A Pesaro la XVIII edizione del Festival della Cucina Italiana

Pesaro (8 giugno 2018) – Il Festival della Cucina Italiana diventa maggiorenne e omaggia un grande della musica mondiale: Gioachino Rossini. Sarà il grande compositore, a 150 anni dalla scomparsa, il fil rouge di uno degli appuntamenti enogastronomici più rilevanti del Paese, con il meglio del cibo, del vino e della cultura agroalimentare.

Centro di gravità dell’evento, Pesaro, la città natale del compositore, per quattro giorni “battezzata” Rossini Food Festival (14-17 giugno 2018). Un incontro, Rossini-cibo, che non nasce a caso, per le testimonianze che hanno dipinto il musicista quale raffinato ed esigente gourmet, con una speciale predilezione: la preferenza a ricevere omaggi di natura enogastronomica provenienti da tutte le parti d’Italia e dall’estero.

E su questa scia le Mariette, fedeli custodi delle ricette Artusiane e gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, prepareranno piatti tipici delle varie regioni italiane declinati secondo lo stile Rossini. Tutto questo in pieno centro storico, nello splendido giardino occupato dal Festival (Largo Aldo Moro), per le tasche di tutti.
Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.
(www.cosebelleditalia.com).

LE PASSIONI DI ROSSINI: COSE BUONE D’ITALIA
E’ un fatto risaputo che Rossini si facesse spedire gorgonzola dall’omonima città, da Milano il panettone, da Napoli i maccheroni, dall’Emilia mortadellae zamponi, da Ascoli i tartufi…Ogni struttura ospiterà un’eccellenza italiana, dai tartufi agli insaccati, dalle paste artigianali ai formaggi, declinando in versione popolare le passioni del grande Maestro.
Giusto qualche assaggio al Festival: il pregiato salmone Upstream di Claudio Cerati; le lasagne per Rossini con 5 formaggi realizzate dalle Mariette artusiane; arancini e cannoli in versione rossiniana; le polpette fritte e al sugo realizzate da un macellaio doc (parenti delle olive ascolane che piacevano al compositore); porchetta con mandorle, prodotta con maiali allevati allo stato brado nel parco della Majella; arrosticini di castrato di agnellone tagliati a mano, legati alla tradizione pastorale dell’Abruzzo, con la novità degli arrosticini di pancetta di agnello; le emozioni di formaggio delle Direzioni del Gusto, il panettoncino Rossini della pasticceria Cova di Milano.
Nel corso del Festival numerosi sono i locali che “adotteranno” alcuni piatti dedicati al Maestro, a partire dello stellato Stefano Ciotti del Ristorante Nostrano di Pesaro che popone una rivisitazione dei maccheroni alla Rossini.

ROSSINI IN BOLLA
Rossini era esigente in fatto enologico tanto da creare curiosi abbinamenti di vini ai piatti: il Madera sui salumi, il Bordeaux sul fritto, il Reno sul pasticcio freddo, l’Alicante e la Lacrima su frutta e formaggio, lo Champagne sull’arrosto. Le più grandi bolle italiane, unite a quelle francesi tanto amate dal Maestro e tante realtà italiane del vino saranno protagoniste assolute dell’evento, in una panoramica ad ampio raggio.

ESCLUSIVA CENA ROSSINIANA
Evento esclusivo in programma giovedì 14 giugno al ristorante Polo Pasta & Pizza di Pesaro. Protagonista lo chef Mario Di Remigio con un menù tutto il stile rossiniano, sin dall’aperitivo Pop: cocktail Rossini e pizzetta dedicata al grande compositore.
E ancora i maccheroni alla Rossini, conditi con salsa ispirata dalla dettatura di Rossini del 26 dicembre 1866.
Poi il celebre Tournedos Rossini, ispirata alla storica ricetta creata da Marie-Antoine Carême per la grande stima reciproca col Maestro.
Infine dessert Barbajata. Rossini fu nominato direttore musicale del Real Teatro San Carlo di Napoli da Domenico Barbaja. La fortuna di Domenico Barbaja iniziò dall’idea di unire la panna con il caffè e con la cioccolata, creando la bevanda cui fu dato il nome di “Barbajata”.
Il tutto accompagnato da champagne e dai vini pregiati che lui amava.

