“Sono Romagnolo”: oltre 25mila visitatori nella tre giorni dedicata all’identità della Romagna

Se la Romagna chiama, i romagnoli rispondono: 210 espositori e oltre 25.000 visitatori in tre giorni, questi i numeri di Sono Romagnolo, la prima fiera nazionale dedicata all’identità, alla cultura e al folklore di questa terra meravigliosa che ha fatto proseliti tra autoctoni e turisti.
Numeri ingenti di questa manifestazione che è riuscita a riprodurre tra i padiglioni fieristici le tante anime della Romagna. Molto apprezzato dal pubblico è stato, infatti, lo spazio dedicato alle territorialità dove, tra granelli di sabbia e lettini spa, erano fedelmente rappresentate le aree marittime, della montagna, delle terme e del bosco.

Successo da record anche per il Campionato Mondiale di Maraffone con 280 coppie partecipanti che si sono tenute testa fino alla tarda serata di ieri quando, tra curiosi, appassionati e tifosi è stato decretato il tanto atteso verdetto: ad aggiudicarsi l’ambito primopremio, dopo una sfida al cardiopalma durata tre giorni, è stata la coppia formata da Carlo Ferri e Renzo Neri di Gambettola.
E se da un lato si giocava a Maraffone, dall’altro un pubblico entusiasta rideva con la comicità tutta romagnola di Giuseppe Giacobazzia cui è stata conferito un altro ambitissimo riconoscimento: il premio Romagnolo Doc.
E ancora spettacoli, musica, conferenze e tanto divertimento, il tutto condito da succulenti prodotti enogastronomici e dall’accoglienza tipica di questa terra.

Sul palco, insieme a Giacobazzi, anche il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi: “La manifestazione è stata senza ombra di dubbio un grande successo, decine di migliaia di visitatori giunti da tutta la Romagna hanno potuto toccare con mano le eccellenze migliori della nostra terra. Un evento ben organizzato e ben gestito, molto apprezzato dai visitatori, per il quale vanno ringraziati gli amici di Media Consulting e Cesena Fiera”.
“Sono Romagnolo – continua il Sindaco – è stata la prima dimostrazione concreta delle potenzialità del quartiere fieristico di Pievesestina che rappresenta già oggi il punto di riferimento ed il partner privilegiato per tutti coloro che hanno idee innovative su manifestazioni o progetti di eventi. Se a questo si aggiunge la partnership con il Gambero Rosso per la Città del Gusto, che produrrà i propri frutti sin dal prossimo settembre, appare evidente il salto di qualità impresso ai padiglioni di Pievesestina”.

Soddisfatto anche il presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini: “Si tratta di un format vincente premiato da un forte successo di pubblico, un bel biglietto da visita per la nostra città. Non solo: Sono Romagnolo non ha alcuna intenzione di fermarsi alla sua prima edizione e mira a diventare un fiore all’occhiello dell’intera Romagna”.

“Faccio solo dei ringraziamenti – conclude Luigi Angelini Presidente di Media Consulting – in primo luogo alle migliaia di persone che ci hanno raggiunto e che poi per tutta la notte hanno mandato messaggi sulla nostra pagina facebook riempiendoci di complimenti. Quando, assieme a Piraccini, abbiamo immaginato questa manifestazione non avremmo mai pensato di coinvolgere un numero così alto di espositori, magnifiche proloco che hanno fornito una ristorazione eccellente e pubblico.”Per noi era la prima volta nell’organizzazione di un evento e devo dire che il nostro impegno è stato assolutamente ripagato da tanti sorrisi e ringraziamenti. Quindi ancora grazie a tutti”.

Se la Fiera è finita ieri, il progetto “Sono Romagnolo” non si ferma. Sul profilo facebook da oggi si possono inviare foto, suggerimenti e commenti per rendere l’edizione 2017 ancora più spettacolare.

Ufficio stampa di Sono Romagnolo è l’Agenzia PrimaPagina.

