San Zeno a Galeata prima cooperativa di comunità in Romagna

Nasce a San Zeno a Galeata la prima cooperativa di comunità della Romagna. L’iniziativa è frutto dall’intraprendenza di tre giovani residenti della zona che si sono fatti promotori di un’iniziativa che intende ridare nuova vita a un territorio passato in mezzo secolo da 2000 ad appena 180 abitanti.

Davide Casamenti, Stefano e Maicol Mescolini, questi i loro nomi, lasciandosi ispirare dalle parole di Papa Francesco – “dovete continuare a inventare nuove forme di cooperazione, perché anche per le cooperative vale il monito: quando l’albero mette nuovi rami, le radici sono vive e il tronco è forte!” – hanno dato vita a questa iniziativa dalla forte valenza sociale. La cooperativa di Comunità San Zeno è un progetto che comincia con l’apertura di un locale pizzeria nel centro del paese e che intende diventare punto di riferimento per l’intera comunità. In cantiere moltissimi progetti a cominciare dal trasporto scolastico dei bambini residenti ma anche l’accompagnamento degli anziani alle visite mediche, la consegna di farmaci a domicilio e sventare la chiusura dell’unico negozio del paese (alimentari sali e tabacchi).

A sostegno dei giovani imprenditori, oltre a Confcooperative Forlì – Cesena, anche Fondosviluppo, organismo di Confcooperative per la promozione di nuove forme di cooperazione, che ha creduto in questo progetto e ha deciso di sostenerlo economicamente.

L’inaugurazione della nuova attività è in programma domenica 12 agosto alle ore 18 presso la cooperativa a Galeata (Strada San Zeno, 32). Saranno presenti il Vice Sindaco Cristiano Zambelli e il Presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

Ufficio stampa Agenzia PrimaPagina

A Casa Artusi l’infopoint del progetto europeo KeyQ+

Inaugurato l’Info Point del progetto Europeo Italia-Croazia KeyQ+. Il “battesimo” è avvenuto nella prima Notte del Cibo Italiano che ha omaggiato in tutta la Penisola la figura di Pellegrino Artusi. Una data tutt’altro che casuale quella dell’inaugurazione, visto che la finalità dell’Info Point (in via Costa a Forlimpopoli) è la promozione dei prodotti locali e delle ricette identitarie attraverso eventi enogastronomici e culturali, con particolare riferimento ai prodotti tipici della costa Adriatica, Italia e Croazia. In questa direzione, infatti, saranno proposti dei nuovi percorsi e pacchetti turistici per la promozione dei rispettivi territori.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti gli stakeholder del progetto: l’Università di Bologna poli di Forlì e Cesena, Serinar, Unioncamere Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, enti di formazione e associazioni di categoria del territorio e, naturalmente, amministrazioni locali.

Dopo l’intervento del partner di progetto Scuola Centrale Formazione, nella persona di Lorenza Sassi, lo chef Paolo Teverini, vicepresidente dell’Associazione Cheftochef emiliaromagnacuochi, ha realizzato uno show cooking, introdotto da Carla Brigliadori responsabile della scuola di cucina. Si sono svolti laboratori di gelato a cura di Gelato Museum Carpigiani, dedicati ai bambini, con l’utilizzo di frutta fresca di stagione per la preparazione della ricetta “tutti i frutti n. 765”.

A tagliare il nastro il vicesindaco di Forlimpopoli, Milena Garavini, e la vicepresidente di Casa Artusi Laila Tentoni.

Capofila del progetto è Azrri (Agenzia di sviluppo rurale della Regione Istria (Croazia), e i partner Scuola Centrale Formazione (Ve), Civiform e Comune di Cividale del Friuli (Ud), Slow Friuli Venezia Giulia (Ud), Pola (Croazia), Mercato di Pola (Croazia), Ente Turismo di Lussinpiccolo (Croazia).

 

Foto inaugurazione (da sx): Vice Sindaco Forlimpopoli, Milena Garavini, Assessore Forlimpopoli, Adriano Bonetti, Assessorato Agricoltura ER, Mario Montanari, SCF, Lorenza Sassi, Consigliere ER, Paolo Zoffoli, Vice Presidente Casa Artusi, Laila Tentoni, Presidente Serinar, Alberto Zambianchi, Presidente Orogel, Bruno Piraccini, Presidente Confartigianato Forlì-Cesena, Luca Morigi.

 

Ufficio stampa di Casa Artusi è Agenzia PrimaPagina.

Tramonto DiVino edizione 2018: I Vincitori del Premio Miglior Metodo Classico a Cesenatico

Cesenatico (6 agosto 2018) – Tripletta emiliana nella quinta edizione del Premio Miglior Spumante Metodo Classico dell’Emilia Romagna. Andato in scena nella cornice di Tramonto DiVino a Cesenatico, il road show del gusto insieme ai prodotti tipici e i vini dell’Emilia Romagna, l’evento ha messo di fronte 40 etichette di bollicine regionali suddivise in tre categorie: Spumanti Metodo Classico Brut, Spumanti Metodo Classico Rosé e Rossi, Spumanti Metodo Ancestrale. A valutarli una giuria tecnica (sommelier, degustatori, giornalisti), con la presenza di una ulteriore sezione riservata al miglior Spumante Metodo Classico ‘Popolare’ con il voto dei partecipanti alla serata di Tramonto DiVino. Curiosità: il voto popolare ha coinciso con quelle tecnico.

Sul gradino più alto nella sezione Metodo classico Brut è andato il “Ca Besina” 2011 di Casali Viticultori di Scandiano (Reggio Emilia). Il miglior Rosè è stato giudicato quello di Francesco Bellei di Bomporto (Modena), Spumante Metodo Classico Brut Rosè (70% pinot nero, 30% Chardonnay). Per il metodo ancestrale gradino più alto per Medici Ermete di Gaida (Reggio Emilia), con Phermento, Lambrusco di Modena Dop Vino Frizzante secco.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il voto popolare che ha giudicato migliore metodo classico sempre quello di Francesco Bellei.