PREMIO NAZIONALE GALVANINA

Il salone comunale della città di Pesaro sarà il teatro della premiazione del Premio Nazionale Galvanina, in programma domenica 17 giugno alle ore 11,30. Di scena nomi di primo piano del panorama enogastronomico, protagonisti di un riconoscimento che nelle edizioni scorse ha annoverato nomi del calibro di Tonino Guerra, Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco e tanti altri.

Sei le sezioni del premio, con il riconoscimento alla Cultura assegnato a Primo Vercilli, volto noto nei canali Rai, tra i principali divulgatori delle tematiche sull’alimentazione, inventore del Metodo della Nutrizione Immuno Geno Funzionale. Il Premio al Giornalismo a Daniele Cernilli, pioniere nel racconto del cibo e del vino, tra i fondatori del Gambero Rosso. L’estrosa Cristina Bowerman è la miglior chef anno 2018, premiata nella sezione Cucina, il non convenzionale Damijan Podversic è il migliore produttore di vino. Il Premio all’imprenditoria per la prima volta si sdoppia: sale sul podio il re della Chianina, Simone Fracassi, mentre il migliore imprenditore italiano all’estero è Antonio Pirozzi, importatore del made in Italy nel Regno Unito. Infine, la sezione del Cuore, quest’anno a Donatella Cinelli Colombini, Presidente dell’Associazione Donne del vino.

IL FESTIVAL E PESARO, Eccellenze sul Palco
Il 18° Festival della Cucina Italiana vivrà in concomitanza con iniziative realizzate dagli operatori della città: il presidente dei ristoratori di Pesaro, lo chef Mario Di Remigio del ristorante Polo Pasta & Pizza, ha realizzato, insieme agli chef dei ristoranti Nostrano, Settima Fila, Lo Scudiero, ‘59 Restaurant, un “piatto rossiniano” da tenere in carta.
Ogni chef dei ristoranti aderenti spiegherà la propria ricetta sul palco del Festival in prima serata.

IL FESTIVAL COMPIE 18 ANNI
Il Festival della Cucina Italiana è uno degli eventi più rilevanti in Italia. Una delle sue caratteristiche è quella di essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri. Lo scorso anno si è svolto sempre nella città di Pesaro.

Ufficio stampa del Festival della Cucina Italiana è l’Agenzia PrimaPagina

Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva

30 December 2011, Rome - FAO Director-General Jose Graziano da Silva official portrait, FAO headquarters.

Forlimpopoli (6 giugno 2018) – Il Premio Artusi 2018 viene assegnato a Josè Graziano da Silva, Direttore generale della Fao (Food and Agriculture Organization). Da oltre 30 anni impegnato sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale dell’agricoltura, è stato anche l’artefice del programma “Fame Zero” in Brasile, introdotto nel 2003 per garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base e sradicare la fame nel paese più grande e popolato del Sud America.

Anche nel 2018, dichiarato anno del cibo italiano, la città di Forlimpopoli propone una riflessione a tutto campo sul rapporto fra uomo e cibo, secondo lo spirito che da sempre anima il Premio Artusi. Due dati a riguardo parlano chiaro per gli anni a venire: la Fao stima che il fabbisogno alimentare previsto per il 2050 richieda un aumento nella produzione agricola del 70%; nel 2050 la terra sarà popolata da 9,1 miliardi di persone, ben il 34% in più rispetto ad oggi, oltre il 50% delle quali concentrate in nove Paesi. Due temi chiave, dunque, per l’umanità.

