Comunicare in periodi di crisi: il lavoro di PrimaPagina durante il Covid19

Esercizi commerciali chiusi, produzione in parte bloccata, turismo fermo. Lo scenario inedito che l’emergenza sanitaria da Covid19 ci ha posto di fronte ha aperto importanti interrogativi anche dal punto di vista della comunicazione, soprattutto in settori dal futuro ancora incerto, come quelli del turismo e dell’enogastronomia.

Se da un lato tagliare quanto più possibile i costi spingerebbe e mettere in pausa campagne promozionali e di marketing, dall’altro sappiamo che mai come in questo momento esserci sul web è l’unica strada percorribile.

Durante il lockdown i social media si sono rivelati, infatti, il mezzo di comunicazione più importante, affiancato da un’esplosione di piattaforme, più o meno nuove, che ci hanno costretti ad una frettolosa digitalizzazione dei nostri stili di vita, dallo smart working all’homeschooling, passando per webinar e un fitto palinsesto di dirette instagram e facebook per tutti i gusti.

Le misure di contenimento del contagio hanno avuto come primo, prevedibile, effetto una maggiore presenza del pubblico online. L’informazione, l’intrattenimento e la comunicazione tra e degli utenti è passata soprattutto per internet, con un boom di persone connesse e attive sui social che non necessariamente perderanno le nuove abitudini digitali acquisite.

Vietato, dunque, disconnettersi. La miglior e forse unica risposta in termini di digital marketing, è un aggiornamento costante dei propri canali social, con messaggi calibrati al momento che stiamo vivendo, ma che riescano anche a proiettarsi nel prossimo futuro, riportando alla mente dell’utente la bellezza del nostro territorio o la forza del nostro brand, mostrandone il lato umano e quel “noi” inclusivo che nei mesi di lockdown ci ha fatto sentire meno soli.

 

Questo è quello che anche noi di PrimaPagina abbiamo fatto e continuiamo a fare sui canali social che gestiamo, continuando a parlare di quello che conosciamo bene e mettendo in piedi uno storytelling che ruota intorno ad un unico messaggio: noi ci siamo.

Lo abbiamo fatto intensificando l’informazione sul mondo del cibo e del vino regionale che passa attraverso i canali digital di Emiliaromagnavini.it: news sul sito, newsletter settimanale, post sul blog e una nuova rubrica per farci raccontare la quarantena di diversi personaggi dell’enogastronomia regionale.

Lo abbiamo fatto con i canali social de “La Romagna dello Spungone”, facendo conoscere curiosità e bellezza di luoghi che diventeranno il fulcro di un turismo di prossimità che conoscerà un’impennata nell’estate che ci prepariamo a vivere. Lo abbiamo fatto, infine, con il Club dei Bianchi In Romagna, progetto di promozione dei vitigni autoctoni romagnoli a bacca bianca che riunisce undici cantine del territorio. Nonostante lo stop del canale ho.re.ca., abbiamo continuato a parlare di vino con video di presentazione delle cantine, approfondimenti sui vitigni e degustazioni, in partnership con il settimanale faentino Settesere, mettendo quindi insieme una campagna crossmediale tra un media antico, come quello della carta stampata, e uno nuovo, rappresentato da Facebook.

La comunicazione non si è mai fermata, esserci, oggi più che mai, è un imperativo categorico.

Comunicare l’enogastronomia in tempo di lockdown

Comunicare l’enogastronomia in tempo di lockdown. Una sfida che a PrimaPagina abbiamo accettato potenziando gli strumenti virtuali. Dal portale emiliaromagnavini.it mai così ricco di immagini, video e notizie, attivati anche grazie alla collaborazione con due pezzi da novanta come CheftoChef l’Associazione dei cuochi stellati dell’Emilia Romagna, e Casa Artusi, alla newsletter settimanale seguitissima dalla tribù degli enogastronauti che fa riferimento ai social network collegati a Emilia Romagna da Bere e da Mangiare, fino a Via Emilia Wine&Food, l’App sull’enogastronomia regionale oggi arricchita di una nuova sezione dedicata alle ricette gourmet.