Partner dell’evento
Organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena
insieme alle Ais di Emilia e Romagna, all’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, all’Enoteca Regionale, a Apt Servizi e Unioncamere, Tramonto DiVino ha come partner, il Carpigiani Gelato Museum, i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Consorzio Salame Cacciatore, l’Associazione dello Squacquerone di Romagna rappresentata dalla Centrale del Latte di Cesena, Olio Extravergine di Brisighella, Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio Emilia, Aceto Balsamico di Modena, Patata di Bologna, Piadina Romagnola e Aglio di Voghiera.

Processo alla Romagna delle 5 Marce su Roma

San Mauro Pascoli (3 agosto 2018) – La Romagna sarà stata pure “solatia dolce paese” come l’ha decantata il grande Giovanni Pascoli, tra i primi a nobilitarla nel panorama nazionale. Quella stessa Romagna però non ha mai nascosto una sua sete di potere. Una voglia di conquistare Roma ed entrare nella mitica “stanza dei bottoni”, come disse Pietro Nenni. È come un fil rouge che ha attraversato i secoli, dall’antichità romana al Risorgimento, sino al fascismo: personaggi, luoghi e ideali diversi. Stesso anelito di salire sullo scranno più alto, quello del comando.

È un terreno poco battuto, persino dalla storia. Portato d’attualità dal tradizionale processo del 10 agosto a San Mauro Pascoli. Lo organizza come sempreSammauroindustria, l’associazione pubblico-privato che da 18 anni mette alla sbarra fatti e personaggi della Romagna e oltre, che hanno lasciato una impronta indelebile nel corso dei decenni. Come nel caso dello speciale “imputato” edizione 2018: “La Romagna delle cinque marce su Roma”.

A guidare l’accusa sarà lo storico dell’Università di Bologna, Roberto Balzani. Alla difesa Stefano Folli, editorialista di Repubblica ed ex direttore del Corriere della Sera. In qualità di testimoni, per un inquadramento storico dei fatti, altri due docenti dell’Alma Mater bolognese: lo storico dell’Antichità Giovanni Brizzi e lo storico dell’età contemporanea Fulvio Cammarano.

Presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori, fondatore del Processo, Presidente di Sammauroindustria.

Lo scenario dell’evento è sempre la Torre di pascoliana memoria a San Mauro Pascoli, luogo dal forte carico simbolico: amministrata da Ruggero Pascoli, padre di Giovanni Pascoli, ucciso da ignoti proprio il 10 agosto del 1867.

Il verdetto del Processo viene emesso dal pubblico presente munito di paletta. L’organizzazione è di Sammauroindustria.

La Romagna delle cinque marce su Roma
Sono cinque le volte che la Romagna ha cercato di salire sul gradino più alto della storia. Ecco chi sono stati i protagonisti di quelle vicende.

Il primo è stato Brenno, condottiero gallo, ricordato per il sacco di Roma nel 390 avanti Cristo. A capo di un popolo migrante, raggiunse quella che veniva chiamata la Gallia Cisalpina, la regione dei Senoni (l’attuale Romagna e Marche). Dopo l’uccisione di un capo Senone da parte dei romani, Brenno con il suo esercitò cercò di conquistare Roma, respinto dal condottiero Furio Camillo, come sostiene lo storico romano Tito Livio.

Più celebre la vicenda della seconda marcia, quella di Giulio Cesare, con il celebre Alea icta est pronunciato nel 49 a.c. prima di attraversare il fiume Rubicone, in Romagna. Da lì la sua conquista del potere sino a fregiarsi del titolo di imperatore.

La terza marcia è guidata dal generale Giuseppe Sercognani. Romagnolo d’origine (nato a Faenza nel 1780), dopo i moti risorgimentali del 1830-31 prese San Leo e Ancona, poi marciò su Roma alla testa di 2.500 volontari. Fu respinto a Rieti dalle truppe pontificie.

La quarta marcia ha visto protagonista Giuseppe Garibaldi. Anche questa vicenda storica è nota. Siamo nel 1867, Garibaldi cerca di conquistare Roma, capitale dello Stato Pontificio. All’impresa si associano centinaia di fedeli garibaldini della Romagna, l’impresa si conclude a Mentana dopo lo scontro con l’esercito papalino coadiuvato da quello francese.

L’ultima marcia è una delle più celebri, quella di Benito Mussolini, romagnolo di Predappio. Il 28 ottobre 1922 circa 25mila camice nere si mettono in marcia su Roma per la conquista del potere. L’impresa andrà a buon fine grazie alla complicità del Re, aprendo il ventennio di dittatura del fascismo.

 

Un po’ di storia del Processo del 10 agosto

Promosso da Sammauroindustria, il Processo è nato nel 2001 dall’idea di riaprire il caso sull’omicidio del padre del Poeta, Ruggero Pascoli, assassinato in un agguato il 10 agosto del 1867. Da quella prima intuizione si sono susseguiti, il 10 agosto di ogni anno, altri Processi su personaggi che hanno fatto la storia della Romagna (e non solo): il Passatore di Romagna (2002), La cucina romagnola (2003), Mussolini (2004), Mazzini (2005), Secondo Casadei (2006), Garibaldi (2007), Togliatti (2008), Badoglio (2009), il Romagnolo (2010), Cavour (2011), Processo d’Appello Pascoli (2012), Rubicone (2013), Pellegrino Artusi (2014), Il ’68 (2015), Giulio Cesare (2016), Rivoluzione Russa (2017).

Il Processo a San Mauro Pascoli unisce la scientificità dell’argomentazione alla spettacolarità dell’evento, e proprio per il suo originale carattere di pubblic history è stato al centro di studio di alcuni atenei italiani, tra cui il volume di Maurizio Ridolfi “Verso la pubblic history. Fare e raccontare la storia nel tempo presente” (Pacini editore, 2017).

I protagonisti del Processo
Roberto Balzani: insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna. E’ stato preside della Facoltà di Conservazione dei Beni culturali, sindaco di Forlì dal 2009 al 2014, quindi – tornato agli studi e all’insegnamento – presidente del Sistema Museale d’Ateneo (2015) e responsabile dell’Archivio Storico dell’Università. Dal 2017 presiede l’Istituto Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. Si occupato di storia del Risorgimento, delle amministrazioni pubbliche, del patrimonio culturale e del regionalismo italiano. Alla Romagna ha dedicato un saggio, pubblicato dal Mulino nel 2001 (La Romagna) e, più recentemente, con Giancarlo Mazzuca, un affresco storico (Amarcord Romagna, Minerva Edizioni, 2016). Ai “processi” della Torre ha collaborato in vario mondo fin dalla prima edizione (2001).

