Al Ristorante Terre Alte di Longiano il Premio Dire, Fare, Sognare

Riconoscimento di prestigio per Terre Alte di Longiano eletto migliore ristorante del cesenate 2018, premiato nella settima edizione del “Dire, Fare, Sognare”. A scegliere il suo nome una giuria composta da tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista Enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista enogastronomica).

Promosso da Partesa, il premio è un riconoscimento ai protagonisti della cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna. La giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno prossimo alle 10,30 al Teatro Verdi di Cesena.

Questa la motivazione del premio: “Per aver portato il miglior pesce in collina esaltandolo con una cantina di pregio”.

Terre Alte di Longiano
Terre Alte è oggi un’icona nel mondo dei gourmet e di tutti gli appassionati della cucina di sostanza. Un ristorante dove il pesce regna sovrano. Michele Casalboni e Francesca Pirini lo gestiscono dal 2002, guidati dalla passione e l’amore per la qualità e l’eccellenza. Ma nulla avviene per caso e la qualità si costruisce giorno per giorno. Michele tutte le mattine si reca al mercato ittico di Cesenatico e acquista, contratta e decide per il miglior pescato. Uno staff di professionisti, sobri ed eleganti allo stesso tempo, si occupano della cena, creando un evento unico ed indimenticabile.

Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra i ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le provincie dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverso si sono distinti in promozione della cultura enogastronomica della nostra Regione. Quest’anno il premio sarà assegnato ad Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristornate Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso ristorante San Domenico di Imola, celebre per una carta dei vini di 2.400 etichette da tutto il mondo; verdiana Gordini Presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi delle cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista cantore della cucina parmense.

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‘Nocini a confronto 2018’

Nocino di produzione casalinga che passione. Ritorna per il decimo anno di fila “Nocini a confronto” nell’ambito della Festa Artusiana 2018. Organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier Romagna, in collaborazione con il Comune di Forlimpopoli, Casa Artusi e l’Istituto Alberghiero ‘Pellegrino Artusi’ di Forlimpopoli, l’iniziativa è riservata ai produttori casalinghi di nocino. Altra condizione per partecipare: risiedere nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e nel comune di Imola. Al di fuori di questi territori, saranno ammessi massimo 10 campioni per provincia o Compagnia di Nocino di riferimento.

I campioni (250 grammi) devono essere consegnati entro l’11 giugno 2018 a Casa Artusi a Forlimpopoli. La giuria sarà composta da cinque membri, proposti dall’AIS Romagna ed esperti degustatori di nocino, che valuteranno i cinque campioni arrivati in finale.

I primi 5 classificati partecipano alla selezione finale con premiazione. La consegna dei premi Noce d’oro, d’argento e di bronzo e Premio Speciale Nocino Romagnolo è in programma domenica 1 luglio 2018 nel corso della prossima edizione della Festa Artusiana (23 giugno-1 luglio 2018).

Info: www.casartusi.it

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A Daniele Cernilli il Premio Nazionale Galvanina al Giornalismo

 Da aspirante filosofo a “teoretico” del vino. Percorso decisamente ante litteram per Daniele Cernilli, Premio Galvanina al Giornalismo, tributo che gli sarà consegnato al Festival della Cucina Italiana a Pesaro (14-17 giungo). Il suo percorso affonda le radici nell’anno di grazia del 1986, quando insieme a un altro visionario, Stefano Bonilli, decide di fondare il Gambero Rosso. È l’inizio di un tourbillon di iniziative sul mondo del cibo e del vino che ancora oggi lo vedono protagonista, tra guide, libri, riviste sino ad arrivare alla testata doctorWine.it di cui è direttore.

Il Premio al Giornalismo 2018 gli viene assegnato per “l’indiscutibile grande competenza e l’autorevolezza del suo ruolo nel mondo del vino”.

Il Premio Nazionale Galvanina è uno dei riconoscimenti più rilevanti nel panorama enogastronomico nazionale. Suddiviso in sei sezioni (Cultura, Cucina, Vino, Giornalismo, Imprenditoria, Cuore), negli anni passati è stato assegnato a personalità dello spessore, per citare alcuni nomi, di Tonino Guerra, Gualtiero Marchesi, Vittorio Sgarbi, Pierluigi Celli, Carlo Cracco e tanti altri.

Nella sezione al giornalismo a Luigi Cremona (2010), Bruno Gambacorta (2011), Anna Scafuri (2012), Gioacchino Bonsignore (2013), Fede e Tinto (2014), Andrea Scanzi (2015), Carlo Cambi (2016), Davide Paolini (2017).

