L’Artusiana dà l’arrivederci al 4 agosto con la Notte del Cibo Italiano

Forlimpopoli (2 luglio 2018) – Pollice in su per la Festa Artusiana che chiude la XXII° edizione con un arrivederci a presto. Più precisamente a poco più di un mese, il 4 agosto, giorno della nascita di Pellegrino Artusi, giorno della Notte Bianca del Cibo italiano in tutta Italia. A darne l’annuncio l’Assessore al Turismo Adriano Bonetti nell’ultimo incontro di “Dire Fare…mangiare”. “Sarà un grande momento di Festa che coinvolgerà l’intera nazione nel nome di Pellegrino Artusi. I dettagli saranno comunicati nei prossimi giorni”.

L’Assessore fa un bilancio della Festa: “Ottimo, sul fronte della proposta ristorativa, degli spettacoli, degli eventi culturali e della partecipazione. L’Artusiana è diventato un punto di riferimento non solo per la Romagna ma a livello nazionale, all’insegna della convivialità a tavola e della riflessione gastronomica. Un grazie speciale alla macchina organizzativa che rende possibile tutto ciò: i dipendenti comunali, i volontari, le associazioni, la forze dell’ordine, gli addetti alla sicurezza. È grazie all’impegno di tutti loro se per nove giorni Forlimpopoli assurge a capitale della cucina italiana”.

Premio concorso Nocini
La giornata di domenica si è chiusa con la premiazione dei migliori Nocini nell’iniziativa promossa da Ais Romagna, in collaborazione con il Comune di Forlimpopoli, Casa Artusi e l’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli. Questo il responso del concorso riservato ai nocini di produzione casalinga. Noce d’oro per il forlimpopolese Alessandro Pasini, secondo posto e Noce d’Argento per Nicoletta Domeniconi di Ravenna, terzo per Paolo Casadei Turroni di Forlì.

Migliore Nocino della Romagna per il secondo anno consecutivo è stato giudicato quello del forlimpopolese Alessandro Pasini.

Premio Artisti di strada
Sempre domenica scorsa (1 luglio) c’è stata la premiazione del concorso dedicato ai migliori artisti di strada, giunto alla quinta edizione, promosso dal Comune di Forlimpopoli e suddiviso in tre sezioni.

Vincono il premio per Miglior Artista della Festa Artusiana 2018 gli Est, trio composto da violino (Nicola Nieddu), violoncello (Antonio Cortesi), contrabbasso (Luca Di Chiara). “I tre artisti – si legge nella motivazione – tutti diplomati al conservatorio musicale, partono dal repertorio classico di Mozart (ma anche Rossini…fino a Morricone), e attraverso arrangiamenti originali fanno rivivere la musica classica in una chiave inedita, folle e travolgente, passando dai registri classici a quelli elettronici con eccellente eleganza e virtuosismo. La decostruzione della formalità tipica della musica classica coniugata all’arte di strada. Una vera sorpresa”.

Vincono il premio per la Proposta più Originale il duo musicale Iza & Sara (Sara Valgimigli ed Elisa Babini). “Si tratta in realtà di un quartetto, Iza& Sara sono le splendide voci dalle quali si dipana tutta la calda trama musicale sostenuta dai suoni delle chitarre acustiche di Luca Di Chiara e dalla percussioni di Tommaso Sassatelli. La formazione musicale si colloca sulla linea del cantautorato indie-pop, con buoni brani originali e alcune cover, un repertorio interpretato con estrema intensità e calore. Le voci delle due che si rincorrono fra farsetti e contrappunti creando trame sonore affascinanti”.

Vince il premio per la Proposta più attinente al tema del cibo The Squasciò, compagnia torinese di teatro di strada composta da Paolo Gargiulo e Serena Vergari, allievi della Performing Arts University of Torino. “La compagnia interpreta un ottimo teatro comico clownesco. Lo spettacolo rappresentato, Just Married, racconta di una cena romantica a lume di candela di una coppia…che fra peripezie ed esilaranti errori ne combina di tutti i colori…fino a convolare a nozze! Divertente e ben misurato anche il coinvolgimento del pubblico in platea”.

Ufficio stampa della Festa Artusiana è l’Agenzia PrimaPagina

Festa Artusiana: celebrato il gemellaggio tra la città di Forlimpopoli Villeneuve-Loubet

Forlimpopoli (1 luglio 2018) – Si è fatto maggiorenne il gemellaggio tra la città di Forlimpopoli e la cittadina francese di Villeneuve-Loubet. Un incontro che si è rinnovato sabato scorso (30 giugno) a Casa Artusi nel nome di Pellegrino Artusi e Auguste Escoffier.

“Oggi festeggiamo i 18 anni del nostro gemellaggio con Villeneuve-Loubet, – ha detto il sindaco di Forlimpopoli Mauro Grandini – a testimonianza del fatto che quando si parte con le cose belle, si ha sempre voglia di continuare con tanti progetti. Se qui a Forlimpopoli riusciamo a mettere assieme le sensibilità delle amicizie fra i popoli d’Europa, penso che abbiamo capito come costruire il capitale umano del futuro. Molti bambini in questi giorni di festa hanno respirato l’assenza dei confini e speriamo che, con questa consapevolezza, riescano a costruire un buon futuro per noi. Ringrazio Villeneuve e tutte quelle persone che hanno contribuito a creare l’assenza dei confini, per costruire la casa di tutti noi. Mi auguro che questo percorso continui ancora per tanti anni, anche con grandi progetti”.