Facebook Reactions: cinque pulsanti in più per dire “mi piace”

Che il tasto “mi piace” fosse ormai vetusto era nell’aria già da un po’ e il dibattito sull’utilità di un suo contrario aveva scaldato gli animi nell’autunno appena passato, per poi tornare nel dimenticatoio di quell’enorme piazza pubblica che è il web.
Così, quando durante uno dei tanti refresh quotidiani ci siamo accorti che c’era qualcosa di diverso nella nostra home, quasi non credevamo ai nostri occhi!
Da oggi Facebook diventa “sentimentalmente” più ricco e dopo averle testate per un anno su specifiche nicchie di mercato, ci regale sei estensioni del “like” che ci permetteranno di esprimere le nostre emozioni, dall’amore alla rabbia.

La notizia è stata comunicata ufficialmente sulla newsroom del social da Sammi Krug, product manager delle Reactions di Facebook.

Per aggiungere una reazione e scegliere se comunicare felicità, amore, tristezza, rabbia, meraviglia o divertimento basta semplicemente tenere premuto sul Like .

Probabilmente Mark Zuckerberg avrà pensato che sette pulsanti sono sufficienti o sicuramente meglio di uno per esprimere la complessa sfera delle emozioni umane, noi la troviamo comunque una bella novità.

 

Il dono di Eco: 40 regole per scrivere meglio

Filosofo, semiologo e scrittore, Umberto Eco, scomparso pochi giorni fa all’età di 24 anni, ci ha lasciato tra le altre cose una lista di utili regole per scrivere bene, o almeno meglio.
Noi vogliamo omaggiarlo ricordandovele tutte, sperando di rendere un pochino più immortale uno dei Professori più cari che l’Italia abbia conosciuto.

Le regole di scrittura di Umberto Eco sono contenute in La bustina di Minerva, edito da Bompiani.

È ripresa per il settore ortofrutticolo: +3,7 frutta, +2,2 ortofrutta nel 2015

Sono stati presentati per la prima volta i dati relativi all’anno 2015 del settore ortofrutta in Italia.
Dopo un biennio di contrazione, crescono i volumi d’acquisto di ortofrutta. E’ quanto emerge dal rapporto 2015 del Macfrut Consumers’ Trend che evidenzia un deciso +3% sull’anno precedente, con volumi che tornano al di sopra degli 8 milioni di tonnellate (8.151.415 per la precisione). A contribuire all’incremento, in primis, c’è la frutta +3,7% sul 2014, ma anche gli ortaggi sono contrassegnati dal segno “più” (+2,2%). Stabili invece i prezzi medi.

“Si tratta di un segnale incoraggiante per il settore ortofrutticolo che rialza la testa negli acquisti dopo la contrazione 2013-2014, che aveva registrato volumi al di sotto degli 8 milioni di tonnellate – spiega Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut – Ma al di là della singola congiuntura annuale, un dato è fondamentale in questi numeri: cresce chi ha investito in innovazione e in distintività. E proprio il tema dell’innovazione sarà uno dei focus centrali dell’edizione 2016 di Macfrut”.

Partendo dalla frutta, le mele, da sempre il frutto più acquistato in Italia, dopo un progressivo e costante calo, per il secondo anno consecutivo, vedono un aumento, del 3% sull’anno precedente, dovuto anche all’allargamento del parco varietale. Significativa la crescita anche degli acquisti delle pere, +10% sul 2014, anche in questo caso ascrivibile alle ultime due annate, dopo anni di progressive e costanti diminuzioni.

In termini quantitativi ottime performance anche per angurie, l’estate calda ha aiutato i consumi, che segnano un +12% sull’anno precedente, clementine +7%, meloni +6%.
Crescita più lieve invece, variabile fra un +1% e +2% per banane, pesche, limoni, uva, albicocche e a sorpresa ananas che invece fino all’anno precedente, avevano registrato incrementi molto più consistenti. Segni negativi invece, seppur lievi per arance -4%, kiwi -1%, fragole -2% e più consistente per ciliegie -7%.
Negli ortaggi si segnalano i pomodori che dopo continui cali, negli ultimi anni registrano una buona risalita: nel 2015 +3% rispetto all’anno precedente. Crescita anche per insalate e indivie +3%, cipolle +3%, peperoni +6%, carciofi +5%. Più stabile le specie rimanenti che registrano variazioni variabili tra un -1% e un +1%.