Il nome di Da Silva è stato scelto dal Comitato scientifico di Casa Artusi. Questa la motivazione del riconoscimento: “Il Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva per l’impegno profuso con grande efficacia e coerenza, sia alla guida della FAO sia nell’ambito del progetto brasiliano “Fame Zero”, per la lotta contro la fame e la malnutrizione. Il riconoscimento artusiano vuole sottolineare il lavoro straordinario svolto a sostegno delle comunità locali fondato sul concetto di cibo sano e biodiversità agricola e alimentare. La salute e la nutrizione richiedono la connessione del concetto di cibo a quello di agricoltura”.

Negli anni passati il Premio Artusi è stato assegnato, per citare gli ultimi vincitori, al Comitato per la Lotta alla fame (Italia – 2007), Wendell Berry(2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010), Oscar Farinetti (2011), Andrea Segrè (2012), Mary Ann Esposito (2013), Enzo Bianchi(2014), Alberto Alessi (2015) e Carlo Petrini (2016), Vittorio Citterio (2017).

Secondo consuetudine il Premio Artusi viene annunciato in occasione della Festa, ma consegnato in corso d’anno. In occasione della kermesse Artusiana (23 giugno – 1 luglio) saranno consegnati i Premi Marietta ad honorem assegnati quest’anno alla Stamperia Pascucci e alla giornalista Stefania Barzini.

Chi è José Graziano da Silva
José Graziano da Silva si è occupato per oltre 30 anni di sicurezza alimentare, sviluppo rurale e agricoltura, in particolare come artefice del programma “Fame Zero” del Brasile, e ora lo continua a fare come Direttore Generale della FAO. Ha guidato la squadra che ha progettato il programma “Fame Zero” e, nel 2003, è stato incaricato dall’allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di attuare il programma come Ministro Speciale per la Sicurezza Alimentare e Lotta Contro la Fame. È stato a capo dell’Ufficio Regionale della FAO per l’America Latina e i Caraibi dal 2006 al 2011. È stato nominato Direttore Generale della FAO ed è entrato in carica il 1° gennaio 2012. Dopo il suo primo mandato, conclusosi nel 31 luglio 2015, Graziano da Silva è stato rieletto per un secondo mandato di 4 anni (1° agosto 2015 – 31 luglio 2019) avendo ricevuto i voti di 177 paesi durante la 39ª Conferenza della FAO. Al timone della FAO, ha affinato il focus strategico dell’organizzazione, rafforzandone la presenza a livello internazionale.
Sta lavorando per promuovere una migliore cultura sul valore del cibo e creare consenso sulle questioni relative alla sicurezza alimentare. Ha anche incoraggiato una più stretta cooperazione con i partners per lo sviluppo, sostiene la cooperazione Sud-Sud del mondo e ha potenziato la collaborazione con la società civile e il settore privato, comprese le organizzazioni di agricoltori e le cooperative per i piccoli produttori.
José Graziano da Silva ha conseguito una Laurea in Agronomia e un Master in Economia e Sociologia Rurale presso l’Università di San Paolo (USP) e un Dottorato di Ricerca in Scienze Economiche dell’Università Statale di Campinas (UNICAMP).
Ha anche Laurea di post-dottorato in Latin American Studies (University College of London) e Environmental Studies (University of California, Santa Cruz).
Brasiliano e italiano per nazionalità, è sposato con Paola Ligasacchi e ha due figli e quattro nipoti.

Informazioni
Ufficio Cultura tel. 0543-749237-4 (orario 10-13; durante la Festa 16-21).
Mail: info@festartusiana.it promozione@comune.forlimpopoli.fc.it
Siti: www.festartusiana.it www.forlimpopolicittartusiana.it

Ufficio stampa della Festa Artusiana è l’Agenzia PrimaPagina

A Primo Vercilli il Premio Nazionale Galvanina alla Cultura 2018

Pesaro (5 giugno 2018) – In un’epoca di cibo parlato e mangiato in quantità, sempre più centrale è il ruolo di chi educa, insegnando a mangiare correttamente, nelle giuste proporzioni e con gusto. Una missione che si è dato Primo Vercilli, tra i principali divulgatori delle tematiche sull’alimentazione, inventore del Metodo della Nutrizione Immuno Geno Funzionale. Volto noto nei canali Rai e autore di innumerevoli pubblicazioni in materia, al Festival della Cucina Italiana (Pesaro 14-17 giugno) riceverà il Premio Galvanina sezione Cultura.

