Odg Bologna, Bilancio 2015

Ci sono nomi che entrano nell’immaginario collettivo e fissano il tempo più delle date. Uno di questi è Charlie Hebdo. Il 2015 si disvelò proprio in quel tragico 7 gennaio, in cui Parigi subì il primo sconvolgente attacco della sua storia recente. Oltre a colpire delle vite umane, quell’attacco colpì uno dei pilastri della nostra civiltà, vale a dire la libertà di informazione e di pensiero.
All’indomani di quei tragici fatti anche noi giornalisti ci siamo posti degli interrogativi, in qualche modo paralleli alla sottile linea rossa che regola il rapporto tra la libertà di stampa e il senso di responsabilità. È stato, quello, il primo spunto di una lunga riflessione che ha riempito di contenuti il nostro giornale on-line, ma anche la sua edizione cartacea, Giornalisti, uscita a inizio dicembre dopo due anni di sospensione.
Vorrei far partire proprio da qui il bilancio dell’anno che si è appena concluso. Dal potenziamento e dal rilancio dei nostri organi di informazione, strumenti fondamentali di dibattito, di riflessione, di approfondimento, di circolazione delle idee che tutti i colleghi possono utilizzare.
Il 2015 si è poi concluso con un altro spaventoso attacco alla civiltà occidentale, che ha avuto sempre Parigi come scenario. Intanto, nella nostra dimensione locale, ci siamo dovuti confrontare con l’inchiesta “Aemilia”, che ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di illegalità diffusa sul territorio dell’Emilia-Romagna. In quell’inchiesta, sfociata poi nell’omonimo processo, sono rimasti coinvolti anche dei giornalisti, colpevoli di aver svolto con coraggio il proprio lavoro e di non essersi piegati alle minacce e alle intimidazioni, rendendo un ammirevole servizio all’idea di verità e alla cultura del diritto. Ed è stato proprio per essere al loro fianco che come Ordine ci siamo costituiti parte civile nel processo “Aemilia”, partendo dall’assunto che la libertà di stampa non può essere separata dalla legalità.
L’anno appena passato si è anche contraddistinto per il notevole impegno dispiegato sul versante della formazione professionale continua, un versante in cui il nostro Ordine, insieme alla sua Fondazione, detiene degli innegabili primati. Basta qualche numero per rendersene conto. Negli ultimi dodici mesi sono stati organizzati 159 corsi, distribuiti con equilibrio sul territorio regionale. La presenza media è di più di settanta colleghi per ogni evento. Nel 2015 hanno seguito i corsi più di undicimila colleghi. Oltre 2.200 nostri iscritti sono in regola con i crediti formativi.
All’ultimo corso dell’anno, che si è tenuto il 18 dicembre a Bologna, dedicato ai temi della mediaetica e della deontologia, c’erano ben 350 giornalisti. Insomma, numeri da record, che non hanno eguali in Italia e di cui siamo particolarmente orgogliosi.
Fino a quando la risposta dei colleghi sarà questa, riteniamo sia doveroso proseguire sulla strada intrapresa. Certo, lo sforzo è notevole, sia dal punto di vista organizzativo che economico. Ma la vera spinta nasce dalla consapevolezza che la formazione è una premessa fondamentale per garantire un’informazione corretta, di qualità, credibile, aperta agli orizzonti della conoscenza.