Con oltre 1000 vini raccontati e descritti, 300 cantine, i prodotti tipici mappati, itinerari eventi e offerte dedicate al wine&food, l’App da metà aprile racconta l’arte degli chef emilianoromagnoli. L’elenco delle ricette è suddiviso per categoria (antipasti, primi piatti, secondi piatti e dessert) ed è consultabile attraverso un menù a tendina accessibile direttamente dall’homepage dell’App. A fare da contorno la galleria degli chef con le foto e i profili dei cuochi. Ogni ricetta (pubblicata nella sezione italiana e nella sezione inglese dell’App) è corredata da foto, ingredienti, grado di difficoltà, descrizione della preparazione. Scaricabile gratuitamente da Apple store e Google play, Via Emilia Wine&Foofd oggi più che mai diventa un’indispensabile bussola per chi vuole vivere l’esperienza di una delle cucine migliori del mondo.

Forum Young si fa in tre

Cesena (09 maggio 2020) – Forum Young, il progetto nato lo scorso anno con l’obiettivo di creare dialogo e sinergie fra le generazioni emergenti e il territorio, diventa un “sistema”. Il progetto di insieme, infatti, si fa in tre, strutturandosi in vero e proprio Young System attraverso tre momenti e strumenti: Osservatorio Young, dati e informazioni raccolti direttamente dai giovani; Young Tables, incontri digitali itineranti in Romagna e oltre; Forum Young Talk, l’incontro finale che completa il percorso annuale di confronti, ispirazioni, dialogo lo scorso anno ospitato a Cesena Fiera.

I protagonisti del progetto sono sempre i giovani inclusi fra i 23 e i 38 anni, le Generazioni Millennials e Zed. in dialogo con loro i protagonisti dell’economia, dell’innovazione, della ricerca, della formazione, dell’agroalimentare, delle arti e creatività, dello sport e del benessere. L’obiettivo è quello di creare un sistema di condivisione, confronto e crescita con lo sguardo rivolto al futuro del territorio in chiave professionale.

Come anticipato, Forum Young si fa in tre.

Osservatorio.
Partiamo dall’’Osservatorio Young. Lanciato al termine della prima edizione di Forum Young a Cesena Fiera, l’Osservatorio raccoglie e mette in rete un insieme di informazioni (dati, trend, analisi, studi) sui giovani tra i 23 e i 38 anni, attraverso sondaggi e indagini in cui sono loro stessi a rispondere, per farne un grande “spazio documento” sulle tendenze in atto nel territorio. Una grande stanza digitale che analizza ed elabora mappe e valori che esprimono il sentiment di queste generazioni sui temi esaminati. Un luogo dove confluiscono dati, continuamente aggiornato anche grazie ai sondaggi sempre attivi sul sito (https://www.forumyoung.it/survey) e sui canali social. Tra i temi analizzati: le difficoltà dei Millennials e della Generazione Z nel mondo del lavoro, come i giovani vivono la scuola, quale futuro si aspettano in una società in costante evoluzione, come hanno vissuto l’esperienza del lockdown.

I dati così raccolti consentono inoltre di definire i territori di interesse e dibattito per i momenti ‘live’, le Young Tables e il Forum Young annuale.

Young Tables
Mentre l’Osservatorio, sempre operativo, raccoglie i dati, i temi di interesse emersi vengono affrontati nelle Young Tables. Seconda novità del progetto, si tratta di tavoli digitali aperti a gruppi di Millennials e Z Gen di tutta Italia ma con focus territoriali: Faenza, Forlì, Cesena e Rimini, Ravenna e Bologna, Roma e Firenze. Stimolati da video-domande poste da imprenditori e opinion leader del territorio, i giovani talenti condivideranno le proprie valutazioni, risposte, riflessioni: le più smart saranno la traccia degli eventi annuali. Il progetto nelle varie tappe coinvolgerà l’Università di Bologna, Enti di Ricerca, incubatori territoriali e tante altre realtà.

Il primo Young Tables sarà su Faenza il prossimo 27 maggio dalle 15,00 alle 17,00, dove si uniscono interessi e partecipazione di imprese private con pubblica amministrazione (Comune di Faenza) e Associazioni di riferimento come Contamination Lab, lavoratori ed Enti specializzati.

Per registrarsi https://www.forumyoung.it/tables/faenza/

 

Evento annuale
Raccolti i dati dell’Osservatorio, completata la road map delle Young Tables, il percorso trova il suo compimento finale nel Forum Young Talk, l’evento annuale confermato per il 27 novembre 2020.

Forum Young è un progetto di Pleiadi International, Agenzia di Comunicazione integrata, e GereBros Live Communications.