Tra i riconoscimenti di prestigio del panorama enogastronomico, il Premio Nazionale Galvanina alla Cultura nelle edizione passate è stato assegnato a personaggi dello spessore di Tonino Guerra (2011), Vittorio Sgarbi (2012), Pier Luigi Celli (2013), Gualtiero Marchesi (2014), Alessandro Regoli (2015), Corrado Piccinetti (2016), Antonio Attorre (2017).

A Vercilli il premio viene assegnato per la “grande e appassionata opera di divulgazione di un percorso alimentare educativo finalizzato al benessere della persona”.

Chi è Primo Vercilli

Laureato a Bologna nel corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, da quando ha iniziato la sua attività professionale, ha sempre cercato di dividere il suo tempo tra la pratica clinica e la divulgazione delle tematiche inerenti l’alimentazione. Ciò che da sempre è stato oggetto del suo interesse consiste nella ricerca dei meccanismi di proposizione alimentare che abbiano una valenza educativa e non meramente prescrittiva.

Il suo metodo aiuta a mettere in pratica un sistema alimentare che supera il concetto di pesare gli alimenti, ma cerca di modulare gusti e abitudini delle persone, proponendo combinazioni e rotazioni di tutti i cibi. Questo anche grazie all’aiuto del test del DNA, che effettua nelle sue visite e che permette di personalizzare ancora di più la propria alimentazione grazie alla Mappa Alimentare. Da subito la Nutrizione Immuno Geno Funzionale si è rivelata uno strumento ottimale per definire piani alimentari personalizzati sia per atleti, sia per persone alla ricerca dell’equilibrio e del benessere.

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioacchino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti glichef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioni di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.

Ufficio stampa del Festival della Cucina Italiana è l’Agenzia PrimaPagina

Al Teatro Verdi a Cesena l’epilogo del “Dire, fare, sognare”

Cesena (4 giugno 2018) – Sfilata di grandi firme della cucina e del vino sono salite sul palco del Teatro Verdi di Cesena per la settima edizione del “Dire Fare Sognare”. Riconoscimento alla cultura enogastronomica dell’Emilia Romagna promosso da Partesa, i nomi dei vincitori sono stati scelti da tre tra le più qualificate firme del giornalismo enogastronomico: Andrea Grignaffini curatore delle Guide de L’Espresso, Elsa Mazzolinidirettore della rivista La Madia Travelfood e Alessandra Meldolesi critica gastronomica per diverse testate di settore.

Questi i premiati di questa settima edizione da Piacenza a Rimini: Locanda del Gusto (Piacenza), Ristorante Parizzi (Parma), Marta in Cucina (Reggio Emilia), Marina Bersani di Archer (Modena), Salvatore Castiglione barman di Fourghetti (Bologna), Cucina Bacilieri (Ferrara), Matteo Salbaroli del ristorante L’Acciuga (Ravenna), Benso (Forlì), Terre Alte (Longiano, Fc), Haxhiu Orges, Leonardo Rossetto e Domenico Fabozzi di Ferramenta (Santarcangelo, Rn), Elide Pastrani alla Lanterna (Fano).

Assegnati anche quattro premi speciali ad altrettanti protagonisti regionali: Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristornate Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso ristorante San Domenico di Imola, celebre per una carta dei vini di 2.400 etichette da tutto il mondo; Verdiana Gordini Presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi delle cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista cantore della cucina parmense.