Chi è Daniele Cernilli
È il direttore responsabile di DoctorWine nonché il direttore-curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia by DoctorWine. Laureato in Filosofia, ha insegnato storia e letteratura per poi trasformare il suo amore per cibo e vino nella sua professione. Giornalista professionista, collabora regolarmente con diverse testate giornalistiche oltre ad aver pubblicato libri tecnici di divulgazione, di degustazione e analisi dei vini. È autore, tra gli altri, del libro Memorie di un degustatore di vino (Einaudi 2006), cronistoria dei suoi primi 25 anni di degustazioni con giudizi sui vini italiani e stranieri, e più recentemente di Vitigni del mondo (La Conchiglia 2012) in collaborazione con Dario Cappelloni, il catalogo di uve da vino più ampio mai realizzato finora in Italia. Nel 2014 hanno visto la luce due ulteriori pubblicazioni: il libro, uscito in libreria ad Aprile 2014, I racconti (e i consigli) di DoctorWine, edito da Einaudi, e la Guida essenziale ai vini d’Italia, edita da Mondadori, realizzata con la collaborazione dei degustatori di DoctorWine.

Nel suo passato, è stato cofondatore del Gambero Rosso nel 1986, curatore della Guida dei Vini d’Italia per 24 edizioni, direttore del magazine Gambero Rosso, personaggio televisivo alla guida del Gambero Rosso Channel, docente ai corsi professionali alla Città del Gusto di Roma nonché ai corsi di degustazione e analisi sensoriale dell’Associazione Italiana Sommelier.

Ha vinto diversi premi per il suo contributo alla diffusione della cultura enogastronomica tra cui la targa d’Oro dell’Associazione Enotecnici nel 1999 ed è stato incluso nella classifica di Decanter tra le 50 persone più influenti nel mondo del vino (2007-2008-2009).

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioachino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioni di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.

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Alla Locanda del Gusto di Castelvetro Piacentino il Dire, fare, sognare

“Semplicità curata”. Così una celebre guida ha definito la Locanda del Gusto di Castelvetro Piacentino. Quella cura dei dettagli che ha portato il locale a ricevere la settima edizione del “Dire Fare Sognare”, riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna giunto alla settima edizione.

A scegliere la Locanda del Gusto una giuria indipendente composta da tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale:Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica).

Promosso da Partesa, la giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno 2018 alle 10,30 al Teatro Verdi a Cesena.

Emblematica la motivazione della giuria: “Per la passione che anima e mette d’accordo entrambi i cuochi, sempre impegnati a curare e migliorare ogni dettaglio sia che si parli di pizza gourmet sia che si tratti di cucina mediterranea”.

Nelle passate edizioni del piacentino “Dire Fare Sognare” ha premiato: Isa Mazzocchi del Ristorante La Palta, Daniele Repetti Ristorante Nido del Picchio; Carla Aradelli Ristorante Riva; Giacomo Pavesi Osteria Santo Stefano, Filippo Chiappini Dattilo dell’Antica Osteria del Teatro; Claudio Cesana di Relais Cascina; Renato Besenzoni del Ristorante da Giovanni a Cortina di Alseno; Michele Balocchi de La Dispensa dei Balocchi a Piacenza.

La Locanda del Gusto
Il locale nasce dalle affinità di due chef, dalla loro condivisione di esperienze in ristoranti stellati e in più parti del mondo. Francesco Donnarumma, un’esperienza come chef a Il Principe di Pompei e ai Quattro Passi di Massa Lubrense, è stato chef a I Balocchi di Fiorenzuola d’Arda prima di dar vita nel 2014 alla Locanda del Gusto con Massimiliano Barbato che, tra le molteplici esperienze all’estero (a Parigi a Il Carpaccio di Paracucchi, a New York da Tony May) vanta quella di aver gestito le cucine della Corte Reale di Giordania per la regina Rania e famiglia.
La filosofia de La Locanda del Gusto sono prodotti ricercati e di alta qualità, biologici e di stagione, e il continuo studio della lavorazione del lievito madre.

Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le province dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverse si sono distinti nella promozione della cultura enogastronomica della nostra regione. Quest’anno il premio sarà assegnato a Afro Lombardiuna vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo; Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense.

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Tripletta de La Ferramenta di Santarcangelo al “Dire, fare, sognare”

Per la prima volta in sette edizioni il “Dire Fare Sognare”, riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna, premia tre persone dello stesso locale. La “prima volta” è di Ferramenta di Santarcangelo, che a neanche da un anno dalla riapertura vede premiati Haxhiu Orges esperto nell’arte del sushi, Leonardo Rossetto in cucina, Domenico Fabozzi per la sua pizza gourmet.