Main partners: Bartoletti e Cicognani e Visualitica

Di Rocca in Rocca – La Romagna dello Spungone

DCIM100MEDIADJI_0393.JPG

L’estate 2020 sarà l’estate della Romagna dello Spungone? Noi ci contiamo: il territorio compreso fra i comuni di Bertinoro, Meldola, Castrocaro Terme e Predappio e attraversato dalla dorsale rocciosa dello Spungone (la particolare roccia originata da una barriera corallina presente in quest’area 3 milioni di anni fa) può rappresentare un’ottima opzione per concedersi una vacanza anche in questo particolare e complicato periodo, in cui i modelli tipici del turismo di massa sono ‘congelati’.

Borghi slow, paesaggi naturali, luoghi storici di grande suggestione, un’enogastronomia
d’eccellenza fanno da cornice a un ampio ventaglio di itinerari pensati appositamente per gli appassionati di bike e trek. Sicuramente questa formula che mixa attività fisica, territorio e natura sarà una di quelle con più possibilità di successo nella prossima stagione turistica.

La messa a punto di questi itinerari rappresenta una delle azioni principali del progetto di marketing territoriale “Di Rocca in Rocca – La Romagna dello Spungone”, sviluppato da PrimaPagina fra agosto e dicembre 2019. Il progetto è stato lanciato dai quattro Comuni e sostenuto dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, con l’obiettivo di costruire un brand immediatamente riconoscibile e promuovere con più forza questa parte del territorio romagnolo, in modo da inserirsi più efficacemente nell’offerta integrata di Visit Romagna.

PrimaPagina, di concerto con i committenti, ha realizzato varie iniziative per raccontare e promuovere questa parte di Romagna: interventi di comunicazione rivolti ai media tradizionali e ai new media, sia generalisti che specializzati, strumenti online e offline per incentivare l’incoming e guidare i visitatori sul territori, incontri con gli operatori economici e gli stakeholder, considerati primi testimonial del territorio, narrazione diretta del territorio attraverso i principali canali social (Facebook, Instagram).
E ancora oggi continuiamo a raccontare virtualmente la Romagna dello Spungone e i suoi itinerari sui social, in attesa di farlo sul campo.

La Ripartenza e il ruolo della cooperazione

Il momento che viviamo, come tutti i periodi di transizione, comporta sacrifici,
difficoltà ma anche opportunità. Le sapranno cogliere coloro che saranno in
grado di definire e intercettare prima di altri le necessità e i bisogni che la nuova
situazione genererà. Fin da ora si può affermare con certezza che la società che
ci troveremo di fronte sarà caratterizzata da tre condizioni.
La prima: la profonda incertezza nella quale si muoveranno le persone e
opereranno le imprese, almeno fino al vaccino. In questo contesto le
associazioni di rappresentanza datoriale potranno, se in grado di farlo,
costituire riferimento indispensabile per la platea dei soci, ben più che nel
recente passato. Va ricordato che l’associazionismo datoriale italiano ha avuto
due momenti di grande sviluppo, iniziativa e innovazione: nel periodo della
ricostruzione post bellica e all’indomani di “tangentopoli”, con la improvvisa
scomparsa dei riferimenti politici e sociali cui i cittadini e gli imprenditori erano
da decenni soliti affidarsi.
La seconda: la radicale modificazione degli orari e delle modalità del lavoro
e della organizzazione sociale e, di conseguenza, dei trasporti e della mobilità..
Duttilità, adattamento, intercambiabilità, disponibilità costituiranno valore
aggiunto. Sono, queste ultime, caratteristiche puntuali determinanti la
resilienza della cooperazione, non sempre presenti, invece, in altre
aggregazioni o forme d’impresa.
La terza: il rilancio della dimensione di prossimità. Ciò avverrà non solo per la
difficoltà di muoversi e viaggiare ma anche per una scelta culturale delle persone
e della classe politico-dirigente. La dimensione localistica della organizzazione
sociale favorirà la cooperazione che, per definizione, ne promuove i valori.