Altro aspetto di cui siamo profondamente convinti è che la formazione non possa prescindere dal rispetto delle regole. Da qui l’esigenza di ribadire la centralità della deontologia, strumento fondamentale per distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ed anche all’approfondimento di questo tema abbiamo concesso ampio spazio sui nostri mezzi informativi, così come nei seminari di formazione.
Nello stesso tempo non abbiamo mai fatto mancare il sostegno e la solidarietà a quei colleghi che hanno subito piccoli o grandi soprusi, o che si sono trovati ad affrontare situazioni di crisi, di carenza di opportunità di lavoro, di condizioni discriminanti del lavoro stesso. È, in buona parte, la “vexata quaestio” della precarietà diffusa della nostra professione, di cui ogni cosa è stata detta, ma che rimane in attesa di soluzioni concrete. Un Ordine che si rispetti non può chiudersi gli occhi di fronte a queste situazioni, perché, come affermava il grande Ryszard Kapuscinski, “il cinico non è adatto a questo mestiere”.
Infine, il capitolo relativo al Master in giornalismo che l’Ordine gestisce insieme all’Università di Bologna. Dopo un anno di sospensione per problemi tecnico-organizzativi, siamo in attesa di farlo ripartire. Il rinnovo della convenzione con l’Ordine nazionale, infatti, dovrebbe essere imminente, ultima e risolutiva tappa di una vicenda davvero complicata.
Non ci siamo mai rassegnati all’idea che il Master potesse cessare d’esistere. Al contrario, insieme a Unibo ci siamo sempre impegnati a fondo per non disperdere un’esperienza che andava assolutamente tutelata. Non è mai superfluo, infatti, ricordare che le scuole di giornalismo sono un’importante porta d’accesso alla nostra professione.
Ma ora guardiamo avanti, al nuovo anno, il 2016. Le tensioni internazionali permangono, il rischio attentati è ancora uno spettro che si aggira per le nostre città e, nello stesso tempo, anche la libertà di stampa continua ripetutamente ad essere messa a dura prova. L’Ordine dei Giornalisti ha il compito di vigilare e di denunciare, di ribadire l’importanza delle regole e di essere vicino ai colleghi in difficoltà, ispirandosi a principi di giustizia e di uguaglianza. È la sua funzione principale, se non insostituibile. Non tutti lo capiscono, a cominciare da qualcuno che sta molto in alto nella gerarchia politico-istituzionale del Paese, ma se ne faranno una ragione. Guai se un organismo come l’Ordine non ci fosse, soprattutto in un momento come questo. Vincerebbero l’anarchia, il libero arbitrio, l’irresponsabilità di pochi a scapito della dignità della maggioranza. Attenzione allora prima di cedere alla logica della rottamazione, perché come scriveva Epicuro “nessuno sceglie un male capendo che è un male, ma ne resta intrappolato se, per sbaglio, lo considera un bene rispetto a un male maggiore”. Nel frattempo il percorso della formazione continuerà, con l’unico obiettivo di soddisfare la voglia di aggiornamento dei colleghi, evidentemente ancora molto alta.
Il 2016 sarà anche un anno di scadenza elettorale per il nostro Ordine. Tra pochi mesi, infatti, andremo al rinnovo delle cariche, sia nazionali che regionali. Sarà un momento importante, di verifica e di partecipazione della categoria. Noi lo affronteremo con la coscienza pulita di chi ha lavorato.
A tutti voi e alle vostre famiglie il più sincero augurio di un 2016 ricco di serenità e di soddisfazioni.
Antonio Farnè, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna
(25 gennaio 2016)