Interessanti i dati sui canali commerciali d’acquisto dell’ortofrutta. Qui la grande distribuzione riveste un peso sempre più rilevante negli acquisti di frutta e verdura in Italia. In soli dieci anni la rilevanza è passata dal 48% al 62%, un balzo netto di +14 punti percentuali.
Il contributo maggiore all’incremento della distribuzione moderna è dato dai discount: nel 2015 hanno raggiunto la quota del 13% dei volumi. Soffre il comparto dei tradizionali, ma è importante evidenziare segnali positivi per i fruttivendoli, che toccano nel 2015 quota 20%, valore massimo degli ultimi 10 anni.

“La scomparsa dei dettaglianti e la forte contrazione degli ambulanti hanno concesso maggiori spazi a iper, super e discount, in un trend che pare sempre più accentuato – prosegue Piraccini – Significativa però è la crescita dei fruttivendoli specializzati, nel 2015 miglior dato degli ultimi dieci anni. E’ indubbio che siamo di fronte a grandi cambiamenti anche nei settore della distribuzione. La prossima edizione di Macfrut riserverà grande attenzione al punto vendita con una area dedicata: ‘New Retail Solution’, in cui saranno posizionate otto isole rappresentative delle ultime innovazioni proposte dagli architetti, dai costruttori di attrezzature e dai leader delle categorie. Inoltre il convegno di apertura, che lo scorso anno si svolgeva il giorno precedente la fiera e dalla edizione 2016 sarà realizzato il mercoledì mattina all’interno della manifestazione e dedicato al ‘Supermercato del futuro’, per portare all’attenzione del settore tutte le novità della distribuzione mondiale”.

 

Ufficio stampa di Macfrut è l’Agenzia PrimaPagina.

Grande successo per “C’era una volta il libro”

 

Nei padiglioni di Cesena Fiera, si è chiusa ieri la prima edizione di “C’era una volta il libro”, la mostra mercato dedicata alle stampe e libri antichi vari ed esauriti, organizzata da Blu Nautilus. Sono stati oltre 8000 i visitatori, collezionisti ma anche semplici appassionati, giunti un pò da tutta Italia, attirati dal fascino della carta, quella un po’ ingiallita e che odora di cultura con la C maiuscola.

Grande entusiasmo anche tra i 57 operatori del settore che hanno esposto le loro rarità tra libri, codici e cartografie, elevando l’evento come uno dei maggiori nel panorama italiano attuale, accompagnato da un importante successo di pubblico.

Libro Antico 2

Alto, anche se non quantificabile, il numero di vendite e contrattazioni a dimostrazione che il libro e la stampa sono un ottimo investimento e un bene rifugio. In crescita le quotazioni delle “prime edizioni”: ad esempio la prima edizione del Dottor Zivago era venduta a 2mila euro (15 novembre 1957), la seconda edizione editata quattro giorni dopo a 80 euro (20 novembre 1957), entrambe edite da Feltrinelli.

Confermato l’appuntamento per il prossimo anno, non si esclude la possibilità di rendere l’evento semestrale.

Ufficio stampa di C’era una volta il libro è l’Agenzia PrimaPagina.

Fashion magazine: è vera crisi?