Giovanni Brizzi: professore Almae Matris all’Università di Bologna. Ha insegnato alle Università di Sassari e Udine; e alla Sorbona (Paris IV). E’ Officier nell’Ordine delle Palmes Académiques. Ha tenuto corsi in altre Università, soprattutto francesi (di recente a Paris XIII). E’ socio ordinario dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna. E’ direttore della “Rivista Storica dell’Antichità” e della “Rivista di Studi Militari”. Il suo Annibale. Come un’autobiografia (Milano 1994) è stato premiato, nel 1999, dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Alcune sue opere sono tradotte in più lingue. Collabora con alcuni quotidiani (part. il Corriere della Sera). Tra i volumi più recenti: Scipione e Annibale. La guerra per salvare Roma, Laterza Roma-Bari 2007; Il guerriero, l’oplita, il legionario. Gli eserciti del mondo classico, Bologna 2008 (Nuova edizione, aggiornata ed ampliata); Rome et l’Occident. Îles de la Méditerranée occidentale, Péninsule ibérique, Gaule, Germanie, Alpes, Bretagne (IIe siècle av.J.-C.—IIe siècle ap.J.-C.), Paris, Armand Colin, 2010  (con J.-P. Martin); Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell’impero cristiano, Pàtron Editore, Bologna 2012; Annibale, Il Mulino, Bologna 2014; 70 d.C. La conquista di Gerusalemme, Laterza, Roma-Bari 2015;Canne. La sconfitta che fece vincere Roma, Il Mulino, Bologna 2016; Ribelli contro Roma. Gli schiavi, Spartaco, l’altra Italia, Il Mulino, Bologna 2017,

Fulvio Cammarano: Professore di Storia Contemporanea presso l’Università di Bologna. Ha studiato ad Oxford (1985-86) e insegnato storia italiana e britannica all’Università di Passau (1998). E’ stato direttore del Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia e presidente del Sistema Bibliotecario dell’Ateneo di Bologna. Ha diretto un progetto Prin sulla delegittimazione politica. Dirige le collane “Quaderni di Storia” e “Dentro la Storia” dell’editore Le Monnier-Mondadori. Attualmente è direttore del Master di giornalismo dell’Università di Bologna. Dal 2015 è presidente della Sissco. Nei suoi lavori si è occupato di storia politica italiana e inglese, con particolare riferimento ai contesti costituzionali e culturali.  Tra le sue pubblicazioni: “To Save England from Decline“. British Conservatism and the Challenge of Democracy, University Press of America, 2001; Storia dell’Italia liberale, Laterza, 2011; Delegitimization: A Useful Category for Political History, in “Ricerche di Storia Politica”, 2017/Special Issue

Stefano Folli. Laureato in Storia con Renzo De Felice, Stefano Folli ha cominciato a lavorare nei giornali nel lontano 1973. In una prima fase ha unito la passione per la professione all’interesse per la politica. Redattore della Voce Repubblicana, ha diretto questo giornale fra il 1981 e il 1989. In quegli anni ha anche fondato e diretto una rivista di politica estera: Occidente. È stato portavoce del governo guidato da Giovanni Spadolini (1981-89). L’ingresso al Corriere della Sera è del 1991 (direttore Ugo Stille). Nel quotidiano di via Solferino è stato caporedattore ed editorialista su temi politici e culturali. Ha legato il suo nome alla rubrica quotidiana “il Punto”, tenuta fino alla nomina a direttore dello storico quotidiano, avvenuta nel 2003. Dall’inizio del 2005 è passato al Sole 24 Ore dove è rimasto quasi dieci anni riprendendo la sua rubrica di analisi politica pressoché quotidiana e collaborando alle pagine culturali. Dal novembre 2014 scrive come editorialista per Repubblica.

Gianfranco Miro Gori. Detto Miro, in ricordo dello zio materno partigiano della 29ª Brigata Gap “Gastone Sozzi”, è nato e cresciuto a San Mauro Pascoli, comune di cui è stato sindaco. Ha scritto testi poetici, letterari e saggistici, ma soprattutto si è occupato di cinema, sia sul versante della critica e della storia del cinema, sia su quello dell’organizzazione della cultura cinematografica. Ha ideato e diretto la cineteca di Rimini, organizzato festival (Riminicinema e Anteprima per il cinema indipendente), manifestazioni culturali in Italia e all’estero (tra le altre “Rimini et le cinéma” al Centre Pompidou), collaborato a opere collettive, quotidiani e riviste, e scritto un certo numero di saggi tra cui, tra i primi in Italia, un gruppo dedicato ai rapporti cinema e storia. I suoi ultimi libri sono: Le radici di Fellini romagnolo del mondo (Il Ponte Vecchio, 2016) e Il cinema nel fascismo (curatela con Carlo De Maria, Bradypus, 2017). Nel 2001 ha fondato il Processo del X agosto nella Torre.

Partenza sprint per International Asparagus Days

Cesena (2 agosto 2018) – Parte con il piede giusto International Asparagus Days: viaggiano a pieno regime le adesioni degli espositori e degli sponsor dell’evento, oltre il 50% dei quali proviene da oltre confine. A poco più di due mesi dall’appuntamento sono oltre 300 gli operatori internazionali già iscritti. Delegazioni da Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Belgio e Olanda. Fuori dall’Europa dal Perù, Messico, Canada, Cina e Madagascar. “È la conferma che un evento iper-specializzato di questo tipo mancava a livello internazionale per una filiera importante come quella dell’asparago”, afferma Renzo Piraccini, Presidente di Cesena Fiera.

Appuntamento nei rinnovati padiglioni fieristici di Cesena Fiera dal 16 al 18 ottobre prossimo, insieme agli operatori di tutta la filiera dell’asparago: dai sementieri alla vivaistica, dalle macchine per la coltivazione e raccolta a quelle per confezionamento e packaging, passando dalla produzione ai mezzi tecnici.