Siamo Ripartiti
Le comunità sociali ed economiche stanno riprendendo il proprio cammino.
Oggi sappiamo che il virus esprime la propria letalità soprattutto nei confronti di una parte limitata della umanità. La larga maggioranza delle persone, anche se
colpite dal morbo, sopravvivono. Anche nella nostra Provincia le cose stanno
andando così. Un discorso a parte riguarda le case per anziani, rivelatesi
autentici focolai del virus. Sul modello delle case per anziani la cooperazione,
che vanta consolidata esperienza nel settore, è chiamata urgentemente a
interrogarsi in modo da essere pronta alle novità che la normativa e il sentire
comune imporranno nel breve-medio termine. Contemporaneamente abbiamo
registrato la complessiva tenuta dei baluardi sociali e del senso di responsabilità
collettivo, sostenuto anche da una ramificazione virtuosa di solidarietà e
volontariato. Ha mostrato tutti i suoi limiti, invece, l’idea di salute pubblica
affidata quasi esclusivamente alle massive strutture ospedaliere a scapito della
medicina di territorio e prossimità, negli ultimi due decenni erroneamente
catalogata come desueta. Solidarietà, volontariato, idea di comunità, tipici della
cooperazione, andranno verso un rilancio e una nuova definizione di compiti. Il
rilancio del terzo settore, sotto il profilo delle risorse pubbliche e private che
potrà intercettare, è prevedibile. In tale contesto va osservato attentamente
anche l’eccezionale risultato raggiunto dalle iniziative di raccolta fondi
promosse in questo periodo a favore di onlus, etc. Un tema che andrebbe
approfondito da parte dell’associazionismo cooperativo, che potrebbe ravvisare
nel fundraising un possibile sbocco operativo.

Il compito di Confcooperative
Con la riapertura di molte attività economiche e il ritorno allo spostamento delle
persone e dei mezzi in Emilia Romagna occorre fare il punto con un quadro
normativo estremamente articolato. Primo compito di Confcooperative è
dunque quello di mettere a disposizione delle imprese un quadro puntuale e
un servizio di riferimento, utilizzando sempre più gli strumenti di
comunicazione in remoto, ai quali le stesse cooperative devono abituarsi. Tale
servizio va messo a punto anche attraverso un più puntuale e continuativo
rapporto con gli enti pubblici territoriali, non solo quelli elettivi, rilanciando
così il ruolo di rappresentanza e intermediazione della Associazione. Puntando
sulla qualità e innovazione dei servizi offerti da Ceseco così come sulla
formazione professionale fornita da Irecoop anche attraverso piattaforme
certificate e strumenti inediti.
La fase di transizione sarà molto lunga, ci dobbiamo preparare a
cambiamenti epocali. Confcooperative deve abituarsi a pensare alle
prospettive della società civile ed economica in modo sistematico. Occorre

strutturarsi adeguatamente in termini di servizi, anche pensando ad attività di
analisi e formative incentrate sullo sviluppo delle capacità di leggere scenari,
delineare nuove esigenze sociali e, di conseguenza, nuove dinamiche aziendali.
Quali scenari e come si evolveranno? Qui di seguito ne elenchiamo alcuni, a
titolo esemplificativo e soffermandoci sul possibile ruolo della cooperazione.
Il settore industriale e l’impresa di grandi dimensioni con mercati di
riferimento vasti, dovranno da subito ridisegnare gli spazi interni, la logistica,
favorendo ulteriormente la sicurezza sui luoghi di lavoro. Dotandosi anche di
personale con competenze specifiche o promuovendo collaborazioni con
strutture esterne in grado di garantire servizi riferiti a sicurezza, salubrità,
assistenza sanitaria e psicologica. Parimenti, l’impresa di medie-grandi
dimensioni dovrà sviluppare il lavoro a distanza, potenziando la consulenza
tecnologica. Dovrà, visto il ridimensionamento del settore fieristico e della
possibilità di spostamento delle persone, aprire collaborazioni con gruppi di
lavoro in grado di fornire informazioni sulle procedure commerciali, sugli
scenari internazionali e di mercato interno, sulle normative. Gruppi di
lavoro che dovranno essere in grado di maneggiare con destrezza relazioni
lingue, tecnologie, procedure.
Dobbiamo tener presente che in Italia, nel corso della pandemia, gli home
workers sono passati da 570.000 a circa 8 milioni in meno di due mesi. Un
dato clamoroso, che fa riflettere sul fatto che difficilmente si tornerà indietro, in
futuro. E che ci esorta a regolarci di conseguenza.