“Tutti vogliono essere noi” asseriva con orgoglio una presuntuosa Miranda Priestly (Merly Streep) ne “Il diavolo veste Praga”, il film che ha fatto innamorare tante ragazze dell’editoria di moda.
Già, perché un tempo erano i magazine a raccogliere il maggior numeri di inserzionisti nel settore e a dettar legge in fatto di stile. Oggi però le cose stanno cambiando e gli allegati dei grandi quotidiani internazionali stanno rubando la scena alle riviste patinate.
Pare, infatti, che i supplementi si distanzino, e anche di molto, dal calo pubblicitario che caratterizza il mercato e prosperino in termini di pubblicazione e advertising. È il caso, solo per fare qualche esempio, di How to spend it,
allegato dal 1995 alThe Financial Times, passato da quadrimestrale a essere stampato 32 volte l’anno, oppure di Wsj del Wall Street Journal, lanciato nel 2008 in America contando circa 50 inserzionisti, è oggi un mensile da 250 inserzionisti compresi Gucci, Louis Vuitton ed Hermès.
Ad attrarre le griffe è l’audience più ampia e anagraficamente superiore dei supplementi rispetto ai mensili del settore moda come Elle o Vogue, vantando inoltre una ricchezza culturale maggiore molto apprezzata dai luxury brand, senza considerare che i supplementi possono far affidamento sull’autorevolezza dei quotidiani e che, essendo per l’appunto allegati a questi, non devono essere acquistati a parte.
Ovviamente i magazine di moda non se ne stanno a guardare e corrono ai ripari proponendo modelli editoriali freschi e nuovi che viaggiano soprattutto in rete con app dedicate per tablet e smartphone.
Chi vincerà questa battaglia a colpi di fashion adv?

Premio Marietta 2016: aperte le iscrizioni per il miglior cuoco dilettante

 

Forlimpopoli, la città natale di Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana, omaggia i cuochi dilettanti, coloro che hanno fatto della cucina il fuoco sacro della loro passione. È il rinnovato appuntamento col Premio Marietta, esclusivamente aperto a non professionisti della cucina, a cui viene chiesto di realizzare un primo piatto ispirato al celebre manuale La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.
Un concorso, quello del Premio Marietta, che ogni anno riunisce concorrenti da tutta Italia: nelle ultime edizioni hanno visto il successo ricette provenienti da Udine, Sassari, Lecco, Bergamo, Palermo. E con i partecipanti dalle professioni più disparate (fisioterapista, giornalista, bancario, operatore di call center, disoccupato). Senza dimenticare i riflettori della ribalta nazionale, come nel caso di Andrea Marconetti (Premio Marietta 2010), tra i protagonisti di Masterchef 2013. Ricco il montepremi: 1000 euro offerti da Conad. La partecipazione è gratuita.
Il Premio Marietta è un concorso nazionale promosso dal Comune di Forlimpopoli, in collaborazione con Casa Artusi e l’Associazione delle Mariette, dedicato alla celebre governante dell’Artusi, Marietta Sabatini. Figura centrale nell’opera dell’Artusi, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ha contribuito in maniera determinante all’impresa culinaria ed editoriale la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, insieme al cuoco Francesco Ruffilli.

Come partecipare al Premio Marietta
Le iscrizioni al concorso sono aperte fino a lunedì 6 giugno 2016: tutte le ricette devono pervenire al Comune di Forlimpopoli (P.zza Fratti 2, 47034 Forlimpopoli) indicando “Festa Artusiana – Premio Marietta 2016” entro le ore 13 dello stesso giorno. La ricetta può essere inviata anche via mail all’indirizzo: info@festartusiana.it
Per partecipare occorre inviare una ricetta originale di un primo piatto (pasta fresca o secca o riso) eseguibile in un tempo massimo di due ore. Requisito indispensabile, la presenza di riferimenti alla cucina domestica regionale, alla filosofia e all’opera dell’Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e di presentazione.
La partecipazione (gratuita) è esclusivamente riservata a cuochi dilettanti, ovvero a tutti gli appassionati di cucina e di enogastronomia che non svolgono attività professionale nel settore. Le ricette eseguite devono contenere gli ingredienti (per 5 persone), il tempo di preparazione e il tipo di cottura (forno, fornello, altro), i riferimenti all’opera artusiana (stagionalità delle materie prime, curiosità storiche, tipicità territoriale). All’interno della busta l’autore dovrà indicare le proprie generalità, un numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica, e l’attività lavorativa che attesti lo status di “dilettante” di eno-gastronomia.
Una giuria di esperti selezionerà, fra tutte le ricette pervenute, le cinque finaliste. I cuochi finalisti saranno invitati a cucinare i loro piatti (per 5 persone) nella Scuola di cucina di Casa Artusi, durante la XXª edizione della Festa Artusiana, in calendario dal 25 giugno al 3 luglio 2016 a Forlimpopoli. La cerimonia ufficiale di premiazione del concorso si svolgerà nei giorni della manifestazione.
Al vincitore va un premio di 1.000 euro, ai finalisti 5 Kg di pasta. I premi sono offerti da Conad. La giuria presieduta da Verdiana Gordini, Presidente dell’Associazione delle Mariette, sarà composta da esperti del settore.

