Olimpiadi di Maraffone: è boom di iscritti

E’ boom di iscritti alle Olimpiadi di Maraffone a “Sono Romagnolo” (3-5 marzo). A una settimana dal lancio dell’iniziativa sono oltre 100 le coppie iscritte provenienti da tutta la Romagna. La loro carta di identità spazia dalle anagrafi più diverse, con un iscritto che addirittura sfiora i 90 anni. Il più giovane invece ne ha 18 a testimonianza che questo gioco tutto romagnolo non è certo destinato ad andare in soffitta.

Organizzate da un gruppo di volontari, l’iniziativa si svolgerà nell’ambito di “Sono Romagnolo” la tre giorni dedicata all’identità della Romagna con spettacoli, gastronomia, incontri, mostre. La novità sarà il gioco del maraffone nelle tre classiche varianti (figure, trentuno, quarantuno) in una vera e propria maratona olimpica nel gioco delle carte. Si parte venerdì 3 marzo alle ore 20, giornata da cui usciranno le 32 coppie che poi si sfideranno nelle finali di domenica.

Riguardo i premi, l’organizzazione non tratterà neanche un euro dei 15 a coppia necessari per l’iscrizione (comprendono anche l’ingresso alla fiera). In aggiunta, il Salumificio Delvecchio di Cesena arricchirà il montepremi con prosciutti, coppe, salumi di ogni genere premiando ben 64 persone (32 coppie).

Per prendere parte alle Olimpiadi c’è tempo fino al 28 febbraio prossimo. Per iscrizioni: www.tippest.it e www.sonoromagnolo.it

Info: 054721349.

 

Info:
“Sono Romagnolo – Cesena Fiera, 3-5 marzo 2017
Orario: venerdì 3 marzo 17.00-23.00; 4 marzo 10.00-23.00; domenica 10.00-21.00.
Ingresso: 2 euro
www.sonoromagnolo.it
Facebook: Sono-Romagnolo
Tel. 0547 21349

 

 

Ufficio stampa di Cesena Fiera è l’Agenzia PrimaPagina

Dopo Snapchat e Instagram, Whatsapp si prepara ad accogliere le “Stories”

Storie o Stati? Poco importa il nome, la moda di aggiornare i propri contatti su cosa si sta facendo con foto, video o Gif a scomparsa sembra ormai essere irreversibile.
Introdotta da Snapchat, che fin dalla sua nascita ne ha fatto il principale punto di forza, e rincorsa con affanno da Instagram e Facebook, la funzione Storie si prepara ad approdare anche sull’app di messaggistica istantanea più utilizzata al mondo.

Un miliardo e duecentomila persone (questi gli utenti di WhatsApp) da mercoledì 22 febbraio potranno, infatti, condividere con i propri contatti aggiornamenti dalla canonica durata di 24 ore. Come già per gli altri social, anche su WhatsApp sarà possibile ricevere risposte e controllare chi visualizza il proprio stato, ma saranno introdotte anche delle piccole modifiche: i video potranno essere lunghi fino a 45 secondi e non solo dieci come in altre piattaforme, gli aggiornamenti di Status saranno condivisi solo con gli amici presenti nella rubrica e non con followers sconosciuti.

Insomma, tutto fa pensare ad un “regalo” da parte di Menlo Park agli affezionati utenti dell’app verde che, un passo alla volta, si sta trasformando sempre più in un social network a tutti gli effetti. 

Anna Frabotta

Cresce la febbre del libro antico

Settanta espositori attentamente selezionati, oltre 9000 visitatori da tutta Italia e tre edizioni che l’hanno consacrata come una delle migliori fiere di settore a livello nazionale: questi i numeri di “C’era una volta il libro”, la kermesse che con le sue rarità bibliografiche e le su preziose cartografie si è aggiudicata ancora una volta il record di presenze confermando anche la vocazione di Cesena quale Città del Libro.
Collezionisti da tutta Italia che nei due giorni hanno invaso i padiglioni fieristici di “C’era una volta il libro” alla ricerca dell’affare tra libri, codici, stampe e tanto altro ingiallito dal tempo. Molto apprezzata anche la mostra collaterale dedicata a Edgar Allan Poe con una ricostruzione del suo studio.
Alto, anche se non quantificabile, il numero di vendite e contrattazioni a dimostrazione che il libro e la stampa sono un ottimo investimento e un bene rifugio.