Dello stesso avviso anche il sindaco della cittadina francese Lionnel Luca: “Ringrazio Forlimpopoli per la grande ospitalità come sempre. In 18 anni sono successe molte cose e ringrazio per la continuità di questo gemellaggio, che oggi diventa finalmente maggiorenne. I gemellaggi sono molto importanti per affrontare le crisi europee di questo periodo: dimostrano che la vita si fa insieme e che è importante costruire assieme un’Europa fatta di fraternità e di pace”

Nel pomeriggio Casa Artusi ha ospitato l’ultimo App-eritivo in compagnia di uno dei più grandi giallisti italiani, Loriano Macchiavelli. L’occasione è stata la presentazione del volume “Brividi a cena. Misteri e manicaretti con Pellegrino Artusi” (Edizioni del Loggione, 2018).

“Mi definisco un Pellegrino Artusi del giallo perchè mentre Artusi è stato uno dei primi scrittori della gastronomia italiana, io sono stato uno dei primi a sperimentare il genere giallo in Italia – ha detto lo scrittore – Il rapporto tra il cibo e la letteratura è molto intenso: se ci facciamo caso tutti i romanzi, a qualunque genere appartengano, prima o poi arrivano al cibo, che sia solo un panino, un pasto frugale o tavole imbandite. Nella maggior parte dei casi, però, il cibo rimane nei romanzi solo una comparsa, non va a modificarne la struttura della trama. Nel romanzo giallo, invece, il cibo è essenziale: diventa importante come lo svolgimento della storia e va a caratterizzare i personaggi”.

Macchiavelli ha fatto poi alcuni esempi: “Basti pensare a Miss Marple, come sarebbe stata senza il suo tè e pasticcini? O al poliziotto Sarti Antonio senza le sue cene a Bologna? Il legame fra il cibo e il giallo è primordiale, sono due realtà intimamente connesse: tutte le volte che mangiamo, ci nutriamo di qualcosa che non esiste più. E secondo me, alcuni elementi più di altri accomunano il cibo con i gialli. Il cibo è frutto di una paziente mescolanza di elementi che porta al piacere del gusto, allo stesso modo nei gialli c’è una mescolanza di ingredienti, grande cura nella preparazione e una perfetta esecuzione, per terminare con il piacere della lettura. E così il romanzo giallo nasce amaro, per poi diventare piccante e, infine, dolce amaro come un buon caffè”.

Evento speciale al Maf insieme allo chef Sébastien Charretier, professore di cucina e consulente all’Institut Paul Bocuse di Ecully, assistito dagli allievi della scuola della MFR Le Fontanil Saint Alban Leysse.

Macfrut 2019 Presentata al Ministero degli Affari Esteri la 36esima edizione

Roma (28 giugno 2018) – A neanche un mese e mezzo dall’edizione che ha registrato numeri straordinari (43mila visitatori), Macfrut, Fiera internazionale dell’ortofrutta, volge già lo sguardo al 2019. In programma alla Fiera di Rimini dall’8 al 10 maggio, tante sono le novità della 36esima edizione, presentata al Ministero degli Affari Esteri alla presenza di ben 38 rappresentanti delle Ambasciate dei Paesi africani.

La scelta del luogo e degli interlocutori non è stata casuale. Partner dell’edizione 2019 sarà l’Africa Sub-Sahariana, a conferma del carattere sempre più internazionale della manifestazione, e di un Macfrut che volge lo sguardo a 360 gradi in ambito mondiale: lo scorso anno era stata la Colombia (Sud America), prima ancora la Cina (Asia).

Perché questa scelta? L’Africa è un’area strategica per tante ragioni, a partire dalla gran parte delle riserve minerali mondiali in suo possesso. Poi per la forte pressione demografica. Si calcola che nel 2050 la terra sarà popolata da 9,1 miliardi di persone, ben il 34% in più rispetto ad oggi. Oltre il 50% di questo aumento sarà concentrato in nove Paesi, ben cinque del Continente Africano: Nigeria, Repubblica democratica del Congo, Etiopia, Tanzania e Uganda. Dunque, se dovesse persistere l’attuale situazione di sottosviluppo in numerosi Stati, sarà inevitabile proseguire nel trend di una forte pressione migratoria di massa di difficile gestione.

In questo contesto, di favorire lo sviluppo dei Paesi e rispondere a una maggiore domanda di cibo, un ruolo da protagonista lo può svolgere il settore ortofrutticolo. Secondo la FAO infatti il fabbisogno alimentare mondiale di ortofrutta sarà di 900 milioni di tonnellate in più rispetto ad oggi. L’Africa è quindi un Continente pieno di opportunità per l’ortofrutta italiana. Non solo nell’ambito delle tecnologie e delle sementi, ma anche nella vendita dei prodotti italiani ambiti da un ceto medio-alto in crescita, soprattutto nei grandi agglomerati urbani. Aiutare l’Africa, quindi, significa anche aiutare le imprese italiane ed europee a crescere e svilupparsi. L’ortofrutta africana potrà svolgere un ruolo strategico nello sviluppo solo se riuscirà a modernizzare tutte le fasi della filiera. E infatti il focus Africa di Macfrut si concentrerà su quattro macro-temi di grande attualità: la gestione efficiente dell’acqua, le nuove frontiere dell’orticoltura, le tecnologie per le aziende agricole e i piccoli impianti per la trasformazione industriale.