International Asparagus Days è un evento strutturato in quattro momenti: una sezione espositiva, un ricco calendario di convegni, un campo prove e visite tecniche presso importanti realtà dell’Emilia Romagna e del Veneto.

Già ricco il parterre di adesioni internazionali tra le quali spiccano: dall’Olanda, Christiaens Agro System, Bejo, Engels, Limgroup, Teboza, Van der Elzen, Vestjens, Zegra; dalla Francia, Besnard, Degrav’Agri, Huet 2M, Ocene; dalla Germania, Neubauer Automation, Robert Bosch e Strauss; dalla Spagna, Planasa. Dall’Italia tutti i big del settore: Bagioni Alfiero, Coviro, Cosmeco, Forigo, Irritec, Idromeccanica Lucchini, Irrigazione Veneta, Lamboseeds, Multi Import, Officine Mingozzi, Sgorbati, Valota, Zanarini Leonardo.

La parte convegnistica tratterà i principali temi di interesse del settore: la situazione e l’evoluzione mondiale della produzione dell’asparago, le novità nella coltivazione, le strategie di commercializzazione, il prodotto nel mercato. I relatori saranno i massimi esperti internazionali del settore: Chang Huaxing e Wenjing Cen dalla Cina, Ciria Quispe dal Perù, Isabelle Kokula dalla Germania, Frederico Piccone dal Messico, Dominique Ruggli dalla Svizzera e Jean Michel Colliaud dalla Francia oltre a Christian Befve e Luciano Trentini.

Oltre ai convegni organizzati dalla fiera gli espositori e gli sponsor hanno in programma un ricco calendario di iniziative per promuovere le novità nel settore.

Le prove tecniche si svolgeranno in un campo prova di circa 5000 metri quadri antistanti la fiera, dei quali la metà al coperto, dove si potranno vedere all’opera le più moderne tecnologie di campo, applicate all’asparago bianco e verde.

Giovedì 18 Ottobre sarà interamente dedicato alle visite tecniche presso le più importanti realtà dell’Emilia Romagna e del Veneto.

L’ingresso alla fiera, ai convegni e alle prove tecniche è gratuito, previa registrazione nel sito (asparagusdays.com), mentre la partecipazione alle visite tecniche prevede un contributo di 30 euro ed è a numero chiuso.

La prima giornata di fiera si concluderà con un evento esclusivo di networking Gala Dinner e “Asparagus Tasting Menù” nel Centro Polifunzionale di Cesena Fiera, con piatti proposti dal cuoco francese stellato Christophe Girardot e dal cesenate Rocco Angarola. Una occasione unica per socializzare e incontrare stakeholder del settore ed operatori esteri. L’evento è a numero chiuso e prevede un contributo dei partecipanti di 45 euro.

International Asparagus Days nasce dalla partnership tra Cesena Fiera e Christian Befve, tra i massimi esperti mondiali dell’asparago, in collaborazione con Luciano Trentini, anch’egli profondo conoscitore del settore ortofrutticolo.

Sponsor della manifestazione al momento sono Bagioni Alfiero, Coviro, il gruppo bancario francese Credit Agricole e Planasa.

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

Il cesenate Roberto Giorgini alla guida di Ais Romagna

Cesena (2 agosto 2018) – Sono 1250 in tutta la Romagna. A modo loro quasi un esercito. Sono i sommelier Ais della Romagna, i “palati del gusto”, quelli che ti consigliano su una etichetta da degustare e il migliore abbinamento con un piatto o un prodotto tipico. A guidarli è il cesenate Roberto Giorgini, confermato per il prossimo quadriennio. Ricco il programma di iniziative in cantiere, unico e importante l’obiettivo: far conoscere la Romagna del vino a un pubblico più vasto. Una Romagna enologica cresciuta in maniera esponenziale nel corso dell’ultimo decennio.

Emilia Romagna da Bere e da Mangiare
A dirlo è la guida ai vini fresca di stampa, “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare 2018-19” (PrimaPagina editore), l’unica nel panorama nazionale esclusivamente dedicata all’enologia regionale con oltre 1.000 etichette descritte e degustate alla cieca dai sommelier di Ais Romagna ed Emilia, circa 260 cantine sotto la lente di ingrandimento, una sezione dedicata agli olii di qualità, focus sui prodotti Dop e Igp dell’Emilia Romagna. Insomma una “Bibbia” a 360 sull’universo vino regionale. Complessivamente 106 sono le eccellenze, i vini valutati con il punteggio massimo dai sommelier Ais Emilia e Romagna. Entrando nel merito delle 106 le eccellenze, così sono suddivise per territorio: 21 nel Piacentino, 4 nel Parmense, 4 nel Reggiano, 9 nel Modenese, 12
nel Bolognese, 5 nell'Imolese, 12 nel Faentino, 2 nel Ravennate, 27 nel Forlivese, 7 nel Cesenate, 3 nel Riminese.
Menzioni speciali per i vini con 10 cantine premiate con il Coup de Coeur i vini che emozionano (1 Reggio, 1 Modena, 2 Piacenza, 1 Bologna, 2 Imola, 1 Faenza, 1 Forlì, 1 Rimini) e 10 cantine qualità/prezzo (1 Parma, 1 Ferrara, 1 Modena, 2 Bologna, 2 Forlì, 1 Cesena, 2 Rimini).