A scegliere i loro nomi tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico),Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica).

La giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno 2018 alle 10,30 al Teatro Verdi a Cesena.

Promosso da Partesa, il “Dire Fare Sognare” omaggia personalità che con modalità diverse (ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori) si sono distinte nella promozione della cultura enogastronomica della nostra regione.

Nelle passate edizioni di ‘Dire Fare Sognare’, del riminese erano stati premiati: Gino Angelini (Riminese a Los Angeles), lo studioso PieroMeldini, Fratelli Raschi del Ristorante Guido (Miramare), Fausto Fratti Povero Diavolo (Torriana), Massimiliano Mussoni La Sangiovesa (Santarcangelo di Romagna), Rafaele Liuzzi Locanda Liuzzi (Cattolica), Silver Succi e Fabrizio Timpanaro (Quartopiano), Mariano Guardianelli e Camilla Corbeli (Abocar due cucine).

Diverse le motivazioni che hanno portato i giudici a questo verdetto. Per Haxhiu Orges “per aver reso accessibile e comprensibile l’arte giapponese del sushi, inserendola a pieno titolo anche nelle carte menu più tradizionali”. Nel caso di Leonardo Rossetto, “Per dedicarsi ogni giorno con amore e professionalità alla ricerca delle migliori espressioni della cucina italiana di prodotto”. Infine Domenico Fabozzi, “per essere l’emblema del cuoco/pizzaiolo in grado di trasformare una pizza in un grande piatto gourmet”.

Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le province dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverse si sono distinti nella promozione della cultura enogastronomica della nostra regione. Quest’anno il premio sarà assegnato a Afro Lombardiuna vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo; Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense.

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A Francesco Cioria il Premio speciale “Dire, fare, sognare”

Ha assaggiato migliaia di vini in tutto il mondo, da Sidney a Londra, passando per prestigiosi ristoranti d’Italia. Da quattro anni è il palato per eccellenza del San Domanico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette. Definire sommelier Francesco Cioria è persino riduttivo, classe 1988, irpino di origine, romagnolo d’adozione. Lunedì 4 giugno al Teatro Verdi a Cesena salirà sul palco per ritirare un prestigioso premio. È il “Dire Fare Sognare”, riconoscimento ai protagonisti della cultura del cibo e del vino dell’Emilia Romagna.

Promosso da Partesa e giunto alla settima edizione, il suo nome è stato scelto da tre tra le più qualificate firme del giornalismo enogastronomico: Andrea Grignaffini, Elsa Mazzolini e Alessandra Meldolesi.

Emblematica la motivazione del premio: “Per la capacità con cui governa una carta dei vini monumentale oltre alla sua impeccabile gestione di sala”.

La storia di Cioria è una storia di incroci, Irpinia e Romagna. “Due terre tanto lontane così vicine che hanno segnato radicalmente la mia persona – dice il sommelier del San Domenico – La passione, la testardaggine e le tradizioni dei piccoli borghi dell’appennino campano insieme all’arte dell’accoglienza, la passione e la leggerezza della Romagna mi spingono ogni giorno a dare il meglio di me stesso”.

Tra le sue esperienze più significative: la Posta vecchia relais & chateau 5 Stelle, Ristorante 1 stella a Ladispoli (Roma), Semplice Restaurant 1 stella Michelin (Londra), 40/30 restaurant at the Gherkin private member club, Pony restaurants group Brisbane/Sydney Australia.

Insieme a Cioria, a Cesena saranno premiati Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì;Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense.

“Dire Fare Sognare” non si limita solo ai quattro premi Speciali. Nel corso della giornata a Cesena assegna il riconoscimento a un operatore per ogni provincia emiliano romagnola, da Piacenza a Rimini, scelto tra ristoratori, baristi ed enotecari.

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A Marta in Cucina di Reggio Emilia Dire, fare, sognare

Va a Marta in cucina di Reggio Emilia il “Dire Fare Sognare”, riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna giunto alla settima edizione. Unico reggiano premiato, il nome è stato scelto da tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica) eAlessandra Meldolesi (giornalista gastronomica).

Emblematica la motivazione del premio: “Per la tenacia nel portare avanti una cucina contemporanea, che sa rileggere e omaggiare la tradizione, in una città conservatrice a tavola”.

Promosso da Partesa, il riconoscimento “Dire Fare Sognare” viene assegnato a coloro che hanno fatto della cultura del cibo e del vino il loro tratto distintivo. La giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno 2018 alle 10,30 al Teatro Verdi a Cesena.