Tra le novità della edizione 2019 Macfrut Field Solution, un campo prova di 700 metri quadri per vedere all’opera le più moderne tecnologie per il settore orticolo e frutticolo Acqua Campus, tutte le innovazioni dell’irrigazione in un campo dimostrativo e tanti eventi internazionali.

Si terrà la seconda edizione del Tropical Fruit Congress dedicato, il mercoledì pomeriggio, ai trend di mercato della frutta tropicale in Europa e ai prodotti emergenti Lime, Papaya e Passion Fruit. Il giovedì pomeriggio il Congress sarà interamente dedicato all’ananas: The Pinepple Day.

Per promuovere la manifestazione è stato messo a punto un piano di oltre 30 missioni internazionali con tappe nei quattro continenti. Particolarmentenutrite le trasferte africane che vedranno impegnati i vertici di Cesena Fiera insieme a tante aziende del settore in ben 11 Stati: Senegal, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria, Angola, Mozambico, Zimbabwe, Algeria, Tunisia, Egitto, Marocco.

Macfrut, unica fiera di filiera nel panorama internazionale, è una fiera che guarda al globale con i piedi ben piantati in Italia. E proprio dal nostro Paese arriva la seconda novità: il Piemonte Regione Partner.

Il Piemonte è una delle Regioni più importanti nella produzione ortofrutticola italiana, il cui prodotto simbolo è la mela, immagine di Macfrut 2019. La produzione annua è di 170.000 tonnellate concentrata prevalentemente nelle mele rosse. Molto importante anche il kiwi, seconda regione produttrice a livello nazionale con il 20% dell’offerta italiana, le pesche e nettarine, i piccoli frutti e il comparto orticolo.

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina

Dieci anni di “Nocini a confronto” danno vita al volume “Il sasso e la noce”

Forlimpopoli (26 giugno 2018) – Il Concorso “Nocini a Confronto”, da sempre ospitato alla Festa Artusiana, compie dieci anni. Un traguardo importante, onorato da Ais Romagna con la pubblicazione di un volume (“Il sasso e la noce”, PrimaPagina editore) che racconta storia, tradizione e proprietà di questo liquore di produzione casalinga, sempre più apprezzato dal
pubblico.

Genesi di un volume. “I davanzali delle finestre della mia infanzia – scrive Caterina Valbonesi di Ais Romagna – dove
vasi di vetro con malli alcol e zucchero erano lasciati come trofei per lungo tempo, erano oggetto di attenzioni: mescolare, scuotere, ecc. ed il confronto con il vicinato era inevitabile. Il calore del sole trasformava questi vasi prima in verde brillante per arrivare al bruno quasi cupo. Altri digestivi più ‘moderni’, commerciali, ne avevano preso il posto nelle vetrinette delle case.
Con il tempo mi ritornano in mente non solo i luoghi, i momenti in cui con la nonna si andavano a raccogliere i malli, ma tutto ciò che di misterioso c’è nella noce.
Come succede a volte, ci sono incontri che ci prendono per mano, così è successo con gli amici Emiliani, dopo aver partecipato ad un concorso in quel di Reggio: ultimi in classifica. Da quel momento è iniziato un lavoro di ricerca di prove, coinvolgendo poi colleghi sommelier ed appassionati è nato il nostro gruppo”.

“Nocini a confronto” A.I.S Romagna.
Casa Artusi è il luogo che ospita il Concorso, accoglie i nocini; luogo d’eccellenza per i nostri stimatori, insieme al Comune di Forlimpopoli. Il nocino non solo come ottimo digestivo (il quale si vendeva in farmacia), come scrive il Bergonzoni, ma pensato come ingrediente in preparazioni di cucina; per questo nulla di più appropriata è la collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Forlimpopoli Pellegrino Artusi.
Dieci anni di Nocini a Confronto non potevamo disperdere il lavoro fatto di ricerche, storie e ricette: cosi è nata l’idea del libro Il Sasso e la noce. Iniziando proprio dall’albero del noce, un albero maestoso, dove il sacro ed il profano si rincorrono, per passare poi al il frutto ed alle proprietà nutrizionali. Un libro scritto dal gruppo Nocini a Confronto con ricerche sulle leggende, sul frutto, sui simbolismi e sull’alchimia, riti pagani e San Giovanni; per arrivare a quando raccogliere i malli, come e perchè delle estrazioni ricordando Paracelso.
Diverse ricette, storiche e non solo di nocino. Per la parte botanica Alessandro Mondello agronomo, ci racconta come coltivare il noce. Laila Tentoni vicepresidente di Casa Artusi ci porta a Buenos Aires degustando un nocino la cui ricetta viaggia in valigia come emigrante. Un racconto inedito sulla noce e sul nocino. In ultimo, le ricette create e preparate dai professori dell’Istituto Alberghiero ed anche la ricetta dei fratelli Gardini con la pralina al nocino. Scrivere questo libro è stato un momento di incontro e di crescita, un momento di convivialità e di condivisione, per raccontare e riportare a molti il piacere di preparare un nocino, sperando che ciò contribuisca a far avvicinare altre persone al meraviglioso mondo del liquore di noce.

 

La prefazione del libro è di Franco Mambelli (comitato scientifico Casa Artusi). Tutto ciò è stato possibile grazie a chi ha creduto in questo progetto, ai nostri sponsor: Ditta A.E.C Sante Mariani, Fratelli Gardini, Ditta Rubicone Alessandro Cioccolini, Strada dei Vini e Dei Sapori Forlì Cesena, Strada Della Romagna.
Alle istituzioni: Comune di Forlimpopoli Casa Artusi, Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi, alla nostra associazione, A.I.S Romagna, alle perone che ci hanno dato le loro ricette di famiglia.