Il tour di Tramonto DiVino
La Guida viaggia in giro per l’Emilia e la Romagna nel tour del gusto di Tramonto DiVino. Nove le tappe previste per l’edizione estiva di Tramonto DiVino e un appuntamento, nel periodo natalizio, in una riviera accogliente per gli ospiti delle feste di fine d’anno. Dopo l’esordio di mercoledì 25 luglio a Imola, si prosegue in riviera venerdì 3 agosto a Cesenatico, sabato 4 agosto a Forlimpopoli in tandem con la Notte Bianca del Cibo Italiano. Tramonto DiVino ritorna poi dopo Ferragosto, sabato 25 a Rimini in Piazza Cavour e mercoledì 29 settembre a Ferrara. Altre quattro tappe accompagneranno i winelover alla fine dell’estate e daranno il benvenuto all’autunno: giovedì 13 settembre appuntamento a Zola Predosa (Bologna), sabato 16 settembre a Fontanellato (Parma), sabato 22 settembre a Scortichino e venerdì 28 settembre ultima tappa a Piacenza. Ai partecipanti delle varie tappe del road show del gusto viene consegnata una copia della guida ai vini. Il tour di Tramonto DiVino è organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena insieme alle Ais di Emilia e Romagna, all’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, all’Enoteca Regionale, a Apt Servizi e Unioncamere.
Le iniziative Ais nell’anno del Cibo Italiano Oltre al tour estivo di Tramonto DiVino, sono tante le iniziative che Ais Romagna mette in campo. A partire dal Master dell’Albana in programma a Bertinoro il 24 e 25 novembre prossimo. Giunto alla seconda edizione, il Master mette a confronto esperti da tutta Italia sul
vitigno autoctono che cresce solo in Romagna. In avvicinamento all’evento saranno realizzati una serie di corsi coordinati dal sommelier Marco Casadei, vincitore della prima edizione del
Master dell’Albana. Ais Romagna organizza insieme a PrimaPagina la sesta edizione del Romagna Wine Festival previsto verso la fine del 2018, nel febbraio 2019 confermato il Master del Sangiovese a Faenza.
Tra le iniziative più originali un corso di degustazione della Birra, minicorsi sui distillati e sui vini fortificati, e il tour in giro per la Romagna di “Degusto con gusto” giunto alla undicesima edizione.
Importante anche il corso sull’olio, per degustare e conoscere la produzione di qualità.
Di recente Ais Romagna ha pubblicato il volume “Il sasso e la noce” dedicato ai nocini di
produzione casalinga, passione che sta conquistando un numero sempre maggiore di amatori, tanto da annoverare un concorso giunto alla decima edizione, “Nocini a confronto” ospitato alla Festa Artusiana.

Ufficio stampa di Ais Romagna è Agenzia PrimaPagina

TramontoDiVino Cesenatico

Cesenatico (31 luglio 2018) – Cesenatico ombelico dell’enogastronomia nazionale con l’anteprima della Notte del Cibo Italiano. L’occasione è la seconda tappa di Tramonto DiVino il road show del gusto di scena in piazza Spose dei Marinai venerdì 3 agosto dalle 19.30. Una serata decisamente speciale per le tante proposte: il premio Miglior Spumante Metodo Classico dell’Emilia Romagna con 40 bollicine top, la degustazione di circa 300 etichette regionali, il meglio dei prodotti tipici Dop e Igp Emiliano romagnoli, show cooking con Salumi Piacentini Dop, Pesca e Nettarina Igp, Elio Evo di Brisighella Dop, gli assaggi a cura della Strada dei Vini e dei Sapori della Romagna e tanto altro.

A partire dalle 19.30 l’evento propone una suggestiva via del vino animata da circa 300 vini della guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare in degustazione libera, raccontati e abbinati da decine di sommelier Ais ai prodotti tipici certificati dell’Emilia e della Romagna. Protagoniste le etichette romagnole insieme a una ricca selezione di vini emiliani, dai lambruschi alle bollicine alle etichette del Piacentino. Lo Show dei vini e delle cantine dell’Emilia Romagna è garantito dall’autorevolezza dei partner dell’iniziativa: Associazione Italiana Sommelier ed Enoteca Regionale Emilia Romagna, quest’ultima da sempre impegnata nella promozione e nella valorizzazione dei vini e del territorio a livello nazionale e internazionale, con una spinta propulsiva che abbraccia la sostenibilità, l’etica e il rispetto dell’ambiente.

Evento nell’evento, la tappa ospita anche la quinta edizione del Premio Miglior Spumante Metodo Classico dell’Emilia Romagna. Di scena 40 etichette di prestigiose bollicine regionali suddivisi in Spumanti Metodo Classico Brut, Spumanti Metodo Classico Rosé e Rossi, Spumanti Metodo Ancestrale, già valutate da una giuria tecnica di esperti (sommelier, degustatori, giornalisti) che a Cesenatico sarà affiancata da una giuria popolare formata dal pubblico. La giuria tecnica esprimerà tre vincitori, uno per categoria, quella popolare decreterà un solo vincitore, il miglior Spumante Metodo Classico ‘Popolare’, indipendentemente dalle categorie.

A duettare con i vini, i prodotti tipici Dop e Igp dell’Emilia Romagna preparati e serviti dagli chef e dagli allievi dell’Istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli: Parmigiano Reggiano Dop, Piadina Romagnola Igp, Mortadella di Bologna Igp, Prosciutto di Modena Dop.

Integrano la proposta food le tre Dop piacentine Coppa, Pancetta e Salame, protagonisti della serata insieme alla Pesca e Nettarina Igp e all’Olio Evo di Brisighella Dop. Salumi Piacentini e Pesca saranno serviti direttamente dal personale del Consorzio emiliano in un simpatico abbinamento di sapori, accompagnati dal Batarò o Batareu antico pane contadino, tipico della Val Tidone. L’olio Evo di Brisighella Dop invece sarà proposto negli assaggi a cura della Strada dei Vini e dei Sapori della Romagna insieme a Raviggiolo, Scalogno di Romagna Igp, fichi caramellati e bruschetta. E ancora l’isola dei formaggi a km 0, gestita da personale della Centrale Latte di Cesena. In degustazione Squacquerone di Romagna Dop ed altri prodotti caseari in abbinamento con i vini del territorio.

Novità di questa edizione gli show cooking, curati da ICook, scuola di cucina cesenate che a ogni tappa di Tramonto DiVino elabora una ricetta partendo dai prodotti emiliano romagnoli in degustazione. A Cesenatico è di scena la chef Cristina Lunardini che propone: Involtino di Coppa di Piacenza e Nettarina di Romagna con gelato allo Squacquerone di Romagna, quest’ultimo preparato dai maestri gelatieri della Carpigiani Gelato University.