Ufficio stampa e segreteria organizzativa di Dire Fare Sognare è l’Agenzia PrimaPagina

A Elide Pastrani – Ristorante Alla Lanterna di Fano il Dire, Fare, Sognare

E’ di Fano l’unica escursione in cucina al di fuori dell’Emilia Romagna a ricevere il riconoscimento “Dire Fare Sognare”, tributo ai protagonisti del cibo e del vino. Si tratta di Elide Pastrani del Ristorante Alla Lanterna che si è aggiudicata la settima edizione del premio, che vivrà il suo epilogo lunedì 4 giugno 2018 alle 10.30 al Teatro Verdi di Cesena.

Il nome di Elide Pastrani è stato scelto da tre più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica), e Alessandra Meldolesi (giornalista enograstronomica).

Questa la motivazione del premio: “Per l’abnegazione e la passione con cui a saputo costruire una cucina autentica nei sapori e nei valori”.

Promosso da Partesa, il riconoscimento “Dire, Fare, Sognare” viene assegnato a coloro che hanno fatto della cultura del cibo e del vino il loro tratto distintivo.

 

Chi è Elide Pastrani
E’ nata a Genk, in Belgio. Completati gli studi commerciali, nel 1978, entra in cucina e inizia la sua formazione accanto a Flavio Cerioni, titolare del ristorante Alla Lanterna di Fano, che presto diventerà suo marito. Impadronitasi delle tecniche per le preparazioni di terra, grazie ai segreti trasmessi dalla suocera Fulvia, nel 1990 passa alla realizzazione di piatti di pesce, stimolata da amici e profondi conoscitori della migliore gastronomia di mare, quali Corrado Piccinetti, Elsa Mazzolini, Luigi Cremona, Davide Paolini e Alfredo Antonaros.

Da allora prende il via – per questa cuoca minuta, curiosa, delicata, precisa e caparbia – una attenta ricerca, che prosegue tutt’oggi, e che la vede come una delle più interessanti protagoniste italiane di quella che potremmo definire una “cucina di prodotto”. Un modo rigoroso per proporre e far conoscere la stagionalità ittica dell’Adriatico, e il meglio dei sapori della terra in ogni momento dell’anno. E’ da questa scelta che derivano piatti ricchi di una sapiente essenzialità, dove il sapore è sempre qualcosa di preciso, chiaro ed integro. Con impegno, una rigorosa professionalità, un’ottima tecnica, Elide dà vita ad una cucina lineare e naturale, da gustare con sensibilità e piacere. Naturale perché fondata sul totale rispetto del prodotto. Lineare perché saldamente legata alla tradizione, al territorio, alla sperimentazione di motivati accostamenti, e alla convinzione che la semplicità – quando significa rigore e assenza di retorica – sia la cosa più difficile, ma anche più seducente, da ottenere in cucina.

Lunedì 4 giugno la premiazione a CesenaDue i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra i ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le provincie dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverso si sono distinti in promozione della cultura enogastronomica della nostra Regione. Quest’anno il premio sarà assegnato ad Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristornate Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso ristorante San Domenico di Imola, celebre per una carta dei vini di 2.400 etichette da tutto il mondo; verdiana Gordini Presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi delle cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista cantore della cucina parmense.

Ufficio stampa di Dire, Fare, Sognare è l’Agenzia PrimaPagina

Tripletta del forlivese all Dire, fare, sognare

Per la prima volta in sette edizioni il “Dire Fare Sognare”, riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna, cala il tris nello stesso territorio. La prima volta è del forlivese, premiato con Afro Lombardi, una vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì, Verdiana Gordini, presidente dell’Associazione delle Mariette fedeli custodi della cucina domestica artusiana, e il locale Benso, progetto di pubblica ristorazione a Forlì.

A scegliere i loro nomi sono state tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica).

La giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno 2018 alle 10,30 al Teatro Verdi a Cesena.

Promosso da Partesa, il “Dire Fare Sognare” omaggia personalità che con modalità diverse (ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori) si sono distinte nella promozione della cultura enogastronomica della nostra regione.