Il libro “Il Sasso e la Noce” è edito da PrimaPagina

Andrea Segrè alla Festa Artusiana

Forlimpopoli (26 giugno 2018) – Giornata di grande riflessione intorno alla cucina e alla cultura del cibo, mercoledì 27 giugno a Casa Artusi. La serata si apre con l’APP-eritivo delle 19,00 che ospita il Premio Artusi 2012, fondatore del movimento Spreco Zero, Andrea Segrè, che presenta il suo libro “Il gusto per le cose giuste. Lettera alla generazione Z” (Mondadori, 2017). Nella lettera, Segrè esprime la sua visione di futuro, rivolgendosi agli appartenenti alla iGeneration, tutti quei nati a cavallo tra la metà degli anni 90 del secolo scorso e gli anni 10 di questo millennio. Come in un manifesto politico, l’autore sottolinea l’esigenza per la società e l’economia di passare da un moto lineare che tutto esaurisce a un moto circolare, che tutto riprende. Come sostiene Segrè, l’attività umana del futuro sembra essere possibile solo in un orizzonte di sostenibilità. A presentare la serata sarà Maria Severina Liberati, presidente del Centro di divulgazione delle ricerche nel settore Agroalimentare), ingresso libero.

La riflessione sul cibo continua alle 21,00 a Casa Artusi, in compagnia dello storico della cucina e membro del comitato scientifico di Casa Artusi Alberto Capatti che presenta il suo libro “Il Mangiapensieri – Lessico immaginario del cibo” (Alfabeta2 e DeriveApprodi 2017), e del gastronomo e scrittore Graziano Pozzetto con la sua “Enciclopedia gastronomica della Romagna-Vol. 1” (Il Ponte Vecchio, 2017). Mentre con il suo “Mangiapensieri”, Capatti vuole far maturare nel lettore una nuova coscienza critica del “buon pensare e immaginare” quando si mangia e si cucina, l’enciclopedia di Pozzetto è il primo di tre volumi che vogliono raccogliere e riassumere l’esperienza del maggior esperto della civiltà enogastronomica della Romagna. Presenta la serata il presidente dell’Accademia Artusiana Maurizio Artusi, al termine viene offerta ai presenti una degustazione del “Gelato al miele e noci” preparato da Miro Mancini, Premio Marietta 2013 ad honorem. La serata è a cura dell’Accademia Artusiana di Forlimpopoli.

Le iniziative al Museo
Alle 20,00 inizia la visita guidata Stare a tavola nel mondo antico, percorso alla scoperta dei cibi e dei modi di vivere la convivialità dalla Preistoria al Rinascimento, a cura di Fondazione RavennAntica (la visita guidata si ripeterà anche alle 21,00 e alle 22,00).

Proposte per tutti i palati
In Piazza Artusi rinominata La città dei sapori, dalle 20,00 nello stand della Cooperativa Sociale Paolo Babini va in scena una degustazione di piadina romagnola abbinata a prosciutto, squacquerone e rucola con i vini dei Poderi dal Nespoli; mentre l’Associazione Amici di Alfredo-Parrocchia di Tontola propone una degustazione di affettati, formaggi biologici e di grotta, tortelli alla lastra e strozzapreti al Sangiovese.

Il Consorzio CastrumCari con la partecipazione del ristorante La Cantinaza presenta i prodotti tipici agresti della Romagna e Toscana, mentre allo stand dellaPiadineria Il Bianco Mangiare di Cervia sarà possibile degustare tortelli alla lastra e rotolini farciti.

Arriva invece da Bertinoro lo stand dell’Osteria Perbacco con chitarrini verdi con pancetta e rosmarino abbinati ai vini della Tenuta Diavoletto; mentre l’Agriturismo Antico Frutto-Trattoria del Cervo, società agricola Lucia in Fattoria e Tenuta Madonia presentano tagliatelle al ragù di vacca romagnola, porcini fritti con i vini dell’azienda agricola Giovanna Madonia.

Gli spettacoli di mercoledì 27 giugno
Saranno sei gli appuntamenti in programma per la quinta serata di Festa Artusiana. Si inizia alle 20,30 con le musiche e le marcette itineranti per le vie del centro diSwing Artusy mentre Galirò percorrerà a zigzag bancarelle e piccoli stand. Alle 21,00 in via Veneto arrivano i Giocolieri in agrodolce con “Giochi da incubo” (lo spettacolo si ripeterà anche alle 22,15), mentre via Costa si animerà con il concerto di Veronica Rambelli (lo spettacolo si ripeterà anche alle 22,00). Dalle 21,15 il Fossato della Rocca ospita “Bonbon, chicche di teatro per i più piccoli” a cura di Vladimiro Strinati, alla stessa ora in Piazza Pompilio va in scena il concerto di voci, chitarre e percussioni di Iza&Sara per il teatro a menù fisso.

Iniziative sportive alla Festa
Tra gli eventi collaterali della Festa Artusiana anche la Gara podistica non competitiva giunta quest’anno alla sua 11° edizione, a cura di A.S.D. Azzurra di Forlimpopoli in collaborazione con l’Assessorato allo Sport del Comune di Forlimpopoli; e il Trofeo Artusiano, una corsa sterrata non competitiva giunta alla sua seconda edizione e realizzata da A.S.D. Azzurra di Forlimpopoli, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Statale “E. Rosetti” di Forlimpopoli e il Consiglio Comunale dei Ragazzi.