L’antiquariato in Fiera non si ferma qui, in programma per il suo debutto a marzo lo speciale “Musica Antiquaria” organizzato da Blu Nautilus: attesi collezionisti, appassionati e commercianti per un evento unico in Italia nel suo genere.

Ufficio stampa di “C’era una volta il libro” è l’Agenzia PrimaPagina

#ArtArtusi: la tradizione si fa innovazione

Sono passati 126 anni, le sue pagine si sono ingiallite, eppure gode di una salute di ferro. Tanto che possiamo definirlo il Dorian Gray dell’editoria. Il Manuale scritto da Pellegrino Artusi nel 1891 potrebbe assurgere a testimonial ideale della Wellness Valley, fulgido esempio di vitalità malgrado i tanti anni alle spalle, ancora oggi pietra miliare per chi si approccia alla cucina.

Ma se le 790 ricette del volume oggi dovrebbero essere quanto meno riadattate ai tempi per chi si cimentasse ai fornelli, c’è stato chi ha proposto originali rivisitazioni di riscrittura del Manuale contaminate in particolare dalle moderne tecnologie. Tra le prime c’è stato l’eclettico Don Pasta autore del volume “Artusi 2.0”, nuovo racconto delle ricette del cuore degli italiani, in un progetto ideato insieme al comitato scientifico di Casa Artusi.

Ancora più “estremo” è #ArtArtusi Hackathon che questo fine settimana (18-19 febbraio) richiama a Forlì un centinaio di ingegneri, architetti, food designer, social food e quant’altro da tutta Italia per ideare un innovativo progetto tecnologico su Pellegrino Artusi. Teatro del raduno la Chiesa di San Giacomo, per 36 ore consecutive innovativo Lab sul tema del cibo. Ideatori del progetto Romagna Terra del Buon Vivere, Casa Artusi, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. In palio rispettivamente, 6.000, 3.000 e 2.000 euro per le prime tre proposte valutate da una commissione di esperti.

“La Scienza in Cucina di Artusi sin dalla sua nascita è stato un libro interattivo – afferma il Presidente di Casa Artusi, Giordano Conti – Ha dialogato e si è arricchito dei suggerimenti dei suoi lettori. Così è il progetto #ArtArtusi sviluppatore di idee e di linguaggi nuovi, adatti ai giovani d’oggi”.

“ArtArtusi – dichiara Monica Fantini, coordinatrice di Romagna Terra del Buon Vivere – è il primo hackathon internazionale sul tema della cucina domestica, dove la tradizione diventa elemento di promozione innovativa del nostro territorio. Anche per questa ragione siamo stati scelti all’interno della “Prima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo” promossa dalla Farnesina”.

“Questo progetto – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli –salda tradizione e innovazione nel nome di Pellegrino Artusi, un grande romagnolo, padre indiscusso della cucina italiana. Sono sicura che questa prima edizione dell’hackathon che come Regione abbiamo sostenuto con convinzione e presentato nel corso della recente missione a New York, sarà un successo”.

Filippo Fabbri

Ferrini: debutto da cantante a “Sono Romagnolo”

Scartato da Sanremo, riabbracciato dalla sua Romagna. Che prima l’ha elevato a testimonial del suo prodotto simbolo, la Piadina Romagnola, e adesso lo vede esordire in qualità di cantante. È Maurizio Ferrini che farà il suo debutto come vocalist a “Sono Romagnolo”, la kermesse dedicata all’identità della Romagna in Fiera a Cesena (3-5 marzo).

Il motivo che canterà in prima nazionale è “Terra d’amor”, neanche a dirlo dedicata proprio alla Romagna. Una sonata che poteva salire sul celebre palco dell’Ariston, scartata però dalla selezione dei big al Festival di Sanremo. “Mi ero iscritto al Festival con la domanda numero 41 – racconta il comico cesenate – ma sono stato bocciato”.