Nelle passate edizioni del forlivese sono stati premiati la Cioccolateria Gardini, Simone Zoli Don Abbondio di Forlì, Federico Ravaglia Ristorante Anna di Forlimpopoli, Massimiliano Cameli Vecchio Convento di Portico, Alessandra Bazzocchi e Roberto Casamenti dell’Osteria La Campanara a Panetto di Galeata, Angelo Asirelli della Trattoria Bolognesi di Terra del Sole, Marcello e Gianluca Leoni di Osteria di Mare San Domenico di Forlì.

Diverse le motivazioni che hanno portato alla premiazione dei tre. Nel caso di Afro Lombardi si tratta di un premio speciale per “l’eleganza, la costanza e lo stile con cui dirige da sempre la sala”. Lo stesso per Verdiana Gordini, “per aver dato notorietà e autorevolezza alla cucina di casa e alle sfogline romagnole. Per aver fatto delle Mariette artusiane un simbolo di buona cucina noto in tutto il mondo”.

L’innovazione invece è stata al centro della scelta di Benso, premiato “per il percorso innovativo che la giovane proprietà ha saputo intraprendere, imprimendo carattere sia alle scelte di cucina che alla cantina”.

Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le province dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento speciale a quattro personaggi che con modalità diverse si sono distinti nella promozione della cultura enogastronomica della nostra regione. Oltre ad Afro Lombardi e Verdiana Gordini, sarà assegnato a Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo, e Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense.

Ufficio stampa di Dire, Fare, Sognare è l’Agenzia PrimaPagina

A Villa Rovere i vini raccontano contemporaneità e rispetto

Un progetto contemporaneo che nasce dal rispetto e dall’ascolto della terra e delle uve. A quindici anni dalla nascita del vigneto sulle terre di Villa Rovere, è già tempo di maturità. Tre vini prodotti fin dagli esordi, Tito, Pirro e Nanì. Rispettivamente un Merlot in purezza, un uvaggio di Cabernet Sauvignon, un Sauvignon Blanc. E una new entry, Iliano, un sangiovese 100% che integra e ‘contamina’ la scelta ‘internazionale’ fatta a suo tempo. Una scelta maturata con il desiderio di distinguersi dal panorama enologico territoriale, che ha saputo però creare vini contemporanei con un grado alcolico non sostenuto, una beva sciolta, facile, che intriga al sorso successivo.

A guidare la Tenuta l’imprenditore Alessandro Annibali, conosciuto per il progetto affermatosi a livello nazionale ‘Noci di Romagna’, che ha voluto cimentarsi nell’universo enologico, sua grande passione. Il progetto Villa Rovere vede la luce nel 2004 attraverso il recupero di una tenuta di famiglia adagiata fra Forlì e Terra del Sole su cui sono impiantati 6 ettari di vigna per una produzione di 20.00 bottiglie esclusivamente distribuite nei canali super Ho.re.ca.

A sovrintendere all’impresa il responsabile commerciale della Tenuta, Andrea Arlotti e l’enologo Tommaso Bindi, che ha raccolto l’eredità di lavoro della collega Marisa Fontana oggi impegnata a curare la parte agronomica dell’azienda. Mentre l’enologo Francesco Bordini, attraverso un accordo di collaborazione con la Tenuta Pandolfa, ha firmato Iliano, l’ultimo nato, mutuando le uve sangiovese dal territorio di Predappio.

Il progetto complessivo di Tenuta Villa Rovere racconta qualità, unicità e rispetto. A partire dai suoli, quelli dove crescono le vigne, che rappresentano una eccezione per la zona. Sono infatti di tessitura sabbio-limosa e abbracciano un laghetto, mentre tutta la vigna è delimitata da due corsi d’acqua: il Montone ed il Canale dei mulini. Suoli poveri, per certi versi difficili, dove la vite deve crescere con la schiena dritta, senza fronzoli e l’acqua ha un ruolo predominante. Per continuare, come sottolinea l’enologo Tommaso Bindi, con l’attenzione e il rispetto delle uve, che significa selezione e raccolta dei soli grappoli integri per ridurre al minimo le ossidazioni; con la scelta dei tempi di raccolta, intervenendo cioè quando il grado alcolico dell’uva non è ancora esasperato, portando così in dote ai vini acidità e freschezza che sono sinonimo di contemporaneità.