Il settore sanitario vedrà, inutile spiegarne le ragioni, una decisa crescita. Con
una marcata tendenza, ribadita nei giorni scorsi dal Consiglio superiore di
Sanità, alla ricostruzione della medicina di territorio a scapito della
programmazione ospedaliera, all’interno della quale rimarrà soprattutto la
specialistica. La sanità pubblica potrebbe recuperare spazio rispetto a quella
privata se questa non sarà in grado di reagire con veemenza in termini di
innovazione. Nasceranno, o verranno potenziati, presidi territoriali e di
comunità che dovranno necessariamente giovarsi di nuove collaborazioni con
strutture in grado di garantire presenza in ambito sanitario, sociale, di
supporto psicologico e logistico alla famiglia e alla persona. Nuovi e corposi
investimenti verranno effettuati nel settore della ricerca, ne trarrà spinta il
settore farmaceutico. La distribuzione al dettaglio e all’ingrosso dei farmaci
andrà verso una riorganizzazione all’interno della quale potrà trovare spazio la cooperazione. Secondo ragionevoli previsioni la rinnovata attenzione alla salute
incentiverà la nascita di prodotti assicurativi specifici, consentendo un nuovo
posizionamento sul mercato a chi saprà muoversi con credibilità e tempestività.

Il settore turistico, inutile nasconderselo, andrà incontro a un periodo di grandi
difficoltà, con accentuazioni per il settore alberghiero e quello balneare. Le
difficoltà di muoversi sui mezzi di trasporto collettivo disincentiveranno viaggi e
trasferte. Difficile pensare, tuttavia, che si rinunci totalmente a fare nuove
esperienze. Le mete diverranno quasi certamente più prossime, con conseguente
valorizzazione delle specificità territoriali, ambientali, storiche e culturali. Se
cosi sarà, il settore non sarà presidiato esclusivamente dai tour operator, come è
stato in passato, concedendo spazio a chi saprà organizzare, territorialmente,
una offerta coordinata in grado di comprendere le variegate esperienze che la
Romagna può offrire al mare come in montagna.

Il settore commerciale, della distribuzione (assediato dal commercio on line, in
netta espansione) e della accoglienza (ristoranti, bar ecc.) è quello che
incontra le maggiori difficoltà, considerate soprattutto le tradizionali piccole
dimensioni (in senso fisico, di spazi ma anche di risorse finanziarie) delle
imprese del settore. Fatti salvi i settori che in questo periodo hanno visto
notevolmente aumentare i propri fatturati (alimentare, sanitario ecc.) gli altri
patiscono oggi le restrizioni normative e patiranno, nel prossimo futuro, il
cambiamento delle abitudini e la ricerca di sicurezza dei consumatori. Per un
periodo presumibilmente lungo. Purtroppo, molte piccole aziende non
sopporteranno un periodo tanto lungo. Si ridefinirà traumaticamente l’intero
comparto e non è al momento fuori pericolo neppure il settore dei grandi centri
commerciali realizzati in Romagna dagli anni novanta in poi, prevedendo essi
una forte concentrazione di persone in ambienti chiusi. Si apre dunque una
riflessione sulla possibile nuova organizzazione (la messa in rete e sinergia delle
esperienze, la realizzazione di gruppi d’acquisto, la distribuzione domiciliare di
prodotti e servizi) di un settore tanto vasto. Un cambiamento cui potrebbero
partecipare nuovi attori, anche in forma cooperativa.
Un ragionamento analogo vale vieppiù per il settore dell’intrattenimento e
della cultura (cinema, teatro, attività museale, spettacolo, musica, ballo, ecc.)
nei quali la cooperazione vanta solide esperienze pregresse. Quando, tra non
molto, la gente potrà muoversi, vorrà farlo verso mete culturali ed esperienziali
prossime, quelle di cui, come tutti sanno, la Romagna è ricca. Chi saprà
organizzarsi nel promuovere, organizzare, valorizzare, rendere compatibili ai

gusti del pubblico e alle regole di prudenza tali esperienze troverà senz’altro
utili sbocchi operativi.
La cooperazione in Romagna vanta storicamente esperienze straordinarie, sotto
il profilo organizzativo e di generare reddito, nel settore agroalimentare e
bancario. Le capacità d’analisi strategica degli uffici studi di quelle aziende è
senz’altro superiore a quella di chi redige queste note e dunque suggerisce di
non occuparsene. Di certo, tuttavia, il rinnovato localismo di cui s’è parlato più
sopra non potrà che trovare nutrimento in quelle espressioni aziendali
cooperative che da tali principi trassero origine e che su tali principi hanno
costantemente esercitato la propria specificità e differenza.