Per entrambi gli appuntamenti il ritrovo è alle 18,30 dal Parco Urbano “L. Lama” – piazzetta con fontana di via Marconi (quota di partecipazione 2,00 Euro, 5 Euro intero trofeo).

 Ufficio stampa della Festa Artusiana è l’Agenzia PrimaPagina

E’ di Agrigento la vincitrice del Premio Marietta

Forlimpopoli (25 giugno 2018) – Dipendente pubblica, con il sacro fuoco dei fornelli. All’anagrafe Maria Giovanna Nocera, 53 anni, arriva da Agrigento: è lei la vincitrice del Premio Marietta il concorso per cuochi dilettanti nell’ambito della Festa Artusiana. La sua ricetta, “Non solo minestra di tinniruma”, ha sbaragliato i sei finalisti della giornata di domenica a Casa Artusi, e conquistato i mille euro messi in palio di Conad. A premiarla Mario Mezzanotte, sempre di Conad, che oltre all’assegno, ha consegnato 5 kg di pasta a tutti i finalisti. “La giuria all’unanimità premia la ricetta di Maria Giovanna Nocera per l’uso dei prodotti dell’eccellenza e della tradizione, per l’originalità, per la passione per la propria terra d’origine”, ha detto Verdiana Gordini presidente della giuria, leggendo la motivazione.

“Per noi il cibo è cultura – ha affermato Mezzanotte durante la premiazione – Tutte le persone possono sentirsi Mariette e arricchire il nostro patrimonio gastronomico. Per questo Conad sostiene questa iniziativa”.

Molto emozionata la vincitrice: “Ho inviato la ricetta quando mancavano quattro giorni alla scadenza, su insistenza di mio nipote. L’ho fatta ‘testare’ ai miei familiari, mi hanno detto che poteva andare e così mi sono buttata. Francamente non avrei mai pensato di vincere. Diciamo che sono nata in cucina, stavo sempre con mia madre ai fornelli. Con lei ho imparato cosa significa la tradizione, il prodotto, la semplicità della cucina domestica, quella che in fondo è il cuore dell’Artusi”.

Nel corso della serata, presentata da Maria Elena Forti, Giovanna Leardini del Lions ha premiato Agata Caldarera di Giarre (Catania) nella sezione dedicata al centenario del sodalizio. L’assessore Adriano Bonetti ha premiato il Ristorante Anna per i cinquant’anni di attività.

A seguire i premi Marietta ad Honorem: la giornalista Stefania Barzini è stata premiata dal consigliere regionale Paolo Zoffoli. La Stamperia Pascucci di Gambettola dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Simona Caselli.

“Ringrazio Casa Artusi per il lavoro di promozione della cultura enogastronomica in Italia e nel mondo – ha affermato l’Assessore Caselli – Do appuntamento a tutti il 4 agosto con la Notte Bianca del Cibo italiano, in nome di Pellegrino Artusi”.

Ai vincitori del Marietta ad Honorem è stato consegnato un busto di artistico di Pellegrino Artusi realizzato da Pasquale Manzelli.

Davide Cassani presidente di Apt ha chiuso la serata evidenziando l’importanza del connubio cibo-turismo. “In fondo l’Artusi nel titolo del suo libro, ‘l’arte di mangiare bene’, ha racchiuso l’essenzialità di cosa sia la cucina: buona e salutare”.

Ufficio stampa della Festa Artusiana è l’Agenzia PrimaPagina

“Un Talento per la Scarpa” : alla Casa dei Sammauresi, premiate le future promesse della calzatura e due scuole

San Mauro Pascoli (23 giugno 2018) – Giovani promesse della calzatura protagoniste a San Mauro, nell’epilogo della 18esima edizione di “Un Talento per la Scarpa” concorso internazionale per giovani stilisti promosso da Sammauroindustria. La cerimonia di premiazione nella Casa dei Sammauresi ha visto la premiazione del messicano Miguel Jacobo Reyna Gomez a cui andrà un periodo di formazione al Cercal seguito da un’esperienza nell’azienda Sergio Rossi. Assente per motivi professionali, a ritirare il premio simbolicamente è stato un altro messicano, Alberto Jose Nava Tassinari, vincitore dell’edizione scorsa, in questo periodo a San Mauro per il formativo dell’edizione 2017. A premiarlo il sindaco di San Mauro Pascoli, Luciana Garbuglia.

Nel corso della serata Andrea Maremonti ex presidente di Confindustria Forlì-Cesena, associazione partner del Concorso, ha premiato i giovani segnalati, dal decimo al quarto posto.

Fabrizio Casadei ha invece premiato due scuole: l’Ipia “Marie Curie” di Savignano sul Rubicone, rappresentata dal dirigente Mauro Tosi e da un nutrito gruppo di insegnanti, e l’Universitad De La Salle di Leon, Guanajuato (Messico).

Nel corso della serata, Miro Gori Presidente di Sammauroindustria, ha annunciato il tema della prossima edizione: “Urban chic: la decolleté irrompe nello street style”.

La serata si è chiusa con il concerto di Nicoletta Fabbri Quartet.