(Credit testo: odg.bo.it; Credit Photo: lonesto.it)

Cappelletti vs Tortellini

Finisce in pareggio il simpatico derby a Bologna che ha messo di fronte 4 romagnoli con altrettanti emiliani nelle preparazioni ‘Tradizionale’ e ‘Creativa’.

Il derby Tortellino-Cappelletto finisce con un salomonico pareggio di uno a uno. A segnare il gol per i Caplèt sono le Mariette Artusiane. Questo l’esito della simpatica disfida che a Bologna domenica scorsa ha messo di fronte uno dei piatti simbolo della Romagna contro l’alter ego dell’Emilia nell’ambito del Festival Cibò. So Good! Due le sezioni della disfida, giocata sulla preparazione delle ricette in maniera ‘Tradizionale’ e ‘Creativa’. A sfidarsi 4 chef romagnoli dell’Academia de Caplèt con altrettanti emiliani dell’Associazione Tout-tlen.

La giuria popolare e quella tecnica presieduta dal giornalista enogastronomo Helmut Failoni, ha decretato il successo dei Caplèt preparati dalla Mariette Artusiane di Forlimpopoli nella sezione della ‘Tradizionale. Le Mariette hanno rivisitato i ‘Cappelletti all’uso di Romagna’ dell’Artusi con una ricetta della tradizione cesenate ancora più remota, che prevede un ripieno di carni e formaggi diversi, con l’aggiunta di cedro candito. Dopo esser state cotte, le carni di petto di pollo, lonza di maiale e vitello, vengono finemente tagliate a mano e abbinate a ricotta, casatella, caciotta e, come da tradizione, un po’ di parmigiano. Il tutto viene profumato da una spolverata di noce moscata e da pezzetti di cedro candito, che va ad alleggerire il sapore delle carni con il suo aroma delicato.

Nella sezione ‘Creatività’ invece ha trionfato il tortellino preparato da Vincenzo Vottero dell’Antica Trattoria del Reno.

Oltre alle Mariette, per l’Accademia de Caplèt hanno preso parte nella sezione ‘Tradizionale’ Ombretta Farneti dell’Agriturismo Molino d’Ortano di Mercato Saraceno. Nella sezione ‘Creativa’ Alberto Faccani del Ristorante Magnolia di Cesenatico e Riccardo Agostini del Piastrino di Pennabilli.

Riflettori in primavera per il derby di ritorno questa volta ospitato in terra di Romagna.

Ufficio stampa dell’Accademia de Caplét è l’agenzia PrimaPagina di Cesena.

Sviluppo sostenibile per l’Appennino

Incontro domani, martedì 26 gennaio alla Fondazione Tito Balestra di Longiano organizzato da Confcooperative e Irecoop. Si parlerà di turismo sostenibile, reti d’imprese e nuova legge regionale dell’organizzazione turistica. Partecipano tra gli altri Liviana Zanetti presidente di Apt, Bruno Biserni presidente del Gal L’Altra Romagna, Luca Santini presidente del Parco nazionale

Lo sviluppo sostenibile dell’Appennino passa dalla creazione di nuove reti e nuovi modelli che sappiano coniugare innovazione e tradizione. L’occasione per approfondire l’argomento e le sue declinazioni concrete è l’incontro che si terrà martedì 26 gennaio a Longiano presso la Fondazione Tito Balestra Onlus. Al centro dell’iniziativa il progetto Co?Tour permetterà di individuare e mettere in condivisione i progetti innovativi di uno specifico territorio con altre realtà, con l’obiettivo di mutuare esperienze positive e creare sinergie tra nuovi soggetti emergente e di innovazione e i settori tradizionali. L’incontro vuole creare contaminazioni di idee, informazioni e opportunità, oltre a confermare il ruolo che può giocare in questo contesto la cooperazione e l’impresa cooperativa.

L’incontro si colloca in un momento particolarmente importante che vede l’approvazione da parte della Giunta regionale del Progetto di legge di riforma dell’organizzazione turistica. Il nuovo ordinamento è caratterizzato da una nuova concezione di governance turistica orientata a partire dai territori e non più dai soli prodotti per definire gli approcci ai mercati nazionali ed internazionali.

Ad approfondire i vari aspetti nella iniziativa promossa da Confcooperative Emilia Romagna, Irecoop Emilia Romagna, Confcooperative Forli Cesena e Co?Tour, saranno Mirco Coriaci direttore di Confcooperative Forli Cesena, Riccardo Cappelli di Ceseco che presenterà il bando Start Coop, Gaspare Caliri per il Progetto Co?Tour, Liviana Zanetti Presidente Apt Servizi, Bruno Biserni presidente Gal L’Altra Romagna, Luca Santini presidente Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna, Gabriele Zelli consigliere provinciale con delega al Turismo. In programma sono previste anche testimonianze ed esperienze della cooperazione già attiva nell’universo del turismo sostenibile in area montana e rurale. Coordina l’incontro Letizia Piangerelli, vice-direttore Irecoop Emilia Romagna.