E così si è dovuto accontentare della kermesse Sanremo per il Sociale, rassegna collaterale di scena al Teatro dell’Opera del Casinò nelle stesse giornate della kermesse, di cui Ferrini è stato co-presentatore insieme a Patrizia del Vasco. E proprio in questo contesto l’ex brigadiere Gridelli ha dato appuntamento a “Sono Romagnolo”, annunciando il suo debutto come cantante, ospite della prima serata (3 marzo ore 20,00) e in quella di chiusura (domenica 5 alle ore 16).

“Terra d’Amor” è una vera e propria dichiarazione d’amore per la terra, la gente, il cibo, il sole, il mare e le bellezze della Romagna, comprese in particolare le donne. Il brano nasce da un’inedita collaborazione con due grandi miti della musica: Elio, per il testo, e Maurizio Fabrizio, per la musica. Un triangolo strategico, in ambito artistico, tra Lombardia con Elio, Lazio con Maurizio Fabrizio, e Romagna con Maurizio Ferrini per esaltare e celebrare simpaticamente tutti insieme un territorio che, nell’immaginario collettivo di tante generazioni, in Italia come all’estero, ha rappresentato e rappresenta tuttora il luogo ideale del bel vivere, della simpatia e dell’amore. Il progetto artistico-discografico è curato da Adriano Fabi, produttore e manager di Renzo Arbore, per la Wing.

Marco Sabiu fa coming out per la Romagna
Venerdì 3 marzo il grande direttore Marco Sabiu, presidente della giuria dei vari concorsi musicali sarà a “Sono Romagnolo”. Nell’annunciare la sua presenza coglie l’occasione per fare il suo coming out sentimentale per la Romagna: “Ebbene sì, nonostante il mio cognome, posso dire anch’io Sono Romagnolo. Nato e cresciuto a Forlì, da mamma forlivese e padre cagliaritano, non potevo certo mancare a questo evento! Preparate le piadine con lo squacquerone!”.
Un evento che per lui acquista un valore speciale in quanto ospitato nella città di Cesena che l’ha visto dirigere il più grande gruppo musicale della storia dei Rockin’1000, di cui ha prodotto nel 2016 “That’s Live” per la Sony Music.

Premio “Sono Romagnolo” a Ivano Marescotti
Infine, Domenica 5 marzo alle ore 18 il noto attore Ivano Marescotti riceverà il Premio al “Romagnolo dell’anno”, lo scorso anno assegnato al comico Giuseppe Giacobazzi. A seguire l’anchorman realizzerà un esclusivo recital sulla romagnolità.

 

Info:
“Sono Romagnolo – Cesena Fiera, 3-5 marzo 2017
Orario: venerdì 3 marzo 17.00-23.00; 4 marzo 10.00-23.00; domenica 10.00-21.00.
Ingresso: 2 euro
www.sonoromagnolo.it
Facebook: Sono-Romagnolo
Tel. 0547 21349

Ufficio stampa di Cesena Fiera è l’Agenzia PrimaPagina

Macfrut 2017: boom internazionale

Sarà un Macfrut più grande (8 padiglioni), più innovativo e soprattutto più internazionale l’edizione numero 34 della manifestazione che si terrà a Rimini dal 10 al 12 maggio 2017. Sono i numeri a confermarlo a tre mesi dall’evento, a testimonianza di un cambio di passo iniziato tre anni fa e tutt’oggi in corsa: gli espositori esteri crescono di oltre il 30% rispetto alla passata edizione. Gli Stati presenti saranno ben 40 con numerose new entry, in rappresentanza dei cinque Continenti. Risultato: Macfrut diventa sempre più fiera globale di business, vero e proprio hub per l’internazionalizzazione del sistema ortofrutticolo italiano.

Gli espositori esteri si incrementano grazie alla partecipazione di nuove realtà emergenti nel panorama internazionale, che si sommano ai 30 paesi presenti lo scorso anno. Tra le novità, Angola, Etiopia, Uganda, Guatemala, Nicaragua, Costarica e Uruguay. Delegazioni di operatori da Mozambico, Zimbabwe, Zambia, Sud Africa, Senegal, Ghana e tanti altri paesi.