Ufficio stampa di Sammauroindustria è l’Agenzia PrimaPagina

Su il sipario per la XXII° Edizione della Festa Artusiana

Forlimpopoli (22 giugno 2018) – Su il sipario sulla Festa Artusiana, nove giorni con i sapori, gli odori e la convivialità di Pellegrino Artusi. Una kermesse che si apre controcorrente: “senza”. Senza latte, senza carne, senza grassi, senza glutine. Niente paura, stand e gli oltre quaranta punti di ristorazione saranno ben forniti di pietanze da laccarsi i baffi (su 360 piatti in carta ben 122 ricette sono ispirate all’Artusi). Ma la Festa è anche momento di cibo come cultura per la mente.

Ed ecco che a inaugurarla sarà proprio la riflessione a tutto tondo nel convegno “Cucina senza” in programma sabato 24 giugno alle 17,00 a Casa Artusi. In un vero e proprio viaggio che comprende passato, presente e futuro della cucina italiana, durante la serata si discuterà il valore della rimozione negli ingredienti, così come nei piatti e nelle tavole, per arrivare infine agli stili di vita. A intervenire il meglio della cultura gastronomica italiana: gli storici Massimo Montanari e Alberto Capatti con i rispettivi interventi “Senza fuoco” e “Artusi senza”, il semiologo Paolo Fabbri con “Senza posate”, il Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale sull’Agroalimentare dell’Università di Bologna Marco Dalla Rosa con “Senza carne?” e lo scrittore Piero Meldini con “Senza niente?”. Modera l’incontro Giordano Conti, Presidente di Casa Artusi (ingresso gratuito).

È il primo di 150 appuntamenti, in un caleidoscopio di incontri, sapori, spettacoli e musica che dal 23 giugno al 1 luglio riempie le piazze e i vicoli di Forlimpopoli. Andiamoli a scoprire.

Tante iniziative al Museo

Alle 19,00 al Museo Archeologico di Forlimpopoli va in scena Forlimpopoli da assaggiare, una passeggiata alla scoperta dei principali monumenti della città con degustazione di prodotti tipici, a cura di Fondazione di RavennaAntica (ingresso 7,00 Euro). Gli incontri continuano la sera con Stare a tavola nel mondo antico, percorso alla scoperta dei cibi e dei modi di vivere la convivialità dalla Preistoria al Rinascimento. La visita guidata a cura di Fondazione RavennAntica parte alle 21,00 e alle 22,00 dal MAF Museo Archeologico di Forlimpopoli “T. Aldini” (Piazza Fratti, 5). Ingresso 4,00 Euro.

Scopri Casa Artusi

Alle 18,30 da Casa Artusi (via Costa 27) parte la visita guidata alla scoperta degli ambienti tanto cari al gastronomo Pellegrino Artusi: la Chiesa dei Servi, la Biblioteca e l’Archivio della corrispondenza personale di Pellegrino Artusi, la Biblioteca di Gastronomia Italiana e la Scuola di Cucina (ingresso 3,00 a persona, bambini 0-12 anni e cittadini forlimpopolesi gratuito).

Incontri a Casa Artusi

Casa Artusi alle 21 ospita anche “Aish. Pane. Vita”, una conversazione dello scultore contemporaneo Matteo Lucca, con la direttrice di Magazzeno Art Gallery di Ravenna Alessandra Carini. L’incontro, curato dalla Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, analizza i variegati legami tra il pane e la vita, che in arabo si traducono nell’unica parola ‘Aish’.

Proposte per tutti i palati

A partire dalle 20,00 la città artusiana si anima di odori e sapori con le proposte dei circa una quarantina di ristoranti del tipico allestiti per l’occasione, a cui si aggiungono quelli della ristorazione permanente della città. Animatissima Piazza Artusi che nella Città dei sapori mette sul piatto pietanze per tutti i gusti. A partire dal Comune di Polesella che, insieme all’Associazione Culturale Soffitte in Piazza, propone una degustazione della ricette “Riso alla cacciatora” e del “Baccalà rosso con polenta bianca”, descritte da Pellegrino Artusi nella sua sosta a Polesella mentre si recava alla fiera dei cavalli di Rovigo.

Alla città dei sapori sarà anche il Tortello Amaro di Castel Goffredo, frutto di una sedimentazione e stratificazione territoriale orale della tradizione culinaria goffredese, a cura della Pro Loco di Castel Goffredo; e il Mandorlato alla Modigliana assieme ad altri piatti tipici della collina tosco-romagnola, a cura di Pro Loco di Modigliana.

Numerosi gli stand gastronomici sempre in Piazza Pellegrino Artusi dalle 20,00: da Bertinoro la Ca’ de bè con i suoi crostini ai fegatini e strozzapreti melanzane e ricottina fresca abbinati al vino della Tenuta la Viola; da Rovigno (Croazia) lo stand Sapori e suoni dell’ecomuseo della Batana che propone la degustazione dei Sardòni saladi, Sardiele in savòr e calamari fritti al ritmo delle musiche tradizionali rovignesi; il pesce dell’Adriatico nello stand La tavola dei Pescatori a cura dell’Organizzazione di Produttori, Armatori ed Operatori della pesca di Cesenatico; l’Associazione Culturale San Marten cura …Aspettando “Pesche in festa” con proposte di piatti a base di pesche nettarine.