I vincitori delle ultime cinque edizioni
Il premio Marietta ha sempre richiamato partecipanti da tutta Italia, basti ricordare la provenienza dei vincitori delle ultime edizioni: Nadia Tessitori fisioterapista di Tolmezzo (Udine) con la ricetta “Cjarsons alla luganega e sclopit” (edizione 2015); Francesco Canu disoccupato di Sassari con la ricetta “Culurgiones a ispighitta cun pumata” (edizione 2014); il giornalista Rolando Repossi di Casatenovo (Lecco) con il piatto ‘Ravioli di nonna Costantina’ (edizione 2013); la responsabile di una filiale di banca Raffaella Bugini di Valbrembo (Bergamo) con il ‘Risotto al moscato di scanzo con biligòcc e fonduta di strachitund’ (edizione 2012); Fabio Giordano operatore di call center di Palermo con ‘Busiati freschi con gambero rosso di Mazara del Vallo e macco di fave fresche’ (edizione 2011).

Chi era Marietta Sabatini
La ‘fedele Marietta’ a cui è dedicato questo concorso, è sempre stata una figura centrale nell’opera di Artusi. In ombra se l’angolo di visuale è la ribalta letteraria, in primo piano se si guarda alla sostanza gastronomica e alla solidità del successo de ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’.
Pellegrino Artusi, accortosi del ruolo che Marietta rivestiva nella sua vita e nel suo successo letterario, non solo le lasciò in eredità la cospicua cifra di ben 8.000 lire ma anche i diritti d’autore sul suo manuale, da dividere assieme al cuoco Francesco Ruffilli. Inoltre, le dedicò la ricetta del panettone che si trova sul manuale perchè “è brava cuoca e tanto buona ed onesta da meritare che io intitoli questo dolce col nome suo, avendolo imparato da lei”.
È proprio alle Mariette d’oggi, quelle persone (senza distinzioni di sesso) che custodiscono l’amore e l’abilità del sapere artusiano, che la città di Forlimpopoli omaggia con questo concorso.

Info Premio Marietta: tel. 0543 749234/5/6; 0543 743138, info@festartusiana.itwww.festartusiana.it  www.casartusi.it

Ufficio stampa della Festa Artusiana è l’Agenzia PrimaPagina.

Comunicazione: tutte le tendenze del 2016

Quali saranno i trend della comunicazione e le tendenze visual per questo 2016? Abbiamo spulciato la rete e quello che abbiamo scoperto si potrebbe riassumere nello slogan “Be relevant, be useful, be heard”.

Secondo Hotwire, l’agenzia globale di relazioni pubbliche e di comunicazione integrata che da sette anni pubblica il Communications Trend Report, sono tre i punti chiave che caratterizzano la comunicazione dei brand per l’anno appena iniziato.
Be useful perché i brand devono uscire dal prodotto per comunicare una nuova esperienza, un valore aggiunto lavorando sull’empatia e sul contesto. Un ruolo fondamentale in questo caso lo svolge lo storytelling che da parola vuota deve trasformarsi in un vero e proprio stile comunicativo per legare a sé i clienti e farli sentire parte di qualcosa che va ben al di là di un mero prodotto.
Be relevant si riferisce ai target che si fanno sempre più segmentati. La data di nascita cessa di avere importanza, oggi quello che conta sono i reali interessi dei consumatori che trasversalmente accompagnano tutte le fasce di età.
Infine Be heard, perché i brand dovranno sottostare alla “dittatura” dei vari social media i cui sentiment e rumors diventeranno sempre più cruciali per stabilire le scelte in fatto di comunicazione e sarà premiato chi saprà ascoltare (e interpretare) meglio.
Per il 2016 non bisogna perdere l’opportunità di comunicare in modo sempre più umano, personale e pieno di significato. Al via, dunque, storie rassicuranti e autentiche, lontane dai luoghi comuni e capaci di dare voce a tutti, soprattuto a quelle minoranze finora ignorate dal mercato.