Sul ruolo che può giocare la cooperazione si sofferma il direttore di Confcooperative Forli-Cesena Mirco Coriaci “La cooperazione in questo territorio è stata sempre sinonimo di sviluppo. Può continuare ad esserlo in ambito di turismo sostenibile, sapendo declinare innovazione e tradizione come abbiamo voluto evidenziare nel titolo dell’incontro. Già nell’autunno scorso abbiamo presentato il progetto ‘Welcome Romagna’ insieme ad un nucleo di aziende cooperative nato da corsi di formazione sul turismo rurale. In dicembre abbiamo incontrato la presidente di Apt Liviana Zanetti per parlare di turismo sostenibile nell’ottica della riforma della legge regionale sul turismo che proprio in questi giorni è stata varata dalla Giunta regionale. Vorrei sottolineare che il nuovo ordinamento è caratterizzato da un orientamento che premia il rapporto con il territorio nell’ approccio ai mercati e questo è importante per promuovere efficaci azioni di marketing territoriale”.

L’incontro INNOVARE NELLA TRADIZIONE – Nuove reti e nuovi modelli per uno sviluppo sostenibile dell”Appennino si tiene al Castello Malatestiano di Longiano, sede della Fondazione Tito Balestra Onlus, il 26 gennaio alle ore 14,30.

L’ufficio stampa di Confcooperative di Forlì-Cesena è l’agenzia PrimaPagina di Cesena.

50° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

“Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo”. Sulle parole di Papa Francesco dedicate alla 50° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali si è svolto oggi l’incontro di Mons. Douglas Regattieri con il mondo dell’informazione cesenate. “La comunicazione ha il potere di creare ponti, di favorire l’incontro e l’inclusione, arricchendo così la società – ha scritto il Santo Padre, in un messaggio letto dal Vescovo di Cesena – Com’è bello vedere persone impegnate a scegliere con cura parole e gesti per superare le incomprensioni, guarire la memoria ferita e costruire pace e armonia. Le parole possono gettare ponti tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i popoli. E questo sia nell’ambiente fisico sia in quello digitale”.

Nasce a Cesena l’Accademia de Caplèt

La prima uscita pubblica a Bologna nel derby contro il Tortellino domenica 24 gennaio. In “difesa” del cappelletto: Riccardo Agostini, Alberto Faccani, Ombretta Farneti, le Mariette Artusiane

Nel pantheon dei prodotti tipici della Romagna un posto di rilievo ce l’ha il cappelletto. Nobilitato dal padre della cucina italiana, Pellegrino Artusi, che l’ha inserito nel suo celebre Manuale (ricetta numero 7, Cappelletti all’uso di Romagna) e sposato da tutte le tavole della tradizione romagnola in particolare nel periodo natalizio, il cappelletto oggi ha anche la sua Accademia, in difesa della tradizione e a diffida dalle facili imitazioni. È l’Accademia de Caplèt, cuore cesenate, visione sull’intera “Romagna solatia dolce paese”, nata dell’intuizione della giornalista Elsa Mazzolini, direttrice della Madia Travelfood, la più antica rivista specializzata per la ristorazione di qualità. Insieme a lei, un altro appassionato wine&food, Alessandro Rossi, ideatore del riconoscimento “Dire Fare Sognare”, attivissimo sul territorio nella valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche della nostra regione. Con loro, un nutrito gruppo di cuochi e cultori dei fornelli, dagli stellati alle trattorie, in rappresentanza di tutta la Romagna.
L’Accademia de Caplèt è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa alla Drogheria Maison Lulù di Cesena (in foto da sinistra Maurizio Magni, ufficio stampa dell’Accademia; Ombretta Farneti dell’Agriturismo Molino d’Ortano di Mercato Saraceno; Verdiana Gordini, responsabile delle Mariette di Casa Artusi; Elsa Mazzolini direttrice de La Madia Travelfood; Alessandro Rossi, ideatore del riconoscimento Dire, Fare, Sognare e Riccardo Agostini de Il Piastrino di Pennabilli).
Riccardo Agostini de Il Piastrino di Pennabilli, Alberto Faccani del Ristorante Magnolia di Cesenatico, Ombretta Farneti dell’Agriturismo Molino d’Ortano di Mercato Saraceno, le Mariette Artusiane di Forlimpopoli. ).