Durante la serata ci sarà il tempo per un lungo brindisi che lancerà in anteprima nazionale La Notte Bianca del Cibo Italiano in programma in tutta la penisola sabato 4 agosto in onore di Pellegrino Artusi nel giorno della sua nascita. L’evento sarà sottolineato a Cesenatico con la performance delle Mariette Artusiane impegnate in un pasta show, scandito dal racconto delle ricette per bocca di un ‘redivivo’ Pellegrino Artusi, impersonato in una teatrale ricostruzione del personaggio, dall’attore Denio Derni.

Per valorizzare e promuovere il patrimonio enogastronomico dell’Emilia Romagna, la tappa sarà animata dai conduttori Daniele De Leo e Cristina Zani che coinvolgono il pubblico con una serie di “giochi” a tema enogastronomico.

Il racconto dei prodotti Dop e Igp protagonisti è iniziato alcuni giorni fa con una serie di post (immagini, testi, video e ricette) sulla pagina facebook ‘Emilia Romagna da Bere e da mangiare’. Gli utenti dei social sono stati invitati a inviare, tramite mail, una ricetta che abbia tra gli ingredienti almeno uno dei prodotti Dop e Igp protagonisti della serata. Le ricette raccolte, impaginate con una grafica ad hoc, vengono caricate in un album dove possono essere votate da tutti gli utenti del social network. Tutte le ricette vengono anche stampate ed esposte grazie a una scenografica installazione: l’Albero delle ricette. Integra e completa il tradizionale selfie corner di Tramonto DiVino dove poter scattare una simpatica foto-ricordo della serata da far circolare in rete con gli hashtag ufficiali #TramontoDiVino e #TDV2018. Durante la serata, saranno proclamati i due vincitori del contest le cui ricette verranno pubblicate all’interno dell’APP Via Emilia Wine&Food.

Scarica l’APP e vinci
Per valorizzare i vini in degustazione e incentivare i download dell’APP Via Emilia Wine&Food, sarà organizzato un gioco. Insieme al biglietto d’ingresso, ogni partecipante al road show, riceverà un coupon da compilare e restituire per l’estrazione finale che si svolgerà pubblicamente a metà della serata. Tre partecipanti vinceranno una bottiglia di vino, previa dimostrazione di avere effettuato il download dell’APP.

 

 

 

 

 

 

 

Partner dell’evento

Organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena insieme alle Ais di Emilia e Romagna, all’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, all’Enoteca Regionale, a Apt Servizi e Unioncamere, Tramonto DiVino ha come partner, il Carpigiani Gelato Museum, i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Consorzio Salame Cacciatore, l’Associazione dello Squacquerone di Romagna rappresentata dalla Centrale del Latte di Cesena, Olio Extravergine di Brisighella, Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio Emilia, Aceto Balsamico di Modena, Patata di Bologna, Piadina Romagnola e Aglio di Voghiera.

 

Info e partecipazione

Per operare una corretta selezione dei partecipanti all’evento, indirizzando a una degustazione e a un consumo consapevole dei vini e dei prodotti gastronomici regionali, è previsto un ticket d’ingresso fissato a 18 euro. Il ticket, secondo una collaudata prassi, prevede la consegna ai partecipanti della Guida “Emilia Romagna da bere e da mangiare”, un calice per le degustazioni con marsupio e un carnet di assaggi per i vini e i prodotti della gastronomia. L’assaggio limitato della ricetta a cura dello chef nell’Isola dei protagonisti richiederà un ticket supplementare del costo di € 2. Tutte le informazioni e il programma sul sito www.emiliaromagnavini.it e scaricando l’APP Via Emilia Wine & Food.

 

Nasce il club dei bianchi in Romagna

Cesenatico (23 luglio 2018) – Quindici cantine, dalle colline di Rimini alla provincia di Ravenna; 500 ettari di vigneto, di cui quasi 200 coltivati a vitigno bianco; 3 milioni di bottiglie di cui oltre un milione a bacca bianca. Sono questi i numeri del ‘Club dei bianchi in Romagna’ un sodalizio nato fra produttori eccellenti con una mission e un obiettivo: promuovere i vini bianchi di Romagna, renderli memorabili, creando visibilità e reputazione, favorendone la conoscenza e la diffusione tra i winelover e nei locali pubblici, ristoranti, hotel, enoteche e winebar. Cominciando proprio dal territorio romagnolo. Perché prima di tutto bisogna essere ‘profeti in patria’.

Il contesto
Da oltre un decennio i vini di Romagna hanno alzato con decisione l’asticella di qualità e piacevolezza mantenendo allo stesso tempo un buon rapporto qualità-prezzo. E i numeri della diffusione all’estero danno ragione al vino regionale, tanto che l’export continua ad aumentare e nell’ultimo anno è cresciuto addirittura in doppia cifra (+11,3%, rispetto al dato nazionale +6,4%).

Paradossalmente però il percepito del vino romagnolo, a livello nazionale, e sul nostro territorio, rimane al di sotto dell’effettivo valore del prodotto. E questo in modo particolare per quanto riguarda i vini bianchi.

La riprova è la scarsa diffusione dei bianchi di Romagna nei locali pubblici del nostro territorio, presenti solo in maniera episodica nelle carte dei vini dei ristoranti, grandi assenti nei wine bar all’ora dell’aperitivo, praticamente introvabili sulle tavole degli hotel della Riviera.

Ai nostri bianchi, siano questi autoctoni o uvaggi, sono infatti quasi sempre preferite le etichette di altre regioni, Campania, Marche, Alto Adige, Veneto e Friuli soprattutto, oppure la classica caraffina dello sfuso.

La Romagna dei vini bianchi
Eppure in Romagna c’è un mondo in bianco. Ci sono i classici autoctoni di grande pregio come l’Albana Docg (soprattutto nelle versioni secco e passito), i cui grappoli dalle colline del Cesenate si rincorrono verso Bertinoro e su su fino a Dozza; la Rebola (da Grechetto gentile), nel Riminese, il Trebbiano (quasi 15.000 ettari coltivati, più del doppio del Sangiovese) e il Pagadebit (Bombino bianco) in tutta la Romagna; vini e vitigni che negli ultimi anni, grazie allo sforzo e alla sperimentazione in vigna e in cantina dei vigneron di casa nostra coadiuvati da una schiera di enologi e agronomi, hanno prodotto vini eccellenti in quanto a qualità e piacevolezza di beva. Senza dimenticare i vitigni minori e quelli riscoperti come il Famoso (Rambèla, nella Bassa Romagna), che dopo anni di abbandono sta mietendo successi grazie alla sua elegante aromaticità. E poi un’infinità di altri vitigni (internazionali) come il Pinot bianco, il Sauvignon blanc, il Riesling o lo Chardonnay che crescono a loro agio nei terroir romagnoli, donando vini eleganti e eccellenti o blend, che mixano intelligentemente con perizia e fantasia, autoctoni romagnoli e internazionali.