Lo specchio di questo rinnovato dinamismo è l’Africa sempre più interessata a rapporti commerciali con l’Italia.

“La scorsa edizione a Macfrut, raccogliendo l’appello di Kofi Annan, lanciammo il messaggio dell’ortofrutta come volano per la crescita e lo sviluppo degli Stati Africani – spiega Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut – Lo facemmo alla presenza di ben 18 rappresentanti tra ambasciatori e uffici commerciali dell’Africa Sub-sahariana. Ebbene, quell’appello non è caduto nel vuoto, vista la massiccia presenza di Paesi africani e il loro interesse per rapporti commerciali con l’Italia e l’Europa”.

 L’emblema è il Sudan, nel 2015 semplice visitatore, nel 2016 uno stand di produttori, nell’edizione 2017 sarà presente con due grandi aree espositive: una destinata ai produttori/esportatori e una degli importatori, con oltre 30 imprese presenti

“Il Sudan importa quantità rilevanti di ortofrutta italiana (soprattutto mele e fragole surgelate), non direttamente bensì via Emirati o Egitto – prosegue Piraccini – Ora vengono in fiera per cercare rapporti commerciali diretti con gli esportatori italiani. Il Sudan è lo specchio dell’Africa che viene in fiera per cercare acquirenti per le proprie produzioni ma soprattutto a comprare tecnologie e know-how, ma anche ortofrutta”.

Altra novità della rassegna sarà l’Angola, con un maxi stand, che vedrà la partecipazione di “Rede Camponesa” un raggruppamento di oltre 30 imprese che partecipano alla fiera per cercare contatti commerciali ma soprattutto per migliorare la loro filiera ortofrutticola.

Altra novità delegazioni di operatori professionali da Kazakistan, Uzbekistan e Kirghizistan. E le prossime missioni di Macfrut in Brasile e Colombia, nel mese di marzo, porteranno nuovi contatti.

“A tre mesi dalla manifestazione, le premesse per una grande edizione di caratura internazionale ci sono tutte – conclude il Presidente di Macfrut – Quest’anno supereremo il numero record dello scorso anno di 1000 buyers invitati dalla fiera e ospiteremo i principali importatori dalla Cina, Paese Partner, dell’edizione 2017. C’è grande interesse per le novità presenti e soprattutto per il biologico. Vogliamo incrementare questa specializzazione di fiera cosmopolita: il nostro sistema ortofrutticolo se lo merita”.

Tutte le novità presenti in fiera su: https://youtu.be/SRAHUHLfwMU

Michele Corradino ha incontrato gli studenti a Forlì

“Siate sentinelle della legalità, imparate a sviluppare un controllo sociale diffuso, a costruire una cultura contro l’illegalità che altrimenti rischia di mangiarvi il futuro“.
Questo il forte messaggio emerso oggi dall’incontro “Innamorati della legalità” con il magistrato Michele Corradino e dal botta e risposta con una attenta e vivace platea di studenti. Il teatro Diego Fabbri di Forli affollato da studenti, giovanissimi delle Medie e più grandi di licei, tecnici e professionali, è stato testimone di un grande momento di formazione ed educazione civica come hanno sottolineato il presidente di Confcooperative Mauro Neri e il sindaco di Forli Davide Drei all’inizio dell’incontro.

Dal canto suo Corradino, presentando il libro “E’NORMALE…LO FANNO TUTTI. Storie dal vivo di affaristi, corrotti e corruttori” ha ribadito la necessità di gettare un seme nelle future generazioni e di sostenere un forte movimento culturale contro la corruzione e il malaffare, come in passato avvenuto contro la mafia.

Il magistrato, premiato nel 2016 con il Premio Borsellino, ha spiegato la genesi del titolo del suo libro: “è una frase tratta da un’intercettazione” che ben illustra il processo di normalizzazione della corruzione, sentita sempre meno come qualcosa di negativo. Dal libro, particolarmente efficace perché costruito tutto sulle conversazioni registrate di corrotti e corruttori tratte da inchieste giudiziarie e depositate in tribunale, il magistrato ha evidenziato alcune conversazioni che connotano drammaticamente la dimensione familiare della corruzione: un padre che racconta al figlio i favori che fa, un altro che spiega al figlio come deve farsi pagare, storie da cui emerge una sorta di morale del buon corruttore.