A livello visuale tutto questo si traduce in un abbondante uso di rilassanti tonalità pastello che creano una barriera protettiva dalla caotica vita di ogni giorno (e non è un caso se il colore più di moda dell’anno, assieme al rosa quarzo, sarà il serenity).

616c50faf3356998fddbefc3bf612543Anche la luce si fa più delicata passando da artificiale a naturale.
Infine largo uso di illustrazioni flat, semplici e sofisticate, che oltre a ricalcare la tendenza vintage in voga già da alcuni anni, riescono a rendere immediati anche concetti complicati.

Infine, la regola aurea della comunicazione sarà valida anche per questo tenue e rilassante 2016: Less is More perché, parafrasando i più grandi maestri di architettura del ‘900, i migliori risultati si ottengono con testi (e grafiche) essenziali, perfette e funzionali.

Arriva a Cesena “C’era una volta il libro”

ea49e75f-1b8e-46db-821c-4d17d44e20aaÈ stata presentata questa mattina “C’era una volta il libro”, la mostra mercato dedicata al libro antico che si terrà a Cesena Fiera sabato 20 e domenica 21 febbraio 2016. Una cinquantina gli espositori da tutta Italia, a cui si aggiungono i 300 della mostra mercato “C’era una volta… antiquariato”, principale vetrina di settore della Romagna. L’evento è organizzato da Blu Nautilus col patrocinio del Comune di Cesena e della Provincia di Forlì-Cesena.

Non è un caso che la kermesse sul libro antico nasca nella città malatestiana, fresca di celebrazioni del centenario della morte del bibliofilo Renato Serra.Qui è nata 550 anni fa una delle prime biblioteche civiche al mondo per grazia di Malatesta Novello, oggi inserita dall’Unesco nel registro Memory ofthe World. E qui di recente è stato realizzato il manoscritto più grande al mondo (“Eroico manoscritto”), opera collettiva entrata ufficialmente nei Guinness dei primati.

Inevitabile in questo humus vocato alla “carta” un evento rivolto alle rarità bibliografiche, alle stampe, al libro esaurito, alla cartografia introvabile. Ben 54 gli espositori da tutta Italia (Napoli, Genova, Torino per citare tre grandi città), tra librerie, operatori della stampa (antica, incisioni d’autore, grafica) e della cartografia, che mettono in mostra rarità dal ‘500 al XX secolo. In Fiera anche un esperto restauratore a disposizione del pubblico per una valutazione su libri,stampe, manoscritti, pergamene, manifesti, fumetti e quant’altro fa parte del variegato mondo del collezionismo.