Specchio di queste scelte sono le caratteristiche dei vini della tenuta: il Nanì sauvignon blanc in purezza che all’olfatto ha un varietale per nulla invadente, dai profumi quasi sussurrati e che si esprime deciso, diretto, teso.

E poi Pirro e Tito le due facce della stessa medaglia, merlot in purezza il primo, uvaggio a base di cabernet sauvignon il secondo, ambedue affinati in parte in botti di rovere.

Tutti e tre i vini sono tenuti assieme da un filo conduttore preciso: l’essenzialità e la contemporaneità. Sono vini che sanno osare e sperimentare, che si prestano a una beva sciolta, abbassando anche le temperature di servizio per essere proposti in ogni stagione anche su piatti variegati e non convenzionali.

Ufficio stampa di Tenuta Villa Rovere è l’Agenzia PrimaPagina

A Matteo Salbaroli del Ristorante L’Acciuga di Ravenna il Dire, Fare, Sognare

Matteo Salbaroli del Ristorante L’Acciuga sul tetto della ristorazione ravennate. A lui va la settima edizione del premio “Dire, Fare, Sognare”, riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna. Unico ravennate premiato, il suo nome è stato scelto da tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista Enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista enogastronomica).

Questa la motivazione del premio: “Per l’ottima cucina di pesce, caratterizzata da uno stile originale, sempre rispettoso del prodotto.”

Promosso da Partesa, il riconoscimento “Dire, Fare, Sognare” viene assegnato a coloro che hanno fatto della cultura del cibo e del vino il loro tratto distintivo. La giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno 2018 alle 10,30 al Teatro Verdi di Cesena.

Nelle passate edizioni del ravennate sono stati premiati Vincenzo Cammerucci Ristorante Camì, Marco Cavallucci La Frasca di Milano Marittima, Remo Camurani Camurani di Faenza, Fabrizio Mantovani di FM di Faenza, Fabrizio Bagnara e Luigi Beretta pizzeria Pummà di Milano Marittima, Mattia Borroni Alexander Ravenna, Irvin Zannoni Capannina.

Matteo Salbaroli racconta L’Acciuga
“Dopo varie esperienze all’estero e in Italia, scelgo di iniziare una mia personale avventura nella mia città natale con l’intenzione di dar vita a un ristorante che rispecchi il mio modo di lavorare: onesto, semplice e limpido. Niente accostamenti azzardati nei piatti, ma tanta voglia di far parlare la materia prima cercando di modificarla il meno possibile. Per questo ringrazio Vincenzo Camerucci, perché in poco tempo mi ha insegnato il valore della semplicità e della pulizia dei sapori dei piatti.

L’Acciuga Osteria apre nel novembre 2011.

Dall’ingresso-boccaporto, si entra nel cuore di un sottomarino, arredato con oblò e salvagenti per creare l’illusione di un luogo sospeso, lontano da tutto, dove viaggiare in profondità per il mare. Da questo luogo, affascinante come il Nautilus, porto avanti la mia idea di cucina, coerentemente, giorno dopo giorno: prodotti freschissimi, piatti onesti dove non manca la ricerca ma che non perdono mai di vista il gusto, la soddisfazione del cliente”.

Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra i ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le provincie dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverso si sono distinti in promozione della cultura enogastronomica della nostra Regione. Quest’anno il premio sarà assegnato ad Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristornate Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso ristorante San Domenico di Imola, celebre per una carta dei vini di 2.400 etichette da tutto il mondo; verdiana Gordini Presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi delle cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista –cantore- della cucina parmense.