Così, fermamente convinti del valore e della piacevolezza dei propri vini, un’avanguardia di imprenditori romagnoli ha deciso di unire gli sforzi per promuovere diffusione e conoscenza dei bianchi regionali. Convinti che in ogni angolo della Romagna sia necessario piantare una bandiera. Presidiando ogni locale e ogni iniziativa, dove poter raccontare e diffondere il valore dei bianchi del territorio. Consapevoli anche che il tipo di alimentazione verso cui negli ultimi anni si stanno orientando i consumi (dieta mediterranea, consumo di verdure e formaggi, pesce e cucine fusion) favorisce l’abbinamento con i vini a bacca bianca. Ed è dunque sui bianchi che si concentrerà la sfida commerciale dei prossimi anni.

 

 

Iniziative in cantiere
Detto fatto, è stato stilato un programma di iniziative rivolte al pubblico e agli addetti ai lavori. A Coadiuvare il Club Agenzia PrimaPagina di Cesena, da 15 anni attiva nella comunicazione del vino, e Taste Production di Forlì, nota in Romagna per l’organizzazione degli eventi ‘InBolla’ e broker nel comparto della distribuzione dei vini.

Si comincia dalla comunicazione che sarà articolata attraverso i media tradizionali e social dedicati (hashtag #vinibianchiromagna), mentre prossima è la realizzazione di un rivista-guida indirizzata agli operatori dell’Horeca, ma anche al pubblico per diffondere informazioni e approfondimenti sui vini bianchi romagnoli e sulle tante etichette dei soci del Club. In cantiere ci sono poi eventi dedicati dove i vini bianchi del Club saranno presentati agli operatori e al pubblico. Prima uscita pubblica mercoledì 25 luglio nell’ambito della Ligaza al Marè di Cesenatico dove i vini bianchi del Club accompagneranno l’evento organizzato come una delle anteprime della Notte Bianca del Cibo (4 agosto). Banco d’assaggio dedicato alle cantine del Club anche a ‘Cervia in Bolla’ (1 e il 2 settembre ai Magazzini del Sale di Cervia) dove sono attesi migliaia di winelovers e addetti ai lavori . Poi in autunno si bissa con un evento esclusivo per le 15 cantine del Club durante le giornate inaugurali per la riapertura del Mercato Coperto di Cesena gestione Teatro Verdi, prevista a fine ottobre. Nuovi eventi dedicati sono previsti da fine gennaio a inizio marzo in preparazione delle nuove carte dei vini di ristoranti e wine bar in vista dell’estate.

Questi i 15 pionieri del Club: Braschi (Mercato Saraceno), Celli (Bertinoro), Enio Ottaviani (San Clemente Rimini), Montaia (Cesena), Pertinello (Galeata), Podere Vecciano (Coriano), Podere Palazzo (Cesena), Poderi dal Nespoli (Civitella), Randi (Fusignano), San Valentino (Rimini), San Patrignano (Rimini), Tenuta Casali (Mercato Saraceno), Tenuta Masselina (Castelbolognese), Tenuta Santa Lucia (Mercato Saraceno), Zavalloni (Cesena).

Il Club dei Bianchi In Romagna è un progetto a cura di Agenzia PrimaPagina e Taste Production.
Ufficio stampa del Club dei Bianchi è Agenzia PrimaPagina.

Nella seconda edizione di “Fattore R” Il Premio Nobel Eric Maskin

Cesena (28 luglio 2018) – Fattore R, il Forum dell’Economia della Romagna, si arricchisce di nuovi personaggi e contenuti. Il nome più prestigioso è quello di Eric Maskin, Premio Nobel per l’economia nel 2007, in Fiera a Cesena terrà una lectio magistralis su sostenibilità economia e finanziaria. Tema particolarmente caro all’economista americano, “premiato” dagli accademici di Svezia (insieme a Leonid Hurwicz e Roger Myerson) proprio per lo studio delle risorse in relazione all’ambiente.

Tutto questo nella seconda edizione di Fattore R, in programma il 21 settembre prossimo nei padiglioni fieristici cesenati, promosso da Cesena Fiera, EY e Confindustria Romagna, con il supporto della Camera di Commercio della Romagna ed il sostegno di Confcommercio, Rete PMI, Coldiretti, Confcooperative, Legacoop Romagna. L’appuntamento chiama a raccolta imprese, istituzioni, associazioni di categoria e studiosi di caratura internazionale, per fotografare l’economia della Romagna e disegnare le prospettive future del territorio. Tema al centro del focus: la sostenibilità. Il Forum sarà, infatti, l’occasione per presentare i risultati di uno studio di EY (Ernst & Young) sulla Crescita Sostenibile dell’Ecosistema del territorio romagnolo, declinata sul piano Economico, Finanziario e Territoriale. Coinvolte nel progetto le aziende rappresentative della Romagna di dimensione diversa e appartenenti a differenti settori, i risultati saranno presentati nel corso della nuova edizione di Fattore R.

“Fattore R anche nella seconda edizione vuole essere un punto di incontro per il territorio al quale vuole mettere a disposizione analisi e riflessioni per la crescita e lo sviluppo – spiega Lorenzo Tersi Consigliere Cesena Fiera con delega a Fattore R – Il tema scelto, la sostenibilità, è infatti centrale per la Romagna, messa in relazione sia sul piano nazionale sia su quello internazionale”.