“Ci è sembrato assolutamente anomalo che, in tempi di valorizzazione del nostro patrimonio culinario, nessuno si fosse mai posto il problema della salvaguardia di una tradizione così importante come quella del cappelletto. – sostengono all’unisono Mazzolini e Rossi – A noi romagnoli sembra addirittura ingiusto che il tortellino sia più famoso del cappelletto, in Italia. Saremo di parte – continuano i due fondatori del sodalizio – ma vogliamo mettere la sontuosità del ripieno dei cappelletti con la minuscola farcitura dei tortellini? A noi sembra proprio che si scontrino la generosità sanguigna dei romagnoli con l’altezzosità storica dei bolognesi!”

Ma non finisce qui. L’Accademia de Caplèt si farà anche portavoce per la tutela di altri piatti storici della tradizione come gli eleganti passatelli, le succulente lasagne e i classici strozzapreti.

Fare un’Accademia può sembrare anche facile, almeno sulla carta. Più complicato è dargli un’anima. L’Accademia de Caplèt, il suo esordio pubblico non lo farà dunque con l’acquasanta, bensì in un derby di fuoco, per intensità e interesse al pari dei campanilismi del calcio. Domenica 24 gennaio nel centralissimo Palazzo Re Enzo a Bologna, i Caplèt sfideranno i Tourtlen in una sfida a colpi di matterello, compenso, sfoglia e prodotto finale con relativa degustazione.
Quattro gli alfieri della Romagna in difesa del cappelletto: Riccardo Agostini de Il Piastrino di Pennabilli, Alberto Faccani del Ristorante Magnolia di Cesenatico, Ombretta Farneti dell’Agriturismo Molino d’Ortano di Mercato Saraceno, le Mariette Artusiane di Forlimpopoli. Contro di loro si schiereranno i bolognesi Dario Picchiotti dell’Antica Trattoria di Sacerno, Claudio Sordi del ristorante I Carracci, Vincenzo Vottero Dell’Antica Trattoria del Reno e Francesco Carboni dell’Acqua Pazza.

La sfida prevede la realizzazione di due cappelletti della tradizione, due creativi e 4 preparazioni di tortellini in 8 degustazioni con voto finale assegnato da una giuria di esperti insieme a una giuria popolare (circa 200 persone).
Si può prenotare la cena, con diritto di voto – con i dolci finali firmati dal campione del mondo di pasticceria Gino Fabbri, recente Premio Galvanina nella sezione alla Cucina – scrivendo a info.tourtlen@gmail.com, oppure telefono 347-4020622.

Insomma, un derby in piena regola lungo quella Via Emilia che ha fatto della pasta ripiena il suo fil rouge. E al di là del risultato di domenica, nella primavera prossima ci sarà il ritorno, questa volta con la Romagna a giocare in casa e ospitare l’evento.

Due cose da sapere su Cappelletti e Tortellini
I cappelletti e i tortellini nascono come pasta in brodo, tuttavia tante sono le differenze fra questi due piatti, rispettivamente della tradizione romagnola ed emiliana. In primis la forma: i tortellini sono molto piccoli tant’è vero che vengono chiusi con un veloce movimento del mignolo, mentre i cappelletti sono più grandi perchè, come suggerisce la tradizione “devono riempire la bocca”. La differenza è anche nel ripieno: quello romagnolo dei cappelletti, chiamato compenso, è un mix di formaggi e una piccola parte di carne cotta (generalmente maiale, pollo e vitello), mentre il ripieno dei tortellini è composto interamente da carni crude.