Nelle passate edizioni del reggiano erano stati premiati: Marilena Braglia trattoria Ghiara; Gianni e Federico D’Amato e Fulvia Salvarani Caffè Arti e Mestieri; Giovanni Mandara Pizzeria Piedigrotta; Sabatino Sorrentino della Pizzeria Eco del Mare di Albinea;Osteria del Viandante a Rubiera; Antonio Torino del Ristorante Mamma Rosa; Locanda da Piera a Busana.

M in Cucina
Marta in Cucina nasce nel 2014 in Vicolo del Folletto, sede – fino ad allora – di una storica trattoria della città. Marta Scalabrini (in cucina) e Ivan Giglio (in sala) si incontrano nel 2011 a Firenze, al ristorante Ora d’Aria dello chef stellato Marco Stabile, e insieme a Luca Torsani (che viene da un’esperienza al Povero Diavolo di Torriana), mettono da parte le loro lauree in Comunicazione e Marketing, e Lettere e Filosofia per dedicarsi a questo progetto ristorativo che, come un compasso nautico puntato sulla tradizione, traccia un rotta che include e loro esperienze fatte fino ad oggi, insieme a luoghi inesplorati.

La combinazione che ne esce è una storia familiare con tratti di divagazione. I piatti sono pervasi di ingredienti del territorio ma soprattutto storie e usanze emiliane trattate a volte con timore reverenziale, a volte con un po’ di sana irriverenza, per mantenerle sempre vive come secondo le parole di Gustav Mahler per cui “la tradizione è la custodia del fuoco, non l’adorazione della cenere”.

Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le province dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverse si sono distinti nella promozione della cultura enogastronomica della nostra regione. Quest’anno il premio sarà assegnato aAfro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo; Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense.

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Mangiarsi le parole: le ricette degli scrittori presentate a Casa Artusi

Che tutti quanti ora parlino di cibo e cucina è un fatto risaputo. E un po’, ammettiamolo, rischia di venire a noia. Tuttavia esistono ancora aspetti interessanti e curiosi che vale la pena di illuminare e di portare alla ribalta di una discussione pubblica.

È il caso delle ricette scritte dagli scrittori che, invece di essere relegate al taccuino di cucina, sono state pubblicate e condivise coi lettori. 101 di queste “ricette d’autore” sono state raccolte e organizzate nel volume Mangiarsi le parole, a cura di Luca Clerici, docente di letteratura all’Università Statale di Milano, recentemente pubblicato presso l’editore Skira.

Tanti gli autori presenti nel libro, da Leonardo Sciascia a Dacia Maraini, da Alberto Moravia a Giuseppe Ungaretti, passando per Umberto Eco, Mario Soldati, Carlo Emilio Gadda e altri cui facciamo il torto di non citare e a quali chiediamo venia.

Dalla lettura si intuisce che esiste una dimensione “altra” che sfugge alla scrittura squisitamente prescrittiva propria di un testo come la ricetta; che si tratti di un ricordo o di un’esperienza di vita è forse questo qualcosa che attira gli scrittori a cimentarsi con un testo altrimenti liquidabile come “tecnico”. E che nelle ricette ci sia anche qualcos’altro ce lo ricorda anche un cuoco, intellettuale, come fu Gualtiero Marchesi in una sua celebre affermazione: “Nella ricetta c’è scritto tutto fuorché l’essenziale”.

Forse è questo “altro” che ha stimolato (e ancora lo fa) gli scrittori a raccontare di cucina. Di questo si parlerà nell’incontro Mangiarsi le parole che si svolgerà venerdì 25 maggio alle ore 21 a Casa Artusi, con gli interventi di Alberto Capatti, storico dell’alimentazione e di Antonio Tolo, responsabile della Biblioteca Comunale Artusi. A margine dell’incontro, una piccola esposizione bibliografica della raccolta di gastronomia della Biblioteca Artusi.

INGRESSO LIBERO
Mangiarsi le parole è un evento che fa parte della 4. edizione di Dove abitano le parole, l’iniziativa promossa dall’IBC (Istituto per i beni artistici culturali e naturale della Regione Emilia Romagna) per far conoscere le case e i luoghi degli scrittori in Emilia Romagna. L’articolato programma, dopo una prima parte svoltasi dal 18 al 20 maggio, si concluderà nel fine settimana dal 25 al 26 maggio.

Il programma completo è disponibile su:
http://ibc.regione.emilia-romagna.it/notizie/2018/dove-abitano-le-parole-scopriamo-le-case-e-i-luoghi-degli-scrittori-in-emilia-romagna-2018

Sold out nella serata “Marchesi” al Quartopiano

Cinque grandi firme della cucina hanno omaggiato la storia della gastronomia italiana: Gualtiero Marchesi. Serata sold out al Quartopiano a Rimini insieme agli allievi, oggi famosi, del grande Maestro: Gino Angelini da Los Angeles, Vincenzo Cammerucci da Cervia, gli stellati Marcello Fabbri da Weimar (Germania), Luigi Sartini da San Marino, Silver Succi, padrone di casa.