Emiliaromagnavini.it una piattaforma comunicativa nel wine&food

di Filippo Fabbri

Se #iorestoacasa rimane come principio ma con obblighi meno stringenti, è giunto il momento di tirare le somme anche per noi. Non certo su chi è rimasto a casa e ha fatto il proprio dovere, e chi invece non ha rispettato gli obblighi. No, il bilancio lo facciamo alla nostra rubrica #iorestoacasa e ti consiglio sul sito www.emiliaromagnavini.it curato della nostra redazione wine&food.

Aperta il 20 marzo scorso, la rubrica ha ospitato 23 protagonisti della scena del cibo e del vino della nostra regione. Esperti sommelier, enologi, giornalisti, blogger… insomma un insieme di opinion leader (in gergo stakeholder) che ruotano attorno a un settore cardine della nostra società ed economia, quello del wine&food.

Il risultato di pubblico è stato strabiliante, persino anche per noi. Lungi dall’autoincensarsi, non è nel nostro stile, la risposta degli appassionati che hanno seguito le interviste ci ha lasciato basiti. I numeri di google analytics ci dicono che in 40 giorni gli utenti sono stati 10.245 per 15.074 pagine visitate.

Non solo. Ci dicono anche che www.emiliaromagnavini.it è divenuto una piattaforma comunicativa del mondo del vino e del cibo a tutti gli effetti. Un sistema che conta su vari mezzi: il sito internet che fa da collettore, i diversi canali social (facebook, instagram e twitter), la newsletter con una mailing mirata di settore, la Guida che da 15 anni ospita le cantine della nostra regione, l’App a portata di smartphone.

Da anni sosteniamo che il mondo del cibo e del vino dell’Emilia Romagna necessita di una nuova narrazione fatta di storie inedite, linguaggio rinnovato, volti e voci troppo poco conosciuti. Noi cerchiamo di farlo attraverso il nostro portale, che unisce il rigore della professione giornalistica insieme ai nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione.

Se siete interessati a conoscerci scriveteci a redazione@emiliaromagnavini.it Saremo ben lieti di presentarci e ascoltare le vostre richieste.

Premio Pascoli di Poesia: scadenza prorogata al 15 maggio

San Mauro Pascoli (2 maggio 2020) – A causa dell’emergenza sanitaria, è stata prorogata al 15 maggio prossimo la scadenza del Premio Pascoli di poesia promosso da Sammauroindustria, l’associazione pubblico-privato che raggruppa i calzaturieri del paese di Giovanni Pascoli.

Invariate le due sezioni del Premio, in Lingua e Dialetto, entrambe del valore di 1500 euro. La sezione in Lingua, promossa da Romagna Banca è aperta alle opere edite non prima del 1 maggio 2018; quella in dialetto (con testo italiano a fronte), è aperta alle opere pubblicate non prima del 1 maggio 2018. Il termine ultimo di partecipazione, come anticipato, è il 15 maggio 2020. La partecipazione al concorso è gratuita. La premiazione avverrà nel corso di una serata pubblica in programma a San Mauro Pascoli, paese natale di Giovanni Pascoli, alla presenza (obbligatoria) dei vincitori.

La giuria che vaglia i lavori è composta da cinque esperti e studiosi di letteratura: Daniela Baroncini (Università di Bologna, presidente della giuria), Franco Brevini (università di Bergamo e Milano), Gualtiero De Santi (università di Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista, poeta), Piero Meldini (scrittore).

Il concorso, giunto alla diciottesima edizione, è organizzato da Sammauroindustria, che raccoglie le principali aziende calzaturiere del distretto di San Mauro Pascoli (Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi), la scuola del Cercal e il Comune di San Mauro Pascoli. Il concorso è realizzato in collaborazione con Romagna Banca.

Il Premio Pascoli contempla anche un premio Internazionale alla carriera e un Premio all’Opera prima entrambi a discrezione della giuria.

Info: Associazione Sammauroindustria tel. 0541810124 oppure scaricare il bando sul sito www.sammauroindustria.com

 

Ufficio Stampa Agenzia PrimaPagina

 

“We are Italy”: Andy Luotto racconta al mondo l’Italia a tavola con Casa Artusi

 

Forlimpopoli (22 aprile 2020) – Immaginare tanti cuochi come un’orchestra. Gli spartiti sono quelli di due grandi: Pellegrino Artusi e Gioachino Rossini. Il primo “orchestra” le ricette, il secondo dà il tempo alla musica. A dirigere il tutto un cuoco sui generis, Andy Luotto, premio Marietta ad Honorem 2014, per il progetto “#WeareItaly” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (DGSP-MAECI) in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna (Settore Attività Culturali all’estero) e Casa Artusi. Il risultato è un video che racconta al mondo, sul travolgente crescendo rossiniano de La Gazza Ladra di Rossini, il “bello e il buono” dell’Italia a tavola, in nome di Pellegrino Artusi, nell’anno del bicentenario della nascita.