Ufficio stampa di Dire, Fare, Sognare è l’Agenzia PrimaPagina

Il Comitato Macfrut al lavoro per l’edizione 2019

A poche settimane dalla fine della 35°edizione di Macfrut, è tempo di fare una analisi della fiera appena alle spalle e delineare le strategie future insieme agli operatori del settore per una migliore organizzazione dell’edizione 2019 (8-10 maggio).

Con questi obiettivi si riunisce il Comitato Macfrut giovedì 7 giugno alle ore 17 a Cesena Fiera, aperto a tutti gli espositori della edizione 2018 della manifestazione che vogliono contribuire, con i propri suggerimenti, al miglioramento della fiera internazionale dell’ortofrutta.

Chi vuole prendere parte al Comitato del 7 giugno è invitato ad inviare una mail a Luigi Bianchi luigi.bianchi@cesenafiera.comentro e non oltre martedì 5 giugno.

Ufficio stampa di Macfrut è Agenzia PrimaPagina

A Cucina Bacilieri di Ferrara il “Dire, Fare, Sognare”

Cucina Bacilileri sul tetto della cucina ferrarese. Al ristorante guidato da Michele Bacilieri va il “Dire, Fare, Sognare”, riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna giunto alla sua settima edizione. Unico ferrarese premiato, la scelta è stata fatta da tre illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica), e Alessandra Meldolesi (giornalista enograstronomica).

Questa la motivazione del premio: “Perché da anni Cucina Bacilieri rappresenta un approdo sicuro per ferraresi, ancorato a una materia prima prevalentemente locale”.

Promosso da Partesa, il riconoscimento “Dire, Fare, Sognare” viene assegnato a coloro che hanno fatto della cultura del cibo e del vino il loro tratto distintivo. La giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno 2018 alle 10.30 al Teatro Verdi di Cesena.

Nelle passate edizioni di ‘Dire Fare Sognare’ del ferrarese sono stati premiati: la famiglia Bison del Ristorante La Zanzara (Codigoro); Marco Merighi del Don Giovanni (Ferrara); Francesco Gardinali Antico Giardino (Ferrara); Maria Grazia e Pierluigi Soncini de La Capanna di Eraclio (Codigoro); Marco Boni e Mirco Raimondi della Offelleria Rizzati (Ferrara), Adalberto Migliari del ristorante La Chiocciola (Portomaggiore), Trattoria La Rosa di Sant’Agostino (Ferrara), Martina Mosco del Ristorante Apelle a Ferrara, Ido Migliaripremio speciale alla Carriera, Saro Mantarro del Soprasso

Cucina Bacilieri e il suo “cuoco”
Cucina Bacilieri nasce dall’evoluzione di un progetto di ricerca e degustazione gastronomica che unisce la cucina della tradizione emiliana e ferrarese alle idee di cucina alternativa dello chef Michele Bacilieri a Ferrara. L’atmosfera intima profuma della passione dello chef e della sua brigata in un ambiente di 10 tavoli, dove assaporare con tutti i sensi.

A Michele Bacilieri la parola Chef non piace, lui stesso ama definirsi “il Cuoco” e rappresenta l’anima del Ristorante.

Dopo studi orientati al mondo della ristorazione ha militato in alcune brigate eccellenti, per poi approdare in questo ristorante dove curava integralmente la cucina, fino a prendere le redini del locale stesso. In questi anni è maturato e la sua cucina si è evoluta grazie alla passione che lo guida, alla grande conoscenza delle materie prime ed al rispetto di queste, senza mai dimenticare la tradizione culinaria che lo ha portato fino a qui.

Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra i ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le provincie dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverso si sono distinti in promozione della cultura enogastronomica della nostra Regione. Quest’anno il premio sarà assegnato ad Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristornate Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso ristorante San Domenico di Imola, celebre per una carta dei vini di 2.400 etichette da tutto il mondo; verdiana Gordini Presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi delle cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista –cantore- della cucina parmense.

Ufficio stampa di Dire, Fare, Sognare è l’Agenzia PrimaPagina