Di scena quattro piatti firmati, più il celebre “Riso, oro zafferano” realizzato dallo chef Succi sotto la direzione di Enrico Dandolo, segretario della Fondazione Marchesi: la celebre creazione è stata servita nel piatto originale e degustata con il cucchiaio d’oro, entrambi disegnati da Marchesi.

Parte dell’incasso della serata è andato alla Fondazione Gualtiero Marchesi, la quale ha annunciato il tour di una suggestiva Mostra di grandi foto dei piatti marchesiani che, partendo da Torino, toccherà varie metropoli nel mondo.

Dire, fare, sognare: tra i vincitori Marina Bersani di Archer

Va a Marina Bersani di Archer il “Dire Fare Sognare”, riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna giunto alla settima edizione, promosso da Partesa. Unica modenese premiata, il suo nome è stato scelto da tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica).

Emblematica la motivazione del premio: “Perché ‘Marina Bersani ha insegnato ai modenesi a bere’, come ha detto Massimo Bottura”.

Il riconoscimento “Dire Fare Sognare” viene assegnato a coloro che hanno fatto della cultura del cibo e del vino il loro tratto distintivo. La giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno 2018 alle 10,30 al Teatro Verdi a Cesena.

Nelle passate edizioni del modenese erano stati premiati Giuseppe Palmieri Osteria Francescana, Luca Marchini L’Erba del Re, Carlo Alberto Borsarini Lumira a Castelfranco Emilia, Antonio ed Elvira Previdi Osteria Entrà di Finale Emilia, Antonia Alice Meschi e Marco Ferrari Bortolini Osteria dei Sognatori di Modena, Paolo Reggiani Ristorante Laghi di Campogalliano, Stefano Corghi “Il luppolo e l’uva” di Modena, Bernardo Paladini Franceschetta 58.

Marina Bersani racconta Archer
“Il viaggio fin qua è stato lungo, accidentato e faticoso ma anche inevitabile e necessario. Da Castell’Arquato a Via Cesare Battisti a Modena son passati 25 anni, 15 kg, giornate infinite, bottiglie aperte e bicchieri versati, innumerevoli parole con conoscenti e sconosciuti, notti piccole e tante cose imparate.
Essere oste è diventato il mio mestiere a Modena, 18 anni dietro lo stesso bancone a raccontare il vino ma anche di me, una città intera da conoscere che guardava diffidente e poi mi ha un po’ adottato e che ho ricambiato con un’infinita riconoscenza e tanto affetto.
Ora da Archer sono a casa, è un piccolo posto dove vendo belle bottiglie, faccio qualche drink, vedo le persone stare bene.
Archer è un progetto tutto mio, dalla scelta del nome – tutti mi dicevano chiamalo “da Marina” – all’arredamento dove niente è comprato – tranne le sedie e l’attrezzatura- ma tutto è fatto da artigiani e su misura.
Ma non lo volevo, ero stanca e svogliata dopo tanti anni nel posto dove lavoravo prima, così un giorno mentre guardavo un film sul divano al paesello, mio padre forse preoccupato per il mio futuro mi chiede cos’è che ho intenzione di fare.
Rispondo che non so, sono confusa e demotivata, voglio non far niente per un po’ e poi forse a primavera vado a cercar lavoro da qualcuno, mi sentivo come Kevin Spacey in quel film in cui chiede: “il lavoro con meno responsabilità che esista”.
Mio padre mi guarda e scuote la testa, è un contadino e allevatore e non ha mai avuto un giorno libero per 45 anni, nella stalla due volte al giorno tutti i giorni e poi la campagna a tagliar fieno e mietere grano.
Cosi mi dice in dialetto piacentino: non vorrai andare a lavorare ‘sotto padrone’ alla tua età! È stato di grande stimolo, ho capito che avevo dentro di me ancora tanti progetti e un poco di resistenza fisica, ho fatto Archer che cresce e ci tiene compagnia e spero presto farò ancora una cosa nuova, se ci riesco, poi basta, vado in pensione anch’io”.

Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le province dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverse si sono distinti nella promozione della cultura enogastronomica della nostra regione. Quest’anno il premio sarà assegnato a Afro Lombardiuna vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo; Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense.

Ufficio stampa di Dire, Fare, Sognare è l’Agenzia PrimaPagina