I cappelletti dei quattro romagnoli
Quatto le preparazioni degustate alla cieca, una rivisitazione dei cappelletti, preparati al pecorino di fossa con alici e tartufo, poi una di cappelletti in brodo ristretto, si prosegue con una versione asciutta con prosciutto di Mora e formaggio di fossa, per finire con una ricetta della tradizione cesenate ancora più remota, che prevede un ripieno di carni e formaggi diversi, con l’aggiunta di cedro candito.

A curare l’ufficio stampa de L’Accademia de Caplèt è l’Agenzia PrimaPagina di Cesena.

Quota 2016 iscritti all’Ordine dei giornalisti

La quota 2016 ammonta a € 110,00. ll pagamento potrà essere effettuato presso un qualsiasi Ufficio Postale con il bollettino di conto corrente postale (attualmente in spedizione). Chi preferisse pagare presso la nostra sede di Strada Maggiore 6 a Bologna (orario 9-13 dal lunedì al venerdì) può effettuare il pagamento in contanti, con assegno, con carta di credito o bancomat. Per chi volesse provvedere con bonifico bancario – normale o online – le coordinate IBAN sono: IT 10 K 07601 02400 000010948404 (per chi paga dall’estero aggiungere il codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX).

Vi informiamo inoltre che il Regolamento prevede la riduzione del 50% della quota per coloro che “fruiscono di pensione di vecchiaia o di invalidità”. Pertanto coloro che al 31 dicembre 2015 sono in pensione di invalidità o usufruiscono di quella di vecchiaia potranno autoridursi della metà la quota 2016, facendo contestualmente pervenire l’autocertificazione reperibile nella sezione “Modulistica” di questo sito.

Invitiamo a versare la quota al più presto e comunque non oltre il 5 febbraio 2016. Ricordiamo che per i versamenti effettuati dopo tale termine è prevista una indennità di mora del 10% e che la Corte dei Conti ha stabilito che le quote di iscrizione agli Ordini professionali sono equiparate alle tasse.

 

(Credit  testo: odg.bo.it; Credit photo: missionegiornalista.com)

Eventi Formazione professionale continua del nuovo anno

Con nove seminari in programma fra gennaio e febbraio (già caricati sulla piattaforma Sigef e, più dettagliatamente, nella pagina della Fondazione) prende il via la Fpc 2016.
Le iscrizioni sono già aperte. I corsi, come di consueto, sono gratuiti. Vi aspettiamo!

(Credit testo: odg.bo.it)

Presentata a Il Cairo “Mac Fruit Attraction”

E’ stata presentata ieri (martedì 19 gennaio) all’Hotel Four Season a Il Cairo la prima edizione di Mac Fruit Attraction, in programma dal 4 al 7 maggio 2016 nel moderno quartiere fieristico della capitale egiziana.
Notevole la partecipazione della stampa – 10 televisioni presenti e 30 i giornalisti accreditati – insieme a numerose associazioni e stakeholder del settore ortofrutticolo, per un totale di 80 presenti.

“Sono molto soddisfatto dell’interesse suscitato sia negli operatori egiziani sia presso le ditte italiane, 30 delle quali hanno già aderito a questa nuova fiera, a dimostrazione che abbiamo colto nel segno – afferma Renzo Piraccini, Presidente di Cesena Fiera – Il Medio Oriente e il nord Africa sono aree strategiche per il settore ortofrutticolo con ampi margini di sviluppo e opportunità per le imprese italiane”.