Dirette e in qualche caso provocatorie le domande degli studenti: “Quale convenienza abbiamo nell’impegnarci nel rispetto delle regole? Che cosa può fare uno studente di 16 anni? E ancora: di chi possiamo fidarci?”
Corradino ha invitato ciascuno a fare qualcosa contro l’illegalità, a partire dal mondo quotidiano della scuola, denunciando e isolando ad esempio ogni fenomeno di bullismo o di sopraffazione, ha invitato tutti i presenti a controllare la trasparenza delle istituzioni “oggi ci sono gli strumenti per verificare numeri e ottenere ogni informazione”, a isolare chi ottiene successo senza merito o anche semplicemente a impegnarsi contro ciò che è sbagliato e va contro regole e leggi, a ispirarsi a grandi nomi che hanno combattuto contro la criminalità e l’illegalità.

Il magistrato ha sottolineato il peso che la corruzione e il malaffare hanno sulla vita di ciascuno: “Uccidendo il merito – ha detto rivolgendosi agli studenti – toglie anche a voi ogni possibilità di costruirvi un futuro”.

Ufficio stampa di Confcooperative Forlì-Cesena è Agenzia PrimaPagina

 

A “Sono Romagnolo” le Olimpiadi di Maraffone

Lo scorso anno si ritrovarono in 280 da tutta la Romagna e sigillarono la loro presenza nel guinness dei primati. Filo conduttore del raduno dentro un intero padiglione di Cesena Fiera: il maraffone. Quest’anno l’asticella si alza ancora. E dal Mondiale di maraffone si passa alleOlimpiadi. Sì, perché sempre di maraffone si tratta, ma giocato in tre varianti diverse, classiche della Romagna: a figure, trentuno e quarantuno. Teatro dell’evento sempre Cesena Fiera nell’ambito della seconda edizione di Sono Romagnolo (3-5 marzo), la tre giorni dedicata all’identità della Romagna.

Le Olimpiadi, organizzate da un gruppo di volontari, prendono il via venerdì 3 marzo alle ore 20 con il torneo a figure, da cui usciranno le 32 coppie che si sfideranno nella finale prevista domenica pomeriggio. L’epilogo della simpatica gara domenica vedrà i primi tre turni in due trentuno più la bella, mentre le semifinali e le finali saranno giocate ai quarantuno. La coppia vincitrice si potrà fregiare del titolo di campioni Olimpici del Maraffone.

Ricchi i premi: l’organizzazione non tratterà neanche un euro dei 15 a coppia necessari per l’iscrizione (comprendono anche l’ingresso alla fiera). La Banca di Credito Cooperativo Romagnolo offrirà 150 mazzi di carte, mentre il Salumificio Delvecchio ha addirittura deciso di duplicare la cifra raccolta e fornire premi di conseguenza. Prosciutti, coppe, salumi di ogni genere premieranno infatti ben 64 persone (32 coppie) come da tradizione romagnola.

 L’evento è organizzato da un gruppo di volontari. Per iscrizioni: www.tippest.it e www.sonoromagnolo.it

Info: 054721349.

Info:

“Sono Romagnolo – Cesena Fiera, 3-5 marzo 2017
Orario: venerdì 3 marzo 17.00-23.00; 4 marzo 10.00-23.00; domenica 10.00-21.00.
Ingresso: 2 euro
www.sonoromagnolo.it
Facebook: Sono-Romagnolo
Tel. 0547 21349

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Torna a Cesena “C’era una volta il libro”

Se la Romagna è terra di buon vivere, Cesena è capitale di cultura. A testimoniarlo non solo una biblioteca patrimonio UNESCO per l’umanità, ma gli oltre 10.000 visitatori di una fiera che nel giro di un anno è diventata fiore all’occhiello della città malatestiana. Stiamo parlando di C’era una volta… il libro, vetrina di settore e ormai consolidato punto di riferimento per collezionisti e appassionati del libro antico che, sabato 18 e domenica 19 febbraio, torna tra i padiglioni della rinnovata Fiera cesenate per la sua terza edizione.