“Quando mi hanno proposto questo progetto mi son chiesto dove partire per raccontare la bellezza del nostro Paese – racconta Luotto – Il pensiero è andato a Pellegrino Artusi che ha guidato tutti, meglio di chiunque altro, nel più completo viaggio all’interno della cucina italiana, ed a Gioachino Rossini il più popolare, godereccio ed elegante compositore italiano. Hanno entrambi regalato felicità a tutto il mondo”.

Da qui il coinvolgimento di nomi di primo piano della cucina (e non solo) tutti disposti a mettere la faccia a questa iniziativa inviando un video “fatto in casa”: Iginio Massari, Gianfranco Pascucci, Alfonso Jaccarino, Claudio Sadler, Igles Corelli, Pietro Lehman, Fabio Campoli, Bruno Barbieri, Giorgione, Alessandro Ceci, Marisa Laurito, Antonella Ricci, Vinod Sookar, Federico Quaranta, Marco Valletta, Pasqualino Rossi, Nicola Savino, Beppe Salmeri, Berardino Lombardo, Lucio Pompili, Giuseppe del Sesto, Dino de Bellis, Rita Russino, Paolo Bertelli, Pietro Ratti, Giuseppe Demonte, Fabrizio Nonis, Michele di Carlo, Alessandro Cretella, Carlotta Ricciardelli, Maurizio Di Dio, Marco Fabbri, Antonio Coli’ Giovanni Crippa, Adriana De Lorenzis. Montaggio Francesco Paglioli in collegamento whats up, consulenza artistico-musicale M.o Natascia Chiarlo, coordinamento editoriale Maria Cristina Turchi responsabile del Settore Attività Culturali all’estero della Regione Emilia-Romagna.

Quattro giorni di passione e creatività hanno prodotto questo curioso sogno di Pellegrino Artusi.

Per guardare il video:
https://www.facebook.com/ItalyMFA.it/videos/701171820635926/

https://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/promozione-integrata-del-sistema/weareitaly/weareitaly.html

Inoltre per chi vuole conoscere di più di Artusi, anche con letture (l’autobiografia a cura di Denio Derni) e omaggi (Veronica Gonzales) inconsueti, può trovare diverse pillole su ArtusiCento, il canale YouTube di Casa Artusi.

 

Ufficio Stampa PrimaPagina

 

C’è tempo fino al 30 aprile per il Premio Pascoli

San Mauro Pascoli (8 aprile 2020) – C’è tempo fino al 30 aprile 2020 per prendere parte alla 18esima edizione del Premio Pascoli di Poesia. Definito il “Campiello della poesia”, in quanto promosso dagli industriali di San Mauro Pascoli riuniti nell’associazione Sammauroindustria, due sono le sezioni, in Lingua e Dialetto, entrambe del valore di 1500 euro.

La sezione in Lingua, promossa da Romagna Banca è aperta alle opere edite non prima del 1 maggio 2018; quella in dialetto (con testo italiano a fronte), è aperta alle opere pubblicate non prima del 1 maggio 2018. Il termine ultimo di partecipazione è il 30 aprile 2020. La partecipazione al concorso è gratuita. La premiazione avverrà nel corso di una serata pubblica in programma a San Mauro Pascoli alla presenza (obbligatoria) dei vincitori.

La giuria che vaglierà i lavori è composta da cinque esperti e studiosi di letteratura: Daniela Baroncini (Università di Bologna, presidente della giuria), Franco Brevini (università di Bergamo e Milano), Gualtiero De Santi (università di Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista, poeta), Piero Meldini (scrittore).

Il Premio è un riconoscimento degli illustri avendo annoverato tra i vincitori delle edizioni passate letterati dello spessore di Mario Luzi, Giovanni Giudici, Yves Bonnefoy, Adonis, Nelo Risi, Franco Loi, per citare alcuni nomi.

Il concorso, giunto alla diciottesima edizione, è organizzato da Sammauroindustria, che raccoglie le principali aziende calzaturiere del distretto di San Mauro Pascoli (Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini, Sergio Rossi), la scuola del Cercal e il Comune di San Mauro Pascoli. Il concorso è realizzato in collaborazione con Romagna Banca.

