussolini ben si guarda dal citarlo e rifarsi alla sua esperienza. Tant’è che collegherà la sua marcia a quella di Garibaldi e Cesare, in particolare di quest’ultimo”. Infine l’atto d’accusa: “La Romagna è colpevole di immaginare un’Italia diversa e di essere lei la purificatrice. È colpevole di credere che Roma possa essere diversa da quella che è. È colpevole che con la forza si possa conquistare il potere e redimere il popolo”.

Non ha concordato con questa impostazione il difensore Stefano Folli. “Senza l’apporto della Romagna non avremo avuto il Risorgimento. C’è un fondo ribellistico nell’animo romagnolo che percorre tutta la storia della regione e non può essere disgiunto da antiche condizioni di povertà e di emarginazione. Non solo: la Romagna è stata il crocevia di tutti i principali eventi storici del nostro Paese, dando un contributo fondamentale. Alle 5 marce aggiungerei altri significativi eventi: la Repubblica Romana, che ha visto un apporto fondamentale di questa terra; la Settimana rossa del 1914 che vide protagonisti Nenni e Mussolini; la seconda guerra mondiale con il suo contributo alla Resistenza; il secondo dopoguerra con la Costituzione e la Repubblica. Per questo, e tanto altro, deve essere assolta”.

Appello che è stato raccolto dal pubblico che ha votato per una netta assoluzione.

Ufficio stampa di Sammauroindustria è Agenzia PrimaPagina