Gli spettacoli di sabato 23 giugno

Ben sette le proposte di spettacolo in un ricco cartellone sotto la direzione artistica di Stefano Bellavista dell’Associazione culturale Cult. La serata si apre alle 20,30 con le musiche e le marcette itineranti per le vie del centro di Siroppi Marching Band, mentre Mad Brass Quartet percorre a zigzag bancarelle e piccoli stand. Dalle 21,00 al Teatro Verdi va in scena lo spettacolo “Dante da piccolo” con gli allievi del laboratorio teatrale Teatro degli Avanzi di Forlimpopoli diretti da Denio Derni e Rita Bonoli. In piazza Pompilio è atteso il teatro a menù fisso di Denis Campitelli “Purbiòn di Romagna” (21,15), mentre il Fossato della Rocca ospita “Bonbon, chicche di teatro per i più piccoli” a cura di Francesca Zoccorato. Alle 21,00 via Costa si anima con il concerto per organetto e fisarmoniche del Duo Baguette, che si ripete anche alle 22,00.

Doppio spettacolo, alle 21,00 e alle 22,00, anche per “Giochi da incubo” in via Veneto, comicità e clownerie a partire dalle ricette di Pellegrino Artusi.

Tonina Cianca in Mostra alla Festa Artusiana

Forlimpopoli (20 giugno 2018) – Domenica 24 giugno saranno protagoniste le “Ovarole” della pittrice cesenaticense Tonina Cianca nell’ambito della Festa Artusiana 2018.

Il primo appuntamento è fissato alla ore 19.00 nella corte di Casa Artusi, per uno dei suoi “App-eritivi, applicazioni per il buonessere”, dove verrà presentata la mostra allestita all’interno del Museo Archeologico, dedicata al personaggio tradizionale dell’azdora romagnola.

Interverranno Giordano Conti e Laila Tentoni rispettivamente presidente e vicepresidente di Casa Artusi, Manuela Ricci direttrice di Casa Moretti di Cesenatico e i curatori dell’esposizione al Maf, Silvia Bartoli e Orlando Piraccini. L’attrice Lelia Serra leggerà alcune composizioni poetiche della pittrice.

Alle ore 20.00 è invece prevista l’apertura al pubblico della mostra Tonina Cianca. Ovarole di Romagna, seconda edizione del ciclo “Un museo da gustare”, inaugurato in occasione della passata edizione della Festa Artusiana con le opere della pittrice forlivese Miria Malandri.

“Si tratta – afferma Silvia Bartoli, direttrice del MAF – di una felice esperienza di contaminazione della nostra struttura museale dedicata all’antico con le multiformi espressioni culturali e artistiche del nostro tempo”.

Con questa esposizione Tonina Cianca, torna ‘idealmente’ a Forlimpopoli, dove già la sua opera tre anni prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2012, aveva fatto da contorno a un convegno sulla parità di genere nell’ambito della rassegna “Le Ovarole. Incontri con Signore”. E tornano protagoniste le sue totemiche figure femminili, appartenenti a una antica e mai spenta cultura popolare, scaturite dai ricordi dell’adolescenza trascorsa dalla pittrice nell’albergo di famiglia: “le stesse – ha ricordato l’autrice – che vedevo in cucina fra i vapori, mentre pulivano le galline dopo averle messe nelle pentole d’acqua bollente… le stesse donne che facevano quelle grandi sfoglie che sembrano vulcani, con dentro dozzine e dozzine di uova”.

Nata a Cesenatico nel 1930, Tonina Cianca ha esordito nei primi anni ’70 con mostre personali alla Galleria “La Loggetta” di Ravenna (1971) e al Circolo Artistico di Bologna nel 1974. Ha frequentato Tono Zancanaro all’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

Del maestro padovano Tonina ha fatto propri il piacere del segno libero, con il suo tratto ininterrotto e pur variabile nell’intensità, e del contrappunto della macchia con le sue sapienti scansioni cromatiche, oltre all’interesse per l’antico dal quale si sarebbero poi generati i caratteristici profili ellenistici di certe sue figure e cicli tematici straordinari, come quello delle “Ovarole”. Nell’ultimo periodo, caratterizzato da un lavoro appartato e solitario, Tonina Cianca ha dipinto scene d’interno o composizioni domestiche di oggetti e nature morte, per lo più ortaggi ed elementi vegetali.

Un ringraziamento particolare è rivolto dai curatori a Leli e Roberto Nottoli per aver concesso il prestito delle opere della madre e per la collaborazione offerta in ogni fase realizzativa della mostra.

Mostra promossa da
Comune di Forlimpopoli
MAF – Museo Archeologico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”
Casa Artusi
RavennAntica – Fondazione Parco Archeologico di Classe

A cura di
Silvia Bartoli, Orlando Piraccini

Con il Patrocinio di
MiBACT-Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo  2018-Anno del Cibo Italiano
MiPAAF-Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali
Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna

Periodo di apertura
dal 24 giugno al 2 settembre 2018

Presentazione
Casa Artusi, domenica 24 giugno 2018, ore 19.00

Inaugurazione
MAF-Museo Archeologico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”, domenica 24 giugno 2018, ore 20.00

Orari di apertura del Museo
per la Festa Artusiana:
sabato 23/domenica 24 giugno, sabato 30 giugno/domenica 1 luglio:10.00-13.00; 15.30-23.00
lunedì 25 giugno – venerdì 29 giugno: 20.00-23.00
Orari estivi – Luglio e Agosto (fino a domenica 2 settembre)
sabato:10.00-13.00; 15.30-18.30 domenica:10.00-13.00