Il Premio Pascoli contempla anche un premio Internazionale alla carriera e un Premio all’Opera prima entrambi a discrezione della giuria.

Info: Associazione Sammauroindustria tel. 0541810124 oppure scaricare il bando sul sito www.sammauroindustria.com

Vincitori passate edizioni del Premio Pascoli
Nelle edizioni passate il premio Pascoli in Lingua italiana è stato assegnato a Nelo Risi (2001), Paolo Ruffilli (2002), Franco Buffoni (2003), Ennio Cavalli (2004), Cesare Viviani (2005), Pier Luigi Bacchini (2006), Gianni d’Elia (2007), Umberto Piersanti (2008), Jolanda Insana (2009), Luca Cesari (2010), Milo De Angelis (2011), Antonella Anedda (2012), Enrico Testa (2013), Sauro Albisani (2014), Luigi Fontanella (2015), Mariangela Gualtieri (2016), Giancarlo Pontiggia (2018).

Questi i vincitori nella sezioni Dialettale: Franco Loi (2001), Leo Maltoni (2002), Tolmino Baldassari (2003), Assunta Finiguerra (2004), Piero Marelli (2005), Gianni Fucci e Giovanni Nadiani (2006) ex aequo, Ettore Baraldi (2007), Achille Serrao (2008), Fabio Franzin (2009), Giuseppe Rosato (2010), Alfredo Panetta (2011), Claudio Grisancich (2012), Remigio Bertolino (2013), Pier Franco Uliana e Giacomo Vit ex aequo (2015), Angela Bonanno e premio speciale della giuria alla carriera a Gianni Fucci (2018).

Sezione Opera prima: Francesco Romanetti (2014), Stefano Casacca (2016).

 

Ufficio Stampa Agenzia PrimaPagina

Un ricettario per amico

Forlimpopoli (6 aprile 2020) – In questa obbligata permanenza a casa, anche la pratica domestica è tornata di grande attualità. Anche chi è sempre stato lontano dai fornelli, si diletta a cucinare scoprendo il piacere che può dare il cibo fatto in casa, e rendere più gustosa l’intera giornata a sé e alla famiglia. Cosi Casa Artusi, che come ciascun’altra istituzione si interroga come poter essere d’aiuto ed esprimere solidarietà in un momento così difficile per tutti, ha deciso di contribuire a modo proprio. 

Ha ritenuto di donare un libro a tutti coloro che vogliono saperne più del Padre della cucina domestica italiana, quel Pellegrino Artusi di cui ricorre quest’anno il bicentenario della nascita. Le celebrazioni sono state fatte partire dall’Amministrazione Comunale, in via simbolica, dal 1 aprile, a ricordo di quel famoso giorno del 1911 in cui arrivò il telegramma che indicava la città natale quale esecutore testamentario.

I libri messi a disposizione da Casa Artusi sono: il ricettario, per chi a Forlimpopoli ancora non l’avesse, quello strepitoso romanzo gastronomico che, con ricette e lingua ha fatto l’Italia; la recente biografia curata, proprio per l’anniversario, dal massimo esperto, Professor Alberto Capatti; il Quaderno n. 5 di Casa Artusi, In ca mi us faseva adcè, testimonianze sulla cucina domestica a Forlimpopoli, lavoro di ricerca con ricette che ha visto la collaborazione di Comune, Associazione delle Mariette e Casa Artusi.

È possibile ritirare uno di questi testi, ad esaurimento, assieme all’acquisto di un quotidiano, presso le due edicole del centro di Forlimpopoli (Piazza Pompilio e lungo la Via Emilia, a ridosso di Piazza Garibaldi), nella giornata di mercoledì 8 aprile.

E’ stata scelta questa giornata perché, in prossimità delle festività pasquali, è in uscita anche l’inserto mensile di cultura gastronomica del Corriere della Sera, Cook, che contiene un approfondito servizio sulla ricerca curata dal Censis per conto del locale centro di cultura, sulla pratica domestica in Italia, con interviste al Presidente del Comitato Scientifico di Casa Artusi, professor Massimo Montanari, e al Presidente del Censis, Giuseppe De Rita.

“Si tratta di un piccolo gesto di fronte alla straordinaria generosità che i tempi richiedono a tutti per essere vicini alla comunità forlimpopolese, sperando che sia benaugurante in prossimità della Santa Pasqua”, spiegano da Casa Artusi.

 

Ufficio Stampa Casa Artusi PrimaPagina