Partita un anno fa con 50 standisti, tra librerie antiquarie ed operatori specializzati, quella di “C’era una volta il libro” è una scommessa vinta e oggi la fiera può vantare la presenza di oltre 70 espositori italiani ed esteri che conferiscono alla kermesse un respiro sempre più internazionale e un’alta qualità della proposta espositiva e commerciale.
Grande protagonista è come sempre la carta ingiallita, rara, ma soprattutto “condita” dall’inchiostro sacro e prezioso di illustri letterati del passato. In fiera si potranno ammirare ed acquistare diverse rarità e curiosità bibliografiche dal XIV al XX secolo, stampe d’arte, mappe geografiche, documenti storici e materiale cartaceo da collezione.

Tra i banchi di questa terza edizione sarà possibile toccare con mano, tra le altre cose, due rarissimi biglietti autografati rispettivamente da Rossini e Garibaldi, 10 cartoline celebrative dei 50 anni della nazione datate 1911 e , ovviamente, volumi di rara bellezza e prestigio come una prima edizione del “Cantus Novi Thesauri Musici” del 1568, una sorta di antologia della musica al tempo degli Asburgo. Vi si contengono, tra le tante, composizioni di Jacob Regnart, Jacobus Vaet, Matthias Zaphelius, Michel-Charles des Buisson, Henri de la Corte. Per alcuni di questi compositori, le opere riprodotte in queste pagine rimangono l’unica testimonianza dei loro lavori.

La rassegna, oltre alla parte espositiva, propone la mostra collaterale Edgar Allan Poe, le origini del giallo. Precursore del decadentismo, misterioso e spaventoso al tempo stesso, l’autore statunitense non solo è considerato uno dei più influenti scrittori della storia, ma può essere annoverato come maestro del terrore per antonomasia e padre del racconto poliziesco, del genere horror e del giallo psicologico. I suoi personaggi Auguste Dupin e William Legrand si possono considerare, infatti, gli antenati più diretti dello Shelock Holmes di Doyle.
La mostra, partendo proprio dalla trilogia che ha dato vita al personaggio di Dupin (“I delitti della via Morgue, “The mistery of Marie Roget” e “The purloined letter”), rende omaggio al genio di Poe attraverso l’esposizione di circa 100 volumi italiani, francesi e inglesi dalle prime edizioni ottocentesche agli anni cinquanta accompagnati da note storiche e giornali d’epoca. Sarà possibile inoltre ammirare la ricostruzione di un angolo dello studio in cui il genio letterario di Poe dava adito alla sua inventiva.

La mostra mercato è organizzata da Blu Nautilus con la collaborazione dei principali siti specializzati e il patrocinio del Comune di Cesena, della Provincia di Forlì-Cesena e della Regione Emilia Romagna all’interno di “C’era una volta… antiquariato”, principale vetrina di settore della Romagna con cadenza mensile che da 17 anni attrae curiosi e intenditori di articoli di altri tempi: nel restante spazio della fiera, la mostra mercato continua, infatti, nella formula tradizionale con oltre 250 espositori di Antiquariato e Brocantage.

 

Info:
“C’era una volta… il libro” a Cesena Fiera sabato 18 e domenica 19 febbraio 2017 – h. 9/19 | Ingresso € 3
www.ceraunavoltantiquariato.it
Facebook: Ceraunavoltantiquariato
Tel. 0546 621554 – 333 3308106

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Il Mei al Festival di Sanremo premia Marianne Mirage e Braschi

Il Mei al Festival di Sanremo premia Marianne Mirage e Braschi quali Migliori Giovani di Sanremo 2017: il Premio sarà consegnato dal Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti in occasione di “Sono Romagnolo” venerdì 3 marzo, la kermesse che si tiene aCesena Fiera dal 3 al 5 marzo sulla cultura e identità romagnola con la presenza di rock band, orchestre e dj della Romagna con la direzione artistica di Giordano Sangiorgi, patron del Mei.