Ufficio stampa della Festa Artusiana è l’Agenzia PrimaPagina

“Un Talento per la Scarpa”: vince Miguel Jacobo Reyna Gomez

San Mauro Pascoli (18 giugno 2018) – Parla spagnolo l’edizione della maggiore età del concorso internazionale per giovani stilisti “Un Talento per la Scarpa” promosso da Sammauroindustria. Prima di tutto per il vincitore, ancora una volta (la quinta) un giovane messicano, Miguel Jacobo Reyna Gomez. Ma non solo. Perché anche la piazza d’onore è in lingua spagnola, Luis Felipe Alvares Torres di Madrid. E se a questo aggiungiamo il terzo posto di un’altra messicana, Cecilia Yvonne Garcia Cobas di Guadalajara (ex aequo con l’italiana Benedetta Lupo), ecco che il quadro tutto spagnolo è fatto. È la prima volta che succede. Il vincitore insieme ai segnalati saranno a San Mauro Pascoli alla premiazione venerdì 22 giugno alle ore 21.00 nel Giardino di Casa Pascoli.

Il concorso è organizzato da Sammauroindustria, che raccoglie le principali aziende calzaturiere del distretto di San Mauro Pascoli (Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi, Tgp), insieme all’industria Ivas, Comune di San Mauro Pascoli e Cercal, in collaborazione con Unindustria di Forlì-Cesena.

Il vincitore.
Classe 1986, Miguel Jacobo Reyna Gomez, studente dell’università De la Salle a Guanajuato (Messico) ha sbaragliato i 139 partecipanti da tutto il mondorealizzando il miglior lavoro sul tema la “Grande bellezza: da Venere a Marlyn Monroe”. Questa la motivazione della giuria composta dagli stilisti delle aziende di San Mauro: “Marilyn per sempre: una cascata di pietre preziose per tre calzature gioiello femminili, sensuali e senza tempo disegnati con uno stile scattante ed espressivo”. Al giovane messicano l’attende un periodo formativo di tre mesi e mezzo presso la Scuola internazionale di Calzature, il Cercal, e sei mesi presso una delle quattro aziende calzaturiere associate a Sammauroindustria, oltre a un rimborso spese di 4.000 euro.

I segnalati.
Il podio vede al secondo posto lo spagnolo Luis Felipe Alvarez Torres classe 1994, studente di Alicante. Questa la motivazione: “Drappeggi e gioielli raccontano una collezione presentata con chiarezza, creatività e fattibilità”.

Terzo posto ex aequo con Cecilia Yvonne Garcia Cobas studente di Guadalajara, nata nel 1976, con questa motivazione: “Venere, Nefertiti, Audery, Marilyn: quattro donne, quattro icone di diversa bellezza sono l’ispirazione per una collezione creativa ed artistica”. Insieme a lei Benedetta Lupo di Cervia, vincitrice dell’edizione 2006 di questo concorso, con questa motivazione: “Un’ostrica che contiene una moltitudine di scarpe eclettiche disegnate con humor e professionalità”.

A seguire gli altri piazzamenti: quinto posto per Mary Joyce Pasahol di Ponte San Giovanni (Perugia), sesto ex aequo per Giada Fabbri di Gatteo e Matteo Pasini di Savignano sul Rubicone. Ottavo sempre ex aequo per Virginia Paglierani di Santa Giustina (Rimini) e Edoardo Battellini di Gubbio (Perugia). Decimo per il messicano Carlos Adrian Oliva Rodriguez insieme a Beatrice Moroni di Rimini.

Scuole vincitrici
Cinque le scuole partecipanti, due le vincitrici: l’Ipia “Marie Curie” di Savignano sul Rubicone per il “Tanto impegno e bravura nel mantenere la tradizione della manualità e creatività del territorio del distretto”; l’Universitad De La Salle di Leon, Guanajuato (Messico) per “una continua conferma del talento e dell’estro degli allievi di questa Università”.

Le edizioni precedenti
Da tutto il mondo arrivano i vincitori delle edizioni passate, con otto vittorie italiane, dieci oltreconfine inclusa quella di quest’anno. Questo l’albo d’oro in ordine cronologico: Italia (Francesca Capellini, sul tema ”La seduzione”); Russia (Daria Kravtsova – “Futuro”); Cina (Yim Kit Ling – “Nostalgia”); Giappone (Nakayama Yoko – “Ai piedi di Cleopatra”); Croazia (Dijana Sabljak – “Al gran ballo di Cenerentola”); Italia (Benedetta Maria Chiara Lupo – “La dolce vita”); Messico (Joel Perez Ortega – “La via della seta”); Italia (Mario Rossodivita – “Da Mad Max ai materiali biodegradabili. Per una calzatura fashion ed ecologica”); Germania (Sarah Börtz – “Stile scarpe e rock and roll. Moda e musica pop: influenze reciproche”); Italia (Paola Valenti – “Fatto in Italia. Arte, artigianato e design”); Italia (Giuseppe Luca Leonardo Morreale – “A forma di stivale. Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia”); Messico (Jose Omar Munoz Ramirez – “Melting Shoes, contaminazioni interculturali”); Italia (Gaia Romagnoli, ‘Rebels and Indignados: revolutionary shoes’); Messico (Francisco Javier Velazquez, “Le sport c’est chic”); Italia (Carlotta Camporese, “Animal Shoes”);Italia (Marco Rossi, “Vegetal shoes”); Messico (Alberto Jose Nava Tassinari, “Once upon a time… the shoes”).

Info: Sammauroindustria, San Mauro Pascoli (FC) tel. 0541.932965; email: cercal@cercal.org www.cercal.org; www.sammauroindustria.com

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