Ma “C’era una volta il libro”, oltre alla parte espositiva, farà di più. Ospiterà anche quattro mostre collaterali raccontate e illustrate attraverso storici volumi d’epoca. La prima, “Scienza, terra e Wunderkammer” è una raccolta bibliografica della storia della geologia con al centro la biblioteca scientifica di Deano Pantoli, accompagnata dall’esposizione della collezione di fossili di Franco Gardella. Un excursus di cinque secoli, dal 1550 agli anni ’80 del secolo scorso, di rare opere utilizzate per lo studio della geologia e paleontologia, con alcune punte di diamante a partire dall’Index Testarum Conchyliorum di Nicola Gualtieri (Firenze 1742), e tante altre pubblicazioni provenienti da tutto il mondo.
“C’era una volta il libro” dedicherà una sezione anche a uno dei personaggi più illustri del pantheon della Romagna, Pellegrino Artusi, omaggio al padre della cucina italiana. In esposizione le 15 edizioni del ricettario “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” curate direttamente dal gastronomo, e quelle successive, nonché i suoi due saggi critici su Ugo Foscolo e Giuseppe Giusti. Il tutto proveniente dalla collezione di Vittorio Maltoni.
Una rassegna è dedicata alla “Raffinata scrittura: due secoli di calamai e spargi polvere”. Calamai da tavolo di vari materiali, molti di ceramica che rappresentano le località di grande tradizione, alcuni di pregevole fattura, altri di un artigianato popolare, ma di grande valore formale. La collezione è di Giuseppe Fontana.
Infine un’antologia dei “Luneri di smembar”, calendario molto diffuso in Romagna, pubblicato ininterrottamente a Faenza dal 1845. Popolarissimo in terra di Romagna, nacque la notte di San Silvestro del 1844 durante una riunione di artisti riuniti nell’Osteria di Marianàza a Faenza per festeggiare l’anno nuovo. Al termine della serata, mancando i quattrini per pagare l’oste, uno della combriccola (l’artista e scenografo Romolo Liverani) si fece portare un foglio di carta e su di esso disegnò un uomo dal vestito a brandelli a cavalcioni di un magro ronzino seguito da altri personaggi anch’essi malmessi: era il generale degli Smembri che si dirigeva verso la Locanda della Miseria. Poi il Liverani, assieme ai suoi amici, scrisse sul foglio un «Discorso generale» nel quale faceva profezie e pronostici sulle stagioni e sugli avvenimenti politici. Finito il lavoro, gli artisti consegnarono il foglio all’oste esclamando: «Prendi, sarà la tua fortuna». Ed è stata davvero un’impresa fortunata la pubblicazione di questo Lunario, che dura fino ad oggi. L’esposizione è curata da Giuseppe Mariggiò e Cristiano Riciputi.

Info:
C’era una volta il libro” a Cesena Fiera sabato 20 e domenica 21 febbraio 2016.
Orario: 9-19.
Ingresso: 3 euro, (gratis fino ai 14 e over 70). Parcheggio gratuito.
www.ceraunavoltantiquariato.it
Facebook: fiereantiquariato.it
Tel. 0546 621554

Ufficio stampa di C’era una volta il libro è l’Agenzia PrimaPagina.

Testo unico dei doveri del giornalista

Dal 3 febbraio, giorno del 53.mo compleanno della legge istitutiva dell’Ordine, è entrato in vigore il ‘Testo Unico dei Doveri del Giornalista‘, approvato a fine gennaio dal Consiglio nazionale. Il documento è stato scritto per armonizzare le carte deontologiche, favorire una maggiore chiarezza di interpretazione e l’applicazione di tutte le norme, la cui inosservanza può determinare la responsabilità disciplinare dell’iscritto all’Ordine.

Il Testo recepisce i contenuti della Carta dei doveri del giornalista degli uffici stampa, della Carta dei doveri dell’informazione economica, della Carta di Firenze, della Carta di Milano, della Carta di Perugia, della Carta di Roma, della Carta di Treviso, della Carta informazione e pubblicità, della Carta informazione e sondaggi, del Codice di deontologia relativo alle attività giornalistiche, del Codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive e del Decalogo del giornalismo sportivo.

Il “Testo unico” è stato redatto dopo numerose sollecitazioni, quando cioè si è compreso che i numerosi documenti, approvati nel corso degli anni dall’Ordine professionale, anche con la collaborazione di altri organismi, erano diventati dispersivi e di difficile applicazione.
La struttura del “Testo unico” consente facili innesti di novità, per cui di fronte alle necessità di precisare ulteriori norme sarà sempre possibile introdurre altri articoli o altri titoli a quelli già esistenti, frenando così la tentazione di scrivere altre carte e di fare quindi un passo indietro rispetto alla sintesi appena varata.
I procedimenti disciplinari avviati prima del 3 febbraio sono definiti mantenendo il riferimento ai precedenti documenti deontologici.
(Credit testo: odg.it; Photo: senigallianotizie.it)