Quest’anno, Sanremo Giovani nello spazio delle Nuove Proposte ha dato spazio, in parte, ad alcune proposte di qualità di giovani artisti del nostro paese capaci di rinnovare la nostra musica con nuovi modelli musicale originali e inediti. Tra le interpretazioni certamente più credibili ed intense vi sono quelle di Marianne Mirage e Braschi, due giovani artisti di grande personalità, provenienti dal percorso della musica dal vivo e capaci di rinnovare l’ambito del pop rock cantautorale di qualità, attraverso un percorso totalmente autonomo e indipendente, accompagnato da testi di spessore che fanno riflettere in un’epoca in cui la musica è sempre più attorniata da brani votati al più puro intrattenimento e a non all’approfondimento di tematiche sociali ed esistenziali. Un grande merito per Marianne Mirage va certamente alla Sugar, una delle case discografiche italiane più attente all’innovazione musicale grazie al lavoro di scouting di Caterina Caselli, mentre Braschiemerge grazie alla vittoria ottenuta ad Area Sanremo che, grazie alla guida di Stefano Senardi e Massimo Cotto, sta proponendo al Festival giovani artisti di qualità. Il giovane cantautore è sostenuto da iMean Music & Management, l’etichetta di Roberto Mancinelli nata tra Milano e New York che ha scelto di debuttare con Braschi proprio per il suo respiro internazionale.

Inoltre, i due artisti – e naturalmente per il MEI di Faenza, che ha appena celebrato i suoi 20 anni in Romagna con un’ultima edizione di grande successo, è questo un motivo di orgoglio – sono entrambi due romagnoli, una terra che sta lavorando all’innovazione musicale fornendo contributi utili nell’ambito della nuova musica italiana e della musica della tradizione del folklore con manifestazioni come il Mei e La Notte del Liscio, tra le tante.

Per tali motivi il Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti, assegna quest’anno il Premio Giovani a Sanremo a Marianne Mirage e Braschi. Tale riconoscimento sarà consegnato in occasione della seconda edizione di “Sono Romagnolo”, la kermesse sulla cultura e l’identità della Romagna che si terrà dal 3 al 5 marzo in Fiera a Cesena. La premiazione ai due giovani artisti avverrà nella serata del 3 marzo, tra rock band, orchestre e dj della Romagna, all’interno di un ricco palinsesto curato da Giordano Sangiorgi, patron del Mei.

Il Nuovo Mei, alla sua prima edizione del nuovo corso, tornerà a Faenza dal 29 settembre al 1° ottobre, dove i due artisti saranno ospiti speciali della manifestazione, la più importante vetrina della nuova scena musicale giovanile nazionale emergente che raduna ogni anno 30 mila presenze e migliaia di giovani musicisti provenienti da ogni parte d’Italia, diventando di fatto la più grande vetrina delle nuove proposte della nuova musica italiana under 30.

Sono Romagnolo, tanti spettacoli “made in Romagna”
Tre giorni di full immersion nei suoni della Romagna si presenta la seconda edizione di “Sono Romagnolo”, a Cesena Fiera dal 3 al 5 marzo. Sotto la direzione artistica di Giordano Sangiorgi i padiglioni fieristici ospiteranno, tra le tante iniziative spettacolo, la prima performance musicale di Maurizio Ferrini, l’anteprima del disco “Sono Romagnolo” di Mirko Casadei insieme ai Khorakhane, l’anteprima strumentale degli Extraliscio insieme a Moreno Il Biondo e Fiorenzo Tassinari con Mirco Mariani, la festa per i 70 anni delle edizioni musicali Casadei Sonora di Riccarda Casadei, il lancio del contest musicale di Raoul Casadei “Un artista da lanciare”. E ancora altri concorsi con “Romagna Canta”, “Rockmagna Mia”, il concorso “Orchestrissima”, la prima edizione “Indipendeejay Romagna”, le esibizioni delle migliori scuole di ballo di liscio e moderno della Romagna.

Le iscrizioni per i vari contest sono aperte sino al 15 febbraio prossimo.

Ufficio stampa di Sono Romagnolo è l’Agenzia PrimaPagina.