Mac Fruit Attraction è un nuovo marchio mondiale nato da un accordo Cesena Fiera e Fiera Madrid, che hanno dato vita al più grande network globale per l’internazionalizzazione del settore ortofrutticolo rivolto ai mercati emergenti.

Alla presentazione, oltre a Renzo Piraccini, erano presenti, tra gli altri, Pietro Tombaccini per l’ambasciata italiana in Egitto, Lourdes Melende per l’ambasciata spagnola sempre in Egitto, Santiago Quiroga di Fruit Attraction, Adrien Clavel e Dalia Kabeel di Ifp.

L’ufficio stampa di Macfrut è curato dall’agenzia PrimaPagina.

 

Vanda Panda, un progetto firmato PrimaPagina

Il simpatico orsetto ‘mascotte’ della Protezione Civile insegna ai più piccoli le nozioni base di sicurezza e protezione civile

Insegnare ai bambini le nozioni base sui temi sicurezza e protezione civile non è cosa facile. Per questo è stato creato Vanda Panda, un simpatico orsetto ‘mascotte’ della Protezione Civile di Cesena e protagonista dell’opuscolo “Caccia al pericolo con Vanda Panda” che nei prossimi giorni sarà distribuito ai bambini delle scuole materne e primarie dei sei Comuni dell’Unione Valle Savio durante brevi momenti di incontro dedicati.

Integrato alla pubblicazione, viene proposto un apposito progetto formativo, predisposto dai Volontari del Gruppo Comunale Protezione Civile di Cesena, che può essere messo a disposizione di ogni scuola primaria interessata allo sviluppo delle tematiche legate alla sicurezza e protezione civile. Agli allievi verrà spiegato anche come riconoscere i pericoli in agguato fuori e dentro casa e come comportarsi in maniera corretta per evitarli.

Il primo appuntamento del progetto si terrà martedì 19 gennaio nella scuola materna di Bora. Il calendario proseguirà il 22 gennaio con gli incontri previsti nella scuola primaria di Mercato Saraceno, nelle scuole materna ed elementare di Ranchio e in quelle di Sarsina. Le tappe successive saranno: il 25 gennaio alle scuole dell’infanzia  “Le Grazie” e  “Don Giulio Facibeni” di Bagno di Romagna; il 26 gennaio nella scuola primaria di Montiano; il 27 gennaio alla Materna Fiorita di Cesena e, infine, il 28 gennaio nelle materne di Verghereto e di Alfero.

L’iniziativa è stato promossa dai Sindaci dei Comuni dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, con l’obiettivo non solo di rivolgersi ai bambini ma anche di coinvolgere anche le famiglie ed insegnanti, fornendo loro uno strumento che li aiuti gli adulti a trasmettere ai più piccoli i giusti comportamenti di prevenzione.

A ideare e progettare graficamente “Caccia al pericolo con Vanda Panda” è stata l’agenzia PrimaPagina di Cesena, che ha creato per il volume una veste grafica allegra e un tono divertente, senza perdere però il rigore di un piccolo ‘manuale’, grazie all’impegno dell’Ufficio Gestione Associata Protezione Civile dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, che lo ha messo a punto in collaborazione con i dottori Matassoni, Monti e Rinnovi del 118. Già alcuni anni fa, l’opuscolo era stato distribuito nelle materne ed elementari di Cesena ed ora è stato ripubblicato per l’occasione.

Milano Marittima On Ice – La rotonda di ghiaccio più grande d’Europa

 

Nel suggestivo mare d’inverno mille eventi animeranno la località più glam della Riviera romagnola dal 6 dicembre al 7 gennaio. Dalla Rotonda Primo Maggio, cuore pulsante di Milano Marittima, si snoda a raggera un fantastico villaggio di Natale con il mercatino, il Giardino degli Alberi di Natale firmati da noti artisti, casine gourmet con specialità per palati raffinati, animazione per i più piccoli e la magica casa di Babbo Natale

Milano Marittima – A Natale e Capodanno la località più trendy della Riviera romagnola si veste a festa, calza i pattini e propone un ricco programma di iniziative spumeggianti in piena atmosfera natalizia.
Si inizia con un record da…brivido: la pista del ghiaccio di 900 mq che ruota letteralmente intorno alla Rotonda Primo Maggio, il cuore pulsante di Milano Marittima, in versione ghiacciata. Da qui si snoderà a raggera il villaggio di Natale che inaugura il 6 dicembre.