Alberto Rosa, Partner EY, Responsabile per l’Emilia-Romagna, commenta: “Anche in occasione della seconda edizione di Fattore R, EY ha deciso di elaborare uno strumento di analisi a sostegno delle imprese e delle istituzioni locali con l’obiettivo di individuare le principali leve su cui le aziende e il territorio devono puntare per attivare un percorso di crescita sostenibile, quindi economica, finanziaria e territoriale-sociale. La ricerca identificherà, inoltre, il posizionamento dell’area romagnola e delle sue aziende sia rispetto al mercato nazionale sia rispetto ad altre aree geografiche similari a livello europeo”.

“La Romagna è una realtà, un modello da seguire in cui dobbiamo credere e investire – sottolinea Paolo Maggioli Presidente Confindustria Romagna –Un’entità di cui fanno parte, imprenditori, amministratori locali, ceti produttivi, manager di utilities, scuola, università, sanità, infrastrutture. Insieme possiamo fare molto. Per questo abbiamo recentemente lanciato l’dea di una Fondazione Romagna, un contenitore di idee, proposte ed azioni che coinvolga tutti gli stakeholder del territorio e siamo fra gli organizzatori di Fattore R. Diventando un’unica voce possiamo crescere in tutti i campi come nella sostenibilità al centro di questa seconda edizione che si preannuncia ricca di contenuti a partire dalla presenza del Premio Nobel Eric Maskin”.

Il Forum è organizzato da Cesena Fiera, EY e Confindustria Romagna, con il supporto della Camera di Commercio della Romagna. Sostengono il progetto Confcommercio, Rete PMI, Coldiretti, Confcooperative, Legacoop Romagna. Sponsor dell’iniziativa BPER Banca, Camac e IEG.

Ufficio stampa di Fattore R è Agenzia PrimaPagina

Al Quartopiano la Notte Bianca del Cibo Italiano

Rimini (30 luglio 2018) – “Amo il bello e il buono ovunque si trovino”. Sono passati 127 anni da queste celebri parole, scolpite sul “marmo” della cucina come un manifesto della storia. A scriverle ne “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, il Padre della gastronomia italiana codificata, quel Pellegrino Artusi che il 4 agosto in tutta la Penisola sarà celebrato nella prima Notte Bianca del Cibo Italiano. La data non è scelta caso, quello è il giorno della sua nascita a Forlimpopoli, nel 1820.

L’evento del 4 agosto avrà luogo sotto le stelle dello splendido roof garden del Quartopiano di Rimini, in una serata esclusiva dedicata alla Notte Bianca del Cibo Italiano. L’omaggio è dunque al grande Pellegrino Artusi e protagoniste sono le Mariette artusiane, celebri custodi della tradizione e delle ricette dell’Artusi. Dal vivo si esibiranno nell’arte – perché di arte si tratta, pur se maneggiata con farina, uova e matterello – della pasta fatta in casa che, preparata al momento, verrà subito cotta davanti agli ospiti, condita e servita. Il fil rouge dell’evento è rappresentato dalle ricette artusiane che tutti, durante la cena, potranno vedere proiettate su un grande schermo, con relative foto. Il tutto orchestrato dallo chef forlimpopolese Silver Succi e dalla sua brigata, per un menù improntato ad una tradizione rinnovata, nel segno dell’Artusi. Il sodalizio vincente Mariette-Silver ritorna dopo l’incontro avvenuto a Expo Milano 2015, quando insieme crearono la sfoglia ripiena più lunga del mondo (parliamo di 60 metri!).

La serata è la prima di una lunga serie di attività che scandiscono la programmazione del Quartopiano Suite Restaurant, unico ristorante con roof garden panoramico su Rimini. Un ciclo di appuntamenti con il buongusto, anticipati come una sorta di antipasto lunedì 30 luglio mediante un omaggio ai “Cotti e crudi” di stagione, con replica tematica il 28 agosto.

Ulteriore appuntamento venerdì 10 agosto, Notte di San Lorenzo, festeggiata in tutta Italia con “Calici di stelle” e qui ribattezzata “Stelle diWine”: dieci saranno i vini scelti per l’occasione dal sommelier Fabrizio Timpanaro tra le migliori etichette di svariati terroir, in accompagnamento a uno speciale menu e chiusura in allegria con sangria per tutti per salutare le stelle cadenti.

Quarta tappa il 15 agosto per festeggiare il Ferragosto con un raffinato menu e con l’esclusiva visione dei fuochi d’artificio di tutta la riviera, dall’alto del privilegiato balcone del ristorante.

E ancora, da settembre sino a dicembre, prende il via una serie di eventi tematici dedicati a prodotti principe come tartufo, funghi, crostacei…

Un programma in grande stile in vista del 2019, anno del decennale del ristorante.

Da cerchiare in rosso la giornata di domenica 30 settembre: il Quartopiano aprirà anche la domenica a pranzo per offrire un servizio alla città e soprattutto alle famiglie, con speciali menù a prezzo contenuto e con sorprese diverse ogni domenica.

Quartopiano Suite Restaurant
Nato nel 2009, Quartopiano Suite Restaurant dispone di una sala elegante capace di ospitare sessanta coperti, fino a 150 coperti in speciali occasioni convegnistiche. Unico ristorante con roof garden panoramico a Rimini, ha una brigata di cucina composta da sei professionisti di alto livello e una carta dei vini, curata dal sommelier e direttore di sala Fabrizio Timpanaro, che conta circa 580 etichette d’eccellenza, tra le quali trovano ampia rappresentanza quasi tutte le regioni italiane, assieme a selezioni dei migliori terroir di Francia, Germania e Austria. Quartopiano è segnalato dalle migliori guide internazionali.

Chef di Quartopiano è Silver Succi, innato talento della cucina, cresciuto al fianco di alcuni protagonisti del panorama gastronomico italiano come Gualtiero Marchesi, Mauro Uliassi, Gino Angelini e Vincenzo Cammerucci. Dopo avere collaborato con i più prestigiosi ristoranti nelle località montane di Madonna di Campiglio e Cortina d’Ampezzo, l’amore per la sua terra lo riporta alle sue radici e alla sua cultura dei sapori di Romagna. Aderente a Chef to Chef, associazione di cuochi e produttori d’eccellenza della regione Emilia Romagna, Silver prende parte alle principali manifestazioni gastronomiche a livello europeo, al fianco del celebre chef Massimo Bottura.

Ufficio stampa del ristorante Quartopiano è l’Agenzia PrimaPagina