Nella via dedicata alle casette gourmet, pregiate proposte legate alle eccellenze gastronomiche del made in Italy e non solo, con la presenza di grandi marchi del food&beverage. E’ una proposta di Street Food Gourmet con aperitivi e taglieri a base di salumi pregiati e Pata Negra, tapas di pesce nostrano, formaggi di produttori locali, coni di fritto da passeggio, prodotti al sale dolce di Cervia, birre artigianali, vini pregiati locali, champagne, infusi, the aromatizzati ai rum da tutto il mondo, marmellate, mostarde e confetture artigianali, panettoni e pasticceria artigianale, dolci natalizi, pizza gourmet.

Il mercatino natalizio presenta articoli da regalo e oggettistica d’autore in una cornice di grande boutiques come solo Milano Marittima sa proporre, la casa in legno di Babbo Natale sarà un luogo di magia pura per i più piccini e, lungo tutto viale Gramsci, il Giardino degli Alberi di Natale artistici viene realizzato con abeti veri addobbati da dodici artisti coordinati dagli artisti Massimo Sansavini e Giuseppe Bertolino nella loro veste di Art Director della rassegna. Il Giardino degli Alberi di Natale inaugura il 13 dicembre.

Il tutto è arricchito da un programma di iniziative che animeranno tutti i week end delle feste dal 6 dicembre fino al 7 gennaio. Fra queste, numerose attività dedicate ai bambini e iniziative di animazione natalizia per tutta la famiglia.

Attorniato dalla pista di ghiaccio, al centro della Rotonda, viene allestito il presepe artistico realizzato dagli studenti della Accademia di Brera in occasione del centenario della fondazione di Milano Marittima. Si tratta di un insieme di elementi scultorei e di proiezioni artistiche entrato a buon diritto nel tour dei presepi in Riviera, che ogni anno gode di un gradimento in crescita tra i turisti e gli appassionati del mare fuori stagione. Insieme al presepe artistico di Milano Marittima ricordiamo il presepe di cristalli di sale e quello ispirato alla civiltà salinara, entrambi allestiti a Musa il Museo del Sale, al quale quest’anno si aggiunge lungo il porto canale di Cervia una natività di sale galleggiante a grandezza naturale e la mostra Granelli d’arte, opere scultoree di sabbia al magazzino darsena.

Il villaggio natalizio con la Pista di ghiaccio rotonda accompagnerà tutto il periodo delle feste fino al Capodanno e alla prima settimana del 2016.

L’anno nuovo inizia subito con un evento imperdibile: il 2 gennaio a Milano Marittima ritorna infatti la Fashion Night, la notte del divertimento e dello shopping che con novità, spettacoli e animazione porta l’augurio di un buon inizio 2016.
Musica diffusa, luminarie e sfavillio di luci saranno per tutto il periodo delle feste la giusta cornice di una vacanza invernale da sogno, assicurata grazie a un’ospitalità d’eccellenza, a proposte di alta ristorazione, al successo di uno shopping griffato ed esclusivo e a modaiole occasioni di divertimento, da sempre la cifra più caratteristica della località.

 

MILANO MARITTIMA ON ICE
organizzato dal Comune di Cervia
promosso da Proloco Milano Marittima
Marketing e Comunicazione: Balestri & Balestri ed Ege Eventi
Ufficio stampa: Prima Pagina Cesena – Comune di Cervia
Web: Media Consulting
Media Partner: rivista Milano